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	<title>L&#039;universo &#187; cinema</title>
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		<title>Cinema: Thor &#8211; recensione</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 14:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joel Fioroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/07/05/2011/cinema-thor-recensione/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/05/thor_movie_poster11-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Poster" title="" /></a>Thor, é l'ennesima trasposizione cinematografica di un supereroe dei fumetti firmato Marvel, a sua volta ispirato ovviamente alla mitologia nordica. Ultimamente la Marvel sta confezionando film come fossero automobili, troppo velocemente e in maniera, secondo me, molto superficiale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/05/thor_movie_poster1.jpg"></a><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/05/thor_movie_poster11.jpg"><img class="size-large wp-image-5953 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/05/thor_movie_poster11-727x1024.jpg" alt="Poster" width="407" height="573" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>Thor, </strong></em>é l&#8217;ennesima trasposizione cinematografica di un supereroe dei fumetti firmato Marvel, a sua volta ispirato ovviamente alla mitologia nordica. Ultimamente la Marvel sta confezionando film come fossero automobili, troppo velocemente e in maniera, secondo me, molto superficiale. Non che Thor sia un brutto film, nemmeno i vari <em>Iron Man, X-Man, Hulk, I Fantastici 4,</em> &#8230; sono delle catastrofi, ma sembrano colossal a stampo classico della peggior specie, volti a fare nel meno tempo necessario più soldi possibili. Questo senza curare tutto un’aspetto, se si vuole di dettaglio, che potrebbe veramente far risultare film come Thor dei piccoli capolavori del cinema fantasy. C’é soprattutto la tendenza a curare al massimo il supereroe protagonista, ignorando invece tutto quello che lo circonda. Non proprio un’atteggiamento &#8220;<em>Disney</em>&#8220;, casa proprietaria della Marvel. Tanti bravi registi infatti hanno lavorato alla realizzazioni di film Marvel negli ultimi anni, eppure in tutti manca la consapevolezza che senza un maggior impegno nel creare i propri personaggi e i rapporti tra di loro, il film non appassiona, non affascina come potrebbe. Questo perché sembra di guardare un bel gioco (graficamente parlando) della PlayStation, senza però poterlo controllare. Non é sufficiente, almeno per me, saper usare la grafica digitale in modo impeccabile o inserire battutine comiche da puro cliché per fare un bel film. Questa é la scorciatoia, sempre più usata nel cinema purtroppo, per raggiungere un vasto pubblico senza sforzi, senza impegno e senza amore per quello che si sta facendo, per la propria creatura. Per come lo vedranno quasi tutti quindi, Thor risulterà un film &#8220;carino&#8221;, piacevole da vedere; Per come la vedo io invece, si tratta dell&#8217;ennesima bella storia mancata e del solito pessimo cinema di convenienza. Non parliamo del 3D, atroce come sempre e visibile (minimamente) solo nei titoli di coda. Almeno però coerente con tutto il resto e su quanto detto prima, ovvero un&#8217;altro &#8220;trucchetto&#8221; digitale per ottenere maggiori guadagni senza il minimo impegno. Peccato!</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify">LA FRASE:</p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Chi diavolo sei &#8230;i miei uomini in confronto sembravano agenti sottopagati di un centro commerciale.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #ff9900">SUFFICIENTE </span></strong><span style="color: #ff9900"><span style="color: #000000">(per grazia ricevuta)</span></span></p>
<p style="text-align: justify">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff9900"><span style="color: #000000">© DISNEY &#8211; MARVEL</span></span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff9900"><span style="color: #000000">© JFC 2011 / www.joelfioroni.com</span></span></p>
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		<title>Cinema: Come l&#8217;Acqua Per Gli Elefanti &#8211; recensione</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 14:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joel Fioroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/07/05/2011/cinema-come-lacqua-per-gli-elefanti-recensione/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/05/come-lacqua-per-gli-elefanti-poster-italia--150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Poster Film" title="" /></a>Come l'Acqua Per Gli Elefanti non é proprio un’elogio al circo, come si poteva pensare dal trailer. Anzi, in maniera nuda e cruda viene mostrato con quali assurdi mezzi si tentava di ammaestrare gli animali, presumo e spero nei circhi di un tempo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/05/come-lacqua-per-gli-elefanti-poster-italia-.jpg"><img class="size-full wp-image-5945 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/05/come-lacqua-per-gli-elefanti-poster-italia-.jpg" alt="Poster Film" width="407" height="586" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Come l&#8217;Acqua Per Gli Elefanti </strong></em>non é proprio un elogio al circo, come si poteva pensare dal trailer. Anzi, in maniera nuda e cruda viene mostrato con quali assurdi mezzi si tentava di ammaestrare gli animali, presumo e spero nei circhi di un tempo. Ma il film non é solo una critica all&#8217;uomo nei confronti degli animali e nemmeno un rimprovero al circo in generale, che viene al contrario mostrato, filmato, e raccontato con molta cura e amore. Come l&#8217;Acqua Per Gli Elefanti é un film poetico, di rara finezza, che riesce a costruire un legame fortissimo tra le belve e l’uomo, in particolare con una povera elefantessa e il suo giovane veterinario, un bravo R. Pattinson <em>(Twilight)</em>. Come detto un film curato nel dettaglio, costruito con cura e precisione per trasmettere davvero forti emozioni, dove ogni personaggio é essenziale e ogni elemento é reso importante. Dalla cattiveria spietata dell’uomo d’affari, il magnifico direttore del circo C. Waltz <em>(Premio Oscar per Bastardi Senza Gloria)</em>, alla più difficile e romantica storia d’amore tra Robert e la bellissima R. Whiterspoon. Tutto questo, come già anticipato, in uno scenario magico ed affascinante, il circo, tra duro lavoro, fatica, sudore e vita precaria. Onestamente dal regista di &#8220;<em>Io Sono Leggenda</em>&#8221; e <em>&#8220;Constantine&#8221;, </em>Francis Lawrence, mi sarei aspettato molto di peggio, rimanendo invece piacevolmente sorpreso. Qualche pecca qua e la, tra dialoghi innaturali, luoghi comuni forse troppo calcati e una lunghezza di certe scene magari eccessiva ma, visto il risultato, si può facilmente perdonare il tutto lasciandosi trasportare dalla poesia dello spettacolo.</p>
<p>LA FRASE:</p>
<p>&#8220;Al circo si lavora fino a che non si stramazza al suolo, finché si é in piedi, si va in scena.&#8221;</p>
<p><span style="color: #008000;"><strong>BUONO</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>© 20TH CENTURY FOX</p>
<p>© JFC 2011 / <a title="JFC group" href="http://www.joelfioroni.com" target="_blank">www.joelfioroni.com</a><strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>GF  a Lugano su grande schermo</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 19:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela Armida</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/17/04/2011/gf-a-lugano-su-grande-schermo/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/04/logo-grande-fratello_agg11-300x300.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Lunedì 18 aprile 2011, si svolgerà l’attesissima finale del Grande Fratello, e per la prima volta a Lugano, sarà possibile vedere la diretta televisiva su schermo gigante in una delle sale del Cinestar.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/04/logo-grande-fratello_agg11.jpg"><img class="size-medium wp-image-5878 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/04/logo-grande-fratello_agg11-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Lunedì 18 aprile 2011, si svolgerà l’attesissima finale del Grande Fratello, e per la prima volta a Lugano, sarà possibile vedere la diretta televisiva su schermo gigante in una delle sale del <em>Cinestar</em>.</p>
<p>Il seguitissimo reality é giunto all’undicesima edizione. Sono ancora in gara, tra le mura della casa, tre ragazzi: Jimmy, Andrea e Ferdinando e la speaker radiofonica di <em>RadioFiumeTicino</em> Margherita. Quattro concorrenti che si contenderanno il montepremi di 300 mila euro.</p>
<p>Anche se &#8220;non lo guarda nessuno&#8221;, (ma dato l’indice degli ascolti sappiamo che non è così),  tutti sanno cosa significa l&#8217;acronimo GF. Il famosissimo reality, esiste ormai da 11 anni ed é stato protagonista di infinite serate trascorse davanti allo schermo tv, da soli, con amici, ma in ogni caso in compagnia dei personaggi della casa del grande fratello e partecipi delle loro vicissitudini.</p>
<p>L’apparecchio televisivo è uno “apparecchio addomesticato”, si è fatto largo nelle case tra il vecchio mobilio, le porcellane  e i vasi <em>ming</em>,  ha reinventato gli spazi domestici, guadagnandosi il posto d&#8217;onore in salotto, in cucina, e perché no, anche in bagno;  è diventato oggetto di aggregazione delle persone; tutte davanti alla tv, ad un certo orario, per seguire un certo programma, per poi parlare di quel programma visto in famiglia con altre persone che hanno fatto altrettanto, la sera prima. È passato poi in secondo piano con l’avvento di internet e la diffusione di nuove tecnologie; grazie alle quali ognuno può scegliere di fruire i programmi che preferisce usando il proprio computer.</p>
<p>Da momento di aggregazione si è passati forse ad un momento di separazione e l’idea di reinventare lo schermo cinematografico come un salottino molto grande, potrebbe essere ciò che darà nuova vita alla volontà di guardare un programma televisivo per poi condividerlo con qualcuno.</p>
<p>Ma è davvero possibile riprodurre la sensazione di essere nel proprio salottino di casa con centinaia di persone attorno a te?</p>
<p>Quello del cinestar, come viene definito nel comunicato stampa dell’evento è senza dubbio “ un esperimento che &#8211; va sottolineato &#8211; non intende sostituire il piccolo schermo, né tanto meno il grande schermo! Per Cinestar è un modo per proporre un evento aggregativo e particolare, che ben si differenzia dalla visione classica di una pellicola cinematografica(…)”.</p>
<p>Un esperimento interessante, che forse vale la pena vivere in prima persona e magari condividere proprio qua, con i vostri post se avete partecipato all’evento!</p>
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		<title>Cinema: Arrivano I Cinepanettoni</title>
		<link>http://www.luniverso.com/19/12/2010/cinema-arrivano-i-cinepanettoni/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 19:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joel Fioroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/19/12/2010/cinema-arrivano-i-cinepanettoni/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/12/ristian-de-sica-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>L'ultimo week-end prima di Natale é per tradizione dedicato all'uscita in sala di tutte le commedie Italiane chiamate ormai da tempo "Cinepanettoni". Film questi, che pur venendo distrutti ogni anno da critici e da spettatore in sala, incassano più soldi in Italia di molti colossal americani, riempiendo letteralmente le tasche ai soliti attori e produttori che ne prendono parte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/12/ristian-de-sica.jpg"><img class="size-full wp-image-5381 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/12/ristian-de-sica.jpg" alt="" width="450" height="354" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/12/ristian-de-sica.jpg"></a>L&#8217;ultimo week-end prima di Natale é per tradizione dedicato all&#8217;uscita in sala di tutte le commedie Italiane chiamate ormai da tempo &#8220;Cinepanettoni&#8221;. Film questi, che pur venendo distrutti ogni anno da critici e da spettatore in sala, incassano più soldi in Italia di molti colossal americani, riempiendo letteralmente le tasche ai soliti attori e produttori che ne prendono parte. Dopo l&#8217;uscita del film &#8220;A Natale Mi Sposo&#8221; con Massimo Boldi, che ormai da qualche anno esce infatti appena prima del film dell&#8217;ex amico-collega Cristian De Sica, questo venerdì sono attesi in sala &#8220;Natale In Sudafrica&#8221; e &#8220;La Banda Dei Babbi Natale&#8221; con Aldo, Giovanni e Giacomo.</p>
<p style="text-align: justify">Parliamo ora un po&#8217; più dei vari film. &#8221; A Natale Mi Sposo&#8221;, già in sala da qualche settimana, ha avuto un discreto successo, molto superiore al film di Boldi dell&#8217;anno passato. Con un cast Italiano di tutto rispetto, (Nancy Brilli, Elisabetta Canalis, Massimo Ceccherini, Enzo Salvi&#8230;) il film parla di un cuoco che lavora in una piccola e semplice trattoria e del suo sogno di diventare un grande chef  internazionale. Avventure, gag e strani episodi portano questo cuoco proprio qui da noi, in Svizzera e più precisamente a Saint Moritz.</p>
<p style="text-align: justify">Il film di Cristian De Sica invece, Natale In Sudafrica, sempre diretto da Neri Parenti e sempre prodotto dai fratelli De Laurentiis, ci riporta nelle calde terre africane che quest&#8217;anno sono state protagoniste del più importante evento calcistico del pianeta. Infatti il film viene proprio pubblicizzato con la sigla dei mondiali, il Waka Waka di Shakira che, come per i film di Natale, a furia di sentirla é riuscita a farsi odiare dal mondo intero. Insieme a De Sica nel film troviamo ancora il grande Massimo Ghini e, novità di quest&#8217;anno, entra a far parte della grande famiglia anche Belen Rodriguez che in pochissimo tempo é riuscita a conquistare la penisola arrivando fino a condurre, a febbraio, il più &#8220;prestigioso&#8221; festival della canzone Italiana. Il tutto é ovviamente molto triste, da Sanremo che ha toccato completamente il fondo all&#8217;ennesimo film di Natale, pieno di belle ragazze che sono tutto tranne che attrici e di battute facili e confezionate in un prodotto che si ripete identico ogni anno, incassando milioni di euro e di spettatori ogni anno di più.</p>
<p style="text-align: justify">Sul film invece dei tre comici per eccellenza italiani, Aldo Giovanni e Giacomo, non ho molto da dire, non prima almeno di averlo visto. L&#8217;unica cosa é sperare che sia almeno leggermente migliore del precedente lungometraggio &#8220;Il Cosmo Sul Comò&#8221;, che ha fatto dormire la maggioranza delle persone in sala per l&#8217;assenza totale di ritmo e di comicità, elemento piuttosto importante in una commedia. Speriamo dunque che il trio si rilanci questo Natale con questa nuova trovata, presentata come un&#8217;idea di cinema innovativa e originale.</p>
<p style="text-align: justify">A voi la scelta dunque&#8230; ricordandovi che come alternativa potete scegliere anche il nuovo attesissimo capitolo dell&#8217;infinita saga di Narnia nel &#8220;Viaggio Del Veliero&#8221;. Questa volta però la sofferenza é tripla, in 3D!</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000"><strong>Buone feste!</strong></span></p>
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		<title>Cinema: Pirati Dei Caraibi 4 &#8211; primo trailer</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 19:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joel Fioroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/19/12/2010/cinema-pirati-dei-caraibi-4-primo-trailer/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/12/johnny-depp-pirates-of-the-caribbean-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Quello che posso dirvi, senza svelare troppo la trama, é che questa volta il Capitano Sparrow approderà a Londra direttamente nel covo del suo più acerrimo nemico, il Re d'Inghilterra. Il film, attualmente in fase di post-produzione, dovrebbe uscire nelle sale italofone il 20 maggio 2011.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/12/johnny-depp-pirates-of-the-caribbean.jpg"><img class="size-full wp-image-5378 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/12/johnny-depp-pirates-of-the-caribbean.jpg" alt="" width="400" height="499" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/12/johnny-depp-pirates-of-the-caribbean.jpg"></a>Si vociferava da tanto sull&#8217;uscita di un&#8217;ipotetico nuovo sequel della saga sui pirati più famosi della storia del cinema. La conferma ufficiale arriva quasi in contemporanea all&#8217;uscita del primo trailer internazionale. Le novità certo non mancano e riguardano soprattutto il cast. Hanno infatti lasciato le trasparenti acque caraibiche sia Orlando Bloom che Keira Knightley. Ma insieme all&#8217;affascinante Capitan Jack Sparrow, (Jonny Depp) e al malvagio Barbossa, (Geoffrey Rusch) si aggiungono in compenso Ian McShane e niente meno che Penelope Cruz. Cambia anche la regia e sale al timone Rob Marshall, (Chicago). Speriamo in bene perché la precedente regia di Gore Verbinsky era riuscita a regalare un&#8217;avventura divertente e carica di emozioni come mai vista sugli schermi prima di allora, mentre l&#8217;ultimo film di Marshall (Nine) é stato letteralmente distrutto dalla critica.</p>
<p style="text-align: justify">Eccovi un po&#8217; di curiosità sulla saga. Il primo film, uscito in Italia con il titolo &#8220;La Maledizione Della Prima Luna&#8221;, fu una specie di scommessa, un misto tra il classico cinema americano, con un&#8217;aggiunta di nuovissimi effetti speciali, e a livello letterale un po&#8217; del famosissimo scrittore d&#8217;avventure italiano Emilio Salgari. Un&#8217;esperimento come detto, talmente ben riuscito, da convincere la Disney e il produttore Jerry Bruckheimer a continuare la serie. Il secondo e il terzo episodio vennero realizzati praticamente in contemporanea e  uscirono nelle sale di tutto il mondo a distanza di soli sei mesi, con nuovi personaggi e tantissimi nuovi mondi da scoprire, dando vita ad un vero e proprio fenomeno cinematografico planetario. Ora, che di pausa ce n&#8217;é stata un bel po&#8217; di più, penso siamo tutti curiosi di sapere come continueranno le avventure a bordo della Perla Nera, o magari come si concluderanno&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">Quello che posso dirvi, senza svelare troppo la trama, é che questa volta il Capitano Sparrow approderà a Londra direttamente nel covo del suo più acerrimo nemico, il Re d&#8217;Inghilterra. <strong>Il film, attualmente in fase di post-produzione, dovrebbe uscire nelle sale italofone il 20 maggio 2011.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Intanto ecco il link per vedere il <a href="http://www.traileraddict.com/trailer/pirates-of-caribbean-on-stranger-tides/trailer" target="_blank">trailer del film</a>.</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Cinema: Devil &#8211; recensione</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 12:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joel Fioroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/01/12/2010/cinema-devil-recensione/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/11/Devil-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>"Scende sulla terra ogni tanto, prede forma umana e viene per reclamare colui che l'ha ingannato!" Devil é l'ennesima prova del fatto che il genere horror sta attraversando un grandissimo periodo di crisi. Si cerca ancora disperatamente di realizzare qualcosa di dignitoso, di emozionante, cadendo però nella maggior parte dei casi nella banalità più estrema, nello scarso realismo e quindi nel ridicolo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/11/Devil.jpg"><img class="size-full wp-image-5280 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/11/Devil.jpg" alt="" width="600" height="856" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>Devil</strong></em> é l&#8217;ennesima prova del fatto che il genere horror sta attraversando un grandissimo periodo di crisi. Si cerca ancora disperatamente di realizzare qualcosa di dignitoso, di emozionante, cadendo però nella maggior parte dei casi nella banalità più estrema, nello scarso realismo e quindi nel ridicolo. Questo rendendo l&#8217;horror una pessima commedia splatter. Il motivo? Certamente, oggi più che mai, tutti siamo abituati a vedere tutto, anche già da piccoli. Quindi se fino a poco tempo fa bastava un qualche nuovo effetto speciale e un qualche mostro mai visto per far morire il pubblico in sala, oggi nulla fa più paura proprio perché é quasi impossibile impressionare ancora lo spettatore. Devil cerca di risolvere questo grande problema giocando sul nero, su ciò che non vediamo. Anche in questo caso però la cosa funziona per i primi &#8220;avvenimenti&#8221; ma alla lunga, continuare a rendere cieco lo spettatore per la paura di non saper mostrare bene quello che avviene, annoia e disturba. Parliamo ora un po&#8217; più del film. Devil racconta la sfortunata sorte di un gruppetto di persone rimaste bloccate in un lift. Fino a qui le potenzialità ci sono tutte, anche perché l&#8217;ascensore é ancora un&#8217;incubo di molti. In questo elevatore, che per una serie di sfortune non si riesce a riparare, accadono cose sospette e sempre più gravi, fino a far percepire la presenza di qualcosa di diabolico, di non terreno. Il film a quel punto diventa il giochetto &#8220;Indovina Chi?&#8221; dove, concentrando le attenzioni da un&#8217;attore all&#8217;altro, si confonde il pubblico rendendo difficile capire chi potrebbe essere il demone, il Diavolo appunto. Una cosa già stravista che diverte per i primi 30 minuti e annoia per la restante ora. Abbastanza ben realizzato e recitato non risulta comunque minimamente convincente né tanto meno avvincente. Terrei gli originali titoli di testa, con le immagini al contrario, e il bel poster pubblicitario. Tutto il resto é da considerare parte di un&#8217;altro horror miseramente fallito.</p>
<p style="text-align: justify">LA FRASE:<br />
&#8220;Scende sulla terra ogni tanto, prede forma umana e viene per reclamare colui che l&#8217;ha ingannato!&#8221;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #ff0000"><strong>INSUFFICIENTE</strong></span></p>
<p style="text-align: justify">© SONY PICTURES</p>
<p style="text-align: justify">© JFC 2010 / <a href="http://www.joelfioroni.com" target="_blank">www.joelfioroni.com</a></p>
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		<title>Cinema: Cattivissimo Me &#8211; recensione</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 22:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joel Fioroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/01/12/2010/cattivissimo-me-recensione/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/11/cattivissimo-me3-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>"Noi abbiamo rubato la Statua della Libertà! ...quella piccola però  ...di Las Vegas!" Universal apre con Cattivissimo Me un nuovo reparto dedicato all’animazione digitale e con solo questo primo film si piazza immediatamente tra i migliori, allo stesso altissimo livello di Dreamworks, Fox e direi assolutamente anche Disney Pixar.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/11/cattivissimo-me3.jpg"><img class="size-full wp-image-5277 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/11/cattivissimo-me3.jpg" alt="" width="313" height="448" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Eccezionale! Simpatico, travolgente e anche leggermente commovente. <em>Universal</em> apre con <em><strong>Cattivissimo Me</strong></em> un nuovo reparto dedicato all’animazione digitale e con solo questo primo film si piazza immediatamente tra i migliori, allo stesso altissimo livello di <em>Dreamworks</em>,<em> Fox </em>e direi assolutamente anche <em>Disney Pixar</em>. Questo perché Universal prende una buona dose d’esempio da i vari “rivali” creando un composto proprio che contiene tutti i lati migliori dell’animazione odierna. Comicità estrema dalla Dreamworks, disegni originali dalla Fox e tanti sentimenti dalla Pixar fanno di questo film un mix vincente. Ma parliamo come al solito del 3D. Io ho un serio problema ad accettare il 3D al cinema, questo perché, oltre al caro prezzo, lo ritengo un gioco assolutamente superfluo. Sono contento di dirvi però che in Cattivissimo Me ho apprezzato molto l&#8217;ormai famosa terza dimensione. Universal ha preso il 3D esattamente come l’ho definito poco fa, come un gioco. Quindi abbiamo finalmente un cartone che approfitta di questo nuovo effetto per bucare letteralmente lo schermo e giocare appunto con il pubblico in sala, facendolo però comunque con dignità e originalità. Era tanto che non ridevo così di gusto e vedere tanti bimbi, ma anche ragazzi e genitori ridere tutti insieme così tanto dimostra sicuramente che Cattivissimo Me funziona alla grande. Bello!</p>
<p style="text-align: justify">LA FRASE:<br />
&#8220;Noi abbiamo rubato la Statua della Libertà! &#8230;quella piccola però  &#8230;di Las Vegas!&#8221;</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #008000">MOLTO BUONO</span></strong></p>
<p style="text-align: justify">© UNIVERSAL PICTURES</p>
<p style="text-align: justify">© JFC 2010 / <a href="http://www.joelfioroni.com" target="_blank">www.joelfioroni.com</a></p>
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		<title>Cinema: The Social Network &#8211; recensione</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 22:08:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/01/12/2010/cinema-the-social-network-recensione/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/11/The-Social-Network_locandina-ita-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>"Un milione di dollari non conta, sai cosa conta? ...un miliardo di dollari." Il personaggio protagonista di questo film viene rivisitato in chiave assolutamente cinica e molto critica, portando alla luce forse il peggio della sua persona e della sua invenzione. Un’esagerazione senza dubbio, ma é proprio il sarcasmo freddo ed estremo, insieme ai bei dialoghi sprezzanti, che danno forza al film. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/11/The-Social-Network_locandina-ita.jpg"><img class="size-full wp-image-5272 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/11/The-Social-Network_locandina-ita.jpg" alt="" width="450" height="643" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Penso sia superfluo dire che &#8220;<strong>The Social Network</strong>” racconta, ovviamente in maniera non del tutto veritiera, la nascita del 2° sito web più visitato del pianeta,<em><strong> Facebook</strong></em>. Fincher, anche regista di “Fight Club”, “Seven” e “Il Curioso Caso di Benjamin Button”, si concentra in particolare sul protagonista di questa “invenzione del secolo”, il giovane informatico statunitense Mark Zuckerberg. Naturalmente, come é solito di Fincher, il personaggio viene rivisitato in chiave assolutamente cinica e molto critica, portando alla luce forse il peggio della sua persona e della sua invenzione. Un’esagerazione senza dubbio, ma é proprio il sarcasmo freddo ed estremo, insieme ai bei dialoghi sprezzanti, che danno forza al film. Anche perché la storia, per quanto possa interessare o meno, da sola non sarebbe in grado di appassionare ne convincere nessuno. Infatti una delle cose che più mi ha deluso é che il film viene venduto, ad esempio sul manifesto, come una storia di alcool, droga, tradimenti e passioni giovanili, mentre in realtà tutto ciò viene mostrato in piccolissime quantità e in modo assolutamente marginale, lasciando in primo piano piccole e banali discussioni tra giovani, convinti di essere gli unici a poter controllare il mondo della rete. Per rimanere soddisfatti di questa pellicola, bisogna invece fare un lavoro personale proprio, catturando ovviamente gli elementi contenuti nel film ma andando oltre, arrivando al nostro personale rapporto con Facebook. Quanto ci ha condizionato, quanto ci sentiamo legati ad esso, quasi nervosi se per più di un giorno non riusciamo ad entrare per dire a tutti cosa ho fatto, cosa ho visto, cosa penso e cosa vorrei pensare. Paragonabile a qualsiasi malattia ossessiva, passiamo ore a commentare, complimentare, criticare, e deridere foto e fatti di altri, caricando nel contempo nostri fatti e foto in modo che anche gli altri possano commentarci, criticarci, deriderci o farci sentire importanti con complimenti e pollici alzati. Un’euforia di condivisione generale e mondiale, dove non conta più cosa stiamo facendo per noi, ma conta farlo sapere al più presto a tutti. Cosa ancora più assurda é, cito dal film, che in moltissimi paesi del mondo non hanno né strade, né cibo, ma hanno Facebook e ciò gli basta per sentirsi anche loro parte del mondo. Non so se dirvi che vale la pena, inteso come film, forse però per tutti coloro che hanno da tempo fatto entrare Facebook nella propria vita, può essere interessante avere una visione più ampia e più critica di tutto ciò che sta dietro a questo portale. Tanto comunque nessuno smetterà di usarlo dopo aver visto il film, il sottoscritto compreso, anche perché nonostante sia stato presentato come una spietata critica, il film risulta in tutto e per tutto una grande pubblicità al social network più popolare di tutti i tempi.</p>
<p style="text-align: justify">LA FRASE:<br />
&#8220;Un milione di dollari non conta, sai cosa conta? &#8230;un miliardo di dollari.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #0000ff">DISCRETO</span></strong></p>
<p style="text-align: justify">© SONY PICTURES</p>
<p style="text-align: justify">© JFC 2010 / <a href="http://www.joelfioroni.com" target="_blank">www.joelfioroni.com</a></p>
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		<title>Cinema: Harry Potter 7.1 &#8211; recensione</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 19:22:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Joel Fioroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/30/11/2010/harry-potter-7-1-recensione/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/11/HP7-poster_thumb1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>"Credi davvero che stiamo facendo tutto questo solo per te; la cosa é molto più grande di quello che pensi, riguarda tutto ciò che abbiamo costruito, tutto ciò che conosciamo!" Harry Potter 7.1 riesce a convincere di nuovo anche chi in Potter aveva ormai perso ogni speranza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/11/HP7-poster_thumb1.jpg"><img class="size-full wp-image-5268 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/11/HP7-poster_thumb1.jpg" alt="" width="394" height="582" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Avevo sette anni quando il primo libro di Harry Potter uscì in libreria. Non mi ricordo se lessi prima il romanzo o iniziai la lettura dopo aver visto il primo film del 2001, firmato Chris Columbus. Mi ricordo però che mi innamorai sia della saga cartacea che di quella cinematografica. Volai letteralmente nella magia creata nei primi due film di Columbus e, come tutti, venni condizionato dal fenomeno &#8220;Potter&#8221; che conquistò presto il mondo intero. Mi arrabbiai pure io, anche se in seguito capii, quando il nuovo regista del terzo film, Cuaròn, decise di renderlo più dark, più cupo. Mi infastidì parecchio anche la scelta della Warner Bros. di iniziare una serie infinita di cambi regia. Il quarto film, &#8220;Il Calice Di Fuoco&#8221; si risollevò dal polverone che il terzo capitolo aveva creato, rimanendo comunque più scuro, ma riprendendo anche quegli elementi favolistici presenti agli inizi. Persi però ogni entusiasmo per il maghetto quando David Yates salì al timone con il quinto film, &#8220;L&#8217;ordine Della Fenice&#8221;. Una pellicola priva d&#8217;anima, non curante di alcun dettaglio, dove si tagliavano selvaggiamente scene e pezzi di libro lacerando il lettore che le aspettava. Il sesto poi, sempre diretto da Yates, distrusse completamente tutto l&#8217;immaginario che mi ero creato leggendo il libro, a parer mio il più bello dei sette. Rovinato da una regia che non ha mostrato alcun sentimento nel filmare né alcuna cura nel costruire, cancellando così definitivamente tutta la magia. Quando ho letto che anche il settimo film, l&#8217;ultimo, sarebbe stato diretto da David Yates mi sono sentito male. Il dolore peggiorò quando la Warner dichiarò di volerlo separare in due parti, proiettate a distanza di quasi un&#8217;anno e digitalizzate entrambe in 3D, come é moda adesso. Per una serie di fortunati eventi però il progetto 3D saltò miseramente (almeno per la prima parte): grande notizia! Finalmente la prima parte esce nelle sale di tutto il mondo e devo ammettere di essere entrato con molta curiosità, ovviamente un po&#8217; prevenuto, dopo aver visto gli ultimi lavori, ma&#8230; sorpresa.<strong> <em>Harry Potter e i doni della morte</em></strong> (parte 1) ha scacciato tutto il malcontento della saga, risolvendo tutto ciò che negli ultimi anni aveva deluso. Seguendo fedelmente il libro, Yates, si é preso veramente il tempo di curare tutto minuziosamente; dettagli, dialoghi, espressioni, eventi,… giustificando in positivo il fatto di aver diviso il film in due parti. Ha davvero dimostrato di aver a cuore il film e di saper fare più che egregiamente il suo lavoro, facendo capire che, per i capitoli precedenti, era proprio davvero il tempo a mancare. Dinamico, divertente, emozionante, decisamente inquietante e impressionante Harry Potter 7.1 riesce a convincere di nuovo anche chi in Potter aveva ormai perso ogni speranza. Riesce anche in un&#8217;altra cosa fondamentale; quella di portare lo spettatore a desiderare ardentemente l&#8217;uscita della seconda parte, la conclusiva. Un&#8217;attesa, quella di vedere il sequel, che si era persa completamente negli ultimi film. Ovviamente la recensione finale arriverà quando anche l&#8217;ultimo atto sarà mostrato. Per il momento non ci resta che aspettare. Comunque, sia che questo film piaccia o meno, Harry Potter rimane un&#8217;evento significativo per chi l&#8217;ha visto nascere ed evolversi e per chi, come me, é cresciuto insieme ai tre maghetti più famosi della storia del cinema. A tutti gli scettici e agli stufi chiedo veramente di fidarsi e di provare a guardare i progressi e i cambiamenti che sono stati apportati alla saga in tutti i questi anni. A tutti quelli invece che già attendevano con trepidazione l&#8217;arrivo del film non dico niente, …sicuramente l&#8217;avranno già visto!</p>
<p style="text-align: justify">LA FRASE:<br />
&#8220;Credi davvero che stiamo facendo tutto questo solo per te; la cosa é molto più grande di quello che pensi, riguarda tutto ciò che abbiamo costruito, tutto ciò che conosciamo!&#8221;</p>
<p style="text-align: justify"><strong><span style="color: #008000">BUONO</span></strong></p>
<p style="text-align: justify">© WARNER BROTHERS</p>
<p style="text-align: justify">© JFC 2010 /<a href="http://www.joelfioroni.com" target="_blank"> www.joelfioroni.com</a></p>
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		<title>CINEMA: Alice nel Paese degli Stupefacenti</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 19:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerardo Bramati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/25/04/2010/alice-nel-paese-degli-stupefacenti/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/04/droghe-in-alice-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="droghe in alice" /></a>Anche l’ultima incarnazione di Alice, ad opera di Tim Burton, conferma le analogie tra il Paese delle Meraviglie e gli effetti provocati da sostanze di varia natura]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/04/droghe-in-alice.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4834" title="droghe in alice" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/04/droghe-in-alice.jpg" alt="" width="586" height="269" /></a></p>
<p>Se Lewis Carroll fosse sotto l’effetto di sostanze stupefacenti quando ideò il suo “mondo delle meraviglie”, non lo sapremo mai, ed è bello pensare che le avventure di Alice siano frutto di una fervida immaginazione e di una mente a suo modo geniale, piuttosto che di un’alterazione della coscienza legata all’uso di droghe. Ciò che si sa per certo, invece, è che all’interno dei due romanzi che compongono la saga di Alice, sono numerosi i riferimenti al consumo di droghe, alcuni dei quali macroscopici e fondamentali da un punto di vista narrativo. Di seguito analizziamo, in breve, alcuni piccoli – o grandi – dettagli che dimostrano come l’uso di sostanze stupefacenti sia un tema ricorrente e trasversale a molti dei personaggi principali. Come termine di paragone, sono utilizzate le più recenti rappresentazioni e caratterizzazioni dei personaggi di Carroll, tratte dall’<em>Alice in Wonderland </em>di Tim Burton.</p>
<p>L’<strong>LSD</strong>, derivata dall’acido lisergico, è una delle sostanze psichedeliche più conosciute al mondo: tra i numerosi effetti provocati dalla sua assunzione – spesso è diluita o assunta con eccipienti di varia natura – si distinguono allucinazioni visive e sensoriali, dilatazione della pupilla, amplificazione di sensazioni piacevoli – grazie allo stimolo dei recettori di serotonina e dopamina – e repentini cambiamenti di stato d’animo. Tutti i sintomi elencati possono essere facilmente riconosciuti nel co-protagonista dell’opera di Burton, ovvero il <strong>Cappellaio Matto</strong> interpretato da Johnny Depp, che alterna stati di grande euforia ad un latente stato di contemplazione malinconica. Non è un caso che l’abbigliamento stravagante, la capigliatura e numerosi atteggiamenti – ideati da Burton – possano essere ricondotti al movimento musicale del rock psichedelico, che vede le sue origini nell’Inghilterra degli anni ’60: in questo periodo sono particolarmente influenti gruppi quali Procol Harum,The Who, Cream e numerose altre band inglesi che, su vari livelli, incorporano questo stile di vita e musicale. Contemporaneamente, negli Stati Uniti band come Iron Butterfly e Jefferson Airplane proseguono lo sviluppo del genere (ed i secondi, scrivono canzoni che fanno diretto riferimento alla saga, come <em>White Rabbit</em>). Tornando al tema principale: gli elementi raccolti ci portano ad avvalorare la tesi che il Cappellaio Matto consumi allucinogeni analoghi all’LSD, il cui principio attivo era già conosciuto nel 500 a.C.</p>
<p>Un secondo tipo di sostanza stupefacente diffuso è la <strong>cocaina</strong>, stimolante del sistema nervoso centrale. Tra gli effetti della cocaina sono presenti euforia, stati di forte energia ed attività motoria, ansia e paranoia, aumento di pressione e frequenza cardiaca. Mentre molti personaggi antropomorfi che la protagonista incontra nel corso del suo viaggio hanno un atteggiamento rilassato ed assente, ne è presente uno caratterizzato da un forte stato di ansia ed iperattività: il <strong>Coniglio Bianco</strong>, <em>Mc Twisp</em>, perennemente ossessionato dal ritardo e che presenta rapidi movimenti degli arti e degli occhi, oltre che respirazione affannosa. Il fatto che il coniglio consumi regolarmente del tè, inoltre, potrebbe rimandare ad una comune modalità di assunzione di questa sostanza, ovvero con l’infusione di foglie della pianta della coca, modalità diffusa soprattutto in Sud America e conosciuta semplicemente come “tè di coca”.</p>
<p>Una terza varietà di droghe particolarmente diffusa è la cosiddetta <strong>hashish</strong>, derivata dalla resina della pianta di <em>cannabis</em>. Probabilmente legata alla nascita del termine <em>assassino</em>, questa sostanza viene spesso fumata assieme al tabacco, e provoca effetti quali rilassamento, attuazione delle reazioni fisiche, abbassamento della pressione sanguigna, percezione distorta della realtà. Un particolare metodo di assunzione di tabacco misto a hashish o cannabis è il narghilè (o <em>hookah</em>), adottato in gran parte dei paesi arabi. Non risulta quindi collegare al consumo di questa sostanza il <strong>Brucaliffo</strong>, o <em>Caterpillar</em>, che utilizza proprio un narghilè per fumare sostanze non esplicitamente citate – ma sulle quali possiamo fare ipotesi.</p>
<p>Infine, un elemento ricorrente dal punto di vista ambientale, nei racconti di Carroll, sono i funghi. Alcune varietà di funghi, i cosiddetti <strong>funghi allucinogeni</strong>, producono effetti stupefacenti anche molto intensi. Gli effetti sono di tipo psichedelico e spesso analoghi a quelli provocati dall’LSD; tra i più comuni si distinguono: allucinazioni visive, ed in particolar modo aumentata percezione di colori e luci, sensazione di “fusione” con l’ambiente circostante, aumentata o alterata percezione della realtà e del proprio corpo, aumento della spiritualità e, da più fonti, si indica una sensazione di “espansione della mente”. In questo caso, il personaggio che meglio si adatta alla descrizione dei sintomi è proprio la protagonista, <strong>Alice</strong>, che è l’unica, tra gli “umani” a percepire questo mondo fatato e sotterraneo e, quindi, rappresenta probabilmente una persona consumatrice di funghi allucinogeni. Sotto questa luce, assume un significato particolare un consiglio che la stessa Alice riceve dal bruco trattato al paragrafo precedente: la protagonista si lamenta di essere di statura troppo bassa – otto centimetri – rispetto all’ambiente circostante, ed il bruco le suggerisce di mangiare un lato del fungo su cui lui stesso era seduto, e ciò l’avrebbe fatta crescere di statura. Dopo aver ingerito la parte sbagliata del fungo, Alice rimpicciolisce fino a far sbattere il mento sul proprio piede; ingerita la seconda parte, torna a crescere di statura ed esclama “Meno male! Ora posso almeno muovere la testa!”. Dopo numerosi cambiamenti delle proporzioni del corpo che interessano collo, spalle e braccia, Alice troverà il modo di riassumere dimensioni ragionevoli, ma la sensazione che la sequenza lascia al lettore è proprio di alterazione della percezione del proprio corpo. Si potrebbe anche ipotizzare che quella sensazione di “estensione della mente” causata dai funghi allucinogeni, sia qui rappresentata, con una metafora, attraverso la reale estensione e riduzione di parti del corpo. L’estensione mentale, ad ogni modo, è pure presente nella sequenza: la frase sopra citata, infatti, nella versione originale inglese è in realtà “My head’s free at last!”, ovvero “La mia testa è finalmente libera”. Una frase esplicita e che, se le ipotesi qui avanzate sono esatte, non lascia molto all’immaginazione.</p>
<p>Anche la più recente trasposizione cinematografica delle novelle che vedono Alice come protagonista, dunque, conferma i riferimenti dell’autore agli effetti provocati dal consumo di droghe. La rivisitazione estetica di Burton conferma l’ipotesi secondo cui il viaggio attraverso il Paese delle Meraviglie non sia altro che una rivisitazione figurata di un vero e proprio <em>trip</em>.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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