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Facebook: ecco il profilo “commemorativo”

di Melissa Diday • scritto il 28 ott 2009 • pubblicato in: CULTURA E SOCIETA', Edizione Online - Ultime, SCIENZE E TECNOLOGIA

facebook-death

Cosa succede al profilo di Facebook di una persona deceduta? A meno che qualcuno a conoscenza della password fosse in grado di disattivarlo, fino a oggi il profilo sarebbe rimasto “attivo”. In questi giorni è stato però lanciato da Facebook un nuovo servizio “in memoriam”: un formulario che gli amici del defunto possono inviare a Facebook, chiedendo che l’account del proprio caro venga reso “commemorativo”, cioè accessibile soltanto agli amici confermati, impossibile da ritrovare nella ricerca degli utenti e senza informazioni personali e aggiornamenti dello status.

Max Kelly, membro del team di Facebook, ha appena perso in un incidente un suo caro amico e fedele compagno di lavoro. Sul blog ufficiale del social network Kelly ha spiegato che, durante una riunione pochi giorni dopo il decesso del collega, la squadra si è subito chiesta cosa fare con il suo profilo: “Non avevamo mai pensato a questo aspetto in modo così personale. Volevamo essere in grado di gestire le relazioni tra le persone su Facebook, ma come si fa a interagire con una persona che non può più loggarsi? Quando una persona ci lascia – ha continuato Kelly – non necessariamente lascia la nostra memoria o il nostro social network”. Per rendere giustizia a questa realtà, la miglior soluzione è quindi creare un profilo “commemorativo”: “un luogo – ha scritto Kelly – dove le persone possono salvare e condividere la propria memoria di chi non c’è più”.

Ammesso e non concesso che questo nuovo servizio possa non essere del tutto una cattiva idea (che ogni anno venga ricordato a tutti il compleanno di una persona che non c’è più o che questa venga segnalata come possibile amico non è effettivamente la migliore delle soluzioni), guardando il tutto da più lontano è forse il caso di soffermarsi un attimo a riflettere. Il problema non è solo se il profilo commemorativo sia “giusto” o “sbagliato”, ma anche il fatto che un tale servizio sembri diventato una necessità. Viviamo ormai in un mondo nel quale dopo la morte di una persona ci si deve occupare anche del suo profilo di Facebook, e questo è un po’ preoccupante.

“Quando una persona ci lascia non necessariamente lascia la nostra memoria o il nostro social network”, ha scritto Max Kelly. È assurdo che si arrivi a mettere sullo stesso piano la nostra memoria, fatta di ricordi personali ed esperienze “vere”, e un social network, un luogo virtuale accessibile a chissà quante persone (non dimentichiamo che c’è chi su Facebook arriva ad avere mille amici!). Kelly sostiene che lo scopo del profilo commemorativo è quello di creare un luogo dove le persone possano ricordare l’amico che li ha lasciati (e addirittura lasciargli dei messaggi). Magari però si potrebbero trovare modi migliori e più riservati per farlo, come si faceva prima dell’arrivo di Facebook.

In conclusione, ciò che c’è di buono in questo servizio sembra essere solo il formulario compilabile dagli amici, ma questo dovrebbe servire a disattivare completamente il profilo. Non è questo, forse, il miglior modo per “proteggere la privacy del defunto”?

Speriamo solo che nessuno ce l’abbia…a morte (!) con noi. Vi immaginate che bello scherzetto?

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Melissa Diday
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7 commenti »

  1. Accipicchia! SInceramente preferirei le letterine ai cari o i fiori sulla tomba, piuttosto che rimanere virtualmente impressa nella memoria.
    Questa opzione offerta da facebook mi ricorda invece i network come DeathBook http://www.luniverso.com/28/07/2009/deathbook-messaggi-dalloltretomba , anche se i DeathBook mi sembrano un’idea più carina.

  2. Quando la tecnologia va oltre la natura… ed il buonsenso! Già è preoccupante la perdita del controllo sulla propria identità quando si mettono in rete informazioni private, ma se il proprietario del profilo è defunto, non c’è più nessuno che tuteli la sua dignità e la sua memoria.

    Il problema dell’eredità digitale di account e dati privati si è posto in passato quando ad essere coinvolti erano militari (quindi, in possesso di informazioni sensibili a livello pubblico), ma credo che oggi si debba legiferare per trovare una soluzione. In futuro, nel testamento lasceremo anche i dati di accesso a mail, social networking e simili…

  3. Ci sono modi migliori di commemorare qualcuno.

  4. Dopo il “Funerale da Vivo” (si confronti il film: The Weather Man del regista Gore Verbinski (2005) con Nicolas Cage), che già trovo essere un’idea al di sopra delle righe, pure il profilo commemorativo dovevano inventare?

    Mah…

    Quando la realtà virtuale di Facebook prende il sopravvento su quella reale…

  5. Si potrà “superpokare” i defunti?

  6. FB con questa novità si é aggiudicato l’etichetta di “grottesco”!
    Commemore un defunto in un social network non dovrebbe essere la soluzione al problema della disattivazione definitiva di un account e dell’eliminazione di tutti i legami virtuali che l’utente in questione aveva creato con altri utenti!

  7. Sono d’accordo con Angela: è grottesco. Un ulteriore tocco di macabro stile: un responsabile, in un’intervista, ha parlato di utenti defunti dicendo che è difficile gestire utenti che non sono più in grado di “loggarsi”. Fa niente se sei morto, l’importante è che non vai AFK (Away From Keyboard). :shock:

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