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Tutte le novità del Windows che verrà

di admin • scritto il 4 mag 2009 • pubblicato in: Edizione Online - Ultime, SCIENZE E TECNOLOGIA, UNIVERSITÀ

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Per gli amanti di Windows, questa notte è un po’ come la vigilia di Natale. Dopo due anni di patimenti, sbeffeggiamenti e battutacce riferite al bidone Vista, il popolo Redmondiano si avvia verso la redenzione, con il rilascio nella giornata di domani della Release Candidate della nuova versione di Windows. Come il nome stesso suggerisce, la Release Candidate è una versione di prova la cui licenza d’uso, per la prima volta concessa gratuitamente a numerosi beta tester in tutto il mondo, sarà limitata ad un anno. La versione definitiva di Windows 7 è comunque attesa tra ottobre e dicembre di quest’anno quindi fortemente in anticipo rispetto ai piani iniziali di Microsoft che dimostra con questa mossa di voler al più presto reagire liberarsi del sistema operativo che dopo Windows ME è stata sicuramente la più grande fonte di imbarazzo per il gigante californiano.

Windows 7 non è tuttavia radicalmente diverso da Windows Vista. Finestre trasparenti, Aero, e numerose altre modifiche introdotte dopo Windows Xp non sono difatti state rimosse. Tutt’altro. Con Windows 7 Microsoft prosegue sulla strada delle riforme presentando certamente un sistema operativo più leggero e performante ma al contempo profondamente diverso rispetto a Windows Xp, con il quale ci sarà una vera e propria rottura. La compatibilità dei programmi, ad esempio, verrà garantita solo grazie ad una macchina virtuale integrata (inclusa a quanto pare, solo nelle versioni Professional e Ultimate). Le riforme sono difatti importanti sia “sotto il cofano” che nell’interfaccia grafica, che sommerà alle nuove caratteristiche già introdotte da Vista anche nuove sostanziose funzionalità.

La nuova taskbar

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In primo luogo, Windows 7 sarà contraddistinto da una nuova taskbar che sostituirà una volta per tutte la tradizionale barra inferiore a cui eravamo abituati dai tempi di Windows 95. In realtà, tranquillizzano a Redmond, la nuova taskbar è un’evoluzione (molto consistente) di quella tradizionale e presenta un certo numero di nuove funzionalità.
Un po’ come il Dock di Mac OS X, la nuova taskbar non ospiterà unicamente le icone dei programmi avviati o ridotti ad icona, ma anche i cosiddetti “lanciatori”, ovvero le icone dei programmi che si avviano più spesso. Effettuando un semplice clic sull’icona di un lanciatore, potremo quindi avviare il programma corrispondente.

Se il programma è già avviato con un clic del sul lanciatore potremo massimizzare o ridurre ad icona le finestre del programma che saranno tutte raggruppate sotto lo stesso lanciatore.

Mentre cliccando sul lanciatore usando al contempo il tasto “Maiuscolo” si potrà avviare una nuova istanza del programma corrispondente (una nuova finestra di Internet Explorer o di Word ad esempio), passandoci sopra con il mouse, verrà visualizzata un’anteprima “live” di tutte le istanze dell’applicazione aperte. L’anteprima non è tuttavia una semplice immagine: cliccando su di essa sarà difatti possibile portare in primo piano la finestra corrispondente. Ma non finisce qui. Facendo clic su un pulsante della taskbar con il tasto destro del mouse sarà possibile accedere ad un menù contestuale che mostrerà l’elenco di tutti i file recenti del programma utilizzato. Una funzionalità che dovrebbe ottimizzare le procedure di ricerca di file modificati recentemente.

Mouse gestures

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Windows 7 introduce poi delle mouse gestures che dovrebbero migliorare la gestione dello spazio sullo schermo. Afferrando una finestra per la barra superiore e spingendola ai lati del monitor, si otterrà un’adattamento della finestra alle dimensioni dello schermo (in modo analogo alla massimizzazione della finestra). Se ripetiamo l’operazione con un altra finestra, le due finestre si ridimensioneranno, in modo da occupare ciascuna metà dello schermo.

Infine, afferrando una finestra e “scuotendola” velocemente a destra e sinistra, si otterrà la minimizzazione ad icone di tutte le altre finestre aperte. Un modo veloce insomma, per riordinare velocemente la scrivania.

Menù avvio

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Anche il menù di avvio è parzialmente rinnovato. Di fianco ad ogni programma sarà difatti posibile consultare “al volo” la lista dei documenti recenti aperti o modificati con quel programma. Brutte notizie per gli amanti del menù avvio “classico”, presente ancora in Windows Vista. Microsoft conferma la tendenza di rottura col passato e cancella una volta per tutte quest’opzione. In Seven sarete dunque obbligati ad utilizzare il nuovo menù di avvio.

Esplora Risorse e interfaccia “Ribbon”

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Novità anche per quanto concerne il menù laterale di “esplora risorse” il noto file manager di Windows. Invece del solito menù “ad albero” posizionato in una barra laterale posta sul lato sinistro della finestra, il nuovo esplora risorse presenta una barra laterale del tutto simile a quella presente in MacOSX a sua volta ispirato alla barra laterale di iTunes. Ritoccate anche le modalità di visualizzazione dei file, che ora possono essere mostrati come icone grandi, medie o piccole, in elenchi semplici dettagliati o affiancati oppure secondo la nuova categorizzazione “contenuto” che consente all’utente di visualizzare un elenco di file in base a delle parole chiave contenute all’interno del documento.

Si tratta dunque di un metodo di visualizzazione dinamico che si comporta in modo molto simile a “spotlight” di MacOSX.
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Un’altra caratteristica evidente all’interno dei soliti  paint, notepad e altri accessori forniti in bundle con Windows è l’estensione a tutte queste utility dell’interfaccia Ribbon alla quale siamo stati abituati con il lancio di Microsoft Office 2007. Niente più menù a “tendina” dunque. È l’era delle barre multifunzionali.

Rete e condivisioni

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Windows 7 introduce inoltre un nuovo sistema per condividere file e creare delle piccole reti domestiche, chiamate “homegroups”. Con pochi clic del mouse tutti i computer (dotati di Windows 7) collegati alla stessa rete potranno essere collegati semplicemente scambiandosi un codice PIN che autorizza lo scambio di dati. Niente più “gruppi di lavoro” o configurazioni difficili dunque. Resta ancora da testare la compatibilità di questo nuovo sistema con le tradizionali reti oggi in circolazione. Purtroppo infatti, la funzione “homegroup” non è una funzione aggiuntiva prevista né per il redivivo Windows Xp, né per Vista. Migliorata è anche l’usabilità nei gestori di rete che permettono una connessione più veloce e diretta alle reti wireless.

Prestazioni e requisiti

Rispetto al suo predecessore Windows 7 risulta complessivamente più leggero e performante. Nonostante le diverse funzioni aggiuntive, che non rinunciano a qualche extra grafico il sistema risulta più veloce e reattivo anche su un computer con “poca” memoria RAM. Contrariamente a Windows Vista, per avere Windows 7 non sarà necessario disporre di macchine più potenti rispetto a quelle sui cui Windows Vista è in grado di girare. Questo non significa che Windows 7 girerà in modo ottimale sui vostri computer con 5 o 6 anni sulle spalle. I requisiti minimi richiedono infatti un computer dotato di processore moderno (32 o 64 bit), 16 GB di hard disk (20 per l’edizione a 64 bit) e almeno 1 GB di memoria RAM. Niente di esagerato dunque ma se non avete intenzione di cambiare PC d’ora in avanti sarà consigliabile pensare ad alternative più leggere, come ad esempio Ubuntu linux, di cui abbiamo parlato poco tempo fa.

I prezzi della versione retail di Windows 7 non sono ancora noti, ma è lecito immaginare che saranno in linea con quelli di Windows Vista. Per intanto, se volete provarlo, potete scaricare la vostra versione di Windows 7 Release Candidate dal sito ufficiale di Microsoft che lo metterà a disposizione di tutti nella giornata di domani.

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2 commenti »

  1. Non sembra male, sicuramente come detto e ridetto nell’articolo, meglio di Vista! Comunque io windows ME l’ho avuto x 2-3 anni e non mi ha dato problemi…

  2. Eheheh, povero Vista… lui come ME non erano tanto peggio rispetto ai loro predecessori ma non erano abbastanza “buoni” da motivare un upgrade. Chi possedeva una copia di Windows 98 SE non aveva grandi motivi per passare a Windows ME, tantopiù che quasi contemporaneamente è uscito Windows 2000 una vera rivoluzione rispetto alle vecchie versioni che di fatto erano interfacce grafiche montate su MS DOS.

    Comunque Vista secondo me è stato esageratamente bistrattato. È indubbio che sia pesante e che non apporti un numero significativo di migliorie tali da motivarne l’acquisto da chi già possiete Xp. Però non c’è dubbio che per chi ha una macchina sufficientemente potente, Vista sia comunque migliore di Xp. Alcune cose sono state fixate nel mondo sbagliato ma sono state effettivamente fixate, il riconoscimento automatico e il plug and play (ad esempio dei monitor) funziona effettivamente molto meglio di come andavano su XP.

    Ci sono una marea di buoni motivi per rifiutare Vista (è lento, è pieno di lucchetti digitali, consuma un sacco di memoria e obbliga un upgrade spinto del proprio computer) ma a volte ho l’impressione che la gente non lo ami semplicemente perchè “non è xp”.

    Dato che nemmeno windows 7 sarà xp sono curioso di vedere come verrà accolto dal grande pubblico. Tanti programmi per xp non gireranno più con Windows 7 e l’esperienza sarà molto diversa rispetto a quella del “classico” xp. Certo è che Linux risulta oggi motlo più familiare di windows 7 per un utente xp. È pazzesco quanto basti un nome a spaventare o a creare sicurezza nelle persone. Comprare Windows che non è più il windows a cui si è abituati è comunque psicologicamente più rassicurante che cambiare a favore di un sistema operativo nuovo, che paradossalmente assomiglia molto di più a windows di quanto windows stesso non assomigli a sè stesso.

    Paradossi informatici

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