È già Natale?
di Luca Bortone • scritto il 4 nov 2009 • pubblicato in: CULTURA E SOCIETA', Edizione Online - Ultime
Quest’anno, per caso, Natale cade in Novembre e nessuno me lo ha comunicato? Non so se avete notato o meno, ma in ogni centro commerciale di Lugano (e Zurigo) è tutto un brillare di stelle, bocce, nastrini, angioletti, alberi (rigorosamente di plastica!), carta per pacchi regalo, candele, corone dell’Avvento…
Ho l’impressione che, di anno in anno, sugli scaffali dei negozi, Natale arrivi sempre prima, in nome di una (insana) corsa a voler essere i primi ad esporre le bocce di tendenza questa stagione. Risultato: ansia che attanaglia i consumatori e atmosfera natalizia sciupata. « Uffa. Tra un po’ devo iniziare a pensare ai regali. », mi è (spesso) capitato di sentire negli anni passati, e sono certo che quest’inverno non farà eccezione. Devo: come a voler sottolineare l’obbligo e non il piacere di dedicarsi ai doni di Natale.
Magari mi sbaglio, e questa è tutta una mia distorta percezione, ma da qualche inverno non riesco più a godermi la magica atmosfera che una festa importante e significativa come il Natale porta con sé. E ciò non ha nulla a che fare con l’essere cresciuto. Una volta (e non parlo di memoria storica, bensì di pochi anni fa), gli addobbi luccicanti comparivano sugli scaffali solo ai primi di Dicembre, con l’arrivo dell’Avvento. E noi tutti, bambini sognatori, aprivamo ogni giorno quella finestrella, facendo la conta di quante ne mancassero alla Vigilia, e redigevamo la letterina a Babbo Natale con impazienza (o desidero?) crescente. Più si avvicinava il 24, più eravamo felici; strade e case si trasformavano in capitoli di una favola senza tempo.
Anche qualche anno più tardi l’effetto era lo stesso; a mutare erano solo i motivi, i valori: non più la voglia di regali sotto l’albero, bensì la gioia di sentirsi in qualche modo ancor più uniti a nostri cari, la bellezza di trascorrere in loro compagnia lunghe cene illuminati dalla luce tremolante delle candele rosse, magari con un sottofondo ovattato di Jazz o Blues.
Ora invece… già in nascere di Novembre tutto ci ricorda il Natale, e – come giusto – in noi cresce il desiderio. Solo che questo desiderio, spalmato lungo due interi mesi, avvizzisce come una foglia d’autunno, sino a trasformarsi in “ansia da regalo”: «Uffa, è già Natale. Devo comprare i regali e gli addobbi e spendere un sacco di soldi. »
Temo, questa “catena di montaggio delle festività” (Novembre: “oddio arriva Natale, bisogna esporre subito gli addobbi”; 27 Dicembre: “Su su, via le bocce, fra poco è Carnevale, fuori trucchi e maschere; Marzo: “Ohoh! Arriva Pasqua, presto fuori i conigli di cioccolato e le uova colorate) stia irrimediabilmente rovinando sia il Natale sia le altre feste. Ed è un vero peccato, perché l’atmosfera e le sensazioni che si vivono, i profumi e gli aromi che si assaporano in quei giorni di fine Dicembre, hanno davvero il potere di trasformarci tutti (anche se solo per una notte) in Peter Pan.
Voi che ne pensate?
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Luca Bortone
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Al Marionnaud c’è già l’albero addobbato
e ad Ascona le luci sono già state piazzate sui lampioni (meno male non sono ancora state accese
).
sono perfettamente d’accordo con te =(
accecati da luccichii abbaglianti delle vetrine i nostri occhi consumatori si dimenticano di pensare che alcune persone sono ancor più sole. Per loro le feste sono quasi una tortura. che rabbia e che tristezza
effettivamente è tutto commercializzato!
Natale è una tradizione e non un motivo per fare soldi!
Mi avete convinto! Parto ora per la Leventina e vado a tagliare un abete. Spero ci stia sulla Golf
Effettivamente, le feste sono ormai un business (senza contare quelle “importate” come il recente Halloween): per la gioia della Babbo Natale sagl…
Chissà perché c’è questa corsa alle compere di Natale…Per esempio a Madrid non vedo nemmeno l’ombra di un addobbo, sarà per le temperature ancora elevate???sarà per una differenza culturale??non lo so….ma credo che da noi (in Svizzera) i commercianti non sappiano più cosa inventarsi per vendere la loro merce, così subito dopo le zucche di Halloween iniziano con gli addobbi Natalizi….forse ci vorrebbe un po’ più di fantasia (da parte dei commercianti), un po’ meno consumismo e un po’ più di VERO spirito Natalizio per noi..
Concordo con quanto dice Violetta.
Non sanno più cosa inventarsi e personalmente i negozi perdono di attrattività.
Praticamente viviamo un mix di eventi “imposti” che si trasforma in un unica festa.
È vero, Halloween, Natale, Carnevale, Pasqua sono feste commercializzate, e per fortuna! Siamo talvolta così presi dai nostri impegni quotidiani, dai nostri pensieri, dai nostri fittizi problemi che se non ci fossero le belle vetrine illuminate da stelle e lampioncini, abeti e bocce colorate, é triste ammetterlo, ma ci dimenticheremmo anche del Natale!