Diavolo d’un libro…
di Gerardo Bramati • scritto il 29 ago 2009 • pubblicato in: CULTURA E SOCIETA', Edizione Online - Ultime
Quando fu ultimato, nel 1880, si conquistò la palma di edificio più alto del mondo, con i suoi 157 metri di altezza, ed ancora oggi è la terza chiesa più alta al mondo. La Chiesa dei Santi Pietro e Maria sorprende, però, anche per la sua storia: stupisce, in particolar modo, la fantasia al limite dell’utopia dell’architetto che, nella prima metà del 1200, si pose l’obiettivo di realizzare ciò che, all’epoca, non era nemmeno immaginabile. Lo scopo dell’ambizioso progetto era semplice: dare vita al più stupefacente luogo di culto cristiano d’Europa per offrire una degna dimora alle reliquie dei Re Magi, portate in Germania da Federico Barbarossa.
Nel 1260, però, l’architetto Gerhard Morart, che pure sa che non potrà mai vedere la sua opera ultimata prima della sua morte, non si aspetta di certo di dover abbandonare l’impresa in modo tragico ed imprevedibile: il suo corpo rimane riverso sul sagrato del cantiere, dopo una caduta da un ponteggio alla cima della costruzione. L’evento è interpretato come una disgrazia dai cittadini di Colonia, come una punizione divina per l’ambizione forse troppo audace di Morart.
In realtà la religione non c’entra molto: l’architetto è stato punito per qualche azione compiuta in passato, ed è stato eliminato da un assassino di nero vestito, che ha agito senza essere visto. Se così fosse, a dire il vero, “Il Diavolo nella Cattedrale”, opera del tedesco Frank Schätzing, si concluderebbe poco dopo il prologo: Jacob, un giovane ladruncolo di strada, dall’alto di un albero da cui stava rubando alcune mele, ha visto tutto. La caduta, lo schianto e, soprattutto, la nera figura in cima al ponteggio. Il diavolo, appunto.
Questo è, ridotto ai minimi termini, l’inizio di un’avventura mozzafiato che vedrà il povero Jacob, suo malgrado, invischiato in un intrigo politico in cui religione e nobiltà, carità cristiana e crimini efferati si intrecciano fino a dare vita ad una storia di sicuro impatto sul lettore. Schätzing miscela con sapienza realtà e fiction, linguaggio crudo e poetica sensibilità, racchiudendo il tutto in un mondo, quello della Colonia medievale, descritto con dovizia di particolari – colori, sapori, odori e suoni. Particolarmente evocativo. Letto e caldamente consigliato.
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Gerardo Bramati
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