Kundera e la “sua” Leggerezza dell’essere
di Saffia Shaukat • scritto il 16 gen 2010 • pubblicato in: Edizione Online - Ultime, Letteratura e dintorni
Mi ha colpito per il suo titolo. Quelle due parole, gettate lì una a fianco all’altra, quasi in un ossimoro. E l’ho acquistato, basandomi semplicemente sulla curiosità. Non ne sono stata delusa. La leggerezza dell’essere è sicuramente una lettura molto particolare, profonda quasi filosofica che si risolve però in intricate storie d’amore che si sfiorano lungo l’intero romanzo.
La narrazione infatti si alterna tra due coppie. Tomás è un chirurgo che ha una grandissima passione per le donne. Un giorno conosce Tereza, una semplice cameriera che, fuggita da un ambiente familiare difficile è in attesa di una storia d’amore. I due amanti si “possiedono” l’un l’altro in maniera molto diversa, se Tereza infatti è gelosissima Tomas la tradisce spesso non potendo rinunciare all’idea di un’avventura con le donne che incontra; ne emerge dunque un legame molto contrastato. Sullo sfondo invece, si staglia la Cecoslovacchia invasa dai Russi, l’esilio, e Praga: una città in mano alla polizia segreta che costringerà Tomas a rinunciare alla sua professione.
Oltre lo specchio del primo racconto abbiamo invece Sabine e Franz. Franz, un professore sposato di Ginevra si lega infatti a Sabine, una pittrice in esilio di origine ceca. È Sabine l’anello che collega delle due vicende, essendo molto amica di Tomas e Tereza. Gli universi di Sabine e Franz si sfiorano ma non riescono a comprendersi a causa della loro diversità. Franz, non potendo sostenere il peso della storia clandestina ammette la relazione alla moglie che accoglierà con freddezza la notizia. La confessione ha però delle importanti conseguenze anche sulla sua relazione segreta con Sabine…
Al di là degli eventi Kundera presenta la difficoltà di comunicazione e comprensione tra i protagonisti, ma soprattutto fa riflettere il lettore sulla l’irripetibilità e la pesantezza di ogni nostro gesto durante il fluire della vita. È questa inconsapevolezza, questa leggerezza del nostro essere appunto, che ci permette di vivere Felici senza il sentimento di nostalgia del presente. L’autore ci catapulta in un mondo il cui ritmo è scandito dalle riflessioni degli attori e dalle sue riflessioni-aforistiche. Malgrado la narrazione di eventi e fatti la lettura avviene in modo non lineare ma in una dimensione a sé. Lasciarsi dunque trasportare da questa imbarcazione-romanzo nel mare delle emozioni contrastate e dei sentimenti indefinibili è un’esperienza particolare e che consiglio a chi ha voglia di prendersi un momento per sé.
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Saffia Shaukat
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Caspita! Dovrò aggiungere un’altro libro alla pila di quelli che devo assolutamente leggere!
Grazie della recensione.
non c’è di che =)
Me lo sono regalato per natale. Non ne ho letto che una piccola parte (avendo preso la cattiva abitudine di portare avanti più letture per volta, finisco per trascinarmele tutte a lungo) ma é assolutamente una lettura da fare. Bastano poche pagine per rendersi conto della sua insostenibile leggerezza.