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A Carnevale ogni scherzo vale!

di Saffia Shaukat • scritto il 16 feb 2010 • pubblicato in: CULTURA E SOCIETA', Edizione Online - Ultime

Maschera ticinese con i colori tipici rosso e blu

Febbraio in Ticino significa innanzitutto una cosa: la stagione del Carnevale.  Ed è così che sul finire degli esami, molte tessinoises e molti tessiner prendono entusiasti le valigie e raggiungono a casa i loro compagni , tra lo stupore  dei colleghi d’oltre Gottardo.  Eh sì, perché il Ticino è uno dei cantoni che più intensamente sente questa festività che dura qui un mese intero. È infatti dall’inaugurazione  di Roveredo il 2 febbraio che le feste carnevalesche impazzano  in tutto il cantone. Stasera sarà l’ultima folle serata del  Rabadan a Bellinzona…ma fino al 21, per i più duri a morire, ci sono ancora alcune date da segnare per poter assaporare maccheronate varie, guggen, sfilate e danze sfrenate.

In Svizzera sono da ricordare però il Carnevale di Basilea a cui partecipano più di ventimila persone.  Esso ha solitamente luogo il lunedì dopo le Ceneri  e debutta con una marcia delle lanterne per le viuzze del centro storico, il cosiddetto Morgestraich. Lucerna invece organizza la sua festività intorno al Fritschi: un vecchietto che con la sua famiglia attraversa la città su di un carro.

Ma quali sono le origini di questa festa? Forse pochi sanno che in realtà il Carnevale è una festa antichissima. Essa risale addirittura ai tempi degli egizi che accompagnavano mascherati  in una sfilata i buoi da sacrificare per il Dio del Nilo. In Europa invece il Carnevale è sempre stato celebrato per salutare la Primavera alle porte.  Nell’antica Roma ad esempio, durante i Baccanali i romani danzavano in maschera  per far tornare le divinità nell’aldilà, che avevano lasciato durante l’inverno.  Tutto questo con l’aiuto di una buona quantità di vino.

Ma il Carnevale ha avuto da sempre anche una dimensione sociale alquanto particolare. In effetti  durante questa celebrazione spesso gli ordini vengono sovvertiti e le gerarchie tra classi eliminate. Durante i Saturnali di Marzo gli schiavi diventavano padroni e viceversa,  mentre un nuovo re veniva eletto con il compito di organizzare giochi e spettacoli.  Certamente questa dimensione è giunta fino a noi. Nel permesso di poter eccedere e lasciar posto a scherzi dienticando l’ordine e la gerarchia, si cela infatti un modo per sfogare e dissolvere, almeno per una sera, le costrizioni sociali. Insomma: “Semel in anno licet insanire” – Una volta all’anno è lecito impazzire!

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