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Separarsi? Sì, ma con stile!

di Luca Bortone • scritto il 5 mag 2010 • pubblicato in: CULTURA E SOCIETA', EVENTI E SPETTACOLI, Edizione Online - Ultime

« … in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà, giuri di amarla finché divorzio non vi separi? ». Lo sposo girò lo sguardo verso la bellissima ragazza dagli occhi verdi e i boccoli d’oro e con voce ferma disse: « Lo giuro! » Seguirono lo scambio degli anelli e il bacio di rito. Uscendo dalla chiesa con la neo-moglie sottobraccio, fra applausi e chicchi di riso, l’uomo adocchiò una splendida morettina, fasciata in un vestito rosso niente male. Si sorrisero. Bah, pensò lui, in fondo posso sempre divorziare.

Triste? Forse. Reale? Assolutamente. Stando all’Istat, i matrimoni che scoppiano sono in aumento. Se nel 1995 erano solamente 80 ogni mille, in 12 anni sono saliti fino a 273. Sempre più persone corrono dall’avvocato per rompere la promessa di matrimonio e liberarsi così dal fardello di un giuramento che, ormai, non è più « per tutta la vita ».

Sicché ogni cosa, finanche le vicissitudini della vita coniugale, è buona per fare soldi, tal Franco Zanetti, ispirato dai dati Istat, si è inventato « Ex – Punto e a capo », il primo salone italiano del divorzio. L’8 e il 9 di maggio, all’Hotel Marriot di Milano saranno presenti aziende, professionisti e associazioni impegnati nel delicato e spesso non facile compito di aiutare le coppie a … scoppiare. Senza troppi traumi.

Al grido di « sdrammatizziamo! », il divorzio viene concepito come opportunità e non come tragedia apocalittica. La fine del rapporto d’amore che ha profondamente legato due persone fino a qualche tempo prima, non è necessariamente, non è e non dev’essere anche la fine della vita stessa. Ci si può sempre rialzare e ricominciare tutto daccapo. All’interno del salone « Ex – Punto e a capo », i visitatori dal matrimonio in crisi potranno seguire i consigli di esperti stylitst e rifarsi il look; un po’ come cambiare piumaggio per attirare nuovi partner. Se ciò non dovesse bastare, le coppie in crisi più depresse (e pertanto più pigre) potranno persino entrare in contatto con svariate agenzie matrimoniali, ben liete di mettersi al posto loro in cerca di un nuovo compagno o di una nuova compagna. Vera chicca del salone è tuttavia l’agenzia Ciao Amore fondata dalla sociologa di Belgrado Milena Stojkovic, specializzata in divorce planning. In pratica: uno stuolo di avvocati, psicologi, mediatori familiari e commercialisti, preposto a sbrigare tutte le complicate pratiche annesse e connesse ad un’istanza di divorzio.

Se la sola vista dei vari regalini e ricordini lasciati dall’ex in casa riapre dolorose e profonde ferite, non resta che fare un salto alla « Piccola bottega degli orrori con baratto », ossia un punto di scambio ove disfarsi di tutti quei nefasti oggetti e sostituirli con qualcosa di meno odioso e più utile. Qualora non si dovesse trovare lì ciò di cui si ha bisogno, si può sempre ricorrere alla « Lista di divorzio » introdotta dalla Fnac, dove parenti e amici potranno acquistare svariati oggetti atti ad arredare le nuove case da single.

Dulcis in fundo, sì sa che talvolta la separazione dell’ex di turno è una liberazione tanto grande da volerla addirittura festeggiare in grande stile. I « divorce party » per ora restano di gran moda soltanto negli Stati Uniti, perciò bisogna accontentarsi di una « torta del divorzio », da annacquare con lo spumante e  spartire con amici e parenti alla faccia dell’odioso/a ex, che d’ora in avanti rovinerà la vita di qualcun’altro/a.

Un consiglio? Sposatevi solo se lo volete davvero e dopo attenta e ponderata riflessione. Potreste evitare di dover ricorrere ad un salone come questo…

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