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Non solo Bronzi a Riace

di Giada Peter • scritto il 24 feb 2010 • pubblicato in: CULTURA E SOCIETA', Edizione Online - Ultime
Un barcone di immigrati

Un barcone di immigrati

Non esiste solo Rosarno in Calabria ed è quello che dimostrano gli abitanti di Riace ( Reggio Calabria), cittadina che fino a non molto tempo fa stava diventando una città fantasma con i suoi 400 abitanti.

Riace era famosa solo per le due famose statue ritovate nel mare Ionio e oggi esposte nel Museo di Reggio Calabria. Ma negli ultimi anni Riace è diventata celebre per altri motivi grazie al sindaco lungimirante Domenico Lucano. Infatti in questo paese è stato messo in atto un progetto di integrazione raffinato e semplice allo stesso momento.

Tutto è iniziato quando dodici anni fa è arrivato il primo barcone di profughi ( più di trecento comprese donne e bambini) sulle spiagge, poco lontano dallo stesso punto dove erano stati ritrovati i bronzi. Un segno del destino? Per il sindaco, chiamato affettuosamente Mimmo Lucano, decisamente sì. Assieme ai suoi abitanti, e grazie all’aiuto concreto della regione Calabria, hanno creato dei laboratori artigianali dove gli abitanti di Riace e gli immigrati lavorano insieme tessendo la lana, soffiando il vetro e molte altre cose, vendendo poi i prodotti ai turisti che accorrono in questa località.

Nelle case cadenti del centro storico del paese, abbandonate dagli emigrati calabresi finiti in Germania o a Milano, sono stati ricavati alloggi che vengono destinati agli immigrati. Gli stranieri ricevono vitto e alloggio e non pagano l’elettricità. In cambio devono imparare l’italiano e lavorare.

Oggi a Riace vivono 220 immigrati e milleseicento riacesi. Ma non tutti sono contenti. La ‘ndragheta ha “fatto sapere” ( sparando due proiettili contro la taverna del paese) che non apprezza. Tuttavia gli abitanti non si fanno intimorire e perseguono il loro lavorocon successo. Altri due comuni calabresi hanno seguito il suo esempio.

Perfino il famoso regista Wim Wenders ha detto a Berlino, poco dopo le celebrazioni del ventesimo della caduta del muro: ” La vera utopia non è la caduta del muro, ma quello che è stato realizzato in calabria, a Riace.”

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Giada Peter
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Un commento »

  1. Se Rosarno si è trasformata in teatro di violenza e di odio per l’orchestrazione della ‘ndragheta, Riace è l’esempio forte della convivenza positiva tra calabresi e immigrati. È bellissima questa storia di immigrazione (i calabresi per la Germania o Milano e gli africani per Riace). Due culture che devono abbandonare il loro luogo di nascità per poter vivere più dignitosamente.
    Speriamo che questa volta gli abitanti di Riace riescano a combattere la ‘ndragheta e che non facciano intimorire.

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