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Retro Gaming: ve li ricordate?

di Gerardo Bramati • scritto il 23 apr 2009 • pubblicato in: Edizione Online - Ultime, SCIENZE E TECNOLOGIA

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C’era una volta un’epoca in cui i videogiochi erano capolavori. Vere opere d’arte frutto di idee geniali e di incrollabile passione, più che della tecnologia. Oggi molti di quei giochi sono reperibili sul web, ed ancora capaci di far commuovere i fan di vecchia data.

La storia del videogame tra il 1985 ed il 1995 ha vissuto un decennio d’oro, ed ha visto la nascita di pietre miliari che ancora oggi influenzano  pesantemente l’intero business videoludico. Oggi questi giochi sono  disponibili gratuitamente sul mercato, e sono generalmente identificati con il termine “abandonware”, ovvero prodotti non più sfruttabili dal punto di vista commerciale. Ma non per questo meno appetibili.

Il primo dei quattro giochi qui riproposti risale al 1987 ed è intitolato Pirates!: l’opera del pioniere Sid Meier – fondatore di MicroProse ed autore, tra l’altro di Railroad Tycoon e della fortunata serie Civilization – ci mette nei panni di un giovane avventuriero in cerca di fama nel ramo della pirateria. A seconda delle scelte effettuate, della caratterizzazione del personaggio e dell’abilità dimostrata nelle battaglie navali e negli scontri corpo a corpo, potremo lasciare un segno più o meno indelebile nella storia dei sette mari. Il gioco, come i seguenti, è presente sul sito Abandonia.com.

Il 1989 è, invece, l’anno di pubblicazione di uno dei giochi più amati di sempre: prodotto da Lucas Arts, azienda creata dal regista di Star Wars George Lucas, Indiana Jones and The Last Crusade ci permette di viaggiare con il famoso esploratore da New York a Venezia, dalla Germania al Medio Oriente. Il gioco è carismatico e profondo come pochi altri nel genere avventuroso e, forse, ancora oggi resta imbattuto da questo punto di vista. Dallo stesso autore, consiglio anche Indiana Jones and The Fate of Atlantis del 1992, meno rivoluzionario del capitolo precedente, ma graficamente stupendo.

Ma il videogiocatore dell’epoca non viveva di sola avventura: un altro genere che ha lasciato il segno è quello della simulazione. In particolare, progettare e costruire città di pixel era un hobby diffuso. Vi viene in mente niente? Sto chiaramente introducendo il vero gioco dei giochi, SimCity 2000. Nonostante risalga al lontano 1993, il gioco prodotto da Maxis è all’avanguardia per l’epoca – come suggerisce il titolo stesso: dall’urbanizzazione ai trasporti, dalle reti elettriche ai rapporti con i cittadini, gli elementi di interazione sono decisamente superiori alla media dei prodotti degli anni ’90. Un must.

Due anni dopo la pubblicazione del gioco citato, Maxis propone una nuova versione “verticale”: SimTower ci mette a confronto con la costruzione di un singolo, enorme grattacielo popolato da centinaia di piccoli inquilini. Anche in questo caso, le possibilità sono molteplici: una volta creata una base costituita da appartamenti ed uffici da affittare, potremo puntare diritti verso il cielo aggiungendo camere d’albergo e ristoranti, cinema e sale per conferenze, fino ad aggiungere il tocco finale, una cattedrale! Semplice ma articolato, può tenere occupati per ore.

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Gerardo Bramati
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6 commenti »

  1. conosco la serie tycoon c’era anche plant tycoon, personalmente trovo il più carino! http://www.jayisgames.com è un sito che raccoglie giochi da daunloddare e dove si possono trovare anche i minigiochi in flash dai punta e clicca a quelli a piattaforma scorrevole, senza contare una “gara” annuale nella quale gli ideatori dei giochi si confrontano anche nella resa grafica ed estetica.

  2. Ciao Anna! Io ho giocato per un po’ a Fish Tycoon, su un vecchio palmare HP. Lo trovo davvero carino, un po’ nello stile dell’ormai obsoleto Tamagotchi, anche se con molte più funzioni ed un approccio gestionale ben realizzato. Se vuoi dare un’occhiata, lo trovi su http://www.fishtycoon.com e gli autori sono gli stessi di Plant.

    Una nota lessicale: con “Tycoon”, più che una serie di giochi si intende un genere. Il termine è un adattamento americano del giapponese “taikun”, a sua volta derivato dal cinese e che significa “grande signore”. Gli statunitensi parlano, in questo senso, anche di “mogul”, mentre noi diremmo comunemente “magnate”.

  3. Dove li mettiamo i primi 2 Monkey Island, Day Of Tentacles, Sam e Max…? Erano i punta e clicca della LucasArts, erano fenomenali… :-)

  4. Whoa! Hai parlato di Microprose senza citare lui. Il mitico. L’unico. L’imbattibile X-COM che fece le fortune di MS-DOS quando i PC avevano 25 Mhz di potenza e montavano un processore 386. ;)

    Comunque X-COM c’è su abandonia.com… ma ricordatevi che è comunque illegale scaricarli. Il fatto che non vengano più distribuiti commercialmente non implica il fatto che il copyright sia decaduto! Quindi se li usate, beh si… siete pirati!!! Cattivoni che non siete altro!

  5. Monkey Island, Sam e Max sono dei classici, in effetti. Ovviamente ho dovuto fare una selezione, anche in base alle mie preferenze personali (Dario: tra i “punta e clicca” ho scelto Indiana Jones, perchè Indy è sempre Indy, un cult sia sul PC che al cinema…). X-Com lo conosco solo per fama, forse perché risale ad un’epoca in cui ero ancora piccolo. Mentre Neff, vista la sua veneranda età, era già un uomo… :D

    Per quanto riguarda l’aspetto legale: effettivamente, il download di un prodotto “abandonware” è una violazione delle leggi sul copyright; d’altro canto, però, chi detiene diritti di copyright è anche tenuto a farli rispettare entro certi tempi, se non vuole correre il rischio di perdere i diritti stessi. Negli USA, le modifiche al Digital Millennium Copyright Act del 1998, ad esempio, hanno fatto sì che i diritti di proprietà intellettuale per giochi che girano su macchine oggi non più disponibili possano essere bypassati a “scopo di archiviazione”. Quindi il confine tra lecito ed illecito è molto labile. In questo caso, inoltre, le società detentrici dei diritti non intervengono, ed hanno probabilmente un ritorno di immagine dal fatto che i vecchi classici circolino ancora. Insomma: è un comportamento illegale ma difficilmente punibile. Resta il problema etico…

  6. Eticamente secondo me è giusto che questi giochi che hanno segnato un’epoca, diventino patrimonio culturale disponibile a tutti. È ovvio che bisogna punire chi illecitamente lucra sul lavoro di altri, ma altrimenti è indubbio che questi giochi significhino molto sotto il profilo culturale. Secondo me dovrebbero essere ri-licenziati sotto creative commons (attribuzione, non commerciale, distribuzione con la stessa licenza).

    Comunque se non hai mai provato x-com (facevo le medie! non è che fossi un fisico nucleare :D ) devi provarlo! È ancora uno dei giochi di tattica più belli in circolazione. È l’ideale per il tuo netbook!

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