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Terremoto: TG1 sotto accusa

di Gerardo Bramati • scritto il 9 apr 2009 • pubblicato in: Edizione Online - Ultime

Due edizioni del TG di Rai 1 hanno destato stupore ed indignazione tra gli spettatori, a causa dei ripetuti riferimenti agli altissimi livelli di share raggiunti dalla trasmissione: mentre l’Italia conta le vittime del terremoto abruzzese, il TG1 presenta i propri ascolti record. Non è cinismo, forse soltanto una gaffe.

Nell’edizione delle 13:30 di martedì 7 aprile, per bocca della presentatrice in studio, apprendiamo che sono stati raggiunti “ascolti da record per il TG1 nella giornata del terremoto in Abruzzo”: vengono snocciolati uno ad uno i dati percentuali relativi a tutte le edizioni, comprese quelle straordinarie, ed addirittura si afferma come l’edizione serale si sia confermata “leader dell’informazione”. La dovizia con cui vengono presentati tutti i dati statistici è al limite del paradosso:  share, ascolto medio, picchi di ascolto, senza trascurare lo Speciale Porta a Porta ed il portale internet del TG. Ad ogni modo, bisogna onestamente riconoscere che la diffusione delle informazioni sul sito web sono utili agli spettatori per rivedere edizioni precedenti, per conoscere cronache ediniziative di solidarietà, e per inviare testimonianze.

Qualcosa di molto simile si ripete nell’edizione serale delle 20:00, quando si conferma il “ruolo leader dell’informazione in Italia” del TG1 e si citano nuovamente i dati di ascolto. Il mondo del web ha manifestato immediatamente il proprio dissenso per queste pratiche, ritenute  fuori luogo, in un momento come questo. I commenti apparsi su YouTube, per quanto siano irrilevanti a fini statistici e non siano rappresentativi dell’intera comunità, denotano rabbia ed indignazione.

Mentre i media riportano soprattutto dati numerici riguardanti il tragico conto delle vittime, appare effettivamente stucchevole sentire parlare di “record” e di “leadership dell’informazione”. Ad ogni modo, credo che dietro agli interventi sopra riportati non ci sia un’intenzione di auto-promozione della Rai, ma piuttosto la volontà di dimostrare quanto gli italiani seguano con sincera partecipazione gli eventi legati alla calamità. Infatti, nell’edizione serale si pone l’accento su come il servizio pubblico abbia “raccolto l’Italia attorno alla tragedia del terremoto in Abruzzo”. Un’analisi che non si fermi alle apparenze mette in luce l’intenzione lodevole del telegiornale, ed è la scelta formale ad apparire quantomeno sfortunata. Quella che era pensata come solidarietà è stata interpretata, da molti, come cinismo.

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Gerardo Bramati
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6 commenti »

  1. E’ una vergogna l’intervento della giornalista sui dati d’ascolto delle edizioni del TG1 dedicate alla strage in Abruzzo. Speculare e lodarsi sulle tragedie altrui…la chiamavano la tv di servizio pubblico….che pena…

  2. Bisogna ammettere, come già dico nell’articolo, che forse dietro agli interventi c’era la volontà di evidenziare la partecipazione del pubblico italiano, ma l’accento è stato messo sui risultati da record. Il risultato finale è una stucchevole auto-promozione del TG, ed una mancanza di rispetto nei confronti delle famiglie vittime del terremoto.

  3. Io trovo che la scelta del Tg1 sia alquanto discutibile, per le seguenti ragioni. Prima di tutto un telegiornale dovrebbe essere un programma d’informazione destinato al cittadino, sia che si tratti di televisione di servizio pubblico che di televisione commerciale. Quindi bisognerebbe fornire notizie che siano utili. Snocciolare i dati Auditel secondo voi é utile? Con quale criterio si rende notiziabile una cosa del genere? All’interno di un telegiornale ed in un momento tragico come questo poi. Per fare capire al proprio pubblico che gli italiani sono vicini ai loro concittadini era sufficiente tacere, rispettare il silenzio delle famiglie delle vittime. Era sufficiente vedere le immagini che scorrevano sullo schermo per percepire il senso di solidarietà che aleggiava in Abruzzo e nelle altre regioni d’Italia: persone che aprivano la propria casa a sconosciuti, che scavavano a mani nude tra le macerie per tirare fuori i corpi delle vittime, nella speranza di trovare qualche sopravvissuto, gruppi mobilitatesi da ogni dove (Nord, Sud, Isole, estero) per consegnare coperte, vestiti, omogeneizzati, latte in polvere, cibi in scatola, beni di prima necessità, alla Croce Rossa o alla Protezione Civile in modo che quest’ultime portassero il maggior numero di aiuti alle zone terremotate… senza parlare degli aiuti in denaro e delle dimostrazioni di solidarietà giunte dal mondo del web, attraverso blog e social network come Facebook. No, la partecipazione degli italiani non si trasmette con i dati d’ascolto! E permettetemi di essere perlomeno scettica riguardo alle vere intenzioni dei giornalisti. In questi giorni ho visto di tutto al Tg1… in quale univeristà ha studiato la giornalista che andava in giro per l’Aquila a svegiare i poveri terremotati che dormivano in macchina o in tenda? “Ma perché dormite in macchina? Avete mangiato oggi? E perché non avete mangiato? Non avevate fame?”… Assurdo, c’é da mettersi le mani nei capelli a sentire certe cose!!! Io sono alle prime armi, ma dal basso della mia inesperienza dico: giornalisti del Tg1 andate a studiare prima di realizzare servizi di questo genere!! Ma prima stringetevi la mano a vicenda per la proverbiale perspicacia, l’incredibile tatto e l’indecenza dimostrati!!!

  4. Cara Eleonora, sottoscrivo in pieno. Ed, anzi, aggiungo un altro aneddoto: ad una donna di oltre 80 anni, rimasta per 48 ore sotto le macerie, nel momento della sua liberazione una giornalista ha chiesto: “è contenta?”. Non è retorica, è pura idiozia…

  5. Quoto al 100% Eleonora e purtroppo constato che quelli del TG1 non sono gli unici… loro hanno solo fatto una gaffe più grossa di altri, però quello della spettacolarizzazione dei drammi è davvero una tendenza che io non riesco a mandar giù. Non si discute il diritto all’informazione ma filmare una madre che ha perso dei figli non ha alcun contenuto informativo… è semplicemente cattivo gusto, mancanza di rispetto e soprattutto è la dimostrazione che certi scribacchini farebbero meglio a compilare i moduli delle tasse piuttosto che farsi vedere in tivù.

  6. Si ma al tg1 non sono nuovi nel lodarsi per l’elevato numero di ascolti sulle disgrazie altrui…

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