Preservativo ai dodicenni: prevenzione immorale?
di Luca Bortone • scritto il 1 mar 2010 • pubblicato in: CULTURA E SOCIETA', Edizione Online - Ultime
Ad un giovane su quattro il preservativo ‘standard’ va largo: durante i contatti a spina inserita scivola o si sposta, rendendo il sesso protetto non più molto… protetto (oltreché poco piacevole). L’organizzazione Aiuto AIDS Svizzero (AAS), impegnata nella promozione di progetti pilota nella prevenzione di HIV e AIDS, PLANeS e Ceylor – noto produttore di profilattici – collaborano lanciando sul mercato ‘Hotshot’, un preservativo di 5 millimetri più stretto della variante standard, sviluppato pensando soprattutto ai giovanissimi (12 – 13 anni).
L’opinione pubblica si divide: mentre alcuni plaudono entusiasti, altri gridano indignati allo scandalo. « A dodici anni si è ancora bambini e non si dovrebbe pensare al sesso », « Questa è un’idea estremamente stupida. Così facendo si autorizzano i bambini a fare sesso »: sono solo alcune delle molte lamentele indirizzate contro AAS. Esponenti dell’UDC e del PPD storcono il naso di fronte all’iniziativa, definita: « immorale ». Sidonja Jehli di ASS rigetta al mittente tutte le accuse, affermando che non è l’offerta di preservativi e metodi contraccettivi in sé, bensì il facile accesso a pornografia e pubblicità spinte a catapultare i giovani verso una sessualità precoce.
Mi sembra giusto prendere posizione in merito, ricordando ai tanti contrari scioccati e scandalizzati dall’iniziativa che in una società in rapido mutamento come la nostra, in cui si scopre il sesso sempre prima, in cui a tredici anni si diventa genitori e a quattordici si fa sesso – spesso non protetto – in cambio di vestiti firmati e ricariche per il cellulare (tristi i casi scoperti nella contigua Penisola), anche la moralità dovrebbe ‘modernizzarsi’ e adeguarsi. Semplicemente, non si possono valutare e criticare questi episodi con la mentalità di vent’anni fa. « Quando ero giovane io… », si sente spesso nelle contro argomentazioni. Sì, quando eravate giovani voi le cose erano diverse: questo è indubbio. Oggi però non stanno più così; per una serie infinita di concause la sessualità è cambiata, scivolando dal tabù al ‘quotidiano’, al ‘normale’. L’età della « prima volta » scende inesorabilmente, e imburrarsi gli occhi e stendervi sopra uno spesso strato di mortadella non serve. Peggio ancora è tentare di reprimere il fenomeno con la forza, vietando ai giovanissimi il sesso. Non vi illudete: lo faranno comunque! Magari in situazioni scomode e altamente rischiose per la salute.
Io trovo lodevole l’iniziativa di ASS e PLANeS. Sensibilizzare i giovanissimi all’uso del preservativo e dei metodi contraccettivi, sedersi e con calma parlare con loro di rischi, malattie, delusioni, aspettative, pregi e difetti legati al mondo del sesso non solo è giusto, è indispensabile. Proprio perché a dodici anni si è ancora ‘bambini’ e non si hanno ancora ben a fuoco le possibili conseguenze di un rapporto sessuale, urge un cambiamento di mentalità da parte di coloro che oggi gridano allo scandalo. Il sesso è pericoloso solo quando rimane un tabù. Parlarne e confrontarsi, insegnare l’uso del preservativo, sensibilizzare sui rischi è l’unico modo per tutelare i più giovani. Se per ottenere questo, si deve passare per un nuovo tipo di preservativo, più stretto, adatto ai dodicenni: ben venga!
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Luca Bortone
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Insomma, bisogna adattarsi ai tempi che corrono…anche se a 12 anni si dovrebbe ancora pensare ai videogames :/
Sarò vecchio e bigotto, ma io questa cosa dei preservativi per i dodicenni la trovo sbagliata. È vero che la morale è cambiata e che la fanciullezza dura sempre di meno ma secondo me c’è un giusto momento per ogni cosa e 12 anni non sono sufficienti per un rapporto sessuale così come non lo sono per guidare il motorino, comprare sigarette od ordinare alcolici in un bar. A quell’età si è ancora sotto tutela dei genitori perchè si è considerati immaturi e ad un bambino non si regalano i preservativi così come non gli si regalano superalcolici. La maturità sessuale è fissata a 16 anni per un motivo preciso, e non c’è alcun bisogno di legittimare moralmente i bambini ad avere rapporti sessuali a partire dai 12 anni. Capisco il pensiero pragmatico di chi pensa che, dato che “succede” sia giusto intervenire. Tuttavia questa è una soluzione facile e irresponsabile che ha delle ripercussioni sull’educazione: si fa passare il messaggio che sia “normale” avere un rapporto sessuale a 12 anni e che sia giustificabile per un ragazzino reclamare il diritto di avere un rapporto quando non è giudicato nemmeno abbstanza maturo di guidare una bicicletta elettrica. Anche i pedofili sono sempre esistiti, ma non per questo li giustifichiamo o reagiamo distribuendo preservativi. Riconosciamo il comportamento di un pedofilo come qualcosa di “sbagliato”, ma allo stesso tempo riteniamo “giusto” che un dodicenne abbia rapporti sessuali? Che razza di educatori siamo se non reagiamo correttamente neanche davanti a questi palesi squilibri? Se riconosciamo che a 12 anni sia sbagliato avere rapporti sessuali dobbiamo prenderci la responsabilità e l’impegno di educare meglio i nostri figli. La scuola, la società e la famiglia non possono accettare questo fatto senza assumersi la responsabilità e l’impegno di intervenire per cambiare le cose. Arrendersi è facile e irresponsabile.
Io sono pienamente d’accordo: a 12 anni NON si dovrebbe nemmeno sfiorare di striscio il mondo del sesso. A 12 anni bosognerebbe dedicarsi alle casette di lego e ai cartoni animati.
Pienamente d’accordo anche quando dici che bisogna educare i giovanissimi e far loro finalmente capire che il sesso non va preso alla leggera, perché potrebbe portare con se una serie di spiacevoli – a dir poco – conseguenze.
Il fatto è che, sciaguratamente, oggigiorno a 12 anni fanno sesso! E spesso lo fanno non protetto, e diventano genitori a 13 (ricorderai forse il caso dell’anno scorso, della ragazzina svizzero-tedesca, che pensava di avere i crampi e invece erano doglie), o peggio s’infettano di HIV.
Se un giovanissimo si è messo in testa di fare sesso, lo farà! Quindi, ben venga un preservativo che possa “mettere in sicurezza” il rapporto! Non è questo preservativo che spingerà un giovanissimo verso il sesso! Altre sono le cause… non il preservativo! Se proprio devono – sebbene non dovrebbero! – farlo, usassero almeno una protezione.
E potrebbe anche benissimo darsi che Hotshot si riveli essere più un motivo di riflessione, per il bambino e per i genitori, e possa essere veicolo di riflessioni, di una maggiore consapevolezza da parte del bambino, piuttosto che un ‘accelerante’
Ciò, tuttavia non cambia il fatto che bisogna assolutamente intervenire e invertire questo trend. Genitori, scuola, e società hanno l’obbligo di darsi una mossa e educare meglio le prossime generazioni, in modo che crescano un po’ più responsabili…
Trovo che fornire un’adeguata informazione riguardo i rapporti sessuali ai giovanissimi, sia dovuto, sopratutto perché in molti casi i genitori non lo fanno, ma informare é una cosa, distribuire preservativi é un’altra!
Informare, discutere e parlare di rischi e malattie é sicuramente indispensabile, ma tale conoscenza, secondo me non fornisce la maturità necessaria, per avere un rapporto a quell’età, almeno non a tutti.
Spesso per aprire gli occhi alla gente occorre uno shock. Questo preservativo potrebbe esserlo. Potrebbe spingere i genitori a preoccuparsi di più, di nuovo, dell’educazione sessuale dei figli. Potrebbe rendere il parlarne in famiglia o a scuola meno… tabù!
Questa è, almeno, la mia speranza.
Capisco quello che dici Luca, però secondo me il preservativo distribuito indiscriminatamente nelle scuole (a bambini tra i 12 e i 14 anni) porta più svantaggi che vantaggi. Il fenomeno, anche se esiste, non è ancora di massa (infatti per fortuna non sono molti i bambini padre nel nostro paese) e non c’è per fortuna ancora bisogno di reagire distribuendo contraccettivi e lubrificanti come se fossero caramelle. È vero, come dicono i promotori dell’iniziativa che il facile accesso alla pornografia su internet e la scarsa educazione ricevuta in famiglia e a scuola sta erodendo l’innocenza in maniera preoccupante e che l’interesse per certi argomenti nasce sempre prima.
Rispondere però distribuendo contraccettivi è sbagliato perchè si mette il focus sul problema sbagliato. A 12 anni non è sbagliato il sesso non protetto. È sbagliato fare sesso tout-cour, e chi lo fa si trova in una condizione di squilibrio e va per tanto educata a non farlo. Distribuire preservativi e lubrificante non è solo un’innocua diffusione di lattice e liquido viscoso. Si tratta di un’azione che lancia una serie di messaggi inferenziali che fanno sembrare “normale” e “comune” ciò che non lo è. In questo senso ogni dodicenne che a quell’età volesse fare sesso si sentirebbe legittimato a farlo. Fare sesso a 12 anni sarebbe normale e giusto a patto che sia fatto in modo protetto. Secondo me il problema è culturale. Crediamo che sia sbagliato che i dodicenni facciano sesso? Ricerchiamo il perchè di questo, identifichiamo da dove viene questo problema e cerchiamo di risolverlo. Il problema è il facile accesso ai siti porno su internet? Benissimo: facciamo una legge che obbliga i provider a fornire di default dei modem dotati di filtro eventualmente sbloccabile da un adulto. In questo modo, il fenomeno del facile accesso ai siti porno si ridurrebbe drasticamente. Secondo: educhiamo ad un giusto rapporto con il sesso. Mi va bene spiegare come funziona meccanicamente la cosa, informare quali sono i pericoli ecc. ma dobbiamo cercare di far capire cosa è giusto, quando è giusto e perchè, non possiamo limitarci a delle semplici istruzioni tecniche. Il sesso non è un mobile IKEA. Secondo me si tratta innanzitutto di ristabilire dei paletti. Bisogna sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato e poi agire affinchè si faccia il giusto. Il problema di oggi è che astenendoci dal dare giudizi morali abbiamo eliminato il concetto di giusto e sbagliato. Tutto va bene, purchè non si prenda l’AIDS. Siamo sicuri che in questo discorso sia l’AIDS il principale problema da affrontare? Come crescerà un ragazzino che pensa sia un suo diritto fare sesso a 12 anni?
Sì, occorre ristabilire i paletti. Per farlo però, occorre un attacco ‘multifronte’. I colpi di spugna, il voltare pagina e ricominciare da zero esistono solo nei post in Facebook. Ciò che serve ora è una collaborazione fra genitori, figli, scuola,istituzioni (fra cui anche televisione, agenzie pubblicitarie, …), governo.
Bisogna tornare ad educare i nostri figli PERSONALMENTE e non lasciare che vengano cresciuti dalla televisione. Bisogna sedersi con loro e affrontare questi temi delicati con fermezza e accurata apertura mentale (arroccarsi su posizioni ‘antiquate’: inutile!), in modo che, generazione dopo generazione, si torni verso un equilibrio meno… ‘perverso’.
Distribuire preservativi non è LA soluzione, ma nemmeno funge da accelerante.
Come detto, molte sono le concause che hanno portato a questa soluzione, e tutte vanno ‘attaccate’ simultaneamente. Non si può vietare da una parte e lasciare campo completamente libero dall’altra.
Credo che il sesso in giovanissima età sia ormai un fenomeno diffuso, o almeno questo lascerebbero intendere le televisioni e i giornali.
Ciononostante la creazione di un “preservativo su misura”, e tanto più la sua eventuale distribuzione nelle scuole (come già avviene in molte scuole in cui é ancora prevista l’ora di educazione sessuale, ma per classi superiori), sarebbe a mio parere tuttaltro che di beneficio.
Sembra essere sempre più diffusa la convinzione che la morale debba adeguarsi al desiderio delle masse, mentre non può esistere niente di più sbagliato. L’etica e la morale nascono per difendere la società dal desiderio, dal comportamento inappropriato e sbagliato.
È lecito attendersi una modernizzazione anche dell’etica e della morale, nessuno può e dovrebbe voler imporre limiti in questo senso, ma questo non può avvenire a causa di un degrado sociale. Il degrado sociale dovrebbe essere combattuto dall’etica e dalla morale, e i valori in cui crediamo e che ci guidano nella vita dovrebbero evolvere solo in funzione di una nuova presa di coscienza dell’individuo e della società.
Se il tempo, lo studio e l’esperienza ci portano a prendere coscienza di nuovi aspetti della vita, se impariamo a conoscere e vedere le cose in modo più profondo, allora i valori ormai sorpassati di una morale che più non sussiste possono essere riconsiderati.
Oggi noi non pensiamo, o almeno mi auguro che nessuno pensi, che avere rapporti sessuali a dodici anni sia normale o addirittura positivo. Non mi soffermerò sui problemi che possono derivarne, altri ne sanno sicuramente più di me.
Resta il fatto, e concludo, che se la nostra attuale natura ci porta a rigettare il sesso in così giovane età, la morale dovrebbe combatterlo di conseguenza. Il fatto che un ragazzino, non ancora in possesso di tutti i mezzi per comprendere l’azione che sta per compiere, desideri avere un rapporto sessuale non ha niente a che vedere con lo sviluppo di una nuova morale, quanto invece ha a che vedere con desideri precoci sempre meno controllati da un senso della morale che sempre meno viene avvertito nella società.
Per cui, invece di dare un preservativo al proprio figlio, un genitore dovrebbe fargli capire cosa é giusto e cosa é sbagliato.