Finestre sul mondo si evolvono – Editoriale gennaio 2012
di Marco Urso • scritto il 25 gen 2012 • pubblicato in: Primo pianoIn sociologia si blatera sull’ovvia considerazione che la televisione, oggi, sia il più potente canale d’informazione contemporaneo. Secondo questa tesi, internet è un mezzo lato di comunicazione. Vi è però un’altra corrente, a cui aderisce gran parte del mondo informatico e psichiatrico, la quale sostiene che effettivamente, il web, sia sotto ogni aspetto il mezzo comunicativo più pulito e all’avanguardia.
Grazie all’avvento della banda larga, quella comunicazione che una volta era unidirezionale, oggi diventa bidirezionale, rendendo il fruitore attivo. Sfogliando un’edizione del Times, il lettore ha la possibilità di disporre di tante informazioni, quante un uomo poteva venire a conoscenza durante tutta una vita nel periodo medioevale. Allo stesso modo un utente del web ha la possibilità di fruire velocemente di tante informazioni, quante un lettore del Times potrà leggere in tutta la sua vita. Internet, di fatto, moltiplica qualsiasi esperienza della conoscenza.
Secondo le considerazioni appena fatte verrebbe da concludere che vi è un dominio assoluto della rete come strumento di comunicazione. In realtà non è così, poiché l’avvento del web non ha visto scomparire tv, radio e giornali bensì l’adattarsi e l’evolversi degli stessi alla nuova tecnologia. La «tv on demand» oggi ci permette di scegliere quando e cosa vedere e di utilizzare portali web. La radio ci offre podcast e la possibilità di vedere materiale video. Inoltre vi è da considerare che internet è sì un enorme contenitore d’informazioni, ma la sua attendibilità cala proporzionalmente alla grandezza del contenitore stesso perchè privo di ogni tipo di filtro. Non per ultimo vi è il rischio che vi sia un’omogeneizzazione dell’intelligenza collettiva, rendendo il sapere qualcosa di standardizzato e la conoscenza qualcosa di superficiale, perché troppo facile da interpellare.
Insomma dire quale sia oggi il migliore modo per informarsi e quale sia il mezzo con la migliore capacità comunicativa non è facile. Noi però vi forniremo degli spunti su cui riflettere.
Articoli (forse) correlati:
- Nessun post correlato
Marco Urso
Scrivi all'autore



Tematica affascinante e, va da sè, immensa. A mio parere il rischio maggiore costituito dalla fruizione costante di internet è dato dalla pura massa di informazioni a cui l´utente è sottoposto. Rispetto a solo qualche anno fa, attraverso social network e l´esplosione di apparecchi mobili come smartphone e tablets siamo sottoposti ad un bombardamento costante di informazioni. E´chiaro che a causa di questo la maggior parte di noi non ha tempo nè voglia di stare a processare tutto, finisce quindi per apprendere ad un livello molto superficiale o concentrarsi unicamente sulle informazioni che richiedono meno attenzione ed “elaborazione”. Se da un lato è vero che la comunicazione e lo scambio di informazioni si sono moltiplicati a livelli prima impensabili, è anche vero che quando queste si riducono a messaggi di due righe su Facebook o alla “cronaca miniaturizzata” di Twitter, allora forse dovremmo pensare di rivalutare la qualità rispetto alla quantità.