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Disney goes black

di Melissa Diday • scritto il 19 nov 2009 • pubblicato in: Edizione Online - Ultime, TV, cinema e pubblicità

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Ed ecco il 49° capolavoro della Walt Disney, La principessa e il ranocchio. La storia si basa sulla favola dei fratelli Grimm Il principe ranocchio e sulla novella di E.D. Baker Incantesimi, baci, ranocchi & principesse: il principe Naveen della terra di Maldonia viene trasformato in un ranocchio dal perfido mago woodoo Dr. Facilier. Naveen scambia la giovane fanciulla Tiana per una principessa e le chiede il bacio che dovrebbe rompere l’incantesimo e farlo tornare umano. Inaspettatamente però, è Tiana a diventare a sua volta una rana…

Ritorno al 2D

La Disney aveva annunciato nel 2004 che Mucche alla riscossa sarebbe stato il suo ultimo film di animazione in 2D. Dopo l’acquisizione della Pixar nel 2006 invece, i nuovi direttori del reparto animazione (Ed Catmull e John Lasseter) hanno deciso di tornare alla tradizionale animazione disegnata a mano. Gli autori de La principessa e il ranocchio hanno così usato carta e penna per creare disegni che sono stati poi scansionati. Sebbene ci sia stata qualche novità tecnica, il processo di realizzazione è dunque rimasto sostanzialmente lo stesso di sempre. Solo alcuni effetti speciali e gli sfondi sono stati creati digitalmente.

Il film promette di tornare allo stile “musical di Broadway” dei grandi classici di Walt Disney. I registi Ron Clements e John Musker sono infatti gli stessi de La Sirenetta (1989) e Aladdin (1992), mentre la colonna sonora è stata composta da Randy Newman, già autore di musiche per la Disney.

Accuse di razzismo

La principessa e il ranocchio è il primo film della Disney che presenta una principessa scura di pelle. Ciò avrebbe dovuto mettere finalmente a tacere tutte le accuse di razzismo che sono state rivolte alla Disney in passato (*). E invece no, anzi: è successo esattamente il contrario.

La prima trama prevedeva che Maddy, una cameriera di colore al servizio di una presuntuosa debuttante bianca, venisse aiutata da una sacerdotessa woodoo a conquistare il cuore di un giovane principe bianco. In seguito alle pesanti accuse di insensibilità razziale:

  • Il nome della protagonista è stato cambiato da Maddy a Tiana, perché Maddy era troppo simile a quello delle “Mammy”, le grassissime governanti nere del Deep South.
  • L’occupazione di Tiana è stata modificata: quella di serva avrebbe ricordato troppo i tempi della schiavitù.
  • Il principe non è né bianco né nero, ma mediorientale.
  • Il titolo originale The frog princess è stato modificato, in quanto “La principessa ranocchia” sembrava suggerire che la principessa nera fosse brutta o “animalesca”.

La Disney sostiene invece che la principessa nera sia stata pensata proprio per segnalare l’inizio di una nuova era nelle proprie produzioni. Pare che l’”effetto Obama” abbia colpito anche i cartoni animati…

Curiosità

  • Per dare voce al personaggio di Tiana sono state prese in considerazione anche la cantante e attrice Jennifer Hudson, la cantante Alicia Keys e la top model Tyra Banks. Alla fine è stata invece scelta l’attrice Anika Noni Rose (Dreamgirls, 2006).
  • Eudora, la madre di Tiana, è interpretata da Oprah Winfrey
  • Siccome il film si svolge a New Orleans negli anni ’20, ovvero gli anni d’oro della musica Jazz, la lucciola e l’alligatore presenti nel film sono stati chiamati Louis e Ray, in onore di Louis Armstrong e Ray Charles, due leggende del Jazz.

Nelle sale dal 25 dicembre 2009

(*): Molti film della Disney sono stati accusati di razzismo: i corvi di Dumbo sono stati criticati per il timbro di voce africano, le scimmie del Libro della Giungla per essere le uniche a non parlare con perfetto accento inglese, gli indiani di Peter Pan perché dicono di essere diventati “rossi” solo dopo che un indiano è arrossito per aver baciato una ragazza (la loro origine era quindi bianca), i gatti cattivi di Lilli e il Vagabondo per i loro tratti orientali.

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