Conferenza Venturelab: Una start-up in Ticino può avere successo a livello mondiale?
di Eleonora Biondi • scritto il 28 set 2011 • pubblicato in: Edizione Online - UltimeL’universo ha partecipato martedì 27 settembre al Venture apero organizzato da Venturelab, dal Centro Promozione Start-up e dalla Commissione per la tecnologia e l’innovazione (CTI Start-up), durante il quale i fondatori di ViSSee Sagl, start-up recentemente eletta fra le 5 migliori della Svizzera, hanno offerto spunti di riflessione su cosa sarebbe opportuno fare per accrescere la cultura imprenditoriale in Ticino.
Il successo globale nelle mani di un’impresa locale, per giunta ticinese, può sembrare un tema volontariamente provocatorio da discutere. Eppure i presupposti ci sono, e a dimostrarlo sono gli esempi di aziende che ce l’hanno fatta : la società farmaceutica Helsinn, con sede a Grancia, ha creato in soli 35 anni di vita un gruppo affermato a livello internazionale, così come l’università della Svizzera italiana sta riscuotendo in questi anni interesse crescente tra gli studenti europei ed extracomunitari.
«Nulla vieta al Ticino di diventare un polo di eccellenza a livello globale, - afferma Nicola Rohrseitz della società ViSSee insieme alla collega Valeria Mozzetti, ricordando che – la Silicon Valley, oggi polo di eccellenza per quanto riguarda le tecnologia informatica, fino a qualche anno fa era solo una valle come tante alle porte di San Francisco». Ma è stato il fermento delle persone «con il fuoco dentro» che la popolavano, e la rete che si è successivamente creata attorno alle imprese che vi si erano stabilite, che ha dato vita al mito che ancora oggi vive. Nomi come Hp, Apple, e Microsoft sono stati i precursori; ragazzi che nel garage dei genitori sviluppavano quelle idee che hanno conquistato in poco tempo il mercato mondiale. «ll Ticino ha tanto da offrire, – prosegue Rohrseitz – ma allo stesso tempo mancano ancora delle componenti essenziali. Per esempio, una start-up ticinese non ha ancora la credibilità necessaria per andare da un investitore istituzionale e chiedere capitale di rischio: occorre prima stabilire una rete di supporto tra tutte le giovani realtà imprenditoriali che acceleri il processo di formazione di un “blocco imprenditoriale” tale da dare credibilità al settore ed accedere più facilmente al capitale. Infatti, puntare sulla rete oggi risulta essenziale; le società che hanno creduto in questo ne hanno avuto un grande ritorno sia interno che esterno all’azienda».
L’appello da parte dei ragazzi di ViSSee – we see è dunque quello di farsi sentire e aprirsi a fenomeni aggregativi nel territorio. Con questo spirito, startup generation Ticino organizza serate a base di pizza: ogni mese un host diverso apre le porte della propria azienda, del proprio ufficio o di casa sua, mentre gli ospiti portano da bere e da mangiare, così da allargare ogni volta la propria rete di contatti, alimentando «quel fervore e spirito imprenditoriale che porta le idee a diventare realtà».
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Eleonora BiondiStudentessa master in Corporate Communication, USI
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Grazie della menzione Eleonora
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