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	<title>L&#039;universo &#187; ambiente</title>
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		<title>Appuntamento con SLOW UP TICINO</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 18:37:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L'universo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/22/05/2011/appuntamento-con-slow-up-ticino/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/05/slowup-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="slowup" /></a>
La ricetta “slowUp” è più semplice di quanto si pensa: si prende un tratto di una cinquantina di km 
di strada in una zona attraente, lo si chiude ai veicoli motorizzati (dalle ore 10.00 alle ore 17.00) e 
infine si organizzano programmi di animazione lungo il percorso...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-6000 aligncenter" title="slowup" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/05/slowup.jpg" alt="" width="480" height="533" /></p>
<p style="text-align: justify;">La prossima domenica, <strong>29 maggio 2011</strong>, <em><strong>SLOW UP</strong></em> farà tappa in <em><strong>Ticino</strong></em> portando con sé un <strong><span style="color: #008000;">AMBIENTE SENZ&#8217;AUTO</span></strong> <img src='http://www.luniverso.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">E questa volta la manifestazione supera sé stessa proponendo uno dei percorsi più lunghi in assoluto: un tracciato di ca 50 Km (anziché 30 km), che si snoda tra i due poli principali di Locarno e Bellinzona.  Si tratta di un itinerario molto bello che idealmente accomuna le zone lacustri del Locarnese a quelle del Piano di Magadino fino al Bellinzonese e ai castelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, un evento da non perdere, completamente gratuito, da vivere in compagnia in un&#8217;atmosfera di festa all&#8217;aria aperta.</p>
<p style="text-align: justify;">Per una volta saranno i <strong>piedi</strong>, le biciclette,  i pattini, gli skates, ecc &#8230; a fare da padroni alle strade ticinesi tra le 10.00 e le 17.00 di domenica.</p>
<p>Inoltre, lungo il percorso sono previste <strong>feste, punti di ristoro e di assistenza</strong>.</p>
<p>Per ulteriori informazioni:<br />
- <a href="http://www.slowup-ticino.ch/programma.asp?lang=ita" target="_blank">programma, feste e divertimento<br />
</a>-<a href="http://www.slowup-ticino.ch/interna.asp?idarticolo=20481&amp;sez=cartina&amp;lang=ita" target="_blank"> percorso<br />
</a>- <a href="http://www.slowup-ticino.ch/interna.asp?idarticolo=20486&amp;lang=ita" target="_blank">come arrivare<br />
</a>- <a href="http://clienti.tio.ch/img_articoli/20110420_105823_slowUpflyer-definitivo.pdf" target="_blank">FLYER</a><strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Super«Green»Car</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 10:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/15/03/2010/super%c2%abgreen%c2%bbcar/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/Ferrari-Hy-Kers-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>80esima edizione del Salone Internazionale dell’Auto di Ginevra: la Ferrari scommette sull’ibrido. Presentato il prototipo Hy-KERS, che monta un doppio propulsore (a benzina e ibrido) in grado di abbattere del 35% le emissioni di CO2, senza penalizzare le eccellenti performance della vettura. Tecnologia pura al servizio dell’ambiente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/Ferrari-Hy-Kers.jpg"><img class="size-full wp-image-4665  aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/Ferrari-Hy-Kers.jpg" alt="" width="623" height="313" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ferrari Hy-Kers</strong>: tecnologia pura al servizio dell’ambiente. In occasione dell’ottantesima edizione del <em>Salone Internazionale dell’Auto di Ginevra</em> (4 –14 marzo 2010), la prestigiosa e gloriosa Scuderia di Maranello presenta la sua concezione di <strong>sportiva ibrida</strong> – basata sulla 599 GTB Fiorano –, prototipo di una fuoriserie dalle prestazioni estreme e dal <strong>ridotto impatto ambientale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Al potente motore anteriore, un V12 in grado di erogare ben 620 cavalli, è stata accoppiata una <strong>trasmissione ibrida</strong> molto leggera da 110 cavalli, capace di non penalizzare le eccellenti doti dinamiche della vettura. Un sofisticato <strong>sistema digitale</strong> gestisce il <strong>tandem sinergico</strong> tra il propulsore a benzina e quello elettrico. Quest’ultimo, durante la fase di frenata, agisce come un <strong>generatore</strong>, sfruttando l’energia cinetica della coppia negativa per ricaricare le <strong>batterie agli ioni di litio</strong> (tecnologia denominata <strong>KERS</strong>, di derivazione F1), appiattite e collocate sotto il fondo della vettura per non pregiudicare performance, abitabilità, vano bagagli e assoluto piacere di guida. Uno speciale sistema di raffreddamento e lubrificazione garantisce la massima efficienza delle parti meccaniche in tutte le condizioni, riducendo attriti e inutili sprechi di energia sottoforma di calore.</p>
<p style="text-align: justify">Poiché una Ferrari, sebbene ibrida, deve pur sempre rimanere una Ferrari, questa vettura laboratorio mantiene <strong>inalterate le caratteristiche di sportività</strong> ed eleganza, riuscendo al tempo stesso ad <strong>abbattere del 35</strong><strong>%</strong><strong> le emissioni di </strong><strong>CO</strong><strong><sub>2</sub></strong> nel ciclo misto (urbano e autostradale).</p>
<p style="text-align: justify">Un’ulteriore novità presentata a Ginevra è il sistema cosiddetto “<strong>Stop &amp; Start</strong>” montato sulla Ferrari California, che spegne la vettura quando è ferma e le permette di ripassare alla condizione di marcia in soli 230 millisecondi, un tempo che rende impercettibile la fase di riaccensione. Risultato: <strong>abbattimento dei consumi e delle relative emissioni del 6</strong><strong>%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Non solo nuove tecnologie da applicare alle vetture: Ferrari persegue la riduzione dell’impatto ambientale e l’aumento della sostenibilità anche attraverso <strong>ingenti investimenti nelle infrastrutture</strong> industriali. Gennaio 2009: inaugurato un impianto fotovoltaico, in grado di ridurre il fabbisogno energetico dell’azienda di oltre 210.000 kWh l’anno. A seguire: messa in servizio del più grande impianto di trigenerazione (produce elettricità, acqua calda e fredda) d’Italia. Risultato: <strong>30.000 tonnellate di </strong><strong>CO</strong><strong><sub>2</sub></strong><strong> (40</strong><strong>%</strong><strong>) </strong>emesse<strong> in meno</strong>. Ferrari è ora del tutto autonoma dal punto di vista energetico e raggiunge gli obiettivi fissati a Kyoto con 10 anni di anticipo sulla scadenza e con il doppio del valore richiesto all’Europa.</p>
<p style="text-align: justify">Chi ha detto che le fuoriserie inquinano troppo?</p>
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		<title>Vertice sul clima a Copenhagen: un&#8217;intesa globale?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 14:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saffia Shaukat</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/08/12/2009/vertice-sul-clima-a-copenhagen-unintesa-globale/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/article-0-077E11E8000005DC-271_306x423-217x300.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Vertice Copenhagen 2009" title="" /></a>Il 7 dicembre ha preso il via il vertice che vede riunirsi le maggiori potenze mondiali per poco più di una decina di giorni a Copenhagen con lo scopo di stabilire delle nuove priorità ambientali valide fino al 2020. Da dove dovranno ripartire i rappresentanti dei 192 stati? Quali sono le conseguenze degli accordi di Kyoto del 1997?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignleft size-medium wp-image-4018" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/article-0-077E11E8000005DC-271_306x423-217x300.jpg" alt="Vertice Copenhagen 2009" width="217" height="300" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium">È iniziato il 7 dicembre il vertice che vede riunirsi le maggiori potenze mondiali per poco più di una decina di giorni a Copenhagen con lo scopo di stabilire delle nuove priorità ambientali valide fino al 2020. L&#8217;operazione non sarà facile visto che le condizioni del nostro pianeta si sono modificate radicalmente e molte difficoltà sono state ereditate dagli accordi passati. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><span style="font-size: medium">Ma da dove dovranno ripartire i rappresentanti dei 192 stati? Quali sono state le conseguenze dei celebri accordi di Kyoto del 1997? </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><span style="font-size: medium">Innanzitutto è doveroso precisare che la Convenzione adottata a Rio de Janeiro nel 1992,  aveva innanzitutto come obiettivo quello di evitare una trasformazione da parte dell&#8217;uomo dell&#8217;evoluzione climatica naturale. Questo ha portato, a Kyoto, 38 paesi a definire un tasso del  5.2 % rispetto al 1990, di emissione di gas responsabile dell&#8217;effetto serra dal 2008 al 2012.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><span style="font-size: medium">Per il professor Yohan Ariffin però, specialista di negoziazioni climatiche e professore dell&#8217;Istituto di studi politici ed internazionali di Losanna, la grande novità del Protocollo è stato in realtà quello di instaurare dei meccanismi di “flessibilità” per ridurre i costi di questa limitazione. Questi meccanismi infatti attribuiscono  agli Stati delle quote di emissione di gas, le quote però possono essere vendute a paesi in difficoltà ma anche ottenute  grazie a progetti di sviluppo sostenibile all&#8217;estero.  Il problema di questo sistema risulterebbe nel mancato stimolo agli stati a ridurre le proprie emissioni nel caso la costruzione di un progetto all&#8217;estero si rivelasse più conveniente. Oltre a ciò, rimane evidente il peso della mancata ratifica del trattato da parte degli Stati Uniti</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><span style="font-size: medium">Oggi, a Copenhagen, si dovrà tenere in conto la posizione dei paese “ in via di sviluppo” che criticano la &#8220;governance&#8221; climatica. I costi addizionali per adeguarsi al riscaldamento climatico , associato alla vendita a prezzo ridotto di tecnologia di qualità discreta da parte di paese industrializzati sarebbe infatti una nuova forma di un imperialismo verde.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><span style="font-size: medium">Oltre alle questioni politiche abbiamo però anche nuove forme di inquinamento che vengono prese in conto. Un esempio è quello l&#8217;energia grigia, legata direttamente al consumo di beni importati: in Svizzera, calcolando queste immissioni indirette, ci dice il prof. Ariffin,  le 6 tonnellate di CO2  prodotte sul territorio elvetico diventano ben 18!<sup><a name="sdfootnote1anc" href="#sdfootnote1sym">1</a></sup></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><span style="font-size: medium">Concludendo, è difficile credere all&#8217;efficacia e all&#8217;equità di questi summit in materia ambientale. Rimane però il fatto che no c&#8217;è alternativa alla risoluzione di queste problematiche, in quanto i combustibili fossili ora utilizzati saranno in un futuro no troppo lontano consumati.  Nuove vie dovranno essere percorse certamente, ed aspettando una riconversione energetica, la vera questione pare rimanere il dividersi delle spese. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify">
<div>
<p style="margin-bottom: 0cm" align="justify"><span style="font-size: x-small"><a name="sdfootnote1sym" href="#sdfootnote1anc">1</a>Per 	più informazioni consultare l&#8217;articolo di Sandrine Perroud, “De 	Kyoto au sommet de Copenhagen”, <em>Uniscope</em>, Unil, Novembre 	2009.</span></p>
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		<title>Impatto Zero al Parco Nord</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 12:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerardo Bramati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/29/08/2009/impatto-zero-al-parco-nord/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/08/panorama-800-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="panorama-800" title="panorama-800" /></a>L'ONU ha annunciato che, nel 2009, ha intenzione di piantare sette miliardi di alberi per aiutare il riciclo di CO2. Nel loro piccolo alcune aziende che hanno sede a Milano – a volte, una delle tante – hanno deciso di metterci del proprio. E anche noi possiamo farlo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2910" title="panorama-800" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/08/panorama-800.jpg" alt="panorama-800" width="550" height="248" /></p>
<p>L&#8217;ONU ha annunciato che, nel 2009, ha intenzione di piantare sette miliardi di alberi per aiutare il riciclo di CO2. Nel loro piccolo alcune aziende che hanno sede a Milano – a volte, una delle tante – hanno deciso di metterci del proprio “adottando” un numero di alberi del Parco Nord in proporzione alle tonnellate di anidride carbonica emanate. Ad esempio, la rivista Wired Italia (<a href="http://www.wired.it/" target="_blank">www.wired.it</a><a href="http://www.wired.it" target="_blank">)</a> ci conferma che un’azienda come Mediolanum, che emanerebbe annualmente qualcosa come 350 tonnellate di CO2, ha deciso di piantare 500 alberi, mentre un colosso come H3G, conosciuta dai più come proprietaria del brand di telefonia “3”, pianterà e curerà la bellezza – possiamo dirlo – di 3346 alberi per compensare le 2342 tonnellate di anidride carbonica diffuse nell’aria.</p>
<p>Lavorare e produrre ad “impatto zero” è diventato un dovere per le aziende a tutti i livelli di grandezza, anche dal punto di vista dell’immagine nei confronti dei propri clienti e della comunità in generale. A volte sorge spontaneo il dubbio che progetti di questo tipo siano frutto più di una studiata pianificazione di marketing, che della voce della coscienza, ma ciò che importa è che sempre più compagnie si  dirigano in questa direzione.</p>
<p>Ma anche noi possiamo azzerare le proprie emissioni: il sito dell’italiana AzzeroCO2 (<a href="http://www.azzeroco2.it/" target="_blank">www.azzeroco2.it</a>), società che “offre ad enti pubblici e privati, imprese e cittadini la possibilità di contribuire attivamente a contrastare i cambiamenti climatici attraverso un percorso di abbattimento delle emissioni di gas ad effetto serra”, comprende un pratico programma online per calcolare le emissioni di cui ci siamo resi “colpevoli” – con un viaggio in auto, in aereo, oppure con il riscaldamento nella nostra aditazione – ed, eventualmente, donare alla società una quota corrispondente in denaro. Per avere la coscienza, oltre che l’aria, pulita.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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