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L’altra faccia dell’Islam

di Angela Armida • scritto il 9 apr 2010 • pubblicato in: Conferenze, CULTURA E SOCIETA', Edizione Online - Ultime, UNIVERSITÀ

A seguito della conferenza “Sottomesse…a chi?! Donne musulmane parlano di sé” tenuta dalla relatrice Hadia Himmat all’Università di Lugano il 20 febbraio, ci siamo rivolti ad una giovane ragazza di religione musulmana che lavora in Ticino, per chiederle di presentarci il suo personale punto di vista su alcuni aspetti dell’Islam, come l’esigenza di portare il velo e la necessità di parlare di questa religione nella nostra società.

Perché pensi che nella nostra società ci sia bisogno di parlare dell’Islam e del Corano?
“Al giorno d’oggi si sente parlare sempre più spesso di Islam, Corano, Sharia, terrorismo islamico e via dicendo dai media e purtroppo le notizie che emergono sono solo quelle negative. È davvero raro che si porti in buona luce l’altra faccia dell’Islam, l’Islam che ha come base un messaggio di pace e unità tra le persone. Le persone guardano con un occhio scettico una ragazza velata, perché? Poiché i media hanno sempre portato l’immagine negativa dell’Islam creando forti pregiudizi. Parlando per esperienza, una volta che le persone hanno conosciuto meglio quella stessa ragazza, tutti i pregiudizi cadono. Spesso ci si sente dire “Prima di conoscerti pensavo che i musulmani fossero persone chiuse e, soprattutto per quanto riguarda le donne, sono sottomesse dagli uomini. Conoscendo te, tu non sei così”. Questa ragazza non è l’eccezione, ma la regola! A causa della mancanza di informazione corretta, i pregiudizi vanno rafforzandosi con il tempo, risulta sempre più difficile spiegare alle persone qual è la regola e quale l’eccezione”.

La religione non è qualcosa di intimamente personale, un modo d’essere che non deve per forza essere spiegato agli altri?
“È vero, la religione o meglio la fede è una cosa davvero molto personale, ma quando questa comincia a diventare un argomento di attualità e curiosità, vista la diversità di alcuni precetti, allora diventa doveroso rispondere agli interrogativi che vengono giustamente posti per comprendere e accettare qualcosa che non è radicato nelle radici della società in cui viviamo ma è arrivato con il movimento delle persone nel mondo. Non è quindi tanto una questione di essere forzatamente spiegato agli altri quanto una questione di voler rispondere a delle domande e curiosità che vengono poste”.

Cosa rappresenta per te il velo?
“Nella società del giorno d’oggi, la figura della donna (in nome dell’emancipazione femminile) viene utilizzata e oserei addirittura dire abusata per i più svariati scopi (dalla pubblicità dell’acqua minerale con la donna nuda alla modella). Dov’è la dignità e il rispetto della donna? Per me il velo è una sicurezza, una protezione.  (Per farci capire meglio il concetto di protezione nell’indossare il velo, ci propone di visionare questo simpatico  filmato su youtube: “Best Protection for women….????”)
Come spesso mi capita di dire: sono una ragazza che ha gli stessi sogni e le stesse aspirazioni di qualsiasi altra ragazza mia coetanea, con la sola differenza che per scelta mia in alcuni aspetti della vita applico alcune regole differenti, come ad esempio la mia scelta di portare il velo”.

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Angela Armida
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5 commenti »

  1. Grazie di aver pubblicato questa breve intervista, lascia davvero la voglia di informarsi e saperne di più.
    Non so se la ragazza in questione avrà voglia di rispondere, magari anche nell’anonimato (vedo che nell’articolo non viene nominata), ma sarebbe bello se chi avesse delle domande potesse porgliele, ampliando un po’ il discorso.

    Sono mille le domande che mi sono balenate per la testa leggendo, ma la sua ultima frase é ovviamente la cosa che più mi é rimasta impressa. Lei parla di scelta, (“la mia scelta di portare il velo”) ma quello che sappiamo, o meglio quello che ci viene detto, quello che leggiamo, anche in numerose biografie di donne provenienti dai paesi islamici, é piuttosto diverso.
    Se avrà modo di leggere e voglia di rispondere, questa é la mia prima domanda.
    <<Quella che tu chiami scelta, é sempre una scelta? O effettivamente ci sono moltissime donne (la maggioranza) che una reale scelta non ce l’hanno?>>

  2. Caro Samuele, abbiamo chiesto all’intervistata se desidera rispondere ad altre domande.
    Buona giornata

  3. Ciao Samuele,
    rispondo più che volentieri alla tua domanda.
    Quella di portare il velo è  stata in effetti una scelta personale.
    Ti dirò, conoscendo gran parte  delle persone della comunità islamica, almeno per quanto riguarda la nostra realtà ticinese, personamente non conosco casi in cui questo sia stato imposto.
    Ho moltissime amiche musulmane che pur essendo delle buone praticanti, non portano il velo.
    Se invece si vuole estendere l’argomento a un raggio più ampio, allora si, devo ammettere che putroppo è vero che alcune cose vengono imposte piuttosto che lasciate alla libera scelta della persona.
    Opprimere la donna (e più in generale, qualsiasi essere umano) e la sua libertà non è quello che l’islam insegna.
    Come già detto in precedenza la religione e meglio la fede è strettamente personale, è vero che quindi vi sono determinate regole da seguire, ma ogni singolo individuo risponderà per se e le proprie azioni.
    Come sempre, gli episodi negativi che vengono a galla, sono solamente imputabili all’ignoranza nell’applicare determinati precetti.
    I media portano alla luce solo i casi negativi, non si parla mai della ragazza/donna musulmana che porta il velo e lo fa anche con dignità ed è fiera di questa sua scelta.

  4. Inanzitutto grazie ancora all’autrice, alla redazione e ovviamente a Sha per la disponibilità.
    Leggendoti, fai una chiara distinzione tra la nostra piccola realtà e quello che sta al di fuori. Credi quindi di vivere il Ticino come un rifugio in cui poter vivere la tua fede intimamente e senza imposizioni?
    Se, per assurdo, perdonami l’assunto, l’Islam dovesse da domani vietare l’uso del velo, saresti ugualmente fedele alla tua scelta? So che può sembrare una domanda priva di fondamenta, naturalmente non sei obbligata a rispondere.

    Una domanda slegata, anche in questo caso se ti va di rispondere. Come giudichi il Cattolicesimo, la sempre più diffusa mancanza di fede nell’occidente, come la religione sia diventata nella nostra realtà quasi più un dovere tramandato nella famiglia o semplicemente territoriale? Dal punto di vista di un credente, di un credo che tende a far concigliare molto la fede, la politica, la società, spaventa questa mancanza di fondamenta? Credi che, ora forse vado in controtendenza rispetto alla discussione, la decadenza del Cattolicesimo (le statistiche possono parlare in cifre ma non in contenuti) sia dovuta anche alla mancanza di imposizioni?
    Un’ultima curiosità, hai visto il film “Persepolis”? In caso contrario te lo consiglio, mi é molto piaciuto. Te lo chiedo perché questa discussione me lo ha in parte richiamato alla mente, parlando anche di Islam, rivoluzione, libertà, a suo modo di fede.
    Grazie ancora, in anticipo, e perdona “lo sfruttamento”.

  5. Buona sera a tutti,
    scusate se mi permetto di intrufolarmi nel discorso, ma volevo dare una mia opinione su questa tematica.
    Dal mio punto di vista, il velo (chador) indossato dalle donne (siano musulmane, ma come tempo fa anche cristiane) é un bellissomo ed importante simbolo di fede (profonda e vera, oserei dire). Per il cristianesimo poi ha perso di valore, mentre é rimasto per le donne musulmane (non parlo dell’ebraismo perché non me ne intendo). Trovo quindi futili le maldicenze che si fanno sulle donne musulmane, criticando il velo e dicendo che le nasconde o sottomette.
    Sono invece un po’ più scettica sul burqa, perché assolutamente non lo si può definire dimostrazione di fede, perché il Corano non dice che le donne debbano nascondersi agli occhi degli altri. E sono anche certa che una donna col burqa non si senta a suo agio. Probabilmente il burqa le funge da barriera e sicurezza, visto che viene considerata una nullità.
    Io é questo che non capisco: il mondo é abitato da donne e uomini, la terra é una sola e quindi non c’é qualcuno di più “meritevole” di altri. Perciò, una donna deve poter respirare aria fresca come un uomo, poter guardare il sole non solo attraverso la retina del burqa.
    Sono quindi pienamente d’accordo con quello che dice Sha, riguardo alla libertà.
    Sono scettica riguardo al burqa perché sono ignorante: vengo condizionata dalla TV. Il fatto é che io non riesco a credere che una donna possa riconoscersi nel nascondersi completamente, magari mi sbaglio…spero.
    Buona serata, grazie
    Elena :)

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