Finiscono i reality: fine degli ascolti alti?
di Dario Ansaldi • scritto il 20 apr 2009 • pubblicato in: Edizione Online - Ultime, EVENTI E SPETTACOLI
Forse un po’ in anticipo, forse un po’ troppo nello stesso periodo rispetto al passato, ma con stasera finisce sulla tv italiana la stagione dei reality e talent shows. Da domani niente piu reclusi fannulloni, braccianti fazenderi e insegnanti di canto litigiosi…E adesso? Di cosa si parlerà nei salotti tv? Di cosa si occuperanno nelle varie vita in diretta, mattini-pomeriggi-sere-tramonti-notti…cinque, queste e quelle domeniche e chi se ne ricorda altri eviti di ricordarceli? Se ad anni alterni registrano il boom di ascolti i reality e i talent, con la loro conclusione annuale a cosa si dedicherà il pubblico nel lungo periodo di astinenza da comasche che nel lavarsi sotto la doccia mostrano tutto il ben di Dio procuratole del chirurgo, allevatori di litigi espatriati in Brasile e coreografi che non sanno ballare?
Sicuramente come italiani (e svizzeri) dobbiamo sentirci felici di non essere ancora finiti sotto l’attenzione degli autori di nuovi reality d’oltreoceano come “Someone’s gotta go“, programma in cui dipendenti di piccole aziende lottano per non essere licenziati, il tutto sotto la curiosità e la perfidia del pubblico che nel vedere concorrenti magari a loro poco simpatici e che rimangono da un giorno all’altro senza lavoro, provano una sensazione di sfrenato godimento causato dalla (cercata) ”disgrazia” altrui.
Tornando a casa nostra, i reality e i talent shows sono quasi tutti finiti per questa stagione televisiva, ma sono anche già ricominciati, visto che sono aperti i casting, trasmessi i provini in tv…
Non ci azzardiamo a dare risposte sicure prima del tempo, ma molto probabilmente gli ascolti registrati dai reality show quest’anno non saranno -aihmè- eguagliati da altri programmi, soprattutto avvicinandoci alla fine del periodo di garanzia televisivo, quello estivo per intenderci, in cui le tv non garantiscono più agli sponsor i grandi ascolti del periodo settembre-maggio e di conseguenza riempiono il palinsesto di repliche di fiction e vecchi film di serie B. Chi lo sa però che un bel vecchio film o una replica di una fiction sulla lotta alla mafia non ci insegni qualcosa di più costruttivo? Per non sbilanciarci troppo però, e non cadare nella banalità “bar sport-style”, auguriamo a tutti gli interessati telespettatori di godersi l’ultima puntata del Grande Fratello in santa pace senza sentirsi peccatori e suggeriamo loro di leggere il libro “1984” di George Orwell…perchè? Voi leggetelo!
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Dario Ansaldi
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“Finiscono i reality”? Per sempre magari? A leggere questo titolo mi sento come mia nonna quando hanno pronunciato le parole “la guerra è finita”: sollevata, euforica, incredule!
Non capirò mai come si fa a distribuire tanta scemenza e trovare chi, addirittura con passione, la guarda e l’ascolta e ne discute. Andassero a fare un pò di volontariato, andassero ad interessarsi dei loro figli, andassero a leggere un libro che apre anima e cuore.
Siete tutti bravi a criticare la gente. “che andassero a fare volontariato”. perchè tu fai volontariato? leggi 24 su 24 un libro che ti apre anima e cuore? ti interessi 24 ore su 24 della tua famiglia?
I reality show non sono altro che un diversivo, la vita non è fatta soltanto di momenti seri, di studio, di volontariato, di carità e tutte le altre belle cose che la gente è brava soltanto a dire e che poi non fa neanche.
Almeno i ragazzi del grande fratello si mostrano così per come sono, mostrano la loro vita nei loro difetti e nei loro pregi, una vita normale che viviamo tutti e che noi pubblico guardiamo per divertimento o per emozionarci. C’è anche finzione, certo, e la tv è anche costruita, ma è costruita su come siamo noi e non su come diciamo di essere e non siamo realmente.
A me piace il grande fratello e non vedo l’ora della prossima edizione, così come Amici.
Ho guardato qualche minuto del grande fratello quest’anno, grazie o per colpa della grande pubblicità suscitata da protesi mammarie e bicchierate varie.
Quindi ti posso dire, senza ombra di dubbio, Laura, che mi auguro infinitamente di non somigliare neanche un po’ a quei ragazzi, che di normale non hanno proprio niente. Sicuramente non hanno niente da dire, sono ignoranti fino all’esasperazione e le loro discussioni mi causano ansia, perché guarda un po’ non mi interessa di vedere qualcuno litigare in tv. Non mi va nemmeno di vedere caricature di donne e di uomini che hanno caricature di pensieri e di idee.
Capisco che esiste una fascia di pubblico che vuole credere alle favole, agli amori nati li dentro e ai litigi che fioccano uno dopo l’altro, in un alternarsi di considerazioni futili. Capisco che c’è chi vuole distrarsi, e capisco che certi passatempi come guardare un buon film o leggere un libro possono risultare stancanti per certe persone. Ma permettimi, non c’è niente di cui vantarsi nel fare tv di questo genere, nel guardarla o nell’apprezzarla. Certo che spegnere il cervello è piacevole, ma per quel che mi riguarda, dopo un po’ mi preoccupo che non possa più riaccendersi.
Io a volte ho proprio voglia di spegnere l’encefalo, però non mi rilassa e non mi appassiona vedere delle persone che si fanno i propri cazzi in tivù. Per me è triste constatare che tante persone si rilassino osservando altre persone che non fanno nulla. Penso che se andassi alla stazione e mi mettessi ad osservare la gente per rilassarmi mi prenderebbero tutti per scemo.
Però il mondo è pieno di persone sole. Una volta si compravano un animale da compagnia, oggi comprano un decoder e seguono 24/h su 24 un gruppo di persone che vermeggiano in casa illudendosi di poter essere in questo mondo meno soli…
sono d’accordo, anche a me piace spegnere il cervello… ma ho l’impressione che per guardare certe cose si debba proprio disattivarlo!! non snobbo un x factor e ancora ancora reggo un amici, finché si tratta di vedere gente che comunque tenta di comunicare e fare qualcosa.. ma anche a impegnarmi, un gf proprio non lo reggo…
Condivido al 100% il pensiero di Anna e Neff. Amo la mia metà italiana ed il solo pensiero che i concorrenti di certi reality possano rappresentare la nostra bella popolazione… mi fa proprio venire i brividi! Ho apprezzato il primo Gf per l’innovazione che portava con sé un programma di tale genere, e l’ho pure seguito con costanza, divertendomi e rilassandomi. Il problema é che nel corso degli anni é andato via via degenerando, tra l’altro sulla scia di molte altre trasmissioni, un metodo per allungare il brodo il più possibile. Ma i ragazzi dell’ultimo Gf, mamma mia, nun se possono guardà né sentì. Non sono stereotipi, non sono rappresentanti, non sono portatori di qualcosa… sembrano solo casi sociali!! Ringrazio unicamente per un fatto: offrono tanto materiale ai Gialappi hehe… io spengo il cervello così!