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Eastwood, Freeman&Mandela: INVICTUS

di Melissa Diday • scritto il 18 feb 2010 • pubblicato in: Edizione Online - Ultime, Speciale Cinema

invictus

L’ultimo film di Eastwood racconta di come nel 1994 il neoeletto presidente Nelson Mandela (Morgan Freeman) unì le sue forze a quelle del capitano della squadra sudafricana di rugby François Pienaar (Matt Damon) per cercare di riunificare la sua nazione. Mandela era infatti convinto di poter eliminare le divisioni (razziali ed economiche) del popolo attraverso un fenomeno sociale dal linguaggio universale che coinvolge tutti in egual misura: lo sport. Il presidente chiese così al capitano di vincere da Coppa del Mondo.

He was a prisoner
Who became a President.

To unite his country
He asked one man

To do the impossible.

When his people needed a leader
He gave them a champion.


Morgan Freeman (72) ha guardato“Invictus” con Nelson Mandela. Freeman ha poi dichiarato: “È stato avvincente. La prima volta che sono…cioè che è…cioè che sono apparso sullo schermo, Mandela si è avvicinato a me e mi ha sussurrato ‘Quel tipo lo conosco’. In quel momento ho saputo di aver fatto le cose nel modo giusto”.

Il fatto che Mandela sia un grande personaggio e inoltre ancora in vita (ha oggi 91 anni) sembra non aver messo Freeman in difficoltà: “Se il personaggio è vivo o no, se è fittizio o meno, non ha importanza. Pur interpretando Mandela non mi sono sentito meno libero nella mia interpretazione”, ha affermato l’attore.
Riuscire ad interpretare bene un personaggio così importante necessita comunque qualche accorgimento, un’attenzione particolare per i dettagli: “Ho avuto per anni la possibilità di osservare Mandela: il modo in cui muove le mani e le congiunge, il modo di ascoltare, il suo tipico raschiarsi la gola e i piccoli esitanti ‘ähs’ prima di parlare. E naturalmente il suo strano accento. Non si può nemmeno definire sudafricano: è puro Mandela”.

Invictus mostra che il razzismo non è tanto un problema di colore della pelle, quanto piuttosto di rapporto tra potere e paura. Tutto sembrerebbe dunque risolversi quando il potere diventa ragionevole e sostiene lo sport. Non è forse troppo facile?

“Non è forse vero, però?” ha risposto Freeman. “Non è sempre questione di potere e forza? Bianchi uccidono bianchi e neri uccidono neri per motivi razziali. In Ruanda non saresti riuscito a capire chi ammazzava chi e perché”. Morgan Freeman è quindi convinto della forza dello sport: “Ci credo molto, è per questo che abbiamo le Olimpiadi”.

Morgan Freeman e Clint Eastwood (79) sono diventati grandi amici: “È un campione”, ha detto Freeman del regista.
E alla domanda “Lei ha interpretato Dio e Mandela. Chi la attira ancora artisticamente?“ Freeman ha risposto: “Il diavolo, la parte oscura della grandezza”.

“I am the master of my fate, I am the captain of my soul”

Consiglio: andate a vedere il film in originale! Nel doppiaggio italiano hanno eliminato l’accento “mandeliano” che, oltre a essere più vicino alla realtà, rende onore alla recitazione di Mandela.

Nelle sale da febbraio 2010

*intervista al quotidiano Tagesanzeiger, 6.02.2010

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Melissa Diday
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3 commenti »

  1. mmm…sembra essere un bel film. Grazie della recensione. :)

  2. Deve prorio essere un film meraviglioso. È vero penso che lo sport possa diventare un simbolo unificatore. Un messaggio di pace.

  3. …Naturalmente la versione originale del film rende onore a “Freeman” e non a “Mandela”, così come si tratta di “potere e paura” e non di “potere e forza” nella risposta di Freeman….chiedo scusa per gli errori ;-)

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