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	<title>L&#039;universo &#187; Conferenze</title>
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		<title>L&#8217;altra faccia dell&#8217;Islam</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 13:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Armida</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/09/04/2010/laltra-faccia-dellislam/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/04/teli-colorati1-300x225.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>A seguito della conferenza “Sottomesse….a chi?! Donne musulmane parlano di sé” tenuta dalla relatrice Hadia Himmat all’Università di Lugano il 20 febbraio, ci siamo rivolti ad una giovane ragazza di religione musulmana che lavora in Ticino, per chiederle di presentarci il suo personale punto di vista su alcuni aspetti dell’Islam, come l’esigenza di portare il velo e la necessità di parlare di questa religione nella nostra società.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/04/teli-colorati1.jpg"><img class="size-medium wp-image-4777  aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/04/teli-colorati1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify">A seguito della conferenza “Sottomesse…a chi?! Donne musulmane parlano di sé” tenuta dalla relatrice Hadia Himmat all’Università di Lugano il 20 febbraio, ci siamo rivolti ad una giovane ragazza di religione musulmana che lavora in Ticino, per chiederle di presentarci il suo personale punto di vista su alcuni aspetti dell’Islam, come l’esigenza di portare il velo e la necessità di parlare di questa religione nella nostra società.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Perché pensi che nella nostra società ci sia bisogno di parlare dell’Islam e del Corano?</strong><br />
“Al giorno d’oggi si sente parlare sempre più spesso di Islam, Corano, Sharia, terrorismo islamico e via dicendo dai media e purtroppo le notizie che emergono sono solo quelle negative. È davvero raro che si porti in buona luce l’altra faccia dell’Islam, l’Islam che ha come base un messaggio di pace e unità tra le persone. Le persone guardano con un occhio scettico una ragazza velata, perché? Poiché i media hanno sempre portato l’immagine negativa dell’Islam creando forti pregiudizi. Parlando per esperienza, una volta che le persone hanno conosciuto meglio quella stessa ragazza, tutti i pregiudizi cadono. Spesso ci si sente dire “Prima di conoscerti pensavo che i musulmani fossero persone chiuse e, soprattutto per quanto riguarda le donne, sono sottomesse dagli uomini. Conoscendo te, tu non sei così”. Questa ragazza non è l’eccezione, ma la regola! A causa della mancanza di informazione corretta, i pregiudizi vanno rafforzandosi con il tempo, risulta sempre più difficile spiegare alle persone qual è la regola e quale l’eccezione”.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La religione non è qualcosa di intimamente personale, un modo d’essere che non deve per forza essere spiegato agli altri?</strong><br />
“È vero, la religione o meglio la fede è una cosa davvero molto personale, ma quando questa comincia a diventare un argomento di attualità e curiosità, vista la diversità di alcuni precetti, allora diventa doveroso rispondere agli interrogativi che vengono giustamente posti per comprendere e accettare qualcosa che non è radicato nelle radici della società in cui viviamo ma è arrivato con il movimento delle persone nel mondo. Non è quindi tanto una questione di essere forzatamente spiegato agli altri quanto una questione di voler rispondere a delle domande e curiosità che vengono poste”.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Cosa rappresenta per te il velo?</strong><br />
“Nella società del giorno d’oggi, la figura della donna (in nome dell’emancipazione femminile) viene utilizzata e oserei addirittura dire abusata per i più svariati scopi (dalla pubblicità dell’acqua minerale con la donna nuda alla modella). Dov’è la dignità e il rispetto della donna? Per me il velo è una sicurezza, una protezione.  (Per farci capire meglio il concetto di protezione nell’indossare il velo, ci propone di visionare questo simpatico  filmato su youtube: &#8220;Best Protection for women&#8230;.????&#8221;)<br />
Come spesso mi capita di dire: sono una ragazza che ha gli stessi sogni e le stesse aspirazioni di qualsiasi altra ragazza mia coetanea, con la sola differenza che per scelta mia in alcuni aspetti della vita applico alcune regole differenti, come ad esempio la mia scelta di portare il velo”.</p>
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		<title>Edifici: basta siano ecologici</title>
		<link>http://www.luniverso.com/23/03/2010/edifici-basta-siano-ecologici/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 21:47:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L&#39;universo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/23/03/2010/edifici-basta-siano-ecologici/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/edificio-ecologico-300x225.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="edificio-ecologico" /></a>Lunedì 29 marzo alla Supsi di Trevano si terrà un convegno dal titolo "Vecchia, nuova ma in ogni caso ecologica", che tratterà le tematiche del restauro architettonico, dell'energia e dei materiali per la costruzione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/edificio-ecologico.jpg"><img class="size-medium wp-image-4736 aligncenter" title="edificio-ecologico" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/edificio-ecologico-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La SUSPI, in collaborazione con il Laboratorio Federale di Prova dei Materiali e di Ricerca di Dübendorf (EMPA), organizza <strong>lunedì 29 marzo</strong> un convegno dal titolo <strong>“Vecchia, nuova ma in ogni caso ecologica”</strong>. Scopo dell’incontro è avvicinare i professionisti del settore del patrimonio costruito alle tematiche attuali di ricerca applicata nel campo dei materiali da costruzione, dell’energia, del risanamento e del restauro architettonico. Il Convegno avrà luogo dalle 14.30 alle 17.30 presso il Campus di Lugano-Trevano, Dipartimento ambiente costruzioni e design.</p>
<p>Mentre gli ediﬁci di nuova costruzione possono essere concepiti tenendo presenti le nuove esigenze in fatto di sostenibilità, un’ingente «popolazione» di ediﬁci costruiti nel passato incidono gravemente sul bilancio energetico della Svizzera. Spesso questi ediﬁci richiedono importanti opere di mantenimento o riparazione.</p>
<p>Per maggiori informazioni si prega di contattare:<br />
SUPSI: Dr. Christian Paglia, tel. 058 666 63 61, christian.paglia@supsi.ch<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Darwin e le nuove scoperte sull&#8217;evoluzione</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 08:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Lischer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/01/03/2010/darwin-e-le-nuove-scoperte-sullevoluzione/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www2.polito.it/didattica/fondinf/Piccolo/Amenita/Evoluzione.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>La teoria dell’evoluzione umana di Darwin potrebbe essere in pericolo? Oppure c’è qualche altro mistero da svelare? Per scoprirlo basta partecipare alla conferenza di giovedì 4 marzo 2010 alle ore 20.00 condotta dal filosofo della scienza Telmo Pievani presso l'Accademia di architettura di Mendrisio. L’entrata è libera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="alignnone" src="http://www2.polito.it/didattica/fondinf/Piccolo/Amenita/Evoluzione.jpg" alt="" width="437" height="274" /></p>
<p style="text-align: justify">Questo <strong>giovedì 4 marzo 2010</strong> alle ore <strong>20.00</strong> il filosofo della scienza <strong>Telmo Pievani</strong> terrà all’<strong>Accademia di architettura di Mendrisio </strong>(Palazzo Canavée, Via Canavée 5, Mendrisio) una conferenza pubblica dal titolo</p>
<p style="text-align: justify"><strong>“Diversamente sapiens: il corallo di Darwin e le nuove scoperte sull’evoluzione umana”</strong></p>
<p style="text-align: justify">Telmo Pievani, nato nel 1970, insegna Logica e Filosofia della scienza presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli studi di Milano Bicocca. Svolge le proprie attività di ricerca nei campi dell’epistemologia delle scienze naturali, della storia del pensiero biologico e della filosofia della biologia, con particolare riguardo ai fondamenti della teoria dell’evoluzione.</p>
<p style="text-align: justify">Insieme a due grandi evoluzionisti, Niles Eldredge e Ian Tattersall, Pievani è il curatore scientifico dell’edizione italiana della mostra internazionale <em>Darwin 1809-2009 </em>(Roma-Milano-Bari 2009-2010), promossa a duecento anni dalla nascita del grande scienziato e a centocinquanta dalla pubblicazione dell’<em>Origine delle specie</em>.</p>
<p style="text-align: justify">La teoria dell’evoluzione umana di Darwin potrebbe essere in pericolo? Oppure c’è qualche altro mistero da svelare?<br />
Partecipando alla conferenza lo saprete. L’entrata è libera.
</p>
<p style="text-align: justify">L’incontro è promosso quale lezione annuale dell’Associazione Amici dell’Accademia di architettura.</p>
<p style="text-align: justify">Ulteriori informazioni scrivere a: Amanda Prada, Responsabile comunicazione e conferenze, Accademia di architettura di Mendrisio amanda.prada@usi.ch</p>
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		<title>Discussione sulla pena di morte all&#8217;USI</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 08:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Peter</dc:creator>
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		<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/26/02/2010/discussione-sulla-pena-di-morte-allusi-2/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/stato-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="stato" title="stato" /></a>
Amnesty International e l&#8217;Azione dei cristiani per l&#8217;abolizione della tortura invitano alla serata
Perché lo stato voleva uccidermi?
Serata pubblica sulla pena di morte con:
Joaquin José Martinez, ex-condannato a morte negli Stati Uniti, ha trascorso 3 anni nel braccio della morte
Liévin Ngondji, attivista contro la pena di morte e fondatore di una ONG attiva nella Repubblica Democratica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4586" title="stato" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/stato-192x300.jpg" alt="stato" width="226" height="324" /></p>
<p>Amnesty International e l&#8217;Azione dei cristiani per l&#8217;abolizione della tortura invitano alla serata</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large; font-family: Arial;"><strong>Perché lo stato voleva uccidermi?</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">Serata pubblica sulla pena di morte con:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Joaquin José Martinez, ex-condannato a morte negli Stati Uniti, ha trascorso 3 anni nel braccio della morte</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Liévin Ngondji, attivista contro la pena di morte e fondatore di una ONG attiva nella Repubblica Democratica del Congo</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Lukas Labhardt, esperto di Amnesty International</strong></p>
<p style="text-align: left;">Modera Sarah Rusconi, portavoce di Amnesty International nella Svizzera italiana</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Entrata Libera</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Traduzione simultanea in italiano</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Lunedì 1 marzo 2010, ore 20.30</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Università della Svizzera italiana, Lugano</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Palazzo Rosso, aula A11 (piano terra)</strong></p>
<p style="text-align: left;">Maggiori informazioni: <a href="http://www.acat.ch">www.acat.ch</a> e <a href="http://www.amnesty.ch">www.amnesty.ch</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
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		<title>COSMICA: quando il cielo entra in una stanza</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 12:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L&#39;universo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/05/02/2010/cosmica-quando-il-cielo-entra-in-una-stanza/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/locandina_esposizione-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="locandina_esposizione" title="locandina_esposizione" /></a>L’ideatorio di Lugano ha inaugurato settimana scorsa un nuovo percorso espositivo chiamato COSMICA, volto a lasciare i visitatori con… il naso all’insù. La proposta invita infatti i visitatori a rivolgere lo sguardo verso il cielo, alla scoperta di stelle e pianeti. L’esposizione resterà aperta fino al 18 giugno 2010 e offre la possibilità di immergersi in un planetario digitale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" mce_style="text-align: left;"><img class="size-medium wp-image-4414 aligncenter" title="locandina_esposizione" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/locandina_esposizione-212x300.jpg" mce_src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/locandina_esposizione-212x300.jpg" alt="locandina_esposizione" width="212" height="300"/></p>
<p>L’ideatorio di Lugano ha inaugurato settimana scorsa un nuovo percorso espositivo chiamato COSMICA, volto a lasciare i visitatori con… il naso all’insù. La proposta invita infatti i visitatori a rivolgere lo sguardo verso il cielo, alla scoperta di stelle e pianeti. L’esposizione resterà aperta fino al 18 giugno 2010 e offre la possibilità di immergersi in un planetario digitale.</p>
<p><b>Un tuffo nel passato</b> &#8211; Durante il 2009 si è celebrato l’anno internazionale dell’astronomia, per ricordare un semplice gesto che 400 anni fa rivoluzionò la storia della scienza. Nel 1609 Galileo Galilei puntò per primo un cannocchiale verso il cielo svelando la vera natura di alcuni corpi celesti e sfatando credenze sulle quali l’astronomia si era fino ad allora basata.</p>
<p>Ma il cammino verso la nascita dell’astronomia moderna, si compì anche e soprattutto l’anno seguente, quando la notte del 7 gennaio 1610 Galilei con un cannocchiale da 15 ingrandimenti vide delle stelline a sinistra e a destra di Giove. Durante le notti successive si accorse che queste stelline si erano spostate. Aveva scoperto che anche Giove possedeva delle lune e che questo sistema si muoveva esattamente come fanno i pianeti attorno al Sole. In onore all’ora governatore di Firenze Cosimo De Medici cui Galilei era devoto, decise di battezzare queste “stelle” “Cosmica” con un gioco di parole Cosimo/Cosmica o pianeti medicei. Questa definizione non venne in seguito adottata e fu<br />
sostituita con gli attuali nomi di origine mitologica delle 4 principali lune di Giove: Io, Europa, Callisto e Ganimede.</p>
<p><b>Esposizione per cittadini cosmici</b> &#8211; Cosmica, l’esposizione interattiva organizzata da L’ideatorio che rimarrà aperta fino al 18 giugno, rende quindi onore al genio di Galilei e cercherà di condurre i visitatori ad avvicinarsi alle scoperte e allo sguardo meravigliato ed entusiasta di quello scienziato che, posando gli occhi su cose mai viste prima, innalzò l’uomo da cittadino terrestre a cittadino cosmico.</p>
<p>L’ideatorio è un progetto congiunto dell’Istituto scolastico della Città di Lugano e di Science et Cité (che ha sede presso l’Università della Svizzera italiana). Il percorso propone alcune postazioni del Museo Tridentino di Scienze Naturali; le fotografie astronomiche dell’esposizione “From Earth to the Universe”; alcuni video provenienti dall’osservatorio Mauna Kea delle Hawaii e dal telescopio spaziale Hubble. Il punto centrale della mostra è il planetario astronomico digitale (5 metri di diametro), unico esemplare in tutto il Ticino, che permette di immergersi in un vero e proprio viaggio alla scoperta del nostro cielo. Il planetario è una struttura gonfiabile che accoglie 25 persone alla volta in un breve viaggio nel tempo e nello spazio a caccia di scoperte, colori e leggende. Per il pubblico i momenti di visita si differenziano per l’età dei visitatori: vi sono percorsi per i giovanissimi e altri per un pubblico<br />
più adulto.<br />
Come per ogni esposizione, il percorso scientifico sarà arricchito da eventi teatrali, durante i pomeriggi di mercoledì e sabato e secondo un calendario preciso, sarà possibile assistere allo spettacolo di Giancarlo Sonzogni “La Luna”.</p>
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		<title>L&#8217;Islam in Svizzera e in Europa: conferenza</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saffia Shaukat</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/09/11/2009/lislam-in-svizzera-e-in-europa-conferenza/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/minareto1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Un esempio di minareto" title="" /></a>Se questa settimana vi trovate nei pressi di Losanna non posso che raccomandare la partecipazione alla conferenza internazionale che si terrà mercoledì 10 novembre presso l'Università di Losanna sulla presenza dell'Islam in Europa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-medium wp-image-3621 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/minareto1-224x300.jpg" alt="Un esempio di minareto" width="224" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm">La conferenza si rivela un buon punto di partenza per una riflessione intorno alla tematica dell&#8217;Islam in Svizzera, sulla quale, attraverso la questione dei minareti, saremo chiamati alle urne tra poche settimane. Seguire un dibattito interdisciplinare e di alto livello qualitativo, che vada dunque al di là del discorso propagandistico, appare dunque una perfetta occasione per costruire con argomentazioni valide la propria opinione personale. Questo soprattutto in un contesto ormai “iper-ideologizzato” in cui la polemica è contaminata soprattutto da componenti emozionali.</p>
<p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm">La conferenza è organizzata dai due specialisti sull&#8217;Islam Patrick Haenni, ricercatore dell&#8217;osservatorio di Friborgo sul religioso<a name="sdfootnote1anc"></a> e dal ricercatore Bashkin Iseni del Centro di ricerca interdisciplinare sull&#8217;internazionale dell&#8217;Università di Losanna, che come accennato ospiterà i relatori. Gli studiosi, esasperati dal tono dei dibattiti in corso, hanno dunque invitato, da una parte, specialisti europei e dall&#8217;altra intellettuali e giornalisti attivi ed in vista nel sistema mediatico arabo (Al Jazeera e Islamonline). La conferenza, che si svolgerà sottoforma di dibattito, ha dunque come scopo quello di “spassionare” la problematica decostruendo le discussioni attraverso delle analisi scientifiche del fenomeno.</p>
<p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm">L&#8217;analisi della presenza dell&#8217;Islam in occidente si svolgerà progressivamente da un livello più locale ad una dimensione più globale del fenomeno. In un primo tempo la discussione verterà sulla votazione del 29 novembre: Haenni precisa inoltre di voler dimostrare come “questa iniziativa non sia un caso isolato, nè una bizzarria della politica svizzera, ma si iscrive in una logica e retorica del populismo svizzero”<a name="sdfootnote2anc"></a> Al contempo lo studioso Oliver Moos cercherà di decostruire gli stereotipi europei che descrivono al civiltà islamica ocme immobile e fortemente tradizionalista. Seguirà una messa in prospettiva europea animata dal ricercatore francese Rachid Benzine che farà emergere la singolarità del caso svizzero rispetto a quello francese. Se da noi l&#8217;iniziativa anti-minareti emerge infatti da un gruppo piuttosto marginale dello spazio politico svizzero in Francia le alleanze antianti-burqua hanno visto protagonisti nell&#8217;estrema destra come nell&#8217;estrema laica sinistra. L&#8217;ultimo momento del pomeriggio vedrà la partecipazione di due influenti giornalisti arabi e un analista politico libanese che rappresenteranno le diverse tendenze in opposizione: sciita, sunnita e nazionalista.</p>
<p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm">Un dibattito di sintesi concluderà la conferenza e cercherà anche di sottolineare come la Svizzera sia una forma di eccezione in quanto sul suo territorio è presente un islam ottomano di origine dai Balcani. Questo è infatti un Islam particolare derivante dalla scuola giuridica hanafita, alquanto liberale e contraddistinta da un importnate processo di laicizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm">Avere un opinione ben argomentata e fondata su dei principi in cui crediamo è uno dei nostri primi doveri da cittadino. Per questo il ruolo dell&#8217;informazione di qualità resta primario per un sistema democratico. Cerchiamo dunque di informarci al meglio. Per più informazioni riguardo all&#8217;evento consultare il <a href="http://www.unil.ch/webdav/site/iepi/shared/programme_conference_10.11.09.pdf" target="_blank">programma dettagliato</a>.</p>
<p style="text-align: justify;margin-bottom: 0cm">
<div style="text-align: justify">
<p><a name="sdfootnote1sym"></a>1. Per altre informazioni consultare il sito internet <a href="http://www.religioscope.info" target="_blank">www.religioscope.info</a></div>
<div style="text-align: justify">
<p style="text-align: justify"><a name="sdfootnote2sym"></a>2. Perroud Sandrine, “Au-delà des minarets”, in Uniscope, n°548, Université de Lausanne, Novembre 2009.</p>
</div>
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		<title>Conferenza all&#8217;USI: Decrescita sostenibile</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 11:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Lischer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
		<category><![CDATA[UNIVERSITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[abitat lugano]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Decrescita sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[usi]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/03/11/2009/conferenza-allusi-decrescita-sostenibile/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/decrescita_sostenibile-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="decrescita_sostenibile" title="" /></a>Il prossimo sabato 7 novembre a partire dalle 17.00 avrà luogo presso l'auditorium dell'Università della Svizzera Italiana la conferenza pubblica sulla Decrescita Sostenibile.
L’evento è organizzato dall'associazione Abitat-Lugano, la quale dal 2004 si impegna regolarmente nello sviluppare tematiche e dibattiti concernenti lo sviluppo sostenibile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"> <img class="size-full wp-image-3506  aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/decrescita_sostenibile.jpg" alt="decrescita_sostenibile" width="400" height="366" /></p>
<p style="text-align: justify">Il prossimo <strong>sabato 7 novembre</strong> a partire dalle <strong>17.00</strong> avrà luogo presso l&#8217;<strong>auditorium</strong> dell&#8217;<strong>Università della Svizzera</strong> <strong>Italiana </strong>la <strong>conferenza pubblica sulla Decrescita Sostenibile</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">L’evento è organizzato dall&#8217;<strong>associazione <a href="http://www.abitat-lugano.ch" target="_blank">Abitat-Lugano</a></strong>, la quale dal 2004 si impegna regolarmente nello sviluppare tematiche e dibattiti concernenti lo sviluppo sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify">Tra i relatori del dibattito ci saranno due professori dell&#8217;Institut de Hautes Etudes Internationales et du développement dell&#8217;università di Ginevra, <strong>J. GRINEVALD e R. STEPPACHER</strong>, due importanti figure nell&#8217;ambito dell&#8217;ecologia globale e dello sviluppo sostenibile.</p>
<p style="text-align: justify">Il termine Decrescita è riferito alla scienza della Bioeconomia, la quale pone al centro dei suoi studi la ricerca di una nuova visione dei rapporti tra l’insieme degli esseri viventi e la Biosfera che li ospita.</p>
<p style="text-align: justify">La crisi ecologica planetaria annunciata più di vent’anni fa, prende sempre più coscienza in tutti i settori della nostra civiltà industriale in continua espansione.</p>
<p style="text-align: justify">Le cause di questa crisi non sono solo l’inquinamento e la degradazione ambientale, bensì anche l’economia che, se considerata nel suo processo di produzione, di distribuzione e di eliminazione delle risorse naturali (i quali corrispondono al suo lato biofisico), è parte integrate della crisi globale.</p>
<p style="text-align: justify">Lo sviluppo economico internazionale, accelerato dall’espansione demografica umana e dall’evoluzione delle tecniche, sembra essere quindi il motore di questa crisi che attraversa attualmente l’evoluzione della Biosfera del pianeta Terra.</p>
<p style="text-align: justify">In particolare il dibattito di sabato prossimo ha lo scopo di fare chiarezza sui &#8220;vantaggi e svantaggi&#8221; dell&#8217;attuale sistema economico capitalista.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;intento è di informare e soprattutto di scardinare certi preconcetti diffusi nella società che equiparano la teoria della Decrescita alla recessione economica e i presupposti dell’ecologia agli ideali dei movimenti politici di sinistra (verdi, socialisti o comunisti).<br />
<strong>La Decrescita è una soluzione possibile</strong>, un’alternativa economica sostenibile che potrebbe evitare l’insorgere di ulteriori crisi ambientali e socio-economiche nonché di guerre tra Stati per l’accaparramento delle risorse energetiche che alimentano il nostro sistema economico e industriale.</p>
<p style="text-align: justify">Le domande alle quali si desidera principalmente dare risposta durante la conferenza sono le seguenti:<br />
&#8220;Che cos&#8217;è veramente la Decrescita? Quali aspetti positivi e negativi nasconde questo paradigma economico? E perché la Decrescita economica deve essere locale e globale allo stesso tempo?
</p>
<p style="text-align: justify">La conferenza è pubblica e gratuita e gli interventi dei relatori saranno in lingua francese.</p>
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		<title>Tra poeti e presidenti la letteratura si associa all&#8217;impegno politico</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 21:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saffia Shaukat</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
		<category><![CDATA[UNIVERSITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/26/10/2009/tra-poeti-e-presidenti-la-letteratura-si-associa-allimpegno-politico/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/10/foto-Freiberga-300x247.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="La ex-pres. della Lettonia Vike-Freiberga dopo la recitazione di una poesia lettone" title="" /></a>Sabato 17 Ottobre si è tenuta presso l'Università della Svizzera Italiana una conferenza pubblica sul tema dell'Europa unita. La conferenza è stata tenuta dalla Dr. Dr. H.c. Vaira Vike Freiberga, ex presidentessa della Repubblica della Lettonia ed ora membro del Consiglio dei Saggi dell'Unione europea. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/10/foto-Freiberga-300x247.png" alt="La ex-pres. della Lettonia Vike-Freiberga dopo la recitazione di una poesia lettone" width="400" height="347" /></p>
<p>La ex-pres. della Lettonia Vike-Freiberga dopo la recitazione di una poesia lettone</p>
<p style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN-BOTTOM: 0cm">
<h3 style="text-align: left; margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Dalle “dainas” lettoni alla questione dell&#8217;Europa unita.</span></span></h3>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small"><strong>Sabato 17 Ottobre</strong> si è tenuta presso l&#8217;<strong>Università della Svizzera Italiana</strong> una <strong>conferenza pubblica sul tema dell&#8217;Europa unita</strong>. La conferenza è stata tenuta dalla Dr. Dr. H.c. Vaira Vike Freiberga, ex presidentessa della Repubblica della Lettonia ed ora membro del Consiglio dei Saggi dell&#8217;Unione europea. L&#8217;evento, coordinato dalla Fondazione Svizzera degli Studi, dallUSI e dal Cantone, si è poi concluso con la presentazione della raccolta di poesie <span style="color: #000000">«Lugano incontra Riga / Riga satiek Luganu» dei poeti Gilberto Isella e di Janis Rokpelnis. La conferenza ha avuto una notevole risonanza grazie alla comunicazione dell&#8217;evento in diversi giornali<a name="sdfootnote1anc" href="#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a> e si è rivelata un evento alquanto mondano grazie alle diverse personalità pubbliche presenti : il Presidente del Consiglio di Stato Gabriele Gendotti, il Decano della Facoltà di Scienze Economiche dell&#8217;USI Rico Maggi, oltre a diversi alri personaggi illustri quali Piero Martinoli presidente dell&#8217;USI&#8230;Quest&#8217;incontro “tra presidenti e poeti”, si iscriveva però in seminario più approfondito, della durata di tre giorni, sulla filologia baltica e più precisamente sulle “Dainas”: i canti tradizionali lettoni. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small"><span style="color: #000000">Singolare dunque il pubblico di sabato: tra qualche studente spiccavano i politici-presidenti, qualche poeta, dei professori di filologia baltica o più generalmente di letteratura italiana. Quale migliore occasione se non questo evento per riflettere sul rapporto tra politica e letteratura? O più precisamente tra politica e cultura? Ovviamente non è questa la sede per disquisire sul ruolo degli intellettuali oggi nel mondo politico. Il tema è stato contraddistinto da riflessioni elaborate e profonde alle quale rimando ben volentieri: Gramsci e Bobbio per gli amanti dei classici italiani od il più aggiornato Zygmunt Bauman<a name="sdfootnote2anc" href="#sdfootnote2sym"><sup>2</sup></a>. Resta però interessante osservare quanto questo legame riesca sempre alla fine ad emergere se si osservano le occasioni pubbliche che la città offre. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">In generale si potrebbe osservare che sempre molto fruttuoso rimane per ciascuna “categoria” (se mi permettete un&#8217;impropria generalizzazione) di ricordarsi dell&#8217;esistenza delle altre. Agli addetti alla quotidiana politica, ai realisti per eccellenza, non può che essere dissetante per una volta fermarsi, senza fretta, ad ascoltare una riflessione poetica sui motivi di scrittura personali e sociali non può che migliorare la conoscenza e rinvigorire gli ideali e gli impegni di tali personaggi che hanno il dovere, prima di tutto, di prendere le decisioni migliori per il bene comune. Questo sicuramente è stato il caso del convegno sulla Lettonia di questi giorni: paese segnato da una storia di dominazioni straniere, guerre e deportazioni.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">D&#8217;altra parte, penso che ricordare a studiosi, poeti, l&#8217;importanza della realtà sociale che sta loro intorno può essere di grande stimolo per la consapevolezza del ruolo fondamentale che essi assumono nella società attuale: cioè sensibilizzare, far sentire, se non capire, i sentimenti di umanità e di nazionalità sempre in modo positivo ed aperto al dialogo. L&#8217;esempio lampante è stato questo amore della Professoressa-Presidentessa Vike-Freiberga per i canti tradizionali del proprio paese ed il suo impegno nel superamento di una visione nazionalistica in favore di un sentimento di appartenenza più grande: europeo. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">Ben vengano dunque giorni da trascorrere tra politica internazionale e tradizioni nazionali, tra filologia e poesia! Lasciarsi affascinare dall&#8217;intensità interdisciplinare di queste occasioni e riflettere un momento su tali aperture, tra un telegiornale-flash e le lezioni che si susseguono incalzanti, può essere d&#8217;aiuto per rimanere connessi criticamente ai rapporti tra le diversi classi e sensibili alle “contaminazioni” disciplinari. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><span style="color: #000000"><span style="font-family: Arial, sans-serif"><span style="font-size: small">&#8212;<br />
</span></span></span></p>
<h6><a name="sdfootnote1sym" href="#sdfootnote1anc">1</a><span style="color: #000000;">Per altri riferimenti all&#8217;evento vedere l&#8217;articolo di Chiara Bottaro sul CdT con la quale partecipato al seminario ed alla conferenza pubblicato anche sul sito della FSS e la pagina informativa dell&#8217;USI <span style="font-family: 'Times New Roman',serif;"><span style="font-size: x-small;"><a href="http://www.usi.ch/highlights/event/highlights_event_detail.htm">http://www.usi.ch/highlights/event/highlights_event_detail.htm</a></span></span></span></h6>
<h5>
<p style="margin-left: 0cm;text-indent: 0cm"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: 'Times New Roman',serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span></p>
<div>
<p style="margin-bottom: 0cm;line-height: 100%" align="justify"><span style="font-size: x-small"><a name="sdfootnote2sym" href="#sdfootnote2anc">2</a><span style="color: #000000"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal"> <strong>Per approfondire la problematica consiglio al lettera delle opere: Bauman, Zygmun, </strong></span></span></span></span><em><span style="color: #000000"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-weight: normal">La decadenza degli intellettuali. Da Legislatori a interpreti, </span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">Boringhieri, Torino, (1987), 2007. Bobbio, Norberto, </span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-weight: normal">Il dubbio e la scelta. Intellettuali e potere nella società contemporanea</span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">, Carocci, Roma, 2001. Gramsci, Antonio, </span></span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-weight: normal">Gli intellettuali e l&#8217;organizzazione della cultura</span></span></span><span style="color: #000000"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"><span style="font-style: normal"><span style="font-weight: normal">, Editori Riuniti, Torino, (1977), 1991.</span></span></span></span></em></span></p>
<div><span style="font-size: x-small"><span style="color: #000000"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"> </span></span></span></div>
<p><span style="font-size: x-small"><span style="color: #000000"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"> </span></span></span></p>
<p><span style="font-size: x-small"><span style="color: #000000"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif"> </span></span></span></div>
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		<title>Una vita da ricercatore</title>
		<link>http://www.luniverso.com/11/05/2009/una-vita-da-ricercatore/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 16:18:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabel Indino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
		<category><![CDATA[UNIVERSITÀ]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/11/05/2009/una-vita-da-ricercatore/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/_mg_623921-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="_mg_623921" title="_mg_623921" /></a>Molti pensano che l’attività di professori e assistenti sia solamente legata alle lezioni date durante i corsi. C’è invece un’intensa attività di ricerca dietro, che rimane spesso in ombra. Ma cosa vuol dire dedicarsi alla ricerca? Abbiamo posto alcune domande in proposito a Gabriele Balbi, dottorando all’Università della Svizzera Italiana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-2687" title="_mg_623921" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/_mg_623921.jpg" alt="_mg_623921" width="500" height="333" /></strong></p>
<p><strong>Il 14 Maggio si terrà la Giornata della dedicata dal Fondo Nazionale alla Svizzera italiana. Ma cosa significa essere un ricercatore? Molti pensano che l’attività di professori e assistenti sia solamente legata alle lezioni date durante i corsi. C’è invece un’intensa attività di ricerca dietro, che rimane spesso in ombra. Ma cosa vuol dire dedicarsi alla ricerca? Abbiamo posto alcune domande in proposito a Gabriele Balbi, dottorando all’Università della Svizzera Italiana.</strong></p>
<p><strong>Cosa vuol dire dedicarsi alla ricerca? Com&#8217;é nata la sua voglia, da &#8220;semplice&#8221; studente, di continuare in modo approfondito gli studi?<br />
</strong>Il lavoro accademico si divide in due fasi principali, che a mio avviso sono intrecciate: la didattica e la ricerca. Dedicarsi alla ricerca comporta un duplice impegno: il costante aggiornamento sulle pubblicazioni scientifiche relative al proprio settore di studi e l’applicazione sul campo di questo armamentario metodologico. Al fine, se possibile, di pubblicare i risultati conseguiti. Per spiegare cosa vuol dire per me dedicarsi alla ricerca porto l’esempio del mio dottorato sulla storia del telefono in Italia tra Otto e Novecento. In una prima fase, ho dovuto raccogliere e analizzare a fondo la letteratura sul tema della storia della telefonia e delle telecomunicazioni. Poi ho formulato una precisa domanda di ricerca, sulla base di queste letture e della letteratura sulla storia della tecnologia e dei media: mi sono insomma focalizzato su una serie di aspetti, di relazioni che volevo individuare e far emergere nel mio lavoro. A quel punto ho avviato la fase che, per uno storico, credo sia la più affascinante: il rinvenimento delle fonti. Questo mi ha portato a passare intere giornate alla Biblioteca della Camera, alla Biblioteca del Ministero delle Comunicazioni e all’Archivio di Stato a Roma, alla Biblioteca Nazionale di Firenze e in molte altre istituzioni. Qui ho scavato in fondi e pubblicazioni polverose, che penso mi abbiano lentamente aiutato a comprendere lo “spirito del tempo” in rapporto alla telefonia. Non vanno dimenticati anche tutti i rapporti di amicizia e di conflittualità che ho instaurato con i vari archivisti: una dolce battaglia per la conquista del “documento”. C’è stata poi una fase di lettura dei materiali e di “costruzione” di un reticolo di temi e argomenti che ho poi utilizzato nella fase di scrittura.<br />
Sono stato studente presso l’Università degli studi di Torino e ricordo con precisione il momento in cui ho capito che il mondo della ricerca poteva diventare il mio: durante la scrittura della tesi di bachelor ho capito che il mio interesse era approfondire lo studio dei fenomeni storico-sociali legati alla comunicazione, andare oltre il senso comune.<br />
<br />
<strong>Lei ha ricevuto una borsa dal Fondo Nazionale grazie alla quale è stato Visiting Fellow ad Harvard. Come ha vissuto questa esperienza?<br />
</strong>È stata un’opportunità e un’esperienza straordinaria. Il Visiting ad Harvard è stato decisivo nella strutturazione della mia tesi e delle mie ricerche per diversi motivi: ho seguito corsi stimolanti sulla storia della tecnologia e dei media, ho potuto confrontarmi per ore con docenti che fino a quel momento avevo solo letto, ho stretto amicizie con altri dottorandi e ricercatori del mio e di altri settori di ricerca (capendo anche quali fossero i “temi caldi” nella ricerca scientifica), ho potuto usufruire del sistema bibliotecario dell’università (che è sterminato, stimolante, totalmente assorbente). Insomma, un’esperienza che auguro ad ogni ricercatore.<br />
<br />
<strong>Che consiglio darebbe ad uno studente che si interessa alla ricerca? Quali sono le soddisfazioni che questo genere di attività può offrire?<br />
</strong>Il mondo della ricerca scientifica penso sia quasi una “vocazione”. Occorre avere costanza, capacità di auto-gestione, volontà di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo, ma soprattutto grande passione. Ci sono momenti duri, battaglie a volte perse (penso al rifiuto di qualche articolo da parte di una rivista), ma credo sia fondamentale non perdere mai entusiasmo e volontà di lavorare duro. Le soddisfazioni sono grandi per chi ama questo mestiere: pensi soltanto al fatto che, con una ricerca, lei sostenga, scopra, venga a conoscenza di storie, aspetti, teorie che prima non erano state formulate o che non erano mai state applicate a quel settore, a quella realtà sociale. Anche se la cosa è difficile, se dovessi illustrarle 3 qualità del buon ricercatore direi: volontà, capacità di stupirsi, passione totale.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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