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Il futuro viaggia in bus

di Luca Urso • scritto il 28 feb 2011 • pubblicato in: Editoriale
Mi è difficile immaginare il mondo come lo conosco senza mezzi di trasporto. Essi sono entrati a fare parte della nostra vita da prima dell’invenzione della ruota.
I primi mezzi di trasporto documentati risalgono infatti al V millennio a.C. Da quel momento sono entrati con forza nelle nostre vite. Pubblici o privati che siano, essi ormai sono una risorsa fondamentale della nostra società. Grazie ai mezzi di trasporto è possibile spostarsi da un angolo all’altro del mondo in poche ore, mangiare frutta e verdura fuori stagione o che non cresce alle nostre latitudini, andare in vacanza in posti sempre più lontani e, più semplicemente, andare al lavoro. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Infatti, siamo sempre più consapevoli di inquinare molto più di quanto realmente potremmo, in modo assolutamente
insostenibile. Finalmente si cominciano a produrre mezzi di trasporto che inquinano poco o niente, ma questi si stanno evolvendo troppo lentamente. Ad oggi i prodotti cosidetti «verdi» che possono essere considerati una valida alternativa, sono davvero pochi. Le grandi istituzioni preferiscono continuare a investire nel petrolio, invece di creare un fondo per lo sviluppo di tecnologie sostenibili. Il problema è che abbiamo una visione a corto raggio del nostro futuro. Il petrolio non è infinito, e non lo si può neanche produrre a breve termine. E una volta che sarà finito? Cosa faranno le generazioni future? Dovremo spendere una somma inimmaginabile per mantenere lo stile di vita che abbiamo adesso investendo moltissimo sulla ricerca di nuove tecnologie che lo permettano. Bisogna che le persone siano sensibilizzate a queste problematiche. Un primo passo lo potremmo fare se, ad esempio, per andare a lavorare cominciassimo ad usare i mezzi di trasporto pubblici e le biciblette, o se partecipassimo a iniziative tanto lodevoli quanto poco usufruite come il car pooling (condivisione di automobili private da un gruppo di persone). Questo vale soprattutto nelle medie-grandi città, dove il traffico è un problema non da poco. Dobbiamo pensare al nostro futuro e a quello delle generazioni che verranno, perché è con i piccoli gesti di ognuno che la collettività riesce ad evolvere nel migliore dei modi.

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