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Tendenze: turismo medico

di Gerardo Bramati • scritto il 7 nov 2009 • pubblicato in: Edizione Online - Ultime, SCIENZE E TECNOLOGIA

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Chirurgia estetica a prezzi vantaggiosi? Si va in Tunisia. Trattamenti per la schiena? Meglio la Germania. Interventi oculistici “all-inclusive”? Belgio o Turchia. In tempi di crisi anche il mercato della sanità è attraversato – e stravolto – dal fenomeno del “low cost”, e sempre più europei scelgono di sottoporsi a cure di vario genere in Paesi stranieri.

Rischi e sacrifici non sono certamente di poco conto – farsi curare all’estero significa organizzare viaggio e pernottamento, non conoscere la lingua locale e la città, e soprattutto la clinica ed il medico – ma, in tempi di ristrettezze economiche, anche in questo settore il miraggio del basso prezzo gode di una forza attrattiva notevole. Aumentano le agenzie specializzate in turismo medico che si occupano di tutto, dalla prenotazione del volo agli spostamenti da hotel ad ospedale, dal pernottamento in hotel all’assistenza personale e traduzione.

Un vero e proprio “boom” è stato registrato nell’est Europa, dove viene offerta una vastissima scelta tra cliniche specializzate, dove spesso operano medici formati in Italia, ma anche in Gran Bretagna, Olanda e Belgio. Particolare successo riscuotono le grandi cliniche di lusso che, parallelamente al trattamento sanitario, offrono servizi degni di hotel a cinque stelle come campo da golf a diciotto buche, SPA e centro fitness.

La situazione pare assurda, ma fa riflettere: stando a quanto affermano molti siti promozionali, il costo complessivo di volo, pernottamento, trattamento ed eventuali spese accessorie per, ad esempio, un trattamento presso un dentista ungherese ammonterebbe mediamente al 50% del solo costo per trattamento in Italia. Inoltre, i tempi di attesa – che spesso in Italia e Svizzera sono lunghi e “dolorosi” – sono spesso azzerati, e quindi, nonostante gli spostamenti, la soluzione sarebbe anche più veloce e pratica.

Che la sanità in alcuni Paesi europei non godesse di buona salute – paradosso – era sotto gli occhi di tutti, e se gli elevati costi costringono chi avrebbe bisogno di trattamenti a rinunciare, forse un’alternativa più accessibile non è una brutta notizia. In un campo come quello medico, però, la variante “turistica” resta ad oggi piuttosto rischiosa, sia a livello puramente sanitario, che a livello legale – all’estero, il degente non è tutelato come in patria, e spesso l’assicurazione non risponde di eventuali danni subiti. Lo stesso canale che ha permesso il “boom” del settore – il web – offre numerose “brutte storie” riportate da persone che hanno pagato di persona questa scelta azzardata.

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Gerardo Bramati
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2 commenti »

  1. ci vuole coraggio a scegliere un trattamento estetico low cost.
    La componente del rischio è alta…
    Non so se opterei per qualcosa di così rischioso quando si tratta del mio corpo e della mia salute.

  2. In effetti è più diffuso di quanto si pensi. Il basso costo e il miraggio di grandi miglioramenti (soprattutto estetici) attirano molte persone. È chiaro che un errore, in questo campo, ti rovina la vita…

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