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Finalmente: Pallanuoto!

di Luca Bortone • scritto il 28 gen 2010 • pubblicato in: EVENTI E SPETTACOLI, Edizione Online - Ultime, SPORT
Foto by Marco Ponti
Foto by Marco Ponti

Fra gli sport considerati ‘minori’, in Svizzera la pallanuoto è sicuramente da annoverare fra i meno conosciuti (e purtroppo più ignorati da media, sponsor e pubblico), tantoché spesso – con orrore – la sento definire: ‘pallavolo in acqua’, quasi il regolamento imponesse una rete di nylon tesa in mezzo alla piscina e l’obiettivo delle squadre fosse far cascare la palla in acqua nella metà-campo opposta.

Siccome questo weekend a Ginevra prenderà il via il girone invernale di Lega Nazionale A (LNA), dove un agguerrito Lugano agli ordini dell’esperto e carismatico coach Gianfranco Salvati, tenterà di conquistare i primi punti della stagione 2010, colgo l’occasione per presentarvi in breve sia questo magnifico sport, sia la squadra della nostra città.

Nata alla fine del XIX secolo in Inghilterra e Scozia, la pallanuoto era, in origine, una variante acquatica del rugby, le cui prime partite si giocarono in occasione di mostre, festival e fiere di contea. Competizione esclusivamente maschile, era dimostrazione di forza ed abilità. La variante maschile divenne disciplina olimpica ai Giochi di Parigi del 1900, mentre quella femminile fu inserita nel programma soltanto un secolo dopo, a Sydney 2000.

Nel corso dei secoli le regole sono rimaste bene o male stabili, con pochi cambiamenti radicali, che l’hanno resa ciò che è oggi. Giocata sette (sei giocatori di movimento più il portiere) contro sette in vasche lunghe fra i 25 e i 33 metri e larghe fra i 18 e i 25 metri e profonde non meno di 1 metro e 80 centimetri, la pallanuoto è uno sport duro, faticoso, molto fisico che necessita di una preparazione atletica e di capacità natatorie non indifferenti. Scopo è, ovviamente (mah, forse, in fondo, mica tanto!), infilare il pallone giallo alle spalle del portiere avversario. Per farlo si hanno a disposizione ben 4 tempi da 8 minuti effettivi (il tempo viene fermato ad ogni fischio dell’arbitro) ciascuno. Come nella pallacanestro, anche nella pallanuoto è previsto un tempo limite – soli 30 secondi – di possesso palla per arrivare al tiro, prima che il pallone passi nuovamente agli avversarsi. Falli semplici e falli gravi (espulsioni della durata di 20 secondi), aumentano il ritmo e rendono la partita davvero movimentata.

Questa, ridotta all’osso, è la pallanuoto. Come spesso si dice, però: meglio un’ora di pratica che cento di teoria! Sicché vi aspetto numerosi a bordo vasca in occasione delle partite casalinghe del nostro Lugano. Non vi annoierete, né resterete delusi poiché, ve lo garantisco, il mio sport è davvero magnifico, emozionante, da cardiopalma.

Il Lugano, corroborato da nuovi innesti provenienti sia dal settore giovanile – laureatosi da poco campione svizzero nella categoria Under 19 – sia dal Como, Sabato contro il Basilea e Domenica contro l’Aegeri lancerà il guanto di sfida alle competitive squadre d’oltralpe. Obiettivo dichiarato: centrare (a luglio) la quinta finale nazionale consecutiva, alla caccia di quell’alloro che manca dal 2006. Augurando loro un grosso in bocca al lupo, vi rinnovo l’invito a venire ad assistere a qualcuna delle sfide in programma al Lido. Non ve ne pentirete!

Maggiori informazioni su regole, squadra e campionato reperibili ai siti:

http://www.facebook.com/home.php#/pages/Lugano-Switzerland/Lugano-Pallanuoto/193490829155?ref=ts (pagina dei fan)

- http://www.snlugano.ch/snl/ (sito ufficiale della squadra)

- http://www.fsn.ch/desktopdefault.aspx/tabid-137/ (sito ufficiale della Federazione Svizzera di Nuoto)

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Luca Bortone
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Un commento »

  1. Peccato l’estate scorsa al Lido c’erano i campionati europei di pallanuoto con tutte le partite gratuite. Mi pento ancora adesso di non esserci andato. Come dici tu, è peccato che il tuo sport sia un pò dimenticato rispetto alla palacanestro, pallavolo, calcio, ecc.
    Forse è anche dovuto al fatto che sii uno sport molto duro, che necessiti di un ottima condizione fisica, oltre che di sapere nuotare benissimo. Immagino che gli allenamenti debbano essere intensi. Penso che sia uno degli sport più completi e allo stesso tempo duro.
    Seguo il tuo consiglio, quest’anno andrò a vedere il Lugano e speriamo che possa dare una lezione alle squadre d’oltre Alpi.

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