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	<title>L&#039;universo &#187; CULTURA E SOCIETA&#8217;</title>
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		<title>Associazione Carlo Cattaneo &#8211;  rapporti tra Svizzera e Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 11:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L'universo</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/28/01/2012/associazione-carlo-cattaneo-rapporti-tra-svizzera-e-italia/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.associazionecattaneo.ch/images/imagehome.gif" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="Assocazione Carlo Cattaneo" /></a>Cultura, lingua e civiltà: sono solo alcuni degli aspetti che l'Associazione Carlo Cattaneo propone quest'anno in un ciclo di tre serate sui rapporti tra Svizzera e Italia.
Appuntamento a mercoledì 1., 8 e 15 febbraio 2012, dalle 18.00 alle 20.00, al Palazzo dei Congressi di Lugano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Assocazione Carlo Cattaneo" src="http://www.associazionecattaneo.ch/images/imagehome.gif" alt="" width="540" height="256" /></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Cultura, lingua e civiltà</strong></span>: sono solo alcuni degli aspetti che l&#8217;<strong>Associazione Carlo Cattaneo</strong> propone quest&#8217;anno in un ciclo di tre serate sui <span style="color: #ff0000;"><strong>rapporti tra Svizzera e Italia</strong></span>.</p>
<p><strong>Mercoledì 1. febbraio 2012</strong> si parlerà dell&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>eredità storica, linguistica</strong><strong> e letteraria</strong></span> dall&#8217;antichità preromana e romana, passando per il medioevo fino all&#8217;etä moderna per poi riflettere sui flussi di una comune civiltà letteraria.</p>
<p><strong>Mercoledì 8 febbraio 2012</strong> si parlerà della <strong><span style="color: #ff0000;">musica</span></strong> e del <span style="color: #ff0000;"><strong>teatro</strong></span>, delle <span style="color: #ff0000;"><strong>arti</strong></span> e dell&#8217;<span style="color: #ff0000;"><strong>architettura</strong></span>.</p>
<p><strong>Mercoledì 15 febbraio 2012</strong> si parlerà delle <span style="color: #ff0000;"><strong>prospettive in campo culturale.</strong></span></p>
<p>Tutte e tre gli incontri si svolgeranno al <strong>Palazzo dei Congressi di Lugano</strong>, <strong>dalle 18.00 alle 20.00</strong>.</p>
<p><strong>Relatori</strong> delle tre serate saranno:<br />
Simonetta Biaggio-Simona, Paolo Ostinelli, Raffaella Castagnola, Carlo Piccardi, Elena Di Raddo, Mario Botta, Giovanna Masoni-Brenni, Emma Zanella, Christoph Riedweg.</p>
<p>Ulteriori informazioni: <a title="Associazione Carlo Cattaneo" href="http://www.associazionecarlocattaneo.ch" target="_blank">www.associazionecarlocattaneo.ch</a> oppure <a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2012/01/Acc-invito-Corso-Aspetti-dei-rapporti_def.pdf" target="_blank">flyer</a>.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>«A chi serve la cultura?»</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 19:22:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L'universo</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni precedenti]]></category>
		<category><![CDATA[EVENTI E SPETTACOLI]]></category>
		<category><![CDATA[corriere del ticino]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/15/03/2011/a-chi-serve-la-cultura/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/03/dibattito_110-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="untitled" /></a>In Ticino il programma «Ménage – cultura e politica a tavola» terminerà con un dibattito. Che ruolo svolge la cultura nella società odierna? È giusto che l’Ente pubblico finanzi la cultura? Le offerte culturali del nostro Paese corrispondono alle attese dei cittadini? Queste e altre domande saranno discusse da esponenti della cultura e della politica ticinesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 12.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica} --><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/03/dibattito_110.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-5690" title="untitled" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/03/dibattito_110.jpg" alt="" width="685" height="281" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Ticino il programma «Ménage – cultura e politica a tavola» terminerà con un dibattito. Che ruolo svolge la cultura nella società odierna? È giusto che l’Ente pubblico finanzi la cultura? Le offerte culturali del nostro Paese corrispondono alle attese dei cittadini? Queste e altre domande saranno discusse da esponenti della cultura e della politica ticinesi.</p>
<p>Al round verbale parteciperanno Daniele Finzi Pasca (autore e regista del teatro Sunil), Tommaso Soldini (autore e redattore di GroundZero), Piero Martinoli (presidente dell’Università della Svizzera italiana), Giuliano Bignasca (presidente della Lega dei Ticinesi) e Giorgio Giudici (sindaco di Lugano). Gerardo Rigozzi (direttore della biblioteca cantonale di Lugano e Mendrisio) fungerà da arbitro.</p>
<p>Venerdì 25 marzo 2011, dalle 18.00 alle 19.30, nell’auditorio dell’Università della Svizzera italiana a Lugano.</p>
<p>Una collaborazione con il Corriere del Ticino e l’Università della Svizzera italiana.</p>
<p><!-- p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 12.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica} -->Ogni collettività sente il bisogno legittimo di essere fondata su una base simbolica solida e di vedere le sue diverse componenti unite da un cemento culturale comune e durevole. Allo stesso tempo, la tendenza naturale dell’attività artistica consiste nel rimettere in discussione le idee e i simboli consolidati, il che la espone alle critiche di chi si interroga sulla sua utilità. Soprattutto in periodi di ristrettezze finanziarie si fanno forti le voci di coloro che chiedono perché lo Stato debba promuovere e finanziare la cultura. I motivi solitamente addotti per legittimare l&#8217;intervento pubblico sono i seguenti: preservazione della cultura d&#8217;élite, cultura quale fucina di idee innovative, democratizzazione della cultura, funzione sociale della cultura, cultura quale fattore economico e promozione della diversità culturale a tutela dell&#8217;identità regionale in un&#8217;epoca marcata dalla globalizzazione e dalla crescente mobilità individuale.</p>
<p>Il partecipanti al dibattito cercheranno di rispondere agli interrogativi seguenti: qual è il ruolo della cultura in una collettività? Perché le collettività pubbliche finanziano la cultura?  Fino a che punto devono, possono e vogliono sostenerla? Che tipo di cultura viene offerta e finanziata? Si conoscono i bisogni del pubblico? C&#8217;è una domanda corrispondente all&#8217;offerta? Perché i cittadini, che pagano per la cultura attraverso le imposte, devono ancora acquistare il biglietto d’entrata a teatro, al museo o al concerto? Quali benefici traggono dalla cultura?</p>
<p>Queste domande saranno poste in modo generale, ma esemplificate da alcuni casi di grande attualità della realtà ticinese.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Preservativo ai dodicenni: prevenzione immorale?</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 16:45:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[HIV]]></category>
		<category><![CDATA[Sessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/01/03/2010/preservativo-ai-dodicenni-prevenzione-immorale/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/Ceylor-Hotshot-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Ceylor Hotshot" title="" /></a>L’organizzazione Aiuto AIDS Svizzero (ASS) e PLANeS, in collaborazione con Ceylor lanciano sul mercato un nuovo tipo di preservativo, più stretto della versione ‘standard’, adatto ai giovanissimi (12-13 anni): Hotshot. L’opinione pubblica si divide: iniziativa lodevole o immorale? Offrendo loro un preservativo, non si spingono i giovanissimi verso il sesso?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-4615 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/03/Ceylor-Hotshot.jpg" alt="Ceylor Hotshot" width="174" height="200" /></p>
<p style="text-align: justify">Ad un giovane su quattro il preservativo ‘standard’ va largo: durante i contatti a spina inserita scivola o si sposta, rendendo il sesso protetto non più molto… protetto (oltreché poco piacevole). L’organizzazione Aiuto AIDS Svizzero (AAS), impegnata nella promozione di progetti pilota nella prevenzione di HIV e AIDS, PLANeS e <em>Ceylor</em> – noto produttore di profilattici – collaborano lanciando sul mercato <strong>‘Hotshot’</strong>, un preservativo di 5 millimetri più stretto della variante standard, sviluppato pensando soprattutto ai giovanissimi (12 – 13 anni).</p>
<p style="text-align: justify"><strong>L’opinione pubblica si divide</strong>: mentre alcuni plaudono entusiasti, altri gridano indignati allo scandalo. « A dodici anni si è ancora bambini e non si dovrebbe pensare al sesso », « Questa è un’idea estremamente stupida. Così facendo si autorizzano i bambini a fare sesso »: sono solo alcune delle molte <strong>lamentele</strong> indirizzate contro AAS. Esponenti dell’UDC e del PPD storcono il naso di fronte all’iniziativa, definita: « <strong>immorale</strong> ». Sidonja Jehli di ASS rigetta al mittente tutte le accuse, affermando che non è l’offerta di preservativi e metodi contraccettivi in sé, bensì il facile accesso a pornografia e pubblicità spinte a catapultare i giovani verso una sessualità precoce.</p>
<p style="text-align: justify">Mi sembra giusto prendere posizione in merito, ricordando ai tanti contrari scioccati e scandalizzati dall’iniziativa che in una società in rapido mutamento come la nostra, in cui si scopre il sesso sempre prima, in cui a tredici anni si diventa genitori e a quattordici si fa sesso – spesso non protetto – in cambio di vestiti firmati e ricariche per il cellulare (tristi i casi scoperti nella contigua Penisola), <strong>anche la moralità dovrebbe ‘modernizzarsi’</strong> e adeguarsi. Semplicemente, non si possono valutare e criticare questi episodi con la mentalità di vent’anni fa. « Quando ero giovane io… », si sente spesso nelle contro argomentazioni. Sì, quando eravate giovani voi le cose erano diverse: questo è indubbio. Oggi però non stanno più così; per una serie infinita di concause la sessualità è cambiata, scivolando dal tabù al ‘quotidiano’, al ‘normale’. L’età della « prima volta » scende inesorabilmente, e imburrarsi gli occhi e stendervi sopra uno spesso strato di mortadella non serve. Peggio ancora è tentare di reprimere il fenomeno con la forza, vietando ai giovanissimi il sesso. Non vi illudete: lo faranno comunque! Magari in situazioni scomode e altamente rischiose per la salute.</p>
<p style="text-align: justify">Io trovo <strong>lodevole l’iniziativa</strong> di ASS e PLANeS. Sensibilizzare i giovanissimi all’uso del preservativo e dei metodi contraccettivi, sedersi e con calma parlare con loro di rischi, malattie, delusioni, aspettative, pregi e difetti legati al mondo del sesso non solo è giusto, è indispensabile. Proprio perché a dodici anni si è ancora ‘bambini’ e non si hanno ancora ben a fuoco le possibili conseguenze di un rapporto sessuale, urge un cambiamento di mentalità da parte di coloro che oggi gridano allo scandalo. Il sesso è pericoloso solo quando rimane un tabù. Parlarne e confrontarsi, insegnare l’uso del preservativo, sensibilizzare sui rischi è l’unico modo per tutelare i più giovani. Se per ottenere questo, si deve passare per un nuovo tipo di preservativo, più stretto, adatto ai dodicenni: ben venga!</p>
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		<title>Discussione sulla pena di morte all&#8217;USI</title>
		<link>http://www.luniverso.com/26/02/2010/discussione-sulla-pena-di-morte-allusi-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 08:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Peter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
		<category><![CDATA[UNIVERSITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/26/02/2010/discussione-sulla-pena-di-morte-allusi-2/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/stato-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="stato" title="stato" /></a>Amnesty International e l&#8217;Azione dei cristiani per l&#8217;abolizione della tortura invitano alla serata Perché lo stato voleva uccidermi? Serata pubblica sulla pena di morte con: Joaquin José Martinez, ex-condannato a morte negli Stati Uniti, ha trascorso 3 anni nel braccio della morte Liévin Ngondji, attivista contro la pena di morte e fondatore di una ONG [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4586" title="stato" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/stato-192x300.jpg" alt="stato" width="226" height="324" /></p>
<p>Amnesty International e l&#8217;Azione dei cristiani per l&#8217;abolizione della tortura invitano alla serata</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large; font-family: Arial;"><strong>Perché lo stato voleva uccidermi?</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">Serata pubblica sulla pena di morte con:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Joaquin José Martinez, ex-condannato a morte negli Stati Uniti, ha trascorso 3 anni nel braccio della morte</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Liévin Ngondji, attivista contro la pena di morte e fondatore di una ONG attiva nella Repubblica Democratica del Congo</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Lukas Labhardt, esperto di Amnesty International</strong></p>
<p style="text-align: left;">Modera Sarah Rusconi, portavoce di Amnesty International nella Svizzera italiana</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Entrata Libera</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Traduzione simultanea in italiano</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Lunedì 1 marzo 2010, ore 20.30</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Università della Svizzera italiana, Lugano</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Palazzo Rosso, aula A11 (piano terra)</strong></p>
<p style="text-align: left;">Maggiori informazioni: <a href="http://www.acat.ch">www.acat.ch</a> e <a href="http://www.amnesty.ch">www.amnesty.ch</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
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		<title>Non solo Bronzi a Riace</title>
		<link>http://www.luniverso.com/24/02/2010/non-solo-bronzi-a-riace/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 10:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Peter</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/24/02/2010/non-solo-bronzi-a-riace/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/4938149ff3561_zoom2-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Un barcone di immigrati" title="4938149ff3561_zoom" /></a>In Calabria non c'è solo l'esempio negativo di Rosarno. A Riace duecento immigrati ridanno vita al paese. In cambio di alloggio e vitto offrono manodopera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4568" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4568" title="4938149ff3561_zoom" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/4938149ff3561_zoom2-300x192.jpg" alt="Un barcone di immigrati" width="300" height="192" /><p class="wp-caption-text">Un barcone di immigrati</p></div>
<p>Non esiste solo Rosarno in Calabria ed è quello che dimostrano gli abitanti di Riace ( Reggio Calabria), cittadina che fino a non molto tempo fa stava diventando una città fantasma con i suoi 400 abitanti.</p>
<p>Riace era famosa solo per le due famose statue ritovate nel mare Ionio e oggi esposte nel Museo di Reggio Calabria. Ma negli ultimi anni Riace è diventata celebre per altri motivi grazie al sindaco lungimirante Domenico Lucano. Infatti in questo paese è stato messo in atto un progetto di integrazione raffinato e semplice allo stesso momento.</p>
<p>Tutto è iniziato quando dodici anni fa è arrivato il primo barcone di profughi ( più di trecento comprese donne e bambini) sulle spiagge, poco lontano dallo stesso punto dove erano stati ritrovati i bronzi. Un segno del destino? Per il sindaco, chiamato affettuosamente Mimmo Lucano, decisamente sì. Assieme ai suoi abitanti, e grazie all&#8217;aiuto concreto della regione Calabria, hanno creato dei laboratori artigianali dove gli abitanti di Riace e gli immigrati lavorano insieme tessendo la lana, soffiando il vetro e molte altre cose, vendendo poi i prodotti ai turisti che accorrono in questa località.</p>
<p>Nelle case cadenti del centro storico del paese, abbandonate dagli emigrati calabresi finiti in Germania o a Milano, sono stati ricavati alloggi che vengono destinati agli immigrati. Gli stranieri ricevono vitto e alloggio e non pagano l&#8217;elettricità. In cambio devono imparare l&#8217;italiano e lavorare.</p>
<p class="wp-caption-dt">Oggi a Riace vivono 220 immigrati e milleseicento riacesi. Ma non tutti sono contenti. La &#8216;ndragheta ha &#8220;fatto sapere&#8221; ( sparando due proiettili contro la taverna del paese) che non apprezza. Tuttavia gli abitanti non si fanno intimorire e perseguono il loro lavorocon successo. Altri due comuni calabresi hanno seguito il suo esempio.</p>
<p>Perfino il famoso regista Wim Wenders ha detto a Berlino, poco dopo le celebrazioni del ventesimo della caduta del muro: &#8221; La vera utopia non è la caduta del muro, ma quello che è stato realizzato in calabria, a Riace.&#8221;<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Essere &#8220;geek&#8221; sotto Natale&#8230; 2</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 18:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerardo Bramati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[SCIENZE E TECNOLOGIA]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/18/12/2009/essere-geek-sotto-natale-2/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/Cattura.JPG" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Cattura" title="Cattura" /></a>Ogni anno, sotto Natale, gli appassionati di tecnologia e computer si esibiscono nelle più stravaganti re-interpretazioni dei simboli natalizi in chiave futuristica, e si sfidano in una gara mondiale combattuta a colpi di trovate "kitsch". In questo articolo trovate una selezione di alcune delle idee più stravaganti ma, bisogna ammetterlo, geniali, che si sono viste su YouTube.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-4096  aligncenter" title="Cattura" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/Cattura.JPG" alt="Cattura" width="406" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il titolo dell&#8217;articolo si spiega facilmente: circa un mese fa ho pubblicato una prima versione di questo articolo (che si trova <a href="http://www.luniverso.com/20/11/2009/per-essere-geek-anche-sotto-natale/" target="_blank">qui</a>), in cui presentavo una curiosa applicazione per iPhone, utile per la gestione dei regali di Natale. La cosa mi aveva incuriosito, e credevo che, a volte, gli smanettoni tecnologici tendono ad esagerare quando si tratta di implementare tecnologia anche nelle questioni più semplici e naturali del mondo &#8211; come il Natale, appunto. Con l&#8217;avvicinarsi della fatidica data, però, mi sono reso conto che la situazione è più grave del previsto: dagli <em>States</em>, in particolar modo, sta arrivando una valanga di prodotti &#8220;geek&#8221; &#8211; o, se volete, &#8220;kitsch&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">I &#8220;geek&#8221; sono gli appassionati di tecnologia, gli informatici, persone sempre alla ricerca di prodotti ad altissima tecnologia e, spesso, a bassissima utilità &#8211; perchè la tecnologia è, di per sè, un piacere tale da non richiedere nessun tipo di utilità. Persone che, per fare un esempio, festeggiano lo Star Wars Day, il 4 maggio*. Con l&#8217;approssimarsi delle Feste poi, il genio &#8220;geek&#8221; si presenta con tutta la sua vivacità, ed è così che prendono vita esseri come:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=bgw4f0wuSts" target="_blank">Gremlin Natalizio</a> che canta e muove la testa, e che suscita una sensazione a metà tra tenerezza ed orrore</li>
<li>Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=0fNI6KbbQI8" target="_blank">&#8220;geek&#8221; che suona (male) Jigle Bells</a> con una scheda grafica per PC</li>
<li>Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=n0iH1Yx0pRY" target="_blank">&#8220;geek&#8221; Chris Pirillo che canta</a> (fuori sincro) cosa ha ricevuto in regalo (memoria RAM, un Joystick&#8230;)</li>
<li>La <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rmgf60CI_ks" target="_blank">casa addobbata</a> con luci natalizie che &#8220;danzano&#8221; a ritmo di musica</li>
<li>Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=PvDFiMkqJwA" target="_blank">&#8220;geek&#8221; Pirillo (sempre lui)  che &#8220;suona&#8221; due cani-sonagli</a> e canta davanti ad un camino&#8230; LCD</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Non mi resta che augurare, un buon &#8220;geek&#8221; Natale a tutti!</p>
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		<title>Ted Bell – Attacco dal Mare</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 17:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>
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		<category><![CDATA[Alex Hawke]]></category>
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		<category><![CDATA[Speciale Avventura]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/04/12/2009/ted-bell-%e2%80%93-attacco-dal-mare/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/9788830424609g-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Attacco dal Mare (Ted Bell)" title="" /></a>Luca Bonaparte, discendente diretto dell’imperatore Napoleone, sale al potere in Francia. Mosso da folli ambizioni di potere, si allea segretamente con la Cina, cui promette le riserve petrolifere del sultanato dell’Oman. Il cuore dell’America e del mondo sono in grave pericolo. Sarà Sir Alexander Hawke, agente segreto fuori quadro, a dover intervenire prima che si arrivi alla terza guerra mondiale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-4004 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/9788830424609g.jpg" alt="Attacco dal Mare (Ted Bell)" width="200" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Se James Bond vi appassiona, non potete assolutamente perdervi le rocambolesche avventure di Sir Alexander Hawke, fiero protagonista dei romanzi di <strong>Ted Bell</strong>. Schivo e riservato, Bell è un autore dalla biografia decisamente smozzicata. Della sua vita privata, infatti, trapela ben poco: nato nel 1946, puro talento creativo, è stato presidente della Leo Burnett Company e direttore creativo della Young &amp; Rubicam, una delle agenzie pubblicitarie più eminenti del mondo con sede a Londra. Nel 2001 i tempi sono maturi: Bell lascia la Y&amp;R per dedicarsi a tempo pieno alla narrativa. Milioni di lettori in tutto il mondo applaudono e ringraziano per la scelta di vita.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Alexander Hawke</strong>: alto, bello, affascinante, ricco di classe e miliardario (per farla breve: il sogno proibito di ogni donna), è il protagonista in <em>Attacco dal Mare</em>, terzo libro della serie pubblicata da Longanesi. Gentiluomo di ventura, discendente di un famoso pirata del XVIII secolo, Hawke è un agente segreto fuori quadro, richiamato in servizio per liberare un agente americano tenuto prigioniero a bordo di uno Yacht ormeggiato nel porto di Cannes. In gioco ci sono importantissimi segreti sui rapporti tra la Francia e la Cina. La missione è cruciale quanto delicata, perciò Hawke raduna la squadra di sempre, tanto ben collaudata nelle avventure precedenti: il granitico Stokely Jones e l’azzimato gentiluomo inglese Ambrose Congreve di Scotland Yard.</p>
<p style="text-align: justify">Luca Bonaparte, discendente diretto dell’imperatore Napoleone, è da poco salito al potere in Francia animato da dissennate ambizioni di potere, segretamente appoggiate dalla Cina, cui Bonaparte promette, in cambio, le vaste riserve petrolifere in Oman. L’America non può semplicemente restare a guardare, rigirandosi i pollici in attesa dell’inevitabile. La squadra di Hawke dovrà muoversi in fretta tra Parigi, New York e il sultanato dell’Oman per fermare questo terribile asse del male. Ogni esitazione potrebbe risultare fatale. Il cuore dell’America e del mondo sono in serio pericolo. L’orologio corre veloce; le lancette si avvicinano rapide alla terza guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify">Bell lega personaggi di fantasia a cronaca d’attualità, facendo apparire verosimile anche lo scenario più improbabile. Il suo stile narrativo particolare, in cui non mancano sesso e violenza, vi catturerà dalla prima riga, per rilasciarvi frastornati e scombussolati solamente alla fine del romanzo. Provate Bell una volta e la dipendenza sarà totale. Non potrete né vorrete farne più a meno.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Attacco dal Mare</em>: un’avventura da non perdere e da leggere tutta d’un fiato.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Un brano</strong>:</p>
<p style="text-align: justify"><em>« In pratica lui e Brock dovevano studiare la maniera di prendere d’assalto quella stramaledetta fortezza, sconfiggere qualche dozzina di mercenari francesi, salvare il sultano e il suo harem e riportarli sani e salvi a bordo del </em>Cacique<em>. E avevano quarantott’ore per farlo. »</em></p>
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		<title>Murdoch si allea con Microsoft</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 18:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/02/12/2009/murdoch-si-allea-con-microsoft/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/murdoch-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Murdoch" title="" /></a>Il mondo dell’editoria online è in subbuglio. Si vocifera che il tycoon Rupert Murdoch sia inten-zionato a muovere guerra a Google. Allo studio ci sarebbe un accordo (economico) con Microsoft, cui potrebbe venir concessa l’esclusiva per l’indicizzazione dei contenuti prodotti da NewsCorp, che sparirebbero così dalla lista di Google. Un primo passo verso una guerra fra motori di ricerca?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3978 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/murdoch.jpg" alt="Murdoch" width="368" height="423" /></p>
<p style="text-align: justify">Il sottobosco del mondo mediatico globale è in subbuglio: l’imprenditore australiano Rupert <strong>Murdoch</strong> avrebbe lanciato <strong>l’offensiva a Google News</strong>, trattando con Microsoft il diritto esclusivo di indicizzare sul motore di ricerca <strong>Bing</strong> tutti contenuti prodotti da <strong>NewsCorp</strong> (l’impero mediatico di Murdoch, che spazia dal <em>Wall Street Journal</em>, al <em>Washington Post</em>, al <em>Sun</em>, affonda le sue radici nel mondo intero. Si stima che il gruppo editoriale raggiunga ogni giorno 4,7 miliardi di persone, ossia i ¾ della popolazione globale, N.d.A.).</p>
<p style="text-align: justify">Si vocifera che <strong>Microsoft</strong> sarebbe disposta a chiudere con NewsCorp un accordo economico per “soffiare” a Google le edizioni online dei quotidiani del gruppo Murdoch, che scomparirebbero così dalla lista di siti indicizzati da «BigG».</p>
<p style="text-align: justify">Il tycoon australiano accuserebbe senza mezzi termini il celebre motore di ricerca di Mountain View di «furto di contenuti»: notizie diffuse online dai quotidiani della NewsCorp verrebbero, infatti, pubblicate gratuitamente da Google News.</p>
<p style="text-align: justify">BigG si difende ricordando che il motore di ricerca genera molto traffico virtuale, anche per i siti di Murdoch, e che il titolare dei domini web può in ogni momento decidere per l’esclusione dall’indicizzazione su Google.</p>
<p style="text-align: justify">La trattativa, tuttavia, è ancora in fase embrionale e manca di ufficialità. Malgrado ciò, se l’accordo dovesse andare in porto, per Google si aprirebbe un <strong>nuovo fronte di concorrenza</strong>. Seguendo l’esempio di NewsCorp, infatti, anche altri grandi gruppi editoriali – allettati da eventuali ricavi – potrebbero staccarsi da Google e unirsi a Bing, il motore di ricerca di Microsoft sorto nel giugno del 2009 dalle ceneri di Live Search.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo il <em>Financial Times</em>, a beneficiare maggiormente dello sforzo compiuto da Microsoft, sarebbe <strong>l’industria dei giornali</strong>, che ancora deve sviluppare e consolidare un modello di business che sopperisca adeguatamente al calo nelle vendite di giornali e spazi pubblicitari.</p>
<p style="text-align: justify">È stato mosso un primo passo verso una guerra fra motori di ricerca? È presto per dirlo. Staremo a vedere…</p>
<p style="text-align: justify">Maggiori informazioni sull’immenso impero mediatico di Rupert Murdoch reperibili al sito: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rupert_Murdoch">http://it.wikipedia.org/wiki/Rupert_Murdoch</a>.</p>
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		<title>Lee Child – Vendetta a Freddo</title>
		<link>http://www.luniverso.com/29/11/2009/lee-child-%e2%80%93-vendetta-a-freddo/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 17:32:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
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		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[tempo libero]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/29/11/2009/lee-child-%e2%80%93-vendetta-a-freddo/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/vendettaagrande-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Vendetta a Freddo (Child)" title="" /></a>Fin dove sareste disposti a spingervi, per aiutare la vostra vecchia squadra? Vendetta a freddo narra l’avventura di un Jack Reacher duro come non mai, deciso a vendicarsi pesantemente di colui che ha osato attaccare i suoi compagni. Due morti misteriose e barbare, un’indagine com-plicata, tradimenti e colpi di scena. Reacher vi stupirà!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3895 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/vendettaagrande.jpg" alt="Vendetta a Freddo (Child)" width="169" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify">Questa settimana non saranno né il mare burrascoso né l’Africa selvaggia a farla da padrone nel romanzo, bensì un uomo: Jack Reacher, ex ufficiale della polizia militare statunitense, personaggio creato dall’ottima penna di <strong>Lee Child</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Nato nel 1954 a Coventry (GB), Child – al secolo: James R. Grant – è uno fra i più brillanti scrittori contemporanei di <strong>thriller</strong>. Dopo un ventennio trascorso lavorando come autore di programmi televisivi, dal 1996 decide di dedicarsi alla sua vera passione: la narrativa. Con ottimi risultati.<em> Zona Pericolosa</em>, la prima avventura di Reacher, che convince la critica e conquista un folto pubblico, vince l’Anthony Award per la miglior opera prima. Nel 1998 si trasferisce a New York City, dove vive tuttora.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Vendetta a freddo</em> è il suo ultimo romanzo in ordine di tempo, e narra l’avventura di un <strong>Jack Reacher</strong> duro come mai prima d’ora. D’altronde la sua squadra è in pericolo ed ha urgente bisogno di lui. Reacher, ex ufficiale delle polizia militare statunitense dotato di un innato senso di giustizia e sempre pronto a correre in soccorso degli amici e buttarsi nel fuoco pur di aiutare i più deboli, dopo un’intera vita consacrata all’esercito e alle sue restrizioni e i suoi vincoli, vive alla giornata vagabondando senza meta attraverso gli Stati Uniti, fermandosi qua e là e lavorando saltuariamente per mantenersi. Come spesso succede però, i soldi finiscono e Jack deve recarsi in banca per attingere al fondo per le emergenze. Qui scopre con meraviglia di essere di 1030 dollari più ricco di prima. Un versamento misterioso che cela un messaggio che solo Reacher può decifrare: una richiesta d’aiuto da parte della sua vecchia squadra. </p>
<p style="text-align: justify">Uno dei componenti è stato barbaramente ammazzato, e tutti gli altri corrono lo stesso pericolo. Ma nessuno può permettersi di prendersela con la sua squadra. Nessuno. Reacher ci mette poco a decidere: <strong>sarà vendetta!</strong></p>
<p style="text-align: justify">Il plotone si riunisce, scoprendo che Franz non è l’unico a mancare all’appello. Chi e perché sta selvaggiamente uccidendo i suoi compagni? L’indagine si rivelerà ben più complicata del previsto; ricca di colpi di scena fulminei. Qualcuno di molto vicino a loro è pronto e disposto a tradire…</p>
<p style="text-align: justify">Un ritmo incalzante, in un crescendo di forti emozioni. Jack Reacher: duro, onesto, impavido. Un cavaliere solitario d’altri tempi, che non potrà non piacervi.^</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il Brano:</strong></p>
<pre style="text-align: justify">« Lei non disse nulla.</pre>
<pre style="text-align: justify">“Si faccia furba, Margaret”, continuò Reacher. “Chiunque sia a minacciare suo</pre>
<pre style="text-align: justify">figlio, ce lo dica everrà eliminato. Non sarà più in grado di fare del male</pre>
<pre style="text-align: justify">a nessuno.”</pre>
<pre style="text-align: justify">“Non posso contarci.”</pre>
<pre style="text-align: justify">“Sparale e basta”, disse Neagley. “Ci sta solo facendo perdere tempo.”</pre>
<pre style="text-align: justify">Reacher aprì il frigorifero e prese una bottiglia di plastica di acqua Evian:</pre>
<pre style="text-align: justify">francese, naturale,tre volte più costosa della benzina. Svitò il tappo e bevve</pre>
<pre style="text-align: justify">un lungo sorso, poi la porse a Neagley che scosse il capo. Versò il resto</pre>
<pre style="text-align: justify">dell’acqua nel lavandino e con un coltello da cucina praticò un foro ovale</pre>
<pre style="text-align: justify">nel fondo della bottiglia, nel quale infilò la bocca della canna della Glock.</pre>
<pre style="text-align: justify">Lo adattò con cura, in modo che il collo a vite fosse perfettamente allineato</pre>
<pre style="text-align: justify">con la canna.</pre>
<pre style="text-align: justify">“Un silenziatore fatto in casa”, spiegò. “I vicini non sentiranno niente.</pre>
<pre style="text-align: justify">Funziona solo una volta, ma basta allo scopo.”</pre>
<pre style="text-align: justify">Tenne la pistola a metto metro dalla faccia di Berenson e prese la mira</pre>
<pre style="text-align: justify">in modo che con l’occhio destro lei vedesse dritto nella bottiglia.</pre>
<pre style="text-align: justify">A quel punto la donna cominciò a parlare. »</pre>
<address>–Lee Child, Vendetta a freddo (Longanesi, 2009)–</address>
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		<title>A Christmas Carol: Charles Dickens ri-visto da Zemeckis</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Melissa Diday</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/26/11/2009/a-christmas-carol-charles-dickens-ri-visto-da-zemeckis/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/Locandine-christmas-carol.JPG" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Locandine christmas carol" title="" /></a>Zemeckis propone con la Walt Disney Pictures un film natalizio senza precedenti: "A Christmas Carol" è la versione moderna dell’omonimo racconto di Charles Dickens. Il film, girato in 3D, è stato realizzato con la motion-capture. Jim Carrey, attore principale, interpreta ben sette ruoli.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3854 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/Locandine-christmas-carol.JPG" alt="Locandine christmas carol" width="480" height="345" /></p>
<p style="text-align: justify">Robert Zemeckis (regista di <em>Forrest Gump</em>, 1994) propone con la Walt Disney Pictures un film natalizio senza precedenti: <strong><em>A Christmas Carol</em></strong> è la versione moderna dell’omonimo racconto di Charles Dickens del 1843 <em>Canto di Natale</em>, che narra del “viaggio” di redenzione, nella notte di Natale, di un vecchio avaro. Il film, girato in 3D, è stato realizzato con la motion-capture (tecnica già usata da Zemeckis in <em>The Polar Express</em> e <em>Beowulf</em>).</p>
<p style="text-align: justify">“La storia di Dickens è incredibilmente surreale e, ovviamente, gli adattamenti precedenti erano limitati dagli strumenti del cinema del tempo”, ha spiegato il regista. “La missione era di letteralmente ri-vedere il film in un modo assolutamente nuovo. Mentre lavoravo a <em>Beowulf </em>ho capito che questa maniera di girare può permettere di reintrodurre il pubblico ai grandi classici, in modo moderno. Pensando a questo, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la mia storia preferita di tutti i tempi: il <em>Canto di Natale</em>”.</p>
<p style="text-align: justify">La tecnologia moderna ha permesso alcune finezze delle quali il regista va molto fiero: “Un’altra cosa molto sottile che mi ha entusiasmato è stata l’essere capace di illuminare tutto il film con luce di candela” ha aggiunto Zemeckis. “Non è fantastico? Sappiamo che c’erano solo due forme di luce allora. C’era la luce del sole e la luce delle fiamme, delle candele o del camino. Il mondo appariva così a quel tempo”.</p>
<p style="text-align: justify">Un altro miracolo dovuto al digitale è il fatto che <strong>Jim Carrey recita in questo film addirittura sette ruoli</strong>, ossia Ebenezer Scrooge a tutte le età (ragazzino, giovane, adulto e vecchio spilorcio) e i tre spiriti che gli fanno visita nella notte di Natale (Lo spirito del Natale passato, Lo spirito del Natale presente e lo spirito del Natale futuro), ognuno in modo estremamente spettrale e pauroso.<br />
Colin Firth è invece il nipote di Scrooge. A proposito del recitare in motion-capture, davanti a un <em>greenscreen</em> senza nessuna decorazione e nessun altro personaggio, Firth ha detto “È come recitare nella tua camera da letto da bambino”.
</p>
<p style="text-align: justify">La storia di Dickens è già stata raccontata al cinema tantissime volte. <strong>Perché farlo di nuovo? “Perché il mio film è il primo che porta il <em>Canto</em> di Dickens sullo schermo come lui l’aveva immaginato 165 anni fa”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Nelle sale da novembre 2009</strong></p>
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