I due volti del gioco d’azzardo – Editoriale dicembre 2011
di Luca Bortone • scritto il 4 gen 2012 • pubblicato in: Primo pianoÈ un mondo dai due volti quello dei Casinò, attorno al quale gravita la maggior parte delle attività correlate al gioco d’azzardo. Il primo è sfavillante, abbellito da mille luci ammiccanti: una bolla sospesa nello spazio e nel tempo, dove non trovano posto né orologi né finestre e il ritmo delle nottate viene scandito dal chiacchiericcio elettronico delle slot machine, dal tintinnio delle monete e dallo sbatacchiare nervoso delle fiches sui panni verdi. Il secondo è losco, sordido e malsano, in cui malviventi in doppiopetto si contendono i guadagni multimilionari dei racket e i giocatori compulsivi si rovinano, grattando il fondo consunto delle tasche alla disperata ricerca di un altro, ultimo, quattrino da puntare.
Nella sua moderna veste digitale, il gioco d’azzardo è riuscito ad ammaliare unaclientela sempre più giovane, nella quale, talvolta, s’intrufolano anche i minorenni. Stando comodamente seduti sul divano, si possono scommettere soldi veri in un ambiente virtuale incontrollato, che – quasi beffardo – ci ricorda di “giocare responsabilmente”, di usare il raziocinio in situazioni molto spesso dominate da emozioni forti, in cui le pulsazioni galoppano e il sottile brivido della vittoria soverchia il dolore quasi certo della perdita pecuniaria.
La variante Texas Hold’em del poker rispecchia in maniera molto chiara questo recente trend.
Sempre più numerosi sono i tornei organizzati da locali e Casinò – fra cui quello di Lugano, dove va regolarmente in scena la University Poker Championship: una competizione molto gettonata, riservata ai soli studenti universitari – e sono sufficienti pochi click in rete per rendersi conto di quante nuove poker room digitali siano nate sull’onda corta di questo fragoroso boom.
Vi invitiamo ad allacciare le cinture e a seguirci nell’esplorazione dei sotterranei del gioco d’azzardo, a scoprire il funzionamento di un casinò virtuale, le difficoltà legate al marketing in un settore duramente regolamentato, ma anche le patologie di una passione che spesso diventa compulsiva.
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Luca Bortone
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C´è da dire che i casinò online hanno se non altro il vantaggio di poter eliminare almeno in parte la “parte oscura” a cui fate riferimento nell´articolo, intendendo con questo la malavita legata al gioco d´azzardo (questo per quanto ne sappiamo noi, che non è molto, ma ci tocca fidarci). Io stesso non sono mai entrato in un casinò “dal vivo” ma ammetto di avere un account e ogni tanto un brivido alla roulette o a black jack me lo concedo. Non lo trovo scandaloso o peggiore di uno dei tanti altri vizi che affliggono la nostra società. L´uomo è vizioso e alla ricerca di stimolazioni particolari per sua natura. Condivido invece la perplessità sulla troppa facilità di accesso a questi siti, in particolare tenendo conto dei minorenni che si avvicinano a questo mondo magari sull´onda della moda del poker. Ma del resto io ho iniziato a giocare a poker quando avevo 15 anni in famiglia e più di 10 euro credo di non averli mai investiti. Il modo in cui si affrontano certe cose ha sempre le sue radici a monte, nell´educazione e nell´istruzione. Potenzialmente ci sono decine di attività distruttive, anche se forse fa comodo dare la colpa di tutto al gioco o alla droga. Il moralismo però spiega poco e aiuta ancora meno.