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Avatar, il ritorno di Cameron

di Melissa Diday • scritto il 13 nov 2009 • pubblicato in: Edizione Online - Ultime, Speciale Cinema

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Dopo dodici anni di astinenza dal cinema, James Cameron torna con il film di fantascienza in 3D Avatar. Il film si svolge sul pianeta Pandora, i cui abitanti, i Na’vi, sono simili agli umani ma più alti e con la pelle blu. Una compagnia umana ha invaso Pandora per impossessarsi di un prezioso materiale. Per poter respirare sul pianeta, dove l’atmosfera è letale, gli umani hanno creato geneticamente un ibrido tra uomo e Na’vi, l’Avatar: collegando il proprio sistema nervoso a quello della creatura, gli uomini “entrano” del corpo dell’avatar e possono muoversi liberamente sul pianeta. Jack, il protagonista, entrando in contatto con la popolazione e vedendo il pianeta attraverso gli occhi di una sua abitante, comincerà però a chiedersi da quale parte è giusto stare.

Dopo il trionfo di Titanic nel 1997 (il film è considerato uno dei film di maggior successo della storia), Cameron si dedica a documentari, immersioni e all’invenzione (con il suo studio di visual effects Digital Domain, uno dei più importanti di Hollywood) di una nuova macchina da presa.
Il primo copione di Avatar viene scritto nel 1994, ma non ci sono ancora le possibilità tecniche necessarie a sviluppare un simile progetto. Inizialmente, il regista pensa di realizzare il film in Motion-Capture, che prevede l’applicazione sul corpo dell’attore (specialmente sul viso) di tantissimi marcatori in grado di creare un’immagine stilizzata del corpo e riprodurre digitalmente i movimenti. Questi vengono poi “catturati” dalle telecamere e mandati ai computer, andando a creare un’immagine virtuale che riproduce esattamente i movimenti dell’attore. L’idea si rivela però troppo costosa e, comunque, per Cameron la qualità della Motion-Capture non sarebbe stata sufficiente. Solo dopo che Peter Jackson, con l’aiuto della Weta Digital, riesce a creare dei personaggi interamente digitali (Gollum ne Il Signore degli Anelli o King Kong nell’omonimo film del 2005) e a dimostrare che essi possono sembrare reali al 100%, Cameron si convince a continuare il progetto.
Il regista, che vuole ottenere il miglior risultato possibile, compie un altro passo grazie alla sua nuova telecamera. Gli attori, che prima recitavano davanti a una parete colorata e l’immagine veniva “trasportata” digitalmente solo in un secondo momento nel vero setting, con la nuova tecnica vengono visti da Cameron su un monitor (con gli appositi occhialini 3D) immediatamente assieme ai personaggi digitali.

James Cameron è sempre stato, fin da piccolo, un fan della science-fiction: “Avatar è per così dire la somma di tutte le storie di fantascienza che ho letto e visto. Ho cercato di rappresentare un mondo estraneo come lo immaginavo io nella mia fantasia.”, ha dichiarato il regista alla rivista tedesca Cinema – “Ma pure le immersioni devono aver giocato un ruolo importante: anche sott’acqua, come su Pandora, non si può respirare”.
E come mai “Pandora”? Nella mitologia greca, a Pandora appartiene un vaso che contiene tutti i tormenti dell’umanità. Quando il vaso si scoperchia, questi si abbattono sul mondo. “Seguendo questa credenza, gli umani nel film pensano che il pianeta sia l’inferno. Solo Jack riuscirà ad apprezzarlo”, ha spiegato Cameron.

Nelle sale da gennaio 2010
Cast: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver, Laz Alonso, Joel Moore

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Melissa Diday
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2 commenti »

  1. Ho il visto il trailer! da folli queste crature blu elettrico! :shock: incuriosisce :mrgreen: mi sa che andrò a vederlo..pronta a tutto!

  2. Concordo! ;-)

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