Tra poeti e presidenti la letteratura si associa all’impegno politico
di Saffia Shaukat • scritto il 26 ott 2009 • pubblicato in: Conferenze, Edizione Online - Ultime, UNIVERSITÀ
La ex-pres. della Lettonia Vike-Freiberga dopo la recitazione di una poesia lettone
Dalle “dainas” lettoni alla questione dell’Europa unita.
Sabato 17 Ottobre si è tenuta presso l’Università della Svizzera Italiana una conferenza pubblica sul tema dell’Europa unita. La conferenza è stata tenuta dalla Dr. Dr. H.c. Vaira Vike Freiberga, ex presidentessa della Repubblica della Lettonia ed ora membro del Consiglio dei Saggi dell’Unione europea. L’evento, coordinato dalla Fondazione Svizzera degli Studi, dallUSI e dal Cantone, si è poi concluso con la presentazione della raccolta di poesie «Lugano incontra Riga / Riga satiek Luganu» dei poeti Gilberto Isella e di Janis Rokpelnis. La conferenza ha avuto una notevole risonanza grazie alla comunicazione dell’evento in diversi giornali1 e si è rivelata un evento alquanto mondano grazie alle diverse personalità pubbliche presenti : il Presidente del Consiglio di Stato Gabriele Gendotti, il Decano della Facoltà di Scienze Economiche dell’USI Rico Maggi, oltre a diversi alri personaggi illustri quali Piero Martinoli presidente dell’USI…Quest’incontro “tra presidenti e poeti”, si iscriveva però in seminario più approfondito, della durata di tre giorni, sulla filologia baltica e più precisamente sulle “Dainas”: i canti tradizionali lettoni.
Singolare dunque il pubblico di sabato: tra qualche studente spiccavano i politici-presidenti, qualche poeta, dei professori di filologia baltica o più generalmente di letteratura italiana. Quale migliore occasione se non questo evento per riflettere sul rapporto tra politica e letteratura? O più precisamente tra politica e cultura? Ovviamente non è questa la sede per disquisire sul ruolo degli intellettuali oggi nel mondo politico. Il tema è stato contraddistinto da riflessioni elaborate e profonde alle quale rimando ben volentieri: Gramsci e Bobbio per gli amanti dei classici italiani od il più aggiornato Zygmunt Bauman2. Resta però interessante osservare quanto questo legame riesca sempre alla fine ad emergere se si osservano le occasioni pubbliche che la città offre.
In generale si potrebbe osservare che sempre molto fruttuoso rimane per ciascuna “categoria” (se mi permettete un’impropria generalizzazione) di ricordarsi dell’esistenza delle altre. Agli addetti alla quotidiana politica, ai realisti per eccellenza, non può che essere dissetante per una volta fermarsi, senza fretta, ad ascoltare una riflessione poetica sui motivi di scrittura personali e sociali non può che migliorare la conoscenza e rinvigorire gli ideali e gli impegni di tali personaggi che hanno il dovere, prima di tutto, di prendere le decisioni migliori per il bene comune. Questo sicuramente è stato il caso del convegno sulla Lettonia di questi giorni: paese segnato da una storia di dominazioni straniere, guerre e deportazioni.
D’altra parte, penso che ricordare a studiosi, poeti, l’importanza della realtà sociale che sta loro intorno può essere di grande stimolo per la consapevolezza del ruolo fondamentale che essi assumono nella società attuale: cioè sensibilizzare, far sentire, se non capire, i sentimenti di umanità e di nazionalità sempre in modo positivo ed aperto al dialogo. L’esempio lampante è stato questo amore della Professoressa-Presidentessa Vike-Freiberga per i canti tradizionali del proprio paese ed il suo impegno nel superamento di una visione nazionalistica in favore di un sentimento di appartenenza più grande: europeo.
Ben vengano dunque giorni da trascorrere tra politica internazionale e tradizioni nazionali, tra filologia e poesia! Lasciarsi affascinare dall’intensità interdisciplinare di queste occasioni e riflettere un momento su tali aperture, tra un telegiornale-flash e le lezioni che si susseguono incalzanti, può essere d’aiuto per rimanere connessi criticamente ai rapporti tra le diversi classi e sensibili alle “contaminazioni” disciplinari.
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1Per altri riferimenti all’evento vedere l’articolo di Chiara Bottaro sul CdT con la quale partecipato al seminario ed alla conferenza pubblicato anche sul sito della FSS e la pagina informativa dell’USI http://www.usi.ch/highlights/event/highlights_event_detail.htm
2 Per approfondire la problematica consiglio al lettera delle opere: Bauman, Zygmun, La decadenza degli intellettuali. Da Legislatori a interpreti, Boringhieri, Torino, (1987), 2007. Bobbio, Norberto, Il dubbio e la scelta. Intellettuali e potere nella società contemporanea, Carocci, Roma, 2001. Gramsci, Antonio, Gli intellettuali e l’organizzazione della cultura, Editori Riuniti, Torino, (1977), 1991.
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Saffia Shaukat
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