Dei moderni in “Scontro tra Titani”
di Melissa Diday • scritto il 16 apr 2010 • pubblicato in: Edizione Online - Ultime, Speciale CinemaIl film di Louis Leterrier racconta la storia di Perseo (Sam Worthington), figlio mortale di Zeus (Liam Neeson). Quando gli uomini, stufi dei capricci degli Dei, distruggono una statua del re dell’Olimpo, il Dio degli inferi Ade (Ralph Fiennes) ne approfitta per mettere in atto la sua vendetta nei confronti di Zeus e la distruzione della Terra. Toccherà a Perseo salvare la situazione.
Remake dell’omonimo film di Desmond Davis del 1981, il film è al centro delle polemiche per due motivi: la conversione in 3D alla fine delle riprese (un cosiddetto 3D “taroccato”) e la rappresentazione “pop” degli Dei greci come supereroi.
Gli attori protagonisti lo difendono naturalmente a spada tratta: Liam Neeson ha dichiarato di dover ringraziare i suoi figli per averlo convinto ad accettare il ruolo di Zeus, dopo la morte di sua moglie.
Ralph Fiennes, fortemente criticato (“Forse Ralph ha scelto di mascherarsi e persino di falsificare la voce per non farsi riconoscere”) si difende affermando che “La voce è diversa perché Ade è stato mandato sotto terra e nelle profondità marine e, tra lava, gas sulfurei e acqua, i suoi polmoni ne hanno risentito. Non tutti gli dei, al pari dei politici, hanno superpoteri!”
Il successo del film non stupisce l’attore : secondo Fiennes, in assenza di figure forti le persone rilanciano le grandi leggende: “La mitologia greca ha sempre avuto un’influenza enorme sulla cultura e non vedo perché non possa coniugarsi con la tecnologia”. Fiennes ha anche precisato che il film rimane comunque una storia di uomini. E “Se i ragazzi, tornati a casa, prenderanno in mano un libro di mitologia, sarò più che mai indifferente a critiche irridenti sulle mie battute”, ha concluso.
Sam Worthingston, criticato per il taglio di capelli più adatto a un marine che a un antico greco, condivide l’opinione del collega Ralph Fiennes: “Il taglio l’ho deciso io” – ha affermato. “Volevo che Perseo avesse un aspetto in cui i giovani di oggi potessero riconoscersi. All’inizio è solo un ragazzo che ha perso la famiglia, è sperduto, non sa di essere un semidio. Ha paura ma poi prende coraggio e combatte per aiutare gli altri. Insomma, è soprattutto il racconto di una crescita interiore, un romanzo di formazione senza tempo”.
Nelle sale ticinesi dal 16 aprile 2010
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Melissa Diday
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Grazie! Se già avevo qualche dubbio, scoprire che si tratta di un 3D in post produzione mi farà risparmiare i soldi del biglietto!
Ecco, non so neanche io bene perché, la curiosità ha prevalso. Sono andato a vederlo.
Non commettete il mio stesso errore.
Sinceramente a me è piaciuto. Forse non ha grandi effetti speciali e il 3D non è validissimo, ma la storia in sè è piacevole. Come c’è scritto nella recensione, le leggende attirano sempre l’attenzione