“Leggo, dunque sono”: i libri di Feo Del Maffeo
di Elizabeth Camozzi • scritto il 17 giu 2009 • pubblicato in: CULTURA E SOCIETA', Edizione Online - Ultime
Feo Del Maffeo. Fotomontaggio di Roberto Rizzato.
Come vi avevamo promesso nell’ultima edizione de L’universo, uscita il 17 giugno, ecco la versione completa dell’articolo con le recensioni di Feo Del Maffeo. Ancora un augurio a tutti di buona estate e buone vacanze!
Un grande uomo Feo Del Maffeo, in tutti i sensi. Alto sì, ma soprattutto umano e profondo. Racconta di situazioni e luoghi di ogni genere, quando ai microfoni di Rete1 allieta gli ascoltatori con la sua voce profonda, calda e rassicurante, conducendo “Classic Rock” e “Lo sciamano in bicicletta” . Esperto viaggiatore, ha amato ed ama tutt’ora scoprire mondi e culture diverse, ma sempre con un buon libro, o qualcuno di più, riposto in valigia. Chi meglio di lui poteva dunque consigliarci volumi da esplorare e assaporare quest’estate, quando tra mare, sole e amici, avremo certamente anche il desiderio di portare alle mani letture che, possibilmente, forse non siano come tutte quelle su cui abbiamo dovuto chinare la testa durante l’anno accademico. Feo Del Maffeo, ironicamente, le definisce “TRE LETTURE CHE POTREBBERO ROVINARVI L’ESTATE”, ma sono sicura che vi apriranno dimensioni prima sconosciute. Buona lettura!
Paolo Rumiz – Annibale, un viaggio – Feltrinelli 2008
Conosco Rumiz già da alcuni libri di viaggio, e con lui mi sono lasciato portare in mondi che sono quasi sicuro di non voler mai visitare, non perché siano brutti o scomodi ma perché, semplicemente, a me piace il mare. Quello caldo e il più a Sud possibile. Niente Danubio allora, niente est europeo, niente gelo e, cito a memoria, Ucraina. In questo libro Rumiz lascia da parte il fascino per i Balcani, e decide di seguire gli itinerari di Annibale, condottiero formidabile, attraverso Tunisia, Spagna, Francia e Italia. Tutte nazioni mediterranee che al tempo delle guerre puniche hanno vissuto la lotta tra due giganti, Roma e Annibale, per il dominio di uno dei più bei mari del mondo. Rumiz ci si mette di buzzo buono, a fare la sua indagine ma soprattutto a farci scoprire un sud Italia che deve essere meraviglioso (non conosco uno solo dei posti di cui parla tranne Favignana) che fa venir voglia di prendere treno auto motocicletta o bici e andarci, vedere le cose che hanno ammaliato Annibale e che da allora non sono cambiate molto. Quello che è cambiato è il senso civico degli italiani, e anche di quello l’autore non nasconde nulla, tracciando linee di contatto tra strade praticate da elefanti nel 213 avanti cristo e rotte odierne cariche di brutture architettoniche. Senza fare prediche.
Tom Robbins – Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi – Baldini & Castoldi 2001
Niente Tom Robbins? Niente ANCORA? Prima di prendere un gatto a nove code e scendere a fustigarvi per bene, vi lascio un’opportunità. Quasi cinquecento pagine che parlano di sciamani peruviani con la testa a forma di piramide, di agenti della CIA innocentemente traviati (questa gli piacerebbe…) di suore che custodiscono il segreto delle profezie di Fatima, di amore sotto la luna del deserto. Guardate bene, però, che non è la lista della spesa che conta, ma la persona che la compila e i generi di prima necessità letteraria che comprende. Quindi potete mettere a dormire il modo compassato di scrivere che accomuna moltissimi, e lasciarvi esplodere nel cervello i fuochi artificiali che vengono accesi una frase si e una no da Tom Robbins. Mi spingo anche più in là di così: second me, ogni libro di Tom Robbins è un prontuario per salvare l’umanità dalle idiozie che la affliggono. Quindi prendetelo a piccole dosi, anche se so che, passate le prime dieci pagine, vi chiuderete in un posto vostro per finirlo al più presto.
Almudena Grandes – Atlante di geografia umana – Guanda 2001
Di sicuro so questo. L’ho trovato tra i libri usati alla Caritas e l’ho pagato a peso, l’ho portato in vacanza senza aver conosciuto una riga dell’autrice prima di allora e mi ricordo che, dopo averlo iniziato, puntavo la sveglia alle tre di notte per potermelo leggere, visto che mi ci ero addormentato sopra tre ore prima. Le storie di quattro donne più vere del vero, uno strumento anti-oche-da-televisione che non sa di essere tale, un’infinità di emozioni, quelle normali cioè che proviamo tutti almeno una ventina di volte al giorno (speriamo) uno sguardo lungo sulla condizione femminile, uno di quegli sguardi che non sanno farsene niente dell’approvazione di un maschio, perché non ce n’è proprio bisogno. Semmai i maschi, nel libro, fanno da motore a lacrime e risate, confidenze e rabbie. Stop.
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Elizabeth Camozzi
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