È nato il giornalista robot
di Isabel Indino • scritto il 11 mar 2010 • pubblicato in: CULTURA E SOCIETA', Edizione Online - UltimeSiete bravi a scrivere, vi piace scoprire nuovi aspetti di questo intricato mondo e sognate di fare i giornalisti? Allora… attenzione ai tranelli dell’intelligenza artificiale che sembra avere le carte in regola per “soffiarvi” il posto di lavoro.
Il giornalista-robot è infatti diventato realtà negli Stati Uniti. Ad Evanston, nei pressi di Chicago, il laboratorio d’intelligenza artificiale Infolab della Northwestern University, ha messo a punto un programma dal nome Stats Monkey, in grado di scrivere articoli sportivi sul baseball. E la firma alla fine dell’articolo ovviamente non manca: “The machine” è il suo nome, ed ha il vantaggio di essere sempre efficiente, di non lamentarsi e rispettare sempre le scadenze. Il programma sarebbe stato creato da due professori di intelligenza artificiale, un giornalista e un ingegnere informatico.
Siamo davvero così banali da poter essere sostituiti da una macchina? Io direi di no, in quanto ad interpretazione, riflessione, opinione e in capacità di trasmettere sentimenti ed emozioni…non ci batte proprio nessuno.
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Isabel Indino
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Sembra interessante. Hai qualche fonte? Vorrei capirci un po’ di più di questo giornalista robot.
un robot non ha il cuore, ma sa essere più oggettivo di quanto possono esserlo gli esseri umani.
Ho letto la notizia su ansa.it.. ma non dicevano nulla di specifico sul come funziona esattamente..
secondo me non si deve per forza ricorrere a una macchina per rendere un giornale più oggettivo(da parte umana l’oggettività assoluta è impensabile). Si potrebbe adottare il sistema che attua The Economist, all’interno del quale gli articoli non vengono firmati e quindi non si sa chi scrive gli articoli. Importante è l’informazione, non chi la scrive.
A questo punto non posso esimermi dal dire che, a mio modesto parere, un giornale non deve mirare all’assoluta oggettività, anzi al contrario quello che rende un giornale interessante é proprio il pensiero del giornalista che si fonde inevitabilmente con la semplice notizia.
La notizia, di per sé, é solo un fatto accaduto da qualche parte, a qualcuno, che può interessarci direttamente in modo diretto o meno, ma senza l’umanità del giornalista tanto varrebbe riassumere ogni articolo nel titolo e poco più, quel che basta per una fredda e sintetica conoscenza del mero fatto.
Non leggerei neanche l’Universo se non fosse nella speranza di leggervi qualche opinione.