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USI: una location da ridiscutere?

di admin • scritto il 15 apr 2009 • pubblicato in: Edizione Online - Ultime, UNIVERSITÀ

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Ticinonews.ch pubblica oggi una notizia riguardante il problema degli schiamazzi notturni nella zona dell’università, in modo particolare in prossimità del Bar Oops in Via Maderno nei pressi del quale, la sera, gruppi di giovani si ritrovano disturbando la quiete di chi in quel quartiere vorrebbe – a diritto – poter dormire.
Il problema del bar Oops è solo la punta di un icesberg che sprofonda per chilometri sotto la superficie. L’errore sembra difatti essere soprattutto pianificatorio. Non si può costruire un’università, che porta migliaia di giovani nel centro di Lugano e poi pretendere che tutto resti come prima, che la sera tutti siano a casa a guardare la tivù dalle 20.30 in avanti. Non è un segreto per nessuno che nei pressi delle università, delle case dello studente e dei centri studi nascano di solito spontaneamente locali, bar, punti di ritrovo per il popolo universitario. È normale, è successo ovunque, in qualsiasi luogo dove sulla terra sia apparso un ateneo e non c’è dunque da stupirsi se l’unico locale giovanile della zona si affolli la sera. La legge sul divieto di fumo nei locali pubblici, ha inoltre dato un buon motivo a tante persone per non entrare nemmeno nel locale e rimanere fuori dalle porte del bar a parlare, ridere e fumare aumentando pericolosamente i decibel degli schiamazzi che Via Maderno è costretta troppo spesso a sopportare.

Forse l’errore è stato quello di costruire l’università proprio nei pressi di Via Buffi, una zona già abitata da numerose famiglie e persone anziane, non certo disposte a farsi rubare il sonno dai rumori molesti provocati dai giovani del bar Oops. La scelta del palazzo Civico come prestigiosa sede dell’USI si sta difatti rivelando tutta la sua debolezza. Prima di tutto L’università cresce circoscritta all’interno di un incrocio stradale con poche possibilità di espansione futura se non tramite l’acquisto dei palazzi adiacenti. Nessuno ha dubbi sul fatto che tra vent’anni il quartiere di Molino Nuovo finirà per essere via via fagocitato dal campus e non dimentichiamo che questo processo è già iniziato. I palazzi che costeggiano via Buffi appartengono già quasi tutti all’Università la quale da Via buffi si sta espandendo occupando anche alcuni appartamenti di Via Maderno 24, guardacaso proprio lo stabile in cui alberga l’additato Bar Oops. Ma non finisce qui: una nuova casa per studenti è appena stata costruita proprio di fronte al nuovo blocco centrale del campus luganese e l’area ex-Campari sarà presto occupata dal nuovo campus SUPSI, il che porterà sicuramente nuovi studenti e nuovi schiamazzi notturni.

In molti in questi anni si sono chiesti se non sarebbe stato più intelligente collocare il campus in una zona più periferica rispetto al centro di Lugano, un luogo dove l’istituzione universitaria avrebbe potuto ospitare la rumorosa comunità studentesca a prezzi inferiori e che avrebbe facilmente potuto espandersi senza nuocere agli abitanti del centro Un luogo adatto ad ospitare le diverse scuole universitarie in un unico campus, una città universitaria simile a quella sorta a Losanna nei pressi dell’UNIL.

Una location che sembrerebbe rispondere a queste caratteristiche è ad esempio l’area di Trevano, occupata oggi dalle scuole degli apprendisti e da alcuni dipartimenti della SUPSI, una zona discosta dal centro, vicino allo stadio facilmente raggiungibile (anche grazie alla futura uscita dell’autostrada “Lugano Ovest” la cui galleria “vedeggio-cassarate” farà breccia proprio nella zona di Porza.
Con i dovuti lavori di ristrutturazione, l’area potrebbe ben prestarsi ad ospitare l’USI, la SUPSI e a far nascere un vero e proprio quartiere studentesco senza controindicazioni per la popolazione di Molino Nuovo e del centro di Lugano.

E voi? Cosa ne pensate?

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8 commenti »

  1. Se si potesse proseguire la serie di tunnel.. fino a farli arrivare nel posteggio sotterraneo dell’Usi.. si potrebbero sfruttare anche i tubi per ingoiarci gli schiamazzi e chissà.. che a costi ridotti possa così sorgere pure il nuovo Cern dell’urlo..

  2. Per me la gente dovrebbe essere un po’ più tollerante e i ragazzi potrebbero fare meno rumore… non c’è bisogno di urlare per divertirsi.. basta venirsi un po’ incontro..

  3. Io non credo che tutti i frequentatori del bar Oops siano universitari. A dirla tutta quando passo la sera dal Campus incontro gente che non ha la faccia da universitario, no no no.
    Il bar Oops, secondo me, dovrebbe rivedere la gerenza e lo stile.

  4. @Nadia
    Che faccia hanno gli universitari? ;)
    Per me l’oops può mantenere la sua gerenza e lo stile che vuole avere, non ci vedo niente di male nell’avere un bar “sciallo” vicino all’uni. Siamo in un paese libero no? Per me è peccato che invece ci sia solo l’Oops in quella zona… è anzi triste che non ci sia un’alternativa (a parte il Molino, si intende). Il discorso del mio articolo comunque con cambia anche se all’oops non ci sono molto universitari… quella è una zona che è stata pianificata per accogliere migliaia di giovani. Come fanno a non aver previsto che ci sarebbe potuto essere un po’ di casino? L’unica soluzione per garantirsi la quiete è spostare il campus e imporre un coprifuoco. Ma non siamo in un regime per cui direi che con il buonsenso si possono ottenere grandi cose.

  5. Il punto è che il ventaglio di scelta di locali serali/notturni per i giovani a Lugano è abbastanza limitato e quindi ci si riunisce tutti negli stessi 4 locali…

  6. I giovani di oggi crescono in un ambiente familiare inesistente, pertanto non sanno nemmeno più comportarsi decentemente durante le uscite serali… è infatti necessario lasciare bottiglie e bicchieri sui marciapiedi? È forse troppo faticoso depositare i rifiuti all’interno del locale? Come ha già scritto Pamy, abitanti e studenti dovrebbero venirsi incontro.
    Mi dispiace vedere che i giornalisti USI sono poco obiettivi e soprattutto particolarmente suscettibili.

  7. @Rappo
    Lasciare i rifiuti all’interno del locale è sicuramente un segno di buona educazione e nessuno cerca di dire che non bisognerebbe farlo. Anzi.
    Molti giovani che però si ritrovano nei pressi dell’Oops la sera non sono clienti del suddetto bar. Si fermano fuori dal locale a parlare, fumare e bere senza neanche acquistare le bevande all’interno. Il bar Oops è diventato insomma un luogo di incontro per giovani, molti dei quali non sono neanche clienti.

    Il problema che si voleva affrontare in questo articolo riguarda comunque una questione più ampia. Crescendo la comunità studentesca e il numero di giovani che la città universitaria di lugano si dovrà preparare ad accogliere è importante sollevare la questione pianificatoria. Avere una zona notte dove non si può fare rumore è importante, così come lo è garantire un angolo di città dove invece la sera si può uscire senza rischiare di svegliare la popolazione.
    Lugano non dovrebbe ragionare diversamente dalle altre città universitarie e cercare una soluzione pragmatica.

  8. Sono d’accordo con l’articolo! Sarebbe davvero un’ottima cosa unire le supsi con l’uni, si era sentito che la supsi si sarebbe avvicinata all’usi, ma in effetti perché non fare il contrario? vicino alla supsi c’è tantissimo terreno e per esperienza posso dire che come campus è un po’ triste. Nelle vicinanze non c’è nemmeno un chiosco per comprare delle sigarette o qualcosa che non provenga dalla mensa…In realtà è una zona davvero deserta da certi punti di vista. potrebbe quindi essere il posto giusto dove riunire le facoltà!
    Comunque riguardo il bar Oops, concordo con quanto detto, sarebbe bene venirsi incontro. Ma comunque vada pronostico e mi auguro che si troveranno altri posti dove riunirsi.
    Secondo me sarebbe anche importante considerare che Lugano potrebbe essere molto più attrattiva se creasse una possibile vita serale e dei luoghi di incontro! Non solo per i turisti, ma anche per la gente che ci abita, e gli studenti.
    Basti pensare a quanta gente d’estate si riunisce intorno al centro, non appena un qualche festival anima le notti luganesi, altrimenti decisamente sonnacchiose.. Poi, non conosco bene la città di Bellinzona né quella di Locarno, ma che io sappia alla sera ci sono bar, anche vicini, che creano un punto d’incontro per studenti e non. Da noi la sera questo non c’è e mi chiedo proprio perché. L’oops è un locale che ha creato una alternativa e qualcosa di cui a Lugano, personalmente trovo si senta la mancanza.

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