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(In)Glorious Basterds

di Melissa Diday • scritto il 6 nov 2009 • pubblicato in: CULTURA E SOCIETA', Edizione Online - Ultime, EVENTI E SPETTACOLI, TV, cinema e pubblicità

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L’ultima opera di Quentin Tarantino è un’epopea di spionaggio “men on a mission” ambientato nella Francia occupata della seconda Guerra Mondiale. I “Bastardi” sono infatti un gruppo di soldati ebrei americani che conducono una guerra personale contro i nazisti. La loro missione è ostacolare il Terzo Reich uccidendo ogni soldato tedesco che incontrano, prendendogli anche lo scalpo. La strada dei “Bastardi” incontrerà quella di una ragazza ebrea francese che gestisce un cinema a Parigi.

Il film prende il titolo dal film di Enzo Castellari “Inglorious Bastards” (tradotto in italiano Quel maledetto treno blindato, 1978). Castellari ha però specificato: “È un film completamente diverso, questa è una cosa di Tarantino, non è un remake – è qualcosa che ho ispirato con il mio film”. Tarantino rivisita (in modo molto violento) il war movie e il western: uno dei titoli pensati dal regista era infatti C’era una volta nella Francia occupata dai nazisti, che è rimasto il titolo di un capitolo del film.

Il cast è d’eccezione (Brad Pitt, Eli Roth, Christoph Waltz, Diane Kruger, Daniel Brühl) ed è stato scelto contemporaneamente a Parigi, Berlino e Los Angeles: “So che è all’avanguardia – ha affermato il co-produttore Henning Molfenter – ma so anche che il pubblico internazionale è pronto per una simile scelta. È un nuovo passo verso un cinema internazionale, e credo sarà molto apprezzato”. Diane Kruger, cresciuta in Germania e residente oggi a Parigi, ha trovato l’idea di un cast internazionale un modo per “rinfrescare” per il mondo del cinema: “Essendo europea, lo apprezzo molto. Penso sia fantastico che Quentin abbia il fegato di farlo. Aggiunge autenticità, ed è divertente”.

Anche Brad Pitt si è detto entusiasta di partecipare al film, ed è stato il primo attore a entrare nel cast, con il ruolo del tenente Aldo Raine. Tarantino ha sperato fin dall’inizio che Pitt accettasse il lavoro, ma ha ammesso di essersi fatto prendere dal panico: “Ho pensato: ‘Quante sono le possibilità che la star più richiesta del momento voglia fare questo film e che sia disponibile proprio quando io ho bisogno di lui, cioè proprio adesso?’ Ma a volte gli Dei del cinema ti sorridono. Pitt è magnifico, non ho preso in considerazione nessun’altro”.

Il film è già diventato un cult.

…”Se ti servono degli eroi, manda i Bastardi”

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Melissa Diday
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Un commento »

  1. Ho visto il film e sono un po’ diviso sul giudizio da dargli. Da una parte ammiro Tarantino e credo che esteticamente questo sia effettivamente un capolavoro. Dialoghi, fotografia, regia e anche la scelta del cast e la caratterizzazione dei personaggi è effettivamente all’altezza di Tarantino, che migliora il proprio stile film dopo film.
    A farmi storcere un po’ il naso invece è il fatto che in questo film Tarantino parla di nazisti ed ebrei come se si stesse parlando di personaggi dei fumetti, come se si trattasse di una vicenda inventata, fuori dal tempo e un po’ alla “Kill Bill”. In questo contesto, le scene (che in puro stile tarantiniano) mostrano una violenza spesso esasperata risultano un po’ offensive e fuori luogo. Attenzione, non è il fatto che il film sia violento (anche Kill Bill brillava di fantastiche fontanelle di sangue) a darmi fastidio, ma il fatto che ci si concentri su un messaggio di odio verso i tedeschi, che nel film vengono letteralmente, bruciati, trivellati, squartati, scalpati, umiliati e torturati. Il problema vero è che i tedeschi esistono ancora, e che molti di questi hanno avuto parenti o nonni che hanno compiuto atrocità durante la guerra e stanno cercando di dimenticare di chiudere con un passato che li tormenta anche a distanza di generazioni. Se il film voleva attaccare i nazisti esce un po’ tardi per raggiungere i suoi obiettivi. Colpisce invece le nuove generazioni (le offese sono spesso rivolte ai tedeschi in quanto “mangiacrauti, “lecca Wiener Schnitzel” ecc, non necessariamente sull’essere nazisti) rischiando di produrre una reazione di pari violenza alla provocazione. Se io fossi tedesco mi sentirei offeso e se avessi avuto un nonno morto in guerra (pur combattendo dalla parte sbagliata) probabilmente mi sentirei violentato dal messaggio d’odio verso un parente ormai defunto. Insomma, nessuna persona sana di mente oggi condividerebbe il messaggio, il metodico e abominevole progetto di sterminio concepito dai nazisti ma rispondere oggi con un odio e una violenza così dirompente secondo me non aiuta a superare il trauma ma anzi, rischia di riaprire ferite non ancora completamente cicatrizzate, perlomeno non in tutte le regioni d’Europa. Il film è godibilissimo se non si è coinvolti troppo direttamente con la vicenda, ma diventa molto offensivo per chi invece non riesce a considerare l’opera come qualcosa di completamente estraneo alla sua sfera intima e personale. Bastardi senza gloria è quindi sicuramente un film cinematograficamente rilevante che tutti gli amanti di Tarantino e del buon cinema dovrebbero vedere, ma non è assolutamente un film adatto a tutti … e sicuramente non è un film che regalerei per Natale ad un amico tedesco.

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