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	<title>L&#039;universo</title>
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		<title>Oscar: The Hurt Locker batte Avatar</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 12:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Melissa Diday</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/08/03/2010/oscar-the-hurt-locker-batte-avatar/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/bigelow-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="bigelow" title="" /></a>Sono stati consegnati ieri sera, per la 82. volta, i premi Oscar : l'Oscar come miglior film è andato a The Hurt Locker di Kathryn Bigelow, che ha quindi sconfitto il gigante di Cameron Avatar. Miglior attore e miglior attrice sono Jeff Bridges e Sandra Bullock, mentre il miglior attore non protagonista è, senza soprese, Christoph Waltz.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-4656 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/bigelow.jpg" alt="bigelow" width="337" height="354" /></p>
<p>Ed ecco il risultato della 82. consegna degli Oscar, svoltasi ieri sera a Los Angeles:</p>
<p>-          Il duello per l’Oscar « miglior film » era un vero e proprio <strong>« Davide contro Golia » tra Avatar</strong> (di Cameron) <strong>e The Hurt Locker</strong> (di Kathryn Bigelow, ex-moglie di Cameron !), entrambi con nove nominations : Avatar è costato 500 milioni di dollari e ha avuto un incasso di 2.5 miliardi (conquistando così il titolo di film di maggior successo della storia) mentre The Hurt Locker (che narra di tre soldati in Iraq) è costato « solo » 15 milioni di dollari e non ha avuto un grande successo nelle sale.<br />
Incredibilmente, Avatar è stato sconfitto. La 58enne Kathryn Bigelow è stata così <strong>la prima donna a vincere l’Oscar per il miglior film</strong>.</p>
<p>-          <strong>The Hurt Locker</strong> è stato dunque il <strong>grande vincitore di questa edizione</strong>: il film ha vinto in totale <strong>sei statuette</strong>:<br />
Miglior film, migliore regia, migliore sceneggiatura originale, miglior montaggio, miglior suono e miglior montaggio sonoro.</p>
<p>-          <strong>Avatar</strong> ha ricevuto<strong> 3 Oscar</strong>, ma che si possono definire riconoscimenti « minori »: miglior scenografia (Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair), miglior fotografia (Mauro Fiore) e migliori effetti speciali (Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham e Andrew R. Jones)</p>
<p>-          Il premio di <strong>miglior attore</strong> è andato a <strong>Jeff Bridges</strong> per Crazy Heart, mentre quello di <strong>miglior attrice</strong> è stato vinto da <strong>Sandra Bullock</strong> per The Blind Side.</p>
<p>-          Il <strong>miglior attore non protagonista</strong> è invece <strong>Christoph Waltz</strong> per il ruolo del cinico ufficiale delle SS in Inglorious Basterds, grazie al quale Waltz ha già vinto anche la Palma d’Oro a Cannes e un Golden Globe.<br />
Il premio di miglior attrice non protagonista è andato a Mo&#8217;Nique (Precious)</p>
<p>-          <strong>Up</strong> (candidato anche a miglior film!) ha vinto i premi di <strong>miglior film d’animazione e </strong>di <strong>miglior colonna sonora</strong> (Michael Giacchino)</p>
<p>-          Di seguito gli altri premi:</p>
<p>Miglior film straniero: El Secreto de Sus Ojos (Argentina) di Juan José Campanella<br />
Migliori costume: Sandy Powell (&#8216;The young Victoria)<br />
Miglior trucco: Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlo (Star Trek)<br />
Miglior canzone originale: &#8216;The Weary Kind (Ryan Bingham e T.Bone Burnett in Crazy Heart)<br />
Miglior documentario: &#8216;The Cove di Louie Psihoyos e Fisher Stevens<br />
Miglior corto documentario: Music by Prudence di Roger Ross Williams e Elinor Burkett<br />
Miglior corto animato: Logorama di Nicolas Schmerkin<br />
Miglior corto d’azione: The New Tenants di Joachim Back e Tivi Magnusson<br />
Miglior sceneggiatura non originale: Geoffrey Fletcher per Precious</p>
<p>http://www.oscars.org/awards/academyawards/82/nominees.html<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Un incontro con il Barone rampante</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 11:16:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saffia Shaukat</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Letteratura e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Calvino]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/07/03/2010/un-incontro-con-il-barone-rampante/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/il-barone-rampante-300x240.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Il barone rampante - I. Calvino" title="" /></a>
Un ragazzino, in conflitto con la sua nobile famiglia, decide di salire su di un albero per protesta. Quello che appare essere all&#8217;inizio un capriccio infantile è in realtà una scelta profondamente cosciente. Cosimo, barone di Rondò dagli alberi non scenderà più per  tutta la sua vita, che non per questo sarà povera di incontri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4643" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/il-barone-rampante-300x240.jpg" alt="Il barone rampante - I. Calvino" width="300" height="240" /></p>
<p>Un ragazzino, in conflitto con la sua nobile famiglia, decide di salire su di un albero per protesta. Quello che appare essere all&#8217;inizio un capriccio infantile è in realtà una scelta profondamente cosciente. Cosimo, barone di Rondò dagli alberi non scenderà più per  tutta la sua vita, che non per questo sarà povera di incontri incredibili,  avventure improbabili ed amori appassionati.</p>
<p>Forse molti di voi avranno già letto questo romanzo di Italo Calvino da ragazzi. Si tratta infatti di un racconto  leggero e non molto lungo pieno di incontri ed avvenimenti che per questo è adatto anche alla lettura dei più giovani. Un classico della letteratura italiana del Novecento, un perla da regalare ma innanzitutto un&#8217;esperienza di vita da scoprire.</p>
<p>Uscita per la prima volta nel 1957 <em>Il barone rampante, è </em>un &#8216;opera indefinibile carica di umorismo e fantasia da avvicinare a <em>Il Barone di Münchausen </em>per esempio se non addirittura ad <em>Alice nel paese delle meraviglie</em> ci informa lo stesso autore nella presentazione del libro (Edizione Mondadori  2002).</p>
<p>Questa particolare vicenda, scritta quasi per gioco, si svolge in un contesto settecentesco ed a volte sembra diventare un discorso sul Settecento e del Settecento. Non si tratta però di un racconto filosofico alla <em>Candide</em> e neanche un romanzo storico che ci presenta il clima rivoluzionario dell&#8217;epoca  attraverso una vicenda inventata. Indefinibile dunque questo testo all&#8217;incrocio dei diversi generi e anche per questo molto affascinante.</p>
<p>I protagonisti spesso si rivelano quasi caricaturali (quali l&#8217;amante di  Cosimo: amazzone e gran dama al contempo, oppure lo zio dagli indumenti moreschi ed apicoltore segreto) ma il racconto non si tramuta mai in parodia grazie all&#8217;abilità del grande Calvino. Malgrado questo, la scelta di un tono spesso ironico è forse da ricollegare allo studio, appunto sul Settecento, di molti  amici dell&#8217;autore nel quadro della casa editrice Einaudi.</p>
<p>Tornando al racconto, esso ci viene presentato da Biagio, il fratello minore del barone Cosimo. La narrazione è composta da molte sentenze morali ma in realtà è difficile comprendere il valore di questa “disobbedienza” di questa “resistenza”. Si tratta di disimpegno?, di allontanamento dalla società?, ma dalla vita di Cosimo potremmo dire tutto fuorché disimpegnata, inutile ed asociale. In realtà quel che emerge più chiaramente da questo romanzo è sicuramente la fermezza con cui il ragazzino, l&#8217;uomo e poi il vecchio Cosimo terrà fede al suo impegno. Scelta la sua posizione nel mondo, una posizione “arborea” appunto, sostenuta non tanto dai rami delle piante quanto dalla sua volontà, Cosimo intraprenderà soprattutto umanamente il suo destino.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Viaggiatori o… turisti?</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 17:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/05/03/2010/viaggiatori-o%e2%80%a6-turisti/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/turisti-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="turisti" title="" /></a>Aria di primavera. I pensieri di molti corrono veloci verso l’estate, verso le prossime vacanze. Come ogni anno, questo non farà eccezione: migliaia, milioni di turisti partiranno per le loro mete preferite, all’arrembaggio di… meschine figuracce! Il termine ‘turista’ sta lentamente assumendo una connotazione negativa. Che ne dite? Non siete d’accordo? Leggete un po’ qua…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-4635 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/turisti.jpg" alt="turisti" width="464" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Nell’aria, sentore di primavera. Un piacevole tepore accalora le finora fredde e uggiose giornate d’un rigido e nevoso inverno. Poco importa se potrebbe non durare, se il maltempo potrebbe prepotentemente riaffacciarsi e annaffiare l’intero mese di marzo: i pensieri di molti sono già rivolti verso l’estate che verrà. Molti, passando davanti alle vetrine delle <strong>agenzie di viaggio</strong>, butteranno una languida occhiata ai cataloghi freschi di stampa, domandandosi: e se mi fermassi ed entrassi? In fondo, alla stagione più calda manca poco. O così, almeno, si desidera.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Estate</strong> è sinonimo di caldo, abbronzatura, tempo libero, sport, bagni in piscina. Ma soprattutto: di <strong>vacanze</strong>! Adorate, agognate, meritate vacanze da trascorrere al mare, in montagna, in città, dai parenti o lontani da tutto e tutti. Eh sì, viaggiare piace davvero a tutti!</p>
<p style="text-align: justify">Un quesito resta: <strong>tutti dovrebbero?</strong> Quanti farebbero un favore a sé stessi e agli altri, standosene a casa? Alle orecchie di qualcuno potrebbe suonare cinico, ma: fra <strong>viaggiatori</strong> e dissennati… <strong>turisti</strong>, corre un invalicabile <strong>abisso</strong>, largo quanto profondo.</p>
<p style="text-align: justify">Viaggiare è ben più del mero spostarsi in un luogo diverso da quello di residenza. Si viaggia <em>per conoscere il mondo</em>, per affacciarsi su culture dissimili alla nostra, per vedere questo nostro mondo, così eclettico, attraverso occhi nuovi. Il viaggio dovrebbe arricchire l’anima, gonfiare il bagaglio d’esperienza che ognuno di noi si trascina dietro, non solamente imbrunire la pelle e schiarire i capelli.</p>
<p style="text-align: justify">Inorridisco quando sento persone esclamare entusiaste: « Uh! Ho visitato l’Egitto! Magnifico, imperdibile! » e poi vengo a sapere che l’unico Egitto che hanno realmente visto è quello racchiuso fra le mura del villaggio, perché: « Chissà cosa ti può capitare uscendo… Non siamo mica a casa nostra qui! ». Peggio ancora sono quei turisti che partono allo sbaraglio, senza nemmeno prendersi il disturbo d’informarsi brevemente sul paese o sulla città che s’accingono a visitare, e puntualmente si ritrovano in un vicolo di New York – per citarne una – con indosso null’altro che i mutandoni. Oppure quei geni – sì, perché bisogna possedere un talento naturale – che trascinano un bambino di tre anni in un estenuante tour nel deserto tunisino, dove la sveglia suona implacabile alle tre e un quarto del mattino e in cui si percorrono migliaia di chilometri in due giorni, stipati in scomodi e vetusti bus. Per non parlare di coloro che affrontano una passeggiata in una foresta pluviale del Madagascar con le infradito ai piedi, e inevitabilmente si esibiscono in assurdi, rovinosi capitomboli degni del jackpot di <em>Paperissima</em>. E ancora: come non citare quelli che di una città visitano soltanto, e dico soltanto, i monumenti simbolo e si pavoneggiano in quelle tristi, banali fotografie che solo i turisti – appunto – scattano (quanti, a Pisa, si fanno ritrarre mentre tengono in equilibrio la Torre Pendente?!); oppure che se ne tornano a casa con la miniatura della Tour Eiffel in piombo dorato o la gondola a batteria in valigia. Turisti, al pari di coloro che, giunti in un paese straniero cercano affannosamente un ristorante italiano – che di italiano conserva, probabilmente, solo il nome – in cui andare a mangiare tutti i giorni, poiché di provare le specialità culinarie locali non se ne parla proprio.</p>
<p style="text-align: justify">Nessuno s’offenda però. Come in ogni cosa, alcuni sanno viaggiare, altri sono ‘negati’. Non è assolutamente una colpa. Ma un pizzico di attenzione, di preparazione in più non guasterebbe. Giochereste un inning di baseball senza conoscerne le regole principali? Non credo. Al pari di uno sport, <strong>anche il viaggio ha le sue, poche, semplici regole</strong>: se conosciute e rispettate possono prevenire molte delle brutte figure che sovente si vedono.</p>
<p style="text-align: justify">Un consiglio: viaggiate per scoprire il mondo, per arricchire la vostra anima, per ampliare i vostri orizzonti, non solo geografici. <strong>Viaggiate per voi stessi</strong> e non per parenti ed amici che, rosi dall’invidia, ammireranno i vostri scatti. Le migliori fotografie sono quelle incise dentro di voi, legate indissolubilmente ai ricordi, ai profumi, ai sapori, alle sensazioni, alla magia di una terra straniera.</p>
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		<title>Niccolò Fabi: solo un uomo</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 15:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Peter</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/04/03/2010/niccolo-fabi-solo-un-uomo/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/fabi1big-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="fabi1big" title="fabi1big" /></a>&#8220;Solo un uomo&#8221; è il nome del nuovo cd uscito a fine maggio 2009 del cantante romano Niccolò Fabi che per il suo tour ha fatto tappa anche da noi in Svizzera, al Metrò di Lugano, il 26 febbraio.
Un concerto caratterizzato da un&#8217;atmosfera rilassata e molto accogliente che ha reso la musica del cantante italiano ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Solo un uomo&#8221; è il nome del nuovo cd uscito a fine maggio 2009 del cantante romano Niccolò Fabi che per il suo tour ha fatto tappa anche da noi in Svizzera, al Metrò di Lugano, il 26 febbraio.</p>
<p>Un concerto caratterizzato da un&#8217;atmosfera rilassata e molto accogliente che ha reso la musica del cantante italiano ancora più piacevole, accompagnato da canzoni anche conosciute al grande pubblico come &#8221; Vento d&#8217;estate&#8221;, cantata insieme a Max Gazzè, e &#8221; la bottega d&#8217;antiquariato&#8221; ( per l&#8217;occasione &#8220;luganizzata&#8221;cambiando via del Corso con Via Nassa). Non sono mancati bellissimi pezzi come  &#8221;Offeso&#8221; e &#8220;Oriente&#8221;.</p>
<p>Ma la sorpresa più piacevole sono state le nuove canzoni; Niccolò Fabi sceglie con cura le parole, qualità difficile ritrovare nei cantanti italiani di oggi, che sembra scrivano canzoni per ( l&#8217;ennesimo aggiungerei io) nuovo film di Moccia. Inoltre la sua voce dal vivo è ancora più bella, grazie anche alla scelta azzeccata di essere accompagnato da una piccola band con il tocco finale di un violino che riesce a ricreare un ambiente da jazz café.</p>
<p>Per chi ancora non lo conoscesse un consiglio è quello di scoprirlo ora.  È uno di quei pochi cantanti rimasti che sa muoversi su un palco e intrattenere il pubblico regalando belle canzoni.</p>
<p>Per seguire le date del tour collegatevi al sito ufficiale <a href="http://www.niccolofabi.it/">http://www.niccolofabi.it/</a></p>
<p> </p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-4622" title="fabi1big" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/fabi1big-300x198.jpg" alt="fabi1big" width="300" height="198" /><strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Preservativo ai dodicenni: prevenzione immorale?</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 16:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/01/03/2010/preservativo-ai-dodicenni-prevenzione-immorale/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/Ceylor-Hotshot-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ceylor Hotshot" title="" /></a>L’organizzazione Aiuto AIDS Svizzero (ASS) e PLANeS, in collaborazione con Ceylor lanciano sul mercato un nuovo tipo di preservativo, più stretto della versione ‘standard’, adatto ai giovanissimi (12-13 anni): Hotshot. L’opinione pubblica si divide: iniziativa lodevole o immorale? Offrendo loro un preservativo, non si spingono i giovanissimi verso il sesso?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-4615 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/Ceylor-Hotshot.jpg" alt="Ceylor Hotshot" width="174" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify">Ad un giovane su quattro il preservativo ‘standard’ va largo: durante i contatti a spina inserita scivola o si sposta, rendendo il sesso protetto non più molto… protetto (oltreché poco piacevole). L’organizzazione Aiuto AIDS Svizzero (AAS), impegnata nella promozione di progetti pilota nella prevenzione di HIV e AIDS, PLANeS e <em>Ceylor</em> – noto produttore di profilattici – collaborano lanciando sul mercato <strong>‘Hotshot’</strong>, un preservativo di 5 millimetri più stretto della variante standard, sviluppato pensando soprattutto ai giovanissimi (12 – 13 anni).</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’opinione pubblica si divide</strong>: mentre alcuni plaudono entusiasti, altri gridano indignati allo scandalo. « A dodici anni si è ancora bambini e non si dovrebbe pensare al sesso », « Questa è un’idea estremamente stupida. Così facendo si autorizzano i bambini a fare sesso »: sono solo alcune delle molte <strong>lamentele</strong> indirizzate contro AAS. Esponenti dell’UDC e del PPD storcono il naso di fronte all’iniziativa, definita: « <strong>immorale</strong> ». Sidonja Jehli di ASS rigetta al mittente tutte le accuse, affermando che non è l’offerta di preservativi e metodi contraccettivi in sé, bensì il facile accesso a pornografia e pubblicità spinte a catapultare i giovani verso una sessualità precoce.</p>
<p style="text-align: justify">Mi sembra giusto prendere posizione in merito, ricordando ai tanti contrari scioccati e scandalizzati dall’iniziativa che in una società in rapido mutamento come la nostra, in cui si scopre il sesso sempre prima, in cui a tredici anni si diventa genitori e a quattordici si fa sesso – spesso non protetto – in cambio di vestiti firmati e ricariche per il cellulare (tristi i casi scoperti nella contigua Penisola), <strong>anche la moralità dovrebbe ‘modernizzarsi’</strong> e adeguarsi. Semplicemente, non si possono valutare e criticare questi episodi con la mentalità di vent’anni fa. « Quando ero giovane io… », si sente spesso nelle contro argomentazioni. Sì, quando eravate giovani voi le cose erano diverse: questo è indubbio. Oggi però non stanno più così; per una serie infinita di concause la sessualità è cambiata, scivolando dal tabù al ‘quotidiano’, al ‘normale’. L’età della « prima volta » scende inesorabilmente, e imburrarsi gli occhi e stendervi sopra uno spesso strato di mortadella non serve. Peggio ancora è tentare di reprimere il fenomeno con la forza, vietando ai giovanissimi il sesso. Non vi illudete: lo faranno comunque! Magari in situazioni scomode e altamente rischiose per la salute.</p>
<p style="text-align: justify">Io trovo <strong>lodevole l’iniziativa</strong> di ASS e PLANeS. Sensibilizzare i giovanissimi all’uso del preservativo e dei metodi contraccettivi, sedersi e con calma parlare con loro di rischi, malattie, delusioni, aspettative, pregi e difetti legati al mondo del sesso non solo è giusto, è indispensabile. Proprio perché a dodici anni si è ancora ‘bambini’ e non si hanno ancora ben a fuoco le possibili conseguenze di un rapporto sessuale, urge un cambiamento di mentalità da parte di coloro che oggi gridano allo scandalo. Il sesso è pericoloso solo quando rimane un tabù. Parlarne e confrontarsi, insegnare l’uso del preservativo, sensibilizzare sui rischi è l’unico modo per tutelare i più giovani. Se per ottenere questo, si deve passare per un nuovo tipo di preservativo, più stretto, adatto ai dodicenni: ben venga!</p>
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		<title>5.200 nudi davanti Opera House</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 13:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabel Indino</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[nudo]]></category>
		<category><![CDATA[Spencer Tunick]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/01/03/2010/5-200-nudi-davanti-opera-house/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/C_3_TopNews_83668_foto-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="AUSTRALIA-LIFESTYLE-PHOTOGRAPHY-NUDE-OFFBEAT" title="AUSTRALIA-LIFESTYLE-PHOTOGRAPHY-NUDE-OFFBEAT" /></a>Sono state 5200 le persone che hanno posato la mattina del primo marzo davanti a Opera House a Sydney per il fotografo Spencer Tunick. Persone abbracciate e soprattutto "come mamma le ha fatte" sono i soggetti delle opere di Tunick degli ultimi dieci anni. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-4612 aligncenter" title="AUSTRALIA-LIFESTYLE-PHOTOGRAPHY-NUDE-OFFBEAT" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/C_3_TopNews_83668_foto-300x195.jpg" alt="AUSTRALIA-LIFESTYLE-PHOTOGRAPHY-NUDE-OFFBEAT" width="300" height="195" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nudi e abbracciati, in 5.200 hanno posato la mattina del primo marzo sui gradini dell&#8217;Opera House di Sidney per il fotografo Spencer Tunick. L&#8217;evento era organizzato a margine dei festeggiamenti per il gay and lesbian festival della città australiana. Tunick ha detto di aver voluto riempire l&#8217;enorme spazio davanti l&#8217;Opera House con un &#8216;tessuto&#8217; di persone, anche etero, per promuovere l&#8217;idea di uguaglianza e diversità nelle comunità. Tunick é famoso per le fotografie di massa di persone nude.<br />
Il fotografo che si potrebbe definire estroso, è famoso proprio per le sue installazioni di nudi, in città come Barcellona, New York, Lione, Melbourne in opere in cui il “nudi di massa” è il protagonista.<br />
Tunica racconta “preferisco lavorare alle prime ore dell&#8217;alba perché le persone sono meno tese e poi non amo molto la luce piena del giorno, preferisco colori come il blu inchiostro o il grigio. Per le mie foto non capita mai che selezioni le persone secondo criteri di bellezza fisica, ritraggo solo chi me lo chiede&#8221;.<br />
Un collage umano negli spazi metropolitani: cosa ne pensate di questa forma di “arte moderna”?
</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La carriera di Spencer Tunick</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ottenuto il Bachelor of Arts nel 1988, Tunick cominciò a fotografare nudi nelle vie di New York nel 1992. Infatti è molto conosciuto per le sue fotografie che ritraggono persone nude, principalmente in contesti urbani; solo in pochi casi si tratta di nudi individuali o di piccoli gruppi inseriti in situazioni insolite.<br />
Nel 1994 il fotografo fu arrestato nel Centro Rockfeller di Manhattan (New York), poiché in compagnia di una modella completamente nuda. Dopo aver realizzato alcune foto in altri paesi degli Stati Uniti, nell&#8217;ambito di un progetto che prese il nome di &#8216;Nakad States&#8217;, ha operato a Londra, Lione, Melbourne, Montreal, Caracas, Santiago, Sao Paulo, Buenos Aires, Sydney, Newcastle, Roma e Vienna. Nel giugno del 2003 ben 7000 persone hanno posato per lui a Barcellona. Nel maggio del 2007, a Città del Messico, ha battuto il suo record personale fotografando oltre 18.000 persone nello Zocalo della città. I modelli da lui utilizzati sono dei volontari. Tunick ha spesso suscitato dibattiti e interrogativi per la natura della sua opera, che molti definiscono una semplice &#8216;manifestazione sociale&#8217;, a sostegno della libertà di espressione. Dalle sue immagini scaturisce una tensione e una riflessione sui concetti di pubblico e privato, individuale e collettivo.
</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Informazioni tratte da wikipedia</em>.</p>
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		<title>Darwin e le nuove scoperte sull&#8217;evoluzione</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 08:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Lischer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
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		<category><![CDATA[evoluzione umana]]></category>
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		<category><![CDATA[telmo pievani]]></category>
		<category><![CDATA[usi]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/01/03/2010/darwin-e-le-nuove-scoperte-sullevoluzione/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www2.polito.it/didattica/fondinf/Piccolo/Amenita/Evoluzione.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>La teoria dell’evoluzione umana di Darwin potrebbe essere in pericolo? Oppure c’è qualche altro mistero da svelare? Per scoprirlo basta partecipare alla conferenza di giovedì 4 marzo 2010 alle ore 20.00 condotta dal filosofo della scienza Telmo Pievani presso l'Accademia di architettura di Mendrisio. L’entrata è libera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="alignnone" src="http://www2.polito.it/didattica/fondinf/Piccolo/Amenita/Evoluzione.jpg" alt="" width="437" height="274" /></p>
<p style="text-align: justify">Questo <strong>giovedì 4 marzo 2010</strong> alle ore <strong>20.00</strong> il filosofo della scienza <strong>Telmo Pievani</strong> terrà all’<strong>Accademia di architettura di Mendrisio </strong>(Palazzo Canavée, Via Canavée 5, Mendrisio) una conferenza pubblica dal titolo</p>
<p style="text-align: justify"><strong>“Diversamente sapiens: il corallo di Darwin e le nuove scoperte sull’evoluzione umana”</strong></p>
<p style="text-align: justify">Telmo Pievani, nato nel 1970, insegna Logica e Filosofia della scienza presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università degli studi di Milano Bicocca. Svolge le proprie attività di ricerca nei campi dell’epistemologia delle scienze naturali, della storia del pensiero biologico e della filosofia della biologia, con particolare riguardo ai fondamenti della teoria dell’evoluzione.</p>
<p style="text-align: justify">Insieme a due grandi evoluzionisti, Niles Eldredge e Ian Tattersall, Pievani è il curatore scientifico dell’edizione italiana della mostra internazionale <em>Darwin 1809-2009 </em>(Roma-Milano-Bari 2009-2010), promossa a duecento anni dalla nascita del grande scienziato e a centocinquanta dalla pubblicazione dell’<em>Origine delle specie</em>.</p>
<p style="text-align: justify">La teoria dell’evoluzione umana di Darwin potrebbe essere in pericolo? Oppure c’è qualche altro mistero da svelare?<br />
Partecipando alla conferenza lo saprete. L’entrata è libera.
</p>
<p style="text-align: justify">L’incontro è promosso quale lezione annuale dell’Associazione Amici dell’Accademia di architettura.</p>
<p style="text-align: justify">Ulteriori informazioni scrivere a: Amanda Prada, Responsabile comunicazione e conferenze, Accademia di architettura di Mendrisio amanda.prada@usi.ch</p>
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</ul>
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		<title>Discussione sulla pena di morte all&#8217;USI</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 08:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Peter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
		<category><![CDATA[UNIVERSITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/26/02/2010/discussione-sulla-pena-di-morte-allusi-2/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/stato-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="stato" title="stato" /></a>
Amnesty International e l&#8217;Azione dei cristiani per l&#8217;abolizione della tortura invitano alla serata
Perché lo stato voleva uccidermi?
Serata pubblica sulla pena di morte con:
Joaquin José Martinez, ex-condannato a morte negli Stati Uniti, ha trascorso 3 anni nel braccio della morte
Liévin Ngondji, attivista contro la pena di morte e fondatore di una ONG attiva nella Repubblica Democratica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4586" title="stato" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/stato-192x300.jpg" alt="stato" width="226" height="324" /></p>
<p>Amnesty International e l&#8217;Azione dei cristiani per l&#8217;abolizione della tortura invitano alla serata</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large; font-family: Arial;"><strong>Perché lo stato voleva uccidermi?</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">Serata pubblica sulla pena di morte con:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Joaquin José Martinez, ex-condannato a morte negli Stati Uniti, ha trascorso 3 anni nel braccio della morte</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Liévin Ngondji, attivista contro la pena di morte e fondatore di una ONG attiva nella Repubblica Democratica del Congo</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Lukas Labhardt, esperto di Amnesty International</strong></p>
<p style="text-align: left;">Modera Sarah Rusconi, portavoce di Amnesty International nella Svizzera italiana</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Entrata Libera</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Traduzione simultanea in italiano</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Lunedì 1 marzo 2010, ore 20.30</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Università della Svizzera italiana, Lugano</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Palazzo Rosso, aula A11 (piano terra)</strong></p>
<p style="text-align: left;">Maggiori informazioni: <a href="http://www.acat.ch">www.acat.ch</a> e <a href="http://www.amnesty.ch">www.amnesty.ch</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
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		<title>Non solo Bronzi a Riace</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 10:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Peter</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/24/02/2010/non-solo-bronzi-a-riace/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/4938149ff3561_zoom2-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Un barcone di immigrati" title="4938149ff3561_zoom" /></a>In Calabria non c'è solo l'esempio negativo di Rosarno. A Riace duecento immigrati ridanno vita al paese. In cambio di alloggio e vitto offrono manodopera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4568" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4568" title="4938149ff3561_zoom" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/4938149ff3561_zoom2-300x192.jpg" alt="Un barcone di immigrati" width="300" height="192" /><p class="wp-caption-text">Un barcone di immigrati</p></div>
<p>Non esiste solo Rosarno in Calabria ed è quello che dimostrano gli abitanti di Riace ( Reggio Calabria), cittadina che fino a non molto tempo fa stava diventando una città fantasma con i suoi 400 abitanti.</p>
<p>Riace era famosa solo per le due famose statue ritovate nel mare Ionio e oggi esposte nel Museo di Reggio Calabria. Ma negli ultimi anni Riace è diventata celebre per altri motivi grazie al sindaco lungimirante Domenico Lucano. Infatti in questo paese è stato messo in atto un progetto di integrazione raffinato e semplice allo stesso momento.</p>
<p>Tutto è iniziato quando dodici anni fa è arrivato il primo barcone di profughi ( più di trecento comprese donne e bambini) sulle spiagge, poco lontano dallo stesso punto dove erano stati ritrovati i bronzi. Un segno del destino? Per il sindaco, chiamato affettuosamente Mimmo Lucano, decisamente sì. Assieme ai suoi abitanti, e grazie all&#8217;aiuto concreto della regione Calabria, hanno creato dei laboratori artigianali dove gli abitanti di Riace e gli immigrati lavorano insieme tessendo la lana, soffiando il vetro e molte altre cose, vendendo poi i prodotti ai turisti che accorrono in questa località.</p>
<p>Nelle case cadenti del centro storico del paese, abbandonate dagli emigrati calabresi finiti in Germania o a Milano, sono stati ricavati alloggi che vengono destinati agli immigrati. Gli stranieri ricevono vitto e alloggio e non pagano l&#8217;elettricità. In cambio devono imparare l&#8217;italiano e lavorare.</p>
<p class="wp-caption-dt">Oggi a Riace vivono 220 immigrati e milleseicento riacesi. Ma non tutti sono contenti. La &#8216;ndragheta ha &#8220;fatto sapere&#8221; ( sparando due proiettili contro la taverna del paese) che non apprezza. Tuttavia gli abitanti non si fanno intimorire e perseguono il loro lavorocon successo. Altri due comuni calabresi hanno seguito il suo esempio.</p>
<p>Perfino il famoso regista Wim Wenders ha detto a Berlino, poco dopo le celebrazioni del ventesimo della caduta del muro: &#8221; La vera utopia non è la caduta del muro, ma quello che è stato realizzato in calabria, a Riace.&#8221;<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Scopriamo la città con un Free tour!</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 11:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Isabel Indino</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/23/02/2010/scopriamo-la-citta-con-un-free-tour/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/recensione-gainsbourg-berlino-P12405PZ-300x224.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="recensione-gainsbourg-berlino-P12405PZ" title="recensione-gainsbourg-berlino-P12405PZ" /></a>Vi piace viaggiare, visitare città straniere cercando di scoprirne la storia, la cultura e visitando i posti più importanti? Informatevi sulla disponibilità di un Free Tour: giovani che vi porteranno a spasso per la città raccontandovi la loro esperienza e trasmettendovi l'amore per il paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-4538 aligncenter" title="recensione-gainsbourg-berlino-P12405PZ" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/recensione-gainsbourg-berlino-P12405PZ-300x224.jpg" alt="recensione-gainsbourg-berlino-P12405PZ" width="300" height="224" /></p>
<p style="text-align: justify;">Quando si parte alla piacevole scoperta di una nuova città, per scoprirne la storia e la sua cultura, l’ideale è farsi accompagnare da una guida che sappia condurti nei posti che vale la pena visitare. Ma spesso questi tour sono cari, soprattutto per i giovani, e non sempre è facile stare attenti alle numerose date, informazioni e aneddoti raccontati dal proprio accompagnatore, che sembra ripetere a memoria un discorso premeditato. Proprio quest’anno, visitando Berlino, ho scoperto l’esistenza dei Free Tour!</p>
<p style="text-align: justify;">Sono giovani laureati che ti accompagnano a visitare i principali monumenti e luoghi della città raccontandoti la loro esperienza, coinvolgendoti e facendoti amare la città quanto loro. Nessun problema di budget: se il tour ti ha soddisfatto potrai dare una mancia direttamente alla tua guida! I Free tour sono disponibili in molte città come Londra, Edinburgo, Dublino, Amsterdam, Parigi, Amburgo, Praga, Madrid, Gerusalemmte e presto anche a Bruxelles e Tel Aviv.</p>
<p style="text-align: justify;">Al vostro prossimo viaggio, informatevi sugli orari del vostro Free tour, ne vale la pena!</p>
<p style="text-align: justify;">Maggiori informazioni su <span style="text-decoration: underline;">http://www.neweuropetours.eu/</span></p>
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