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	<title>L&#039;universo &#187; Letteratura e dintorni</title>
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		<title>STORPI DA CORSA</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 10:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La maschera</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/02/04/2010/storpi-da-corsa/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/01/walking_small-721975-235x300.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="walking_small-721975" title="" /></a>Stavano sempre lì, a fissare le tante o poche persone che camminavano, in su e giù, in avanti e all’indietro, tutte quante verso una sola direzione: il posto di lavoro, tenero e caldo. E ridevano. Ed erano felici, alla faccia di quelle gambe che si muovevano solo per andare li. Tanto valeva non usarle, diceva il primo. E infatti non gli usiamo, sputò il secondo. Ma un giorno, né migliore né peggiore di quelle prima, accadde.

Il testo è tratto da un piccolo aneddoto raccontato da Frate Guglielmo da Baskerville ad Adso nel noto romanzo "Il nome dell rosa", di Umberto Eco. Mi sembrava piuttosto emblematico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">Il testo a seguire è tratto da un piccolo aneddoto raccontato da Frate Guglielmo da Baskerville ad Adso nel noto romanzo &#8220;<strong>Il nome dell rosa</strong>&#8220;, di <strong>Umberto Eco</strong>. Mi sembrava piuttosto emblematico.</p>
<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4191" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/01/walking_small-721975-235x300.jpg" alt="walking_small-721975" width="235" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Stavano sempre lì, a fissare le tante o poche persone che camminavano, in su e giù, in avanti e all’indietro, tutte quante verso una sola direzione: il posto di lavoro, tenero e caldo. E ridevano. Tiravano a sorte, quello è un barista, diceva il primo scagliando il dito verso uno con un grosso collo e delle grosse mani a dieci dita, quello è un architetto, indicando uno con un gran cappello ed una camicia a ringhiera. E ridevano. Uno a momenti il mese scorso ci restava. Ma loro erano contenti così. Senza qualcosa, quindi con niente e con tutti gli annessi e connessi. Si muovevano raramente o mai, e non si spostavano, tranne che in inverno, dove il freddo attaccava meno se andavi dall’altro lato della fontana. Non che potessero andare lontano con quelle gambe, ormai cadaveri da molti anni, ma tanto non volevano andare in ogni posto, quindi da nessuna parte. Ogni tanto se le prendevano a sassate o bastonate se ne trovavano qualcuno, così, tanto. E loro erano felici e chi se ne voleva andare. Avreste dovuto vederli. Non li avevamo mai visti così felici come quel luglio. Caldo e umido, ma loro avevano la fontana e all’ombra della chiesa e dei fedeli che fedelmente quotidianamente lentamente pellegrinavano tra casa e Signore, gonfi di carità e pecunio, che elargivano ad ore dispari qualche sonante da scambiare con arredi intenstinali. Ed erano felici, alla faccia di quelle gambe che si muovevano solo per andare li. Tanto valeva non usarle, diceva il primo. E infatti non gli usiamo, sputò il secondo. Acqua, cibo e Signore. Tutto. Lutto. Un giorno, né migliore né peggiore di quelle prima, accadde. Una luce, ma non dal cielo, come diceva il mio amico Giovanni, ma dalla terra. Ed eccola! A dir la verità, e i due concordavano con me, me la sono sempre immaginata più snella, più giovane e anche (se posso osare) più bella. E bianca. Io l&#8217;ho sempre vista bianca. La Madonna in centro, con questo caldo. E a nessuno pareva che la cosa importasse. Fattostà che parlò “Ho pianto quando vi ho veduto. Voi, anime tanto care all’eterno intrappolate in quei corpi. Ma l’eterno, vi ha unto. Correte, figli del padre”.</p>
<p style="text-align: justify">E corsero i figli di puttana. Cazzo, se corsero. Erano appena in piedi che le corsero in contro. Camminavano. No, correvano. Lei aprì le braccia e il viso, per accogliere i loro tributi, loro colpirono il bersaglio grosso per prima cosa. Poi passarono al volto, alle gambe, alle braccia. Ruppero ogni osso che riuscirono a trovare. Urla empie riempirono l’aria e i polmoni dei due. Grida  e pianti, tempo fa, dopotutto, era stata una donna. Continuarono a colpire fino a che da colpire rimase solo un grumo color mattone, dalla quale spuntavano un paio di respiri appena accennati. E piansero in piedi. Urlarono. Un uomo che passava poco lontano, si avvicinò e senza smettere di muovere le gambe per non perdere il ritmo chiese “cosa non va?” I due, lacrime in mano e gambe in culo risposero “non sappiamo dove andare” “Seguite il flusso, precedenza da destra. Non preoccupatevi, si impara in fretta”.</p>
<p style="text-align: justify">Io torno lì ogni tanto, quando ho tempo. Loro non gli ho più visti. Mi hanno detto che li hanno investiti.</p>
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		<title>Salviamo la lingua italiana!</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 19:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/22/03/2010/salviamo-la-lingua-italiana/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/strafalcioni-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Aiuto! L’Italiano sta morendo. Questa ‘generazione - SMS’, drogata di Facebook e Internet sta as-sassinando la lingua più bella del mondo; la lingua dei sommi Poeti, di immensi artisti della parola. Strafalcioni allucinanti ed errori imperdonabili si diffondono come un virus letale. SOS Italiano. Salviamolo prima che sia troppo tardi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/strafalcioni.jpg"><img class="size-full wp-image-4724  aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/strafalcioni.jpg" alt="" width="280" height="190" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Altroché scioglimento della calotta polare, buco nell’ozono, effetto serra, corsa al riarmo nucleare da parte di alcuni paesi arabi; un’altra <strong>tragedia</strong> incombe implacabile su tutti noi: la rapida, catastrofica <strong>disfatta della lingua italiana</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Di recente, avete per caso fatto un giretto in Facebook (o in Internet in generale)? Roba da mettersi le mani nei capelli, chiudersi in una polverosa e buia soffitta e – coccolando dolcemente una copia della <em>Divina Commedia</em> – invocare il perdono di Dante, Petrarca, Boccaccio, Machiavelli, Tasso, Ariosto, Manzoni… Pace all’anima loro! Con tutto quel voltarsi e rivoltarsi avranno ormai consumato le lignee pareti dei loro giacigli eterni.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà anche progresso, ma a me questo idioma da ‘<strong>generazione-</strong><strong>SMS</strong>’ piace poco. Anzi, per nulla. Capisco la necessità di abbreviare i pensieri per stiparli in pochi caratteri e non vedersi costretti a spendere ulteriori dieci centesimi, ma: perché – anzi: xké – uccidere l’Italiano?</p>
<p style="text-align: justify;">Non ne posso più. E tutto un fiorire di K, una moria di H, un genocidio di alcuni tempo verbali (povero congiuntivo, confinato nelle antologie e rinchiuso in grammatiche mai sfogliate. Ma fatelo uscire ogni tanto! Avrà anche lui diritto all’ora d’aria. No?), un allegro coniare assurdi neologismi. Così l’esclamazione: ‘Oggi non mi sento bene perché ho bevuto troppo ieri’ trasmuta in: ‘GG nn mi snto bn, xké o bevuto trp ieri’.</p>
<p style="text-align: justify;">Attenzione particolare merita il <strong>congiuntivo</strong> (questo sconosciuto!). Sono disposto a sorvolare, sebbene con un notevole prurito alle mani, su strafalcioni commessi parlando. Può succedere scappi – oh guarda: un congiuntivo! Ma ciao carino! – un tempo verbale sghembo; errore indotto dallo stress o dal poco tempo a disposizione per riflettere, ma riguardo la lingua scritta, non esistono attenuanti. Il tempo a disposizione non manca. Si può quindi riflettere e con calma tornare sui propri passi per depennare eventuali inesattezze.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi vengo colto da tachicardia ventricolare, quando mi capita di leggere frasi (si possono comunque chiamare frasi?) del genere: « Se <em>verresti</em> qui, sarebbe stupendo. », « Se <em>avevo</em> tempo, sarei venuto. », eccetera eccetera (N.d.A.: chiunque di voi è abilitato all’uso del defibrillatore, per favore corra qui e mi rianimi. Grazie!). Piuttosto che creare simili castronerie, spedisco due SMS o alzo la cornetta e parlo direttamente con l’interlocutore interessato, che è anche più ‘personale’.</p>
<p style="text-align: justify;">Capitasse solamente in Facebook e simili, non sarebbe tragico. Se gli stessi autori di quegli inviti sgrammaticati che così spesso intasano il <em>wall</em> del mio profilo, nei loro temi scolastici usassero i congiuntivi, evitassero le K e mettessero tutte le H al posto giusto, non sarebbe un problema. Tragico diventa quando m’imbatto in certi <strong>allucinanti svarioni</strong> anche negli articoli pubblicati da questo o quel giornale online, commessi da sedicenti ‘professionisti della penna’.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti si stringono nelle spalle e minimizzano. Io no. Ai miei occhi, questo impoverimento, questo imbastardimento mediante termini stranieri (spesso inglesi, tantoché qualcuno parla di una nuova lingua: “l’Itanglese”), questo omicidio di una delle più belle lingue al mondo, appare come una catastrofe. L’Italiano è la lingua dei <strong>sommi Poeti</strong>, di immensi artisti della parola; la lingua in cui sono redatte le <strong>maggiori opere letterarie</strong> a livello mondiale, bella da commuovere. Che diritto abbiamo noi di smembrare, di rovinare o vandalizzare un simile, secolare, <strong>patrimonio</strong> dell’umanità? Rifletteteci, la prossima volta che userete una K o tralascerete una H…</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/strafalcioni2.jpg"><img class="size-medium wp-image-4726  aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/strafalcioni2-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a></p>
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		<title>Guarire con la poesia: il progetto di “Leggere, con cura&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 09:07:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saffia Shaukat</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/18/03/2010/guarire-con-la-poesia-il-progetto-di-%e2%80%9cleggere-con-cura/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/labbraccio-della-poesia1-233x300.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>La poesia, oltre che una sublime arte, può essere una preziosa cura. Questa l'idea che sottende l'originale progetto “Leggere, cura” organizzato da Fabiano Alborghetti per la rassegna poetica "Poesiapresente" ed in collaborazione con l'Ospedale Regionale di Lugano. Il progetto già sperimentato presso l'Ospedale di Lecco arriva ora al Policlinico di Milano e in Ticino. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/labbraccio-della-poesia1.jpg"><img class="size-medium wp-image-4719  aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/labbraccio-della-poesia1-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="font-weight: normal">La poesia, oltre che una sublime arte, può essere una preziosa cura. Questa l&#8217;idea che sottende l&#8217;originale progetto “Leggere, cura” organizzato da Fabiano Alborghetti per la rassegna poetica &#8220;Poesiapresente&#8221; ed in collaborazione con l&#8217;Ospedale Regionale di Lugano. Il progetto già sperimentato presso l&#8217;Ospedale di Lecco arriva ora al Policlinico di Milano e in Ticino. Dal 1 al 7 marzo infatti i degenti dell&#8217;Ospedale civico e italiano hanno ricevuto sette poesie di noti poeti ticinesi: Donata Berra, Aurelio Bulatti, Pietro De Marchi, Gilberto Isella, Alberto Nessi, Giovanni Orelli e Fabio Pusterla.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify">La poesia sembra essere chiamata ad un compito particolarmente importante: quello di guarire l&#8217;animo e di conseguenza anche il corpo. Attraverso la riflessione sensibile della poesia, il malato o il convalescente, è infatti stimolato a confrontarsi con la malattia e a riconciliarsi con essa.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;iniziativa però non si è fermata qui: gli organizzatori hanno infatti previsto una partecipazione attiva degli ospiti delle due strutture ospedaliere, che hanno avuto appunto la possibilità di divenire protagonisti dell&#8217;iniziativa scrivendo essi stessi dei testi poetici. Poetare si rivela dunque un mezzo d&#8217;espressione prezioso per esprimere, condividere ed infine superare la sofferenza. Le poesie, che sono state raccolte fino al 12 marzo, parteciperanno al <strong>concorso “Scrivere, con cura”</strong> che , grazie al giudizio di una selezionata giuria composta dai poeti Fabiano Alborghetti e Aurelio Buletti, da Roberto Malacrida (direttore sanitario e primario di medicina intensiva all&#8217;Orl) e Gianluigi Rossi (direttore dell&#8217;Orl), vedrà l&#8217;assegnazione di un <strong>“premio in libri” offerto dalle Edizioni Casagrande</strong>. <strong>La premiazione avverrà il 29 Marzo 2010 nell&#8217;Aula Magna dell&#8217;Ospedale Civico di Lugano alle ore 18.00</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Il <strong>progetto “Leggere, con cura”</strong> ci mostra innanzitutto un gr<span style="line-height: 12px">ande impegno etico, ma oltre a questo, permette di sottolineare una dimensione della poesia a volte troppo spesso dimenticata, e cioè: che la poesia rappresenta anchela possibilità di un viaggio per comprendere in profondità la complessa esperienza umana. Da questa comprensione forse la possibilità di una maggiore consapevolezza e serenità.</span></p>
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		<title>Un incontro con il Barone rampante</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 11:16:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saffia Shaukat</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/07/03/2010/un-incontro-con-il-barone-rampante/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/il-barone-rampante-300x240.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Il barone rampante - I. Calvino" title="" /></a>
Un ragazzino, in conflitto con la sua nobile famiglia, decide di salire su di un albero per protesta. Quello che appare essere all&#8217;inizio un capriccio infantile è in realtà una scelta profondamente cosciente. Cosimo, barone di Rondò dagli alberi non scenderà più per  tutta la sua vita, che non per questo sarà povera di incontri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4643" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/il-barone-rampante-300x240.jpg" alt="Il barone rampante - I. Calvino" width="300" height="240" /></p>
<p>Un ragazzino, in conflitto con la sua nobile famiglia, decide di salire su di un albero per protesta. Quello che appare essere all&#8217;inizio un capriccio infantile è in realtà una scelta profondamente cosciente. Cosimo, barone di Rondò dagli alberi non scenderà più per  tutta la sua vita, che non per questo sarà povera di incontri incredibili,  avventure improbabili ed amori appassionati.</p>
<p>Forse molti di voi avranno già letto questo romanzo di Italo Calvino da ragazzi. Si tratta infatti di un racconto  leggero e non molto lungo pieno di incontri ed avvenimenti che per questo è adatto anche alla lettura dei più giovani. Un classico della letteratura italiana del Novecento, un perla da regalare ma innanzitutto un&#8217;esperienza di vita da scoprire.</p>
<p>Uscita per la prima volta nel 1957 <em>Il barone rampante, è </em>un &#8216;opera indefinibile carica di umorismo e fantasia da avvicinare a <em>Il Barone di Münchausen </em>per esempio se non addirittura ad <em>Alice nel paese delle meraviglie</em> ci informa lo stesso autore nella presentazione del libro (Edizione Mondadori  2002).</p>
<p>Questa particolare vicenda, scritta quasi per gioco, si svolge in un contesto settecentesco ed a volte sembra diventare un discorso sul Settecento e del Settecento. Non si tratta però di un racconto filosofico alla <em>Candide</em> e neanche un romanzo storico che ci presenta il clima rivoluzionario dell&#8217;epoca  attraverso una vicenda inventata. Indefinibile dunque questo testo all&#8217;incrocio dei diversi generi e anche per questo molto affascinante.</p>
<p>I protagonisti spesso si rivelano quasi caricaturali (quali l&#8217;amante di  Cosimo: amazzone e gran dama al contempo, oppure lo zio dagli indumenti moreschi ed apicoltore segreto) ma il racconto non si tramuta mai in parodia grazie all&#8217;abilità del grande Calvino. Malgrado questo, la scelta di un tono spesso ironico è forse da ricollegare allo studio, appunto sul Settecento, di molti  amici dell&#8217;autore nel quadro della casa editrice Einaudi.</p>
<p>Tornando al racconto, esso ci viene presentato da Biagio, il fratello minore del barone Cosimo. La narrazione è composta da molte sentenze morali ma in realtà è difficile comprendere il valore di questa “disobbedienza” di questa “resistenza”. Si tratta di disimpegno?, di allontanamento dalla società?, ma dalla vita di Cosimo potremmo dire tutto fuorché disimpegnata, inutile ed asociale. In realtà quel che emerge più chiaramente da questo romanzo è sicuramente la fermezza con cui il ragazzino, l&#8217;uomo e poi il vecchio Cosimo terrà fede al suo impegno. Scelta la sua posizione nel mondo, una posizione “arborea” appunto, sostenuta non tanto dai rami delle piante quanto dalla sua volontà, Cosimo intraprenderà soprattutto umanamente il suo destino.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Kundera e la &#8220;sua&#8221; Leggerezza dell&#8217;essere</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 10:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saffia Shaukat</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/16/01/2010/kundera-e-la-sua-leggerezza-dellessere/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/01/copj13-2.asp1.jpeg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Immagine di copertina per l" title="" /></a>La leggerezza dell'essere è sicuramente una lettura molto particolare, profonda quasi filosofica che si risolve però in intricate storie d'amore che si sfiorano lungo l'intero romanzo.
Al di là degli eventi Kundera presenta la difficoltà di comunicazione e comprensione tra i protagonisti, ma soprattutto fa riflettere il lettore sulla l'irripetibilità e la pesantezza di ogni nostro gesto durante il fluire della vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;margin-bottom: 0cm;font-weight: normal"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-size: small"><img class="size-full wp-image-4182  aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/01/copj13-2.asp1.jpeg" alt="Immagine di copertina per l'editore Adelphi" width="200" height="311" /></span></span></p>
<p style="text-align: justify">Mi ha colpito per il suo titolo. Quelle due parole, gettate lì una a fianco all&#8217;altra, quasi in un ossimoro. E l&#8217;ho acquistato, basandomi semplicemente sulla curiosità. Non ne sono stata delusa.<em> La leggerezza dell&#8217;essere</em> è sicuramente una lettura molto particolare, profonda quasi filosofica che si risolve però in intricate storie d&#8217;amore che si sfiorano lungo l&#8217;intero romanzo.</p>
<p style="text-align: justify">La narrazione infatti si alterna tra due coppie. Tomás è un chirurgo che ha una grandissima passione per le donne. Un giorno conosce Tereza, una semplice cameriera che, fuggita da un ambiente familiare difficile è in attesa di una storia d&#8217;amore. I due amanti si “possiedono” l&#8217;un l&#8217;altro in maniera molto diversa, se Tereza infatti è gelosissima Tomas la tradisce spesso non potendo rinunciare all&#8217;idea di un&#8217;avventura con le donne che incontra; ne emerge dunque un legame molto contrastato. Sullo sfondo invece, si staglia la Cecoslovacchia invasa dai Russi, l&#8217;esilio, e Praga: una città in mano alla polizia segreta che costringerà Tomas a rinunciare alla sua professione.</p>
<p style="text-align: justify">Oltre lo specchio del primo racconto abbiamo invece Sabine e Franz. Franz, un professore sposato di Ginevra si lega infatti a Sabine, una pittrice in esilio di origine ceca. È Sabine l&#8217;anello che collega delle due vicende, essendo molto amica di Tomas e Tereza.  Gli universi di Sabine e Franz si sfiorano ma non riescono a comprendersi a causa della loro diversità. Franz, non potendo sostenere il peso della storia clandestina ammette la relazione alla moglie che accoglierà con freddezza la notizia. La confessione ha però delle importanti conseguenze anche sulla sua relazione segreta con Sabine&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Al di là degli eventi Kundera presenta la difficoltà di comunicazione e comprensione tra i protagonisti, ma soprattutto fa riflettere il lettore sulla l&#8217;irripetibilità e la pesantezza di ogni nostro gesto durante il fluire della vita. È questa inconsapevolezza, questa leggerezza del nostro essere appunto, che ci permette di vivere Felici senza il sentimento di nostalgia del presente. L&#8217;autore ci catapulta in un mondo il cui ritmo è scandito dalle riflessioni degli attori e dalle sue riflessioni-aforistiche. Malgrado la narrazione di eventi e fatti la lettura avviene in modo non lineare ma in una dimensione a sé. Lasciarsi dunque trasportare da questa imbarcazione-romanzo nel mare delle emozioni contrastate e dei sentimenti indefinibili è un&#8217;esperienza particolare e che consiglio a chi ha voglia di prendersi un momento per sé.</p>
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		<title>Andy McDermott – Il tesoro di Ercole</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 07:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/19/12/2009/andy-mcdermott-%e2%80%93-il-tesoro-di-ercole/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/Tesoro_di_ercole2623_img-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Il tesoro di Ercole (Andy McDermott)" title="" /></a>Un tesoro inimmaginabile, una cospirazione internazionale da scongiurare, un’avventura sospesa in bilico fra archeologia e leggenda: benvenuti nel travolgente mondo di Nina Wilde ed Eddie Chase. Dopo il grande successo de In cerca di Atlantide, Andy McDermott torna in libreria con l’attesissimo seguito: Il tesoro di Ercole.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-4087 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/Tesoro_di_ercole2623_img.jpg" alt="Il tesoro di Ercole (Andy McDermott)" width="240" height="355" /></p>
<p style="text-align: justify">Un tesoro inimmaginabile, una cospirazione internazionale da scongiurare, un’avventura sospesa in bilico fra archeologia e leggenda: benvenuti nel travolgente mondo di Nina Wilde ed Eddie Chase. Dopo il grande successo de <em>In cerca di Atlantide</em>, <strong>Andy McDermott</strong> torna in libreria con l’attesissimo seguito: <em>Il tesoro di Ercole</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Giovane e promettente scrittore britannico, McDermott nasce ad Halifax, West Yorkshire, nel 1974. Prima di dedicarsi anima e corpo alla narrativa, ha ben figurato come giornalista e redattore in alcune riviste inglesi. Nel novembre del 2007 viene pubblicato <em>The Hunt for Atlantis</em>, primo romanzo della serie Wilde-Chase. Il successo riscosso fra i lettori è strepitoso: McDermott guadagna con merito i galloni di « nuovo maestro dell’avventura ». Un anno più tardi sugli scaffali delle librerie di mezzo mondo fa la sua comparsa <em>The Tomb of Hercules</em>, opera di cui parleremo quest’oggi.</p>
<p style="text-align: justify">La giovane, bella e affascinante archeologa <strong>Nina Wilde</strong> ne è pienamente convinta; gli antichi testi non mentono, non possono mentire: la tomba in cui riposano le spoglie mortali del leggendario semidio Ercole esiste eccome! La scoperta archeologia più importante di tutti i tempi è a portata di mano, troppo vicina per non provarci, troppo irresistibile per desistere. In compagnia del rude ma sempre efficiente <strong>Eddie Chase</strong>, ex SAS inglese e suo compagno sia di avventure che di vita, parte alla ricerca della tomba. I due ben presto scoprono di non essere i soli sulle tracce dei resti del guerriero mitologico e del favoloso tesoro che il suo sepolcro potrebbe contenere. Chase si troverà a dover fronteggiare una figura del suo passato, pericolosa e infida come una vipera del Gabon, che metterà in serio pericolo non solo la storia d’amore con Nina, bensì anche le loro stesse vite.</p>
<p style="text-align: justify">Un’oscura cospirazione semina tracce di inaudita violenza e certosina corruzione in tutto il mondo allo scopo di ritrovare il tesoro&#8230; e il potere che esso garantirebbe. Dall’innevata Svizzera alla caotica Shangai, dal torrido Botswana alla fumosa Londra: per Nina e Chase inizia una drammatica, frenetica, tachicardica ricerca della tomba di Ercole, prima che i suoi segreti, gelosamente custoditi per secoli, cadano nelle mani sbagliate…</p>
<p style="text-align: justify"><em>Il tesoro di Ercole</em>. Brillante, vibrante, scorrevole, veloce, mozzafiato. Una lettura semplice, che vi terrà incollati alle pagine fino a notte fonda. Assolutamente imperdibile.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Un brano</strong>:</p>
<p style="text-align: justify">« Chase riaprì gli occhi e non vide altro che buio.</p>
<p style="text-align: justify">Sapeva di non essere morto, però. Il crollo del soffitto gli aveva dato l’impressione di una tremenda esplosione alle sue spalle; l’onda d’urto dovuto allo spostamento d’aria lo aveva scaraventato oltre l’arcata decorata in oro, all’interno del passaggio che si apriva più il là. Con le orecchie che ancora gli fischiavano, si alzò sulle ginocchia. L’aria era zeppa di polvere: tossì, portandosi una mano alla bocca per fare da filtro.</p>
<p style="text-align: justify">Mentre incominciava ad abituarsi all’oscurità, notò un filo di luce che penetrava attraverso le pietre e la sabbia che a quel punto ostruivano l’arcata. La polvere danzava in quel debole bagliore. La tomba di Ercole era stata distrutta, pensò. Il crollo del soffitto aveva schiacciato tutto quello che vi si trovava dentro. Nina non ne sarebbe stata molto felice…»</p>
<p style="text-align: center">– <em>Il tesoro di Ercole</em>, Andy McDermott (Longanesi: 2009) –</p>
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		<title>Ted Bell – Attacco dal Mare</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 17:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/04/12/2009/ted-bell-%e2%80%93-attacco-dal-mare/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/9788830424609g-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Attacco dal Mare (Ted Bell)" title="" /></a>Luca Bonaparte, discendente diretto dell’imperatore Napoleone, sale al potere in Francia. Mosso da folli ambizioni di potere, si allea segretamente con la Cina, cui promette le riserve petrolifere del sultanato dell’Oman. Il cuore dell’America e del mondo sono in grave pericolo. Sarà Sir Alexander Hawke, agente segreto fuori quadro, a dover intervenire prima che si arrivi alla terza guerra mondiale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-4004 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/9788830424609g.jpg" alt="Attacco dal Mare (Ted Bell)" width="200" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Se James Bond vi appassiona, non potete assolutamente perdervi le rocambolesche avventure di Sir Alexander Hawke, fiero protagonista dei romanzi di <strong>Ted Bell</strong>. Schivo e riservato, Bell è un autore dalla biografia decisamente smozzicata. Della sua vita privata, infatti, trapela ben poco: nato nel 1946, puro talento creativo, è stato presidente della Leo Burnett Company e direttore creativo della Young &amp; Rubicam, una delle agenzie pubblicitarie più eminenti del mondo con sede a Londra. Nel 2001 i tempi sono maturi: Bell lascia la Y&amp;R per dedicarsi a tempo pieno alla narrativa. Milioni di lettori in tutto il mondo applaudono e ringraziano per la scelta di vita.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Alexander Hawke</strong>: alto, bello, affascinante, ricco di classe e miliardario (per farla breve: il sogno proibito di ogni donna), è il protagonista in <em>Attacco dal Mare</em>, terzo libro della serie pubblicata da Longanesi. Gentiluomo di ventura, discendente di un famoso pirata del XVIII secolo, Hawke è un agente segreto fuori quadro, richiamato in servizio per liberare un agente americano tenuto prigioniero a bordo di uno Yacht ormeggiato nel porto di Cannes. In gioco ci sono importantissimi segreti sui rapporti tra la Francia e la Cina. La missione è cruciale quanto delicata, perciò Hawke raduna la squadra di sempre, tanto ben collaudata nelle avventure precedenti: il granitico Stokely Jones e l’azzimato gentiluomo inglese Ambrose Congreve di Scotland Yard.</p>
<p style="text-align: justify">Luca Bonaparte, discendente diretto dell’imperatore Napoleone, è da poco salito al potere in Francia animato da dissennate ambizioni di potere, segretamente appoggiate dalla Cina, cui Bonaparte promette, in cambio, le vaste riserve petrolifere in Oman. L’America non può semplicemente restare a guardare, rigirandosi i pollici in attesa dell’inevitabile. La squadra di Hawke dovrà muoversi in fretta tra Parigi, New York e il sultanato dell’Oman per fermare questo terribile asse del male. Ogni esitazione potrebbe risultare fatale. Il cuore dell’America e del mondo sono in serio pericolo. L’orologio corre veloce; le lancette si avvicinano rapide alla terza guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify">Bell lega personaggi di fantasia a cronaca d’attualità, facendo apparire verosimile anche lo scenario più improbabile. Il suo stile narrativo particolare, in cui non mancano sesso e violenza, vi catturerà dalla prima riga, per rilasciarvi frastornati e scombussolati solamente alla fine del romanzo. Provate Bell una volta e la dipendenza sarà totale. Non potrete né vorrete farne più a meno.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Attacco dal Mare</em>: un’avventura da non perdere e da leggere tutta d’un fiato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Un brano</strong>:</p>
<p style="text-align: justify"><em>« In pratica lui e Brock dovevano studiare la maniera di prendere d’assalto quella stramaledetta fortezza, sconfiggere qualche dozzina di mercenari francesi, salvare il sultano e il suo harem e riportarli sani e salvi a bordo del </em>Cacique<em>. E avevano quarantott’ore per farlo. »</em></p>
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		<title>Lee Child – Vendetta a Freddo</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:32:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/29/11/2009/lee-child-%e2%80%93-vendetta-a-freddo/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/vendettaagrande-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Vendetta a Freddo (Child)" title="" /></a>Fin dove sareste disposti a spingervi, per aiutare la vostra vecchia squadra? Vendetta a freddo narra l’avventura di un Jack Reacher duro come non mai, deciso a vendicarsi pesantemente di colui che ha osato attaccare i suoi compagni. Due morti misteriose e barbare, un’indagine com-plicata, tradimenti e colpi di scena. Reacher vi stupirà!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3895 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/vendettaagrande.jpg" alt="Vendetta a Freddo (Child)" width="169" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify">Questa settimana non saranno né il mare burrascoso né l’Africa selvaggia a farla da padrone nel romanzo, bensì un uomo: Jack Reacher, ex ufficiale della polizia militare statunitense, personaggio creato dall’ottima penna di <strong>Lee Child</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Nato nel 1954 a Coventry (GB), Child – al secolo: James R. Grant – è uno fra i più brillanti scrittori contemporanei di <strong>thriller</strong>. Dopo un ventennio trascorso lavorando come autore di programmi televisivi, dal 1996 decide di dedicarsi alla sua vera passione: la narrativa. Con ottimi risultati.<em> Zona Pericolosa</em>, la prima avventura di Reacher, che convince la critica e conquista un folto pubblico, vince l’Anthony Award per la miglior opera prima. Nel 1998 si trasferisce a New York City, dove vive tuttora.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Vendetta a freddo</em> è il suo ultimo romanzo in ordine di tempo, e narra l’avventura di un <strong>Jack Reacher</strong> duro come mai prima d’ora. D’altronde la sua squadra è in pericolo ed ha urgente bisogno di lui. Reacher, ex ufficiale delle polizia militare statunitense dotato di un innato senso di giustizia e sempre pronto a correre in soccorso degli amici e buttarsi nel fuoco pur di aiutare i più deboli, dopo un’intera vita consacrata all’esercito e alle sue restrizioni e i suoi vincoli, vive alla giornata vagabondando senza meta attraverso gli Stati Uniti, fermandosi qua e là e lavorando saltuariamente per mantenersi. Come spesso succede però, i soldi finiscono e Jack deve recarsi in banca per attingere al fondo per le emergenze. Qui scopre con meraviglia di essere di 1030 dollari più ricco di prima. Un versamento misterioso che cela un messaggio che solo Reacher può decifrare: una richiesta d’aiuto da parte della sua vecchia squadra. </p>
<p style="text-align: justify">Uno dei componenti è stato barbaramente ammazzato, e tutti gli altri corrono lo stesso pericolo. Ma nessuno può permettersi di prendersela con la sua squadra. Nessuno. Reacher ci mette poco a decidere: <strong>sarà vendetta!</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il plotone si riunisce, scoprendo che Franz non è l’unico a mancare all’appello. Chi e perché sta selvaggiamente uccidendo i suoi compagni? L’indagine si rivelerà ben più complicata del previsto; ricca di colpi di scena fulminei. Qualcuno di molto vicino a loro è pronto e disposto a tradire…</p>
<p style="text-align: justify">Un ritmo incalzante, in un crescendo di forti emozioni. Jack Reacher: duro, onesto, impavido. Un cavaliere solitario d’altri tempi, che non potrà non piacervi.^</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il Brano:</strong></p>
<pre style="text-align: justify">« Lei non disse nulla.</pre>
<pre style="text-align: justify">“Si faccia furba, Margaret”, continuò Reacher. “Chiunque sia a minacciare suo</pre>
<pre style="text-align: justify">figlio, ce lo dica everrà eliminato. Non sarà più in grado di fare del male</pre>
<pre style="text-align: justify">a nessuno.”</pre>
<pre style="text-align: justify">“Non posso contarci.”</pre>
<pre style="text-align: justify">“Sparale e basta”, disse Neagley. “Ci sta solo facendo perdere tempo.”</pre>
<pre style="text-align: justify">Reacher aprì il frigorifero e prese una bottiglia di plastica di acqua Evian:</pre>
<pre style="text-align: justify">francese, naturale,tre volte più costosa della benzina. Svitò il tappo e bevve</pre>
<pre style="text-align: justify">un lungo sorso, poi la porse a Neagley che scosse il capo. Versò il resto</pre>
<pre style="text-align: justify">dell’acqua nel lavandino e con un coltello da cucina praticò un foro ovale</pre>
<pre style="text-align: justify">nel fondo della bottiglia, nel quale infilò la bocca della canna della Glock.</pre>
<pre style="text-align: justify">Lo adattò con cura, in modo che il collo a vite fosse perfettamente allineato</pre>
<pre style="text-align: justify">con la canna.</pre>
<pre style="text-align: justify">“Un silenziatore fatto in casa”, spiegò. “I vicini non sentiranno niente.</pre>
<pre style="text-align: justify">Funziona solo una volta, ma basta allo scopo.”</pre>
<pre style="text-align: justify">Tenne la pistola a metto metro dalla faccia di Berenson e prese la mira</pre>
<pre style="text-align: justify">in modo che con l’occhio destro lei vedesse dritto nella bottiglia.</pre>
<pre style="text-align: justify">A quel punto la donna cominciò a parlare. »</pre>
<address>–Lee Child, Vendetta a freddo (Longanesi, 2009)–</address>
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		<title>Wilbur Smith – Il Canto dell’Elefante</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 15:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/20/11/2009/wilbur-smith-%e2%80%93-il-canto-dell%e2%80%99elefante/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/cantodellelefante-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Smith - Il Canto dell" title="" /></a>L’Africa è gravemente minacciata da individui avidi e spietati, che in nome del dio Denaro, ne squarciano il petto per sfruttarne le risorse, calpestando leggi e persone. Al grido di vendetta lanciato da Armstrong si unirà il canto di ribellione della vera Africa e di un intero popolo, stanco dei soprusi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3695  aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/cantodellelefante.jpg" alt="Smith - Il Canto dell'Elefante" width="182" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify">L<strong>’Africa</strong>: maestosa, struggente, selvaggia. Questa seconda tappa lungo la strada dei romanzi avventurosi vuol essere un omaggio all’autore che, più di ogni altro, ha saputo trasmettere tutte le emozioni, tutti i colori e tutte le contraddizioni di un continente povero, instabile, ma incredibilmente affascinante.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Wilbur Smith</strong> nasce nel 1933 nella Rhodesia del Nord, l’attuale Zambia, per poi trasferirsi e studiare in Sudafrica. Scrittore estremamente prolifico, dal 1964 ha pubblicato oltre trenta romanzi, dando vita a quattro apprezzate serie principali – il Ciclo dei Courtney, i Courtney d’Africa, il ciclo dei Ballantyne e i Romanzi Egizi –, cui vanno sommate numerose altre opere indipendenti, per un totale di oltre 110 milioni di copie vendute nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Il Canto dell’Elefante</em> rimbomba da millenni nelle vaste e selvagge terre africane, glorioso, vibrante e solenne come un tamburo di guerra, stregando Daniel Armstrong sin dalla più tenera età. Proprio per il profondo amore che lo lega all’Africa, Armstrong diventa dapprima ranger del parco nazionale di Chiwewe, poi – in seguito alla scomparsa della moglie e al trasferimento a Londra – eccellente documentarista.</p>
<p style="text-align: justify">Il destino ben presto lo riporta a Chiwewe, dove riceve l’incarico di documentare l’abbattimento controllato, reso necessario dal sovrappopolamento, di un branco di elefanti, le cui preziose zanne, una volta marchiate, dovrebbero venir vendute al mercato legale. Ultimate le riprese, Daniel decide tornare in Inghilterra. Durante il tragitto che lo porta all’aereo, però, viene colto da un cattivo presagio. Torna dunque al parco, dove trova quel che resta del corpo trucidato di Johnny Nzou, suo caro amico d’infanzia.</p>
<p style="text-align: justify">Chi è il responsabile dello spietato massacro? Che fine ha fatto l’ambasciatore di Taiwan Ning Cheng, ospite della riserva perché appassionato di birdwatching? Ci sono legami con Chetti Singh,  ricco uomo d’affari indiano, privo di morale?</p>
<p style="text-align: justify">L’Africa è gravemente minacciata da individui avidi e spietati, che in nome del dio Denaro, ne squarciano il petto per sfruttarne le risorse, calpestando leggi e persone. Al grido di vendetta lanciato da Armstrong si unirà il canto di ribellione della vera Africa e di un intero popolo, stanco dei soprusi.</p>
<p style="text-align: justify">Un’avventura che vi terrà incollati dalla prima all’ultima pagina, ricca di colpi di scena, episodi cruenti e descrizioni mozzafiato. Imperdibile.</p>
<p style="text-align: center">« Daniel indicava le scene che voleva riprendere, e Bonny seguiva le sue istruzioni manovrando la telecamera per registrare tutto.</p>
<p style="text-align: center">“Cosa ne sarà di questa gente?” chiese, continuando a guardare nel mirino della Sony. “Fra tre settimane cominceranno a scavare le fondamenta del casinò…”</p>
<p style="text-align: center">“Immagino che li trasferiranno in qualche altro posto”, disse Daniel. “Nella nuova Africa, i padroni spostano la gente come tante pedina su una scacchiera..” S’interruppe e si schermò gli occhi per guardare la strada che si snodava lungo la riva in direzione della capitale. »</p>
<p style="text-align: center">– Wilbur Smith, <em>Il Canto dell’Elefante</em> (Longanesi Editore, 1991) –</p>
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		<title>Clive Cussler – Walhalla</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/09/11/2009/clive-cussler-%e2%80%93-walhalla/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/97888304196981-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="9788830419698" title="" /></a>Mare, azione, adrenalina, storia, realtà e leggenda: tutti ingredienti  che si mischiano ad impastare una delle più belle avventure mai create da Clive Cussler, l’indiscusso maestro della narrativa avventurosa. Alla scoperta di Walhalla, il sedicesimo romanzo della serie con protagonisti Dirk Pitt e Al Giordino. Un’avventura imperdibile che vi terrà svegli fino a notte fonda!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3610 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/97888304196981.jpg" alt="9788830419698" width="150" height="224" /></p>
<p style="text-align: justify">Questo primo viaggio è dedicato al mio autore di <strong>romanzi avventurosi </strong>preferito: <strong>Clive Cussler</strong>. Nasce nel 1931 in Illinois da madre americana e padre tedesco; nel 1978 fonda la NUMA (National Underwater &amp; Marine Agency), un’agenzia non profit dedita alla localizzazione, all’identificazione e al recupero di relitti marini di importanza storica. Questa sua travolgente passione per il mare, per l’avventura e per le automobili d’epoca – delle quali possiede un’ampia e celebre collezione – si riversa nei suoi romanzi, rendendoli unici, mozzafiato. Esordisce nel 1973 con <em>Enigma</em>, prima di una lunga serie di avventure del protagonista <strong>Dirk Pitt</strong> e del suo scudiero <strong>Al Giordino</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Il romanzo di cui vi parlerò oggi s’intitola <em>Walhalla</em>, ed è il sedicesimo della serie; l’unico libro che mi abbia toccato sino alla commozione (e, ammetto, a qualche lacrima).</p>
<p style="text-align: justify">Corre l’anno 1035. Oltre quattro secoli prima di Colombo, una flotta di Drakkar vichinghe solca le acque al largo della costa orientale del continente nordamericano alla ricerca di un approdo favorevole ove insediarsi. Un manipolo di soldati lascia la colonia e parte alla scoperta delle vaste e inesplorate terre ad occidente. Ad attendere il loro ritorno però, nessuna festa, niente grida di giubilo, né balli o canti o birra, bensì un incomprensibile, sanguinoso massacro e un’unica certezza: il tesoro è ancora al sicuro…</p>
<p style="text-align: justify">Mar dei Caraibi, 1984. La nave da guerra <em>Kearsarge</em> agli ordini di Leigh Hunt viene speronata da uno strano « mostro marino » d’acciaio, apparentemente invulnerabile ai colpi di cannone, e s’inabissa rapidamente. L’equipaggio si salva, ma il « mostro » – e il volto umano che, da dietro un oblò, osserva il naufragio – rimane avvolto in un alone di mistero.</p>
<p style="text-align: justify">Mar dei Caraibi, 2003. Oltre un centennio più tardi un violento incendio divampato a bordo della <em>Emerald Dolphin</em>, una lussuosa nave da crociera dia rivoluzionari motori a propulsione idrica, tramuta il viaggio inaugurale in una tragedia. Inspiegabilmente i sofisticati impianti d’allarme non entrano in funzione e per gli oltre duemila passeggeri sembra non esserci davvero scampo. In soccorso dell’imbarcazione morente si lancia la <em>Deep Encounter</em>, una delle navi oceanografiche della NUMA, sulla quale si trova lo spericolato Dirk Pitt.</p>
<p style="text-align: justify">Chi aveva interesse di distruggere una nave dai propulsori all’avanguardia, che avrebbero potuto aprire una nuova era tecnologica nei trasporti marittimi? Non sarà facile per l’affascinante eroe dagli occhi opalini sgarbugliare la matassa di misteri che affonda le radici in avvenimenti così lontani nel tempo e nello spazio, sospesi tra realtà e leggenda. Una rocambolesca avventura sul fondo del mare, porterà alla luce verità nascoste e impensabili, fino all’incredibile colpo di scena finale, che cambierà per sempre la vita dello stesso Pitt.</p>
<p style="text-align: justify">« La testa di serpente dalle curve sinuose, con la bocca spalancata finemente intagliata nel legno, fissava con occhi ciechi l’acqua che affluiva nella caverna, come in cerca di una riva lontana. Su un’ampissima lastra di roccia, a un metro e venti dal pelo dell’acqua, erano allineate sei imbarcazioni di legno scoperte, sostenute in posizione verticale da cavalletti di legno e disposte fianco a fianco, la prua dell’una accostata alla poppa dell’altra. Il serpente svettava sulla prora della più grande, vicina al ciglio della roccia.</p>
<p style="text-align: center">“Sono navi vichinghe”, mormorò Kelly, con rispetto. »</p>
<p style="text-align: center">– Clive Cussler, <em>Walhalla</em> (Longanesi editore, 2002) –</p>
<p style="text-align: justify">Buon’avventura a tutti!</p>
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