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	<title>L&#039;universo &#187; informatica</title>
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		<title>La ricerca nel settore della web communication</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 12:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerardo Bramati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/20/05/2009/la-ricerca-nel-settore-della-web-communication/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/screenshot-5_20_2009-2_10_32-pm1.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="screenshot-5_20_2009-2_10_32-pm1" title="screenshot-5_20_2009-2_10_32-pm1" /></a>Intervista a Lorenzo Cantoni e Marco Farè, rispettivamente direttore e ricercatore presso il laboratorio webatelier.net, sulla ricerca nel campo della comunicazione su internet e sul futuro della rete.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2728" title="screenshot-5_20_2009-2_10_32-pm1" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/screenshot-5_20_2009-2_10_32-pm1.jpg" alt="screenshot-5_20_2009-2_10_32-pm1" width="500" height="116" /></p>
<p>Tutti lo usano, ma pochi lo conoscono davvero: internet non è soltanto un parco giochi, ma anche uno strumento che, se debitamente sviluppato, può portare a risultati eccellenti in campi come pubblicità ed informazione. Ma cosa significa adottare il web come oggetto di studio? Lo abbiamo chiesto a due ricercatori del nostro ateneo: Lorenzo Cantoni e Marco Faré, rispettivamente direttore e ricercatore presso il laboratorio webatelier.net.</p>
<p><strong>Internet è un mondo mutevole, dove a periodi di tempo decisamente brevi corrispondono spesso cambiamenti radicali. Come si pone un ricercatore davanti ad un universo così instabile?</strong></p>
<p><strong>MF</strong>: L’instabilità dell’universo internet si trova sia negli aspetti tecnologici sia in quelli legati alla comunicazione umana. Come ricercatori, al webatelier.net ci concentriamo su questi ultimi, studiando non tanto l’evoluzione delle singole tecnologie o piattaforme, quanto gli usi che se ne fanno. Siti come Twitter, Second Life, Facebook o Youtube sono innovazioni che emergono rapidamente (e spesso, altrettanto rapidamente, scompaiono). Il ruolo della ricerca accademica è quello di contestualizzare queste mode.</p>
<p><strong>Dal 1999 è attivo il laboratorio webatelier.net, diretto dal professor Cantoni e presso cui Faré è ricercatore, che si occupa oggi in particolar modo dell’impiego dei nuovi media nella comunicazione turistica: perché proprio questo settore?</strong></p>
<p><strong>LC</strong>: Il settore del turismo è tra quelli che più beneficia della rete. Per sua stessa natura, infatti, il bene turistico viene acquistato prima del momento della sua fruizione, e le tecnologie multimediali permettono di antiucipare l’esperienza turistica meglio di altre modalità comunicative. Gli studi dimostrano che prenotazioni e acquisti online sono in costante crescita, così come i siti che consentono di commentare e condividere le proprie esperienze di viaggio, come per esempio Tripadvisor. Il fermento nel campo della comunicazione turistica online e l’opportunità di svolgere alcuni progetti di ricerca e sviluppo a stretto contatto con gli operatori del settore ci hanno spinti a focalizzare le nostre ricerche in questo ambito.</p>
<p><strong>Parliamo infine del futuro del web, un futuro che si avvicina a una velocità sempre maggiore: quali nuovi elementi rivoluzioneranno la nostra esperienza di fruizione del web, nei prossimi decenni?</strong></p>
<p><strong>MF</strong>: È vero che le innovazioni sembrano susseguirsi senza sosta, ma l’esperienza che deriva dalla ricerca sulla comunicazione ci insegna che il tempo di adozione per una nuova tecnologia arriva a coprire un’intera generazione. Tanto ci vorrà perché i nativi digitali, coloro cioè che sono nati trovandosi le tecnologie digitali già pronte, superino gli immigrati digitali, cioè quelli che ricordano di aver vissuto – felicemente – in un mondo senza internet. Internet che, lo ricordiamo, viene usato estensivamente da poco più di un decennio. Per questo è difficile fare previsioni a lungo termine. Possiamo comunque ipotizzare alcune tendenze: la rete uscirà dal pc (lo sta già facendo) permettendoci di essere online attraverso il telefonino o un dispositivo simile, anche se siamo lontani dalla nostra scrivania. Grazie a ciò, nuovi servizi personalizzati in base alla localizzazione spaziale degli utenti (la geolocalizzazione: siamo di nuovo a contatto con il viaggio e il turismo) potranno essere sviluppati. Il loro successo non dipenderà solo dalla validità della tecnologia, ma anche dalla capacità di attrarre utilizzatori e dal modello di business su cui poggiano.</p>
<p><strong>Se la rete degli albori era un mezzo per accedere a fonti di informazioni ufficiali ed attendibili, oggi spopola il cosiddetto User Generated Content &#8211; YouTube, Facebook ed i blog sono soltanto alcuni esempi. Quali sono le opportunità che ne derivano nell’ottica della ricerca?</strong></p>
<p><strong>LC</strong>: stiamo vivendo un percorso già attraversato altre volte nella storia della comunicazione. Si passa da una fase in cui solo pochi sono capaci di fruire e produrre (pensiamo agli scribi per la scrittura a mano), a una fase in cui pochi producono e molti fruiscono (pensiamo alla stampa, o al cinema e alla televisione), a una fase in cui la anche la capacità di produrre si socializza (pensiamo alla scrittura a mano negli ultimi secoli, o alla fotografia).<br />
Questo processo, ha talora ingenerato errori di prospettiva, come per esmpio quello di pensare che nel medioevo le persone fossero ignoranti perché non sapevano leggere e scrivere: a quei tempi la comunicazione orale – o il linguaggio delle arti visive – veicolavano principalmente la cultura; e una persona che sapeva a mala pena leggere e scrivere poteva senza difficoltà fare carriera e diventare imperatore, come Carlo Magno.<br />
Se all’inizio la rete era per soli specialisti, poi per molti fruitori e pochi produttori di messaggi – dotati, questi ultimi, di idonee competenze tecniche – ora la pubblicazione di contenuti è alla portata di (quasi) ogni navigatore. Non è che, conviene sottolinearlo, ciascun navigatore della rete voglia oggi trasformarsi in un romanziere o in un giornalista di successo, ma la rete è ora vissuta sia come grande biblioteca universale, sia come piazza pubblica, dove andare per incontrare gli amici (vecchi e nuovi, veri o presunti&#8230;). È nel dialogo con queste persone che si sviluppano – a una velocità impressionante – i cosiddetti UGC, contenuti generati dagli utenti.</p>
<p>Per avere ulteriori informazioni sulle attività degli intervistati, visitate i blog di Cantoni (<a href="http://newmine.blogspot.com" target="_blank">newmine.blogspot.com</a>) e Faré (<a href="http://www.fridaynet.ch" target="_blank">fridaynet.ch</a>).<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Tutte le novità del Windows che verrà</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 19:30:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/04/05/2009/tutte-le-novita-del-windows-che-verra/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/peek-before1-150x150.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="peek-before1" title="peek-before1" /></a>Windows 7 Release Candidate, sarà disponibile tra poche ore per il download gratuito. Ecco le novità che vi attendono nel nuovo sistema di casa Microsoft determinato a spazzar via i brutti ricordi di Vista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/peek-before1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2598" title="peek-before1" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/peek-before1.png" alt="peek-before1" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Per gli amanti di Windows, questa notte è un po&#8217; come la vigilia di Natale. Dopo due anni di patimenti, <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Windows_$vista" target="_blank">sbeffeggiamenti e battutacce</a> riferite al <em>bidone</em> Vista, il popolo Redmondiano si avvia verso la redenzione, con il rilascio nella giornata di domani della Release Candidate della nuova versione di Windows. Come il nome stesso suggerisce, la Release Candidate è una versione di prova la cui licenza d&#8217;uso, per la prima volta concessa gratuitamente a numerosi beta tester in tutto il mondo, sarà limitata ad un anno. La versione definitiva di <a href="http://www.microsoft.com/windows/windows-7/default.aspx">Windows 7 </a>è comunque attesa tra ottobre e dicembre di quest&#8217;anno quindi fortemente in anticipo rispetto ai piani iniziali di Microsoft che dimostra con questa mossa di voler al più presto reagire liberarsi del sistema operativo che dopo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_ME" target="_blank">Windows ME</a> è stata sicuramente la più grande<a href="http://crave.cnet.co.uk/gadgets/0,39029552,49293700-10,00.htm" target="_blank"> fonte di imbarazzo</a> per il gigante californiano.</p>
<p>Windows 7 non è tuttavia radicalmente diverso da Windows Vista. Finestre trasparenti, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_Aero" target="_blank">Aero</a>, e numerose altre modifiche introdotte dopo Windows Xp non sono difatti state rimosse. Tutt&#8217;altro. Con Windows 7 Microsoft prosegue sulla strada delle riforme presentando certamente un sistema operativo più leggero e performante ma al contempo profondamente diverso rispetto a Windows Xp, con il quale ci sarà una vera e propria rottura. La compatibilità dei programmi, ad esempio, verrà garantita solo <a href="http://7windows.blogspot.com/2009/04/windows-xp-virualizzato-in-windows-7.html" target="_blank">grazie ad una macchina virtuale integrata</a> (inclusa a quanto pare, solo nelle versioni Professional e Ultimate). Le riforme sono difatti importanti sia &#8220;sotto il cofano&#8221; che nell&#8217;interfaccia grafica, che sommerà alle nuove caratteristiche già introdotte da Vista anche nuove sostanziose funzionalità.<br />
<strong><br />
La nuova taskbar</strong></p>
<p><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/taskbar.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2599" title="taskbar" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/taskbar.png" alt="taskbar" width="566" height="308" /></a><br />
In primo luogo, Windows 7 sarà contraddistinto da una <strong>nuova taskbar </strong>che sostituirà una volta per tutte la tradizionale barra inferiore a cui eravamo abituati dai tempi di Windows 95. In realtà, tranquillizzano a Redmond, la nuova taskbar è un&#8217;evoluzione (molto consistente) di quella tradizionale e presenta un certo numero di nuove funzionalità.<br />
Un po&#8217; come il Dock di Mac OS X, la nuova taskbar non ospiterà unicamente le icone dei programmi avviati o ridotti ad icona, ma anche i cosiddetti &#8220;lanciatori&#8221;, ovvero le icone dei programmi che si avviano più spesso. Effettuando un semplice clic sull&#8217;icona di un lanciatore, potremo quindi avviare il programma corrispondente.</p>
<p>Se il programma è già avviato con un clic del sul lanciatore potremo massimizzare o ridurre ad icona le finestre del programma che saranno tutte raggruppate sotto lo stesso lanciatore.</p>
<p>Mentre cliccando sul lanciatore usando al contempo il tasto &#8220;Maiuscolo&#8221; si potrà avviare una nuova istanza del programma corrispondente (una nuova finestra di Internet Explorer o di Word ad esempio), passandoci sopra con il mouse, verrà visualizzata un&#8217;anteprima &#8220;live&#8221; di tutte le istanze dell&#8217;applicazione aperte. L&#8217;anteprima non è tuttavia una semplice immagine: cliccando su di essa sarà difatti possibile portare in primo piano la finestra corrispondente. Ma non finisce qui. Facendo clic su un pulsante della taskbar con il tasto destro del mouse sarà possibile accedere ad un menù contestuale che mostrerà l&#8217;elenco di tutti i file recenti del programma utilizzato. Una funzionalità che dovrebbe ottimizzare le procedure di ricerca di file modificati recentemente.</p>
<p><strong>Mouse gestures</strong></p>
<p><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/tiled.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2600" title="tiled" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/tiled.png" alt="tiled" width="600" height="406" /></a></p>
<p>Windows 7 introduce poi delle <strong>mouse gestures</strong> che dovrebbero migliorare la gestione dello spazio sullo schermo. Afferrando una finestra per la barra superiore e spingendola ai lati del monitor, si otterrà un&#8217;adattamento della finestra alle dimensioni dello schermo (in modo analogo alla massimizzazione della finestra). Se ripetiamo l&#8217;operazione con un altra finestra, le due finestre si ridimensioneranno, in modo da occupare ciascuna metà dello schermo.</p>
<p>Infine, afferrando una finestra e &#8220;scuotendola&#8221; velocemente a destra e sinistra, si otterrà la minimizzazione ad icone di tutte le altre finestre aperte. Un modo veloce insomma, per riordinare velocemente la scrivania.</p>
<p><strong>Menù avvio</strong></p>
<p><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/internet-explorer-windows-7.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2601" title="internet-explorer-windows-7" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/internet-explorer-windows-7.jpg" alt="internet-explorer-windows-7" width="496" height="510" /></a><br />
Anche il menù di avvio è parzialmente rinnovato. Di fianco ad ogni programma sarà difatti posibile consultare &#8220;al volo&#8221; la lista dei documenti recenti aperti o modificati con quel programma. Brutte notizie per gli amanti del menù avvio &#8220;classico&#8221;, presente ancora in Windows Vista. Microsoft conferma la tendenza di rottura col passato e cancella una volta per tutte quest&#8217;opzione. In Seven sarete dunque obbligati ad utilizzare il nuovo menù di avvio.</p>
<p><strong>Esplora Risorse e interfaccia &#8220;Ribbon&#8221;</strong></p>
<p><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/explorer.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2603" title="explorer" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/explorer.png" alt="explorer" width="600" height="416" /></a></p>
<p>Novità anche per quanto concerne il menù laterale di &#8220;<strong>esplora risorse</strong>&#8221; il noto file manager di Windows. Invece del solito menù &#8220;ad albero&#8221; posizionato in una barra laterale posta sul lato sinistro della finestra, il nuovo esplora risorse presenta una barra laterale del tutto<a href="http://www.nextmimic.it/wp-content/uploads/2007/10/finder-sidebar.png" target="_blank"> simile a quella presente in MacOSX</a> a sua volta ispirato alla <a href="http://macinjay.files.wordpress.com/2007/12/itunes-sidebar.jpg" target="_blank">barra laterale di iTunes</a>. Ritoccate anche le modalità di visualizzazione dei file, che ora possono essere mostrati come icone grandi, medie o piccole, in elenchi semplici dettagliati o affiancati oppure secondo la nuova categorizzazione &#8220;contenuto&#8221; che consente all&#8217;utente di visualizzare un elenco di file in base a delle parole chiave contenute all&#8217;interno del documento.</p>
<p>Si tratta dunque di un metodo di visualizzazione dinamico che si comporta in modo molto simile a &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spotlight" target="_blank">spotlight</a>&#8221; di MacOSX.<br />
<a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/paint.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2604" title="paint" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/paint.jpg" alt="paint" width="570" height="329" /></a></p>
<p>Un&#8217;altra caratteristica evidente all&#8217;interno dei soliti  <strong>paint</strong>, <strong>notepad </strong>e altri accessori forniti in bundle con Windows è l&#8217;estensione a tutte queste utility dell&#8217;interfaccia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Office_2007#Ribbon" target="_blank"><strong>Ribbon</strong></a> alla quale siamo stati abituati con il lancio di <a href="http://www.luniverso.com/28/04/2009/atteso-per-oggi-il-sp2-per-office-2007/"><strong>Microsoft Office 2007</strong></a>. Niente più menù a &#8220;tendina&#8221; dunque. È l&#8217;era delle barre multifunzionali.</p>
<p><strong>Rete e condivisioni</strong></p>
<p><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/windows-7-homegroup.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2606" title="windows-7-homegroup" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/windows-7-homegroup.png" alt="windows-7-homegroup" width="600" height="448" /></a></p>
<p>Windows 7 introduce inoltre un<strong> nuovo sistema per condividere file e creare delle piccole reti domestiche</strong>, chiamate &#8220;<strong>homegroup</strong>s&#8221;. Con pochi clic del mouse tutti i computer (dotati di Windows 7) collegati alla stessa rete potranno essere collegati semplicemente scambiandosi un codice PIN che autorizza lo scambio di dati. Niente più &#8220;gruppi di lavoro&#8221; o configurazioni difficili dunque. Resta ancora da testare la compatibilità di questo nuovo sistema con le tradizionali reti oggi in circolazione. Purtroppo infatti, la funzione &#8220;homegroup&#8221; non è una funzione aggiuntiva prevista né per il redivivo Windows Xp, né per Vista. Migliorata è anche l&#8217;usabilità nei gestori di rete che permettono una connessione più veloce e diretta alle reti wireless.</p>
<p><strong>Prestazioni e requisiti</strong></p>
<p>Rispetto al suo predecessore <strong>Windows 7 risulta complessivamente più leggero e performante</strong>. Nonostante le diverse funzioni aggiuntive, che non rinunciano a qualche extra grafico il sistema risulta più veloce e reattivo anche su un computer con &#8220;poca&#8221; memoria RAM. Contrariamente a Windows Vista, per avere Windows 7 non sarà necessario disporre di macchine più potenti rispetto a quelle sui cui Windows Vista è in grado di girare. <strong>Questo non significa che Windows 7 girerà in modo ottimale sui vostri computer con 5 o 6 anni sulle spalle</strong>. I requisiti minimi richiedono infatti un computer dotato di processore moderno (32 o 64 bit), 16 GB di hard disk (20 per l&#8217;edizione a 64 bit) e almeno 1 GB di memoria RAM. Niente di esagerato dunque ma se non avete intenzione di cambiare PC d&#8217;ora in avanti sarà consigliabile pensare ad alternative più leggere, come ad esempio <a href="http://www.luniverso.com/23/04/2009/il-primo-balzo-della-lepre-cornuta/">Ubuntu linux</a>, di cui <a href="http://www.luniverso.com/23/04/2009/il-primo-balzo-della-lepre-cornuta/">abbiamo parlato</a> poco tempo fa.</p>
<p>I prezzi della versione retail di Windows 7 non sono ancora noti, ma è lecito immaginare che saranno in linea con quelli di Windows Vista. Per intanto, se volete provarlo, potete scaricare la vostra versione di Windows 7 Release Candidate dal<a href="http://www.microsoft.com/windows/windows-7/default.aspx" target="_blank"> sito ufficiale di Microsoft</a> che lo metterà a disposizione di tutti nella giornata di domani.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Sicuri al cinema con &#8220;Trailer International&#8221; per iPhone!</title>
		<link>http://www.luniverso.com/04/05/2009/trailers-international/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2009 15:37:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/04/05/2009/trailers-international/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/trailers-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="trailers" title="trailers" /></a>Il piano è pronto. Avete passato una generosa mazzetta al bigliettaio del cinema per avere la migliore love seat, avete studiato la configurazione della sala tale da garantirvi il massimo livello di intimità. Dopo aver ottenuto il suo prezioso numero da Giovanni avete inviato un SMS d&#8217;invito alla ragazza dei vostri sogni e dopo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/trailers.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2588" title="trailers" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/trailers.jpg" alt="trailers" width="600" height="206" /></a></p>
<p>Il piano è pronto. Avete passato una generosa mazzetta al bigliettaio del cinema per avere la migliore love seat, avete studiato la configurazione della sala tale da garantirvi il massimo livello di intimità. Dopo aver ottenuto il suo prezioso numero da Giovanni avete inviato un SMS d&#8217;invito alla ragazza dei vostri sogni e dopo che lei ha inaspettatamente accettato, tutto ora sembra dover dipendere dal film che sceglierete di vedere con lei. Per la verità un film lo avevate scelto. Il titolo &#8220;Notti di passione&#8221; sembrava adatto ad un incontro romantico ma proprio ora che avete già prenotato i posti, proprio Giovanni il vostro collega autoelettosi &#8220;esperto&#8221; di &#8220;rimorchio cinematografico&#8221; vi ha messo una pulce nell&#8217;orecchio: quel film potrebbe essere un volgarissimo film sadomaso-erotico. Un dubbio ora divora le vostre interiora. Già vi vedete singhiozzanti abbandonati in un angolo del cinema con la guancia pulsante e le lacrime agli occhi mentre lei si allontana adirata e incredula verso l&#8217;uscita quando improvvisamente un sospetto vi risveglia dal vostro incubo ad occhi aperti. Siamo proprio sicuri che non sia il nostro caro Giovanni a volerci tirare un bidone? Che si sia offeso per quella volta che avete scritto il suo nome nel WC dell&#8217;autogrill procurandogli inaspettate quanto indesiderate visite nel cuore della notte? Mario, l&#8217;ultimo camionista ad abboccare, non era stato in effetti troppo delicato dopo aver scoperto che Lorella era in realtà un uomo con tanto di pelo e attributi annessi! Hmmm forse prima di fidarsi ciecamente del vostro amico è meglio controllare.</p>
<p align="center"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/iphone-trailers1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2592" title="iphone-trailers1" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/iphone-trailers1.jpg" alt="iphone-trailers1" width="220" height="364" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Il caso vuole che sul vostro iphone abbiate installato l&#8217;applicazione gratuita &#8220;<a href="http://iphoneapplicationlist.com/2009/04/05/trailers-2/" target="_blank">Trailers international</a>&#8220;, un pratico servizio che come suggerisce il fantasioso titolo, consente di guardare i trailer dei film presenti or ora nelle sale del vostro paese.  Scorrendo col dito sulle immagini delle locandine dei film in proiezione, trovate facilmente &#8220;Notti di Passione&#8221; ma ecco che prima di avviare l&#8217;esecuzione del trailer vi sorge un dubbio atroce. E se poi è veramente un film sadomaso-erotico? Siete sull&#8217;autobus e la vecchietta seduta accanto a voi già vi scruta con occhio indagatore. Forse è meglio leggere una qualche recensione prima di avviare il trailer. <em>Tappate</em> dunque sul link a <a href="http://www.imdb.com" target="_blank">iMovie Database</a> nella scheda del film, il quale vi rimanda ad una rassicurante pagina internet dove si spiega che in effetti il film è una commedia romantica classica. La giacca di pelle nera indossata dall&#8217;attore protagonista sulla locandina è dunque una semplice coincidenza! Tirando un sospiro di sollievo, avviate il trailer in lingua italiana e subito tutte le paranoie che vi siete fatti vi sembrano assurde.</p>
<p>&#8220;Ahahah, lo sapevo che era un tuo sporco tiro mancino Giovanni!&#8221;</p>
<p>Scesi dall&#8217;auto vi dirigete verso il cinema controllando di non avere peluzzi appesi in giro. Avventurandovi in un coraggioso carotaggio controllate anche la resistenza del vostro deodorante ascellare. Tutto in ordine.  Siete pronti per &#8220;l&#8217;acchiappo&#8221;. Estraete il vostro telefonino per chiamare la vostra amata e vedere se si trova nei paraggi anche lei. Contemporanemante, sentite un dolce suono di suoneria alle vostre spalle. È sicuramente lei.<br />
Vi voltate raggianti e un energumeno da due metri vi porge la mano. &#8220;Piacere sono Mario. Ti credevo più formosa Lorella cara&#8221;.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Un progetto per la democrazia dell&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 14:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerardo Bramati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/03/05/2009/un-progetto-per-la-democrazia-dellinformazione/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/home-pic-41.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="home-pic-41" title="home-pic-41" /></a>Includere i bambini del terzo mondo nell'era della comunicazione: è questa l'idea di Negroponte, vero padre del progetto One Laptop Per Child. Dai risultati raggiunti dipenderà, forse, il futuro di buona parte degli abitanti dell'emisfero australe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2573" title="home-pic-41" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/home-pic-41.jpg" alt="home-pic-41" width="500" height="68" /></p>
<p>Includere i bambini del terzo mondo nell&#8217;era della comunicazione: è questa l&#8217;idea di Negroponte, vero padre del progetto <a href="http://laptop.org/en/" target="_blank">One Laptop Per Child</a>. Dai risultati raggiunti dipenderà, forse, il futuro di buona parte degli abitanti dell&#8217;emisfero australe.</p>
<p>In un paesino sperduto tra i picchi della cordigliera delle Ande, tra le mura di nuda pietra di una casetta, nel mezzo di un paesino rurale, un bambino studia matematica grazie al suo nuovissimo laptop, mentre i genitori coltivano la terra. In un piccolo villaggio africano una bambina oggi non va a scuola: se lo facesse, rischierebbe la propria vita a causa della guerra civile &#8211; lo stesso vale per la sua coetanea afghana &#8211; quindi resta a casa, e studia inglese con il suo portatile. Potrà sembrare follia, che la tecnologia si diffonda dove nemmeno l&#8217;integrità fisica e l&#8217;alimentazione sono garantite. Invece è soltanto il futuro.</p>
<p>Il progetto OLPC è stato presentato al Forum Economico Mondiale di Davos, nel 2005, e da allora ha portato alla diffusione di oltre un milione di PC a bambini che abitano le zone più povere del mondo. Il computer, chiamato XO ma conosciuto anche come &#8220;100$ laptop&#8221;, vive una situazione di sviluppo costante che porterà nei prossimi anni ad un aumento di qualità ed al contemporaneo abbattimento dei costi per l&#8217;acquirente &#8211; generalmente rappresentato da governi nazionali. L&#8217;idea di fondo, sviluppata da Nicholas Negroponte, consiste nella diffusione di una nuova cultura &#8211; quella della tecnologia, ma anche della formazione e dell&#8217;informazione &#8211; in zone dove da secoli si vive nello stesso modo. In pratica, emancipazione su Hard Disk.</p>
<p>L&#8217;approccio, che tanto ha fatto discutere ed ancora è criticato,  ha l&#8217;obiettivo di aiutare i giovani uomini di domani a compiere quel salto generazionale &#8211; tecnologico, ma anche culturale &#8211; che è necessario per trovare il proprio posto nel mondo del ventunesimo secolo: i futuri cittadini globali devono disporre degli strumenti necessari per gestire, un giorno, il mondo dal quale oggi sono esclusi. Se molte fondazioni puntano sulla distribuzione di cibo e salute, il progetto OLPC si concentra sulla diffusione della conoscenza e, quindi, di una vera e propria democrazia dell&#8217;informazione.</p>
<p>Nicholas Negroponte, all&#8217;interno della comunità scientifica e mediatica, è visto come una sorta di oracolo, grazie alla sua capacità di analizzare il presente per realizzare soluzioni pragmatiche per il futuro. Come tutti i &#8220;geni&#8221;, spesso le sue idee restano incomprese per anni, prima di essere rivalutate positivamente. Mi piace, quindi, pensare che  il tanto vituperato OLPC  sia davvero la soluzione giusta per risolvere il problema dell&#8217;esclusione dal mondo dell&#8217;informazione. Per contro, mi fa riflettere la scarsa attenzione che &#8220;i grandi&#8221; della tecnologia mondiale prestano per il progetto, soprattutto in un periodo in cui investono massicciamente nello sviluppo e nella produzione dei netbook: questi mini-computer sono, in definitiva, i cugini &#8220;trendy&#8221; e decisamene &#8220;profit&#8221; di XO.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>OpenDocument anche per Office 2007: era ora!</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 15:16:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/28/04/2009/atteso-per-oggi-il-sp2-per-office-2007/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/04/msofficeodt-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="msofficeodt" title="msofficeodt" /></a>Microsoft ha rilasciato oggi il SP2 di Microsoft Office 2007, un update importante che oltre a chiudere un gran numero di bachi introdurrà la compatibilità con il formato Open Document (ODF) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2438" title="msofficeodt" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/04/msofficeodt.jpg" alt="msofficeodt" width="600" height="174" /></p>
<p>Oggi martedì 28 aprile Microsoft <a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;FamilyID=b444bf18-79ea-46c6-8a81-9db49b4ab6e5" target="_blank">ha finalmente rilasciato </a>un nuovo Service Pack per Microsoft Office 2007. Nonostante il pacchetto venga presentato come un semplice aggiornamento di fatto esso introduce numerose nuove caratteristiche, alcune delle quali migliorano in modo significativo la compatibilità della suite d&#8217;ufficio prodotta a Redmond con gli standard ISO internazionali.</p>
<p>Per la prima volta difatti, Office 2007 SP2 introduce la possibilità di leggere e salvare in  formato ODF (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Document" target="_blank">OpenDocument</a>), un formato di file finora utilizzato principalmente dalla suite concorrente <a href="http://it.openoffice.org/" target="_blank">OpenOffice.org</a> e che oltre a migliorare la compatibilità dei documenti office tra applicazioni concorrenti permette di garantire una maggiore garanzia di vita ai propri file.</p>
<p>Uno degli annosi problemi dei documenti digitali, difatti, è quello di essere particolarmente inaffidabili a conservare informazioni nel tempo. Il continuo rinnovamento dei programmi informatici, difatti, costringe gli utenti a frequenti upgrade con il conseguente rischio con di non riuscire più a leggere documenti prodotti con versioni ormai obsolete.</p>
<p>Per le pubbliche amministrazioni che devono poter garantire la leggibilità dei propri documenti anche a 20 o 50 o 100 anni dalla loro produzione questo è un problema molto serio in quanto il formato .doc o .docx finora utilizzato nel pacchetto office più famoso al mondo, dipende esclusivamente da Microsoft la quale purtroppo non è in grado di garantire queste prestazioni.</p>
<p>Il destino di un formato proprietario come il .doc, difatti, dipende dall&#8217;esistenza di Microsoft stessa o dalla sua volontà di mantenere la retrocompatibilità dei propri software.<br />
Cosa succederebbe se Microsoft smettesse di produrre Microsoft Office? E se la società si sciogliesse o venisse acquisita? E se decidesse di non supportare più file prodotti con vecchie versioni dello stesso software? Oggi questo scenario sembra addirittura assurdo, ma come possiamo sapere che tra 10 o 20 anni il mondo del software non sarà completamente rivoluzionato?</p>
<p>L&#8217;uso di un formato aperto come l&#8217;OpenDocument, risolve in gran parte questo problema. ODF è difatti di un formato pubblico, che chiunque può implementare ed utilizzare nelle proprie applicazioni. La sua implementazione è libera e completamente documentata. Questo significa che anche nel caso in cui Microsoft Office od OpenOffice.org non esistessero più in un remoto futuro, esistono molte più possibilità che questo formato possa essere stato implementato nel tempo da nuovi attori del mercato.</p>
<p>Alla peggio, ODF consentirebbe ad uno sviluppatore indipendente di poter creare un programma ad hoc in grado di leggere i nostri file.  Con i formati proprietari come il .doc, quest&#8217;operazione non solo sarebbe particolarmente complicata (essendo il formato completamente binario, sarebbe necessario investire copiose energie in un&#8217;opera di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reverse_engineering" target="_blank"><em>reverse engineering</em></a>) ma addirittura illegale.</p>
<p>Salutiamo dunque l&#8217;arrivo anche sulla suite office più usata al mondo del formato ODF. Aggiornate le vostre copie  e iniziate a salvare i vostri documenti in formato OpenDocument!</p>
<blockquote><p>DOWNLOAD della versione italiana <a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&amp;FamilyID=b444bf18-79ea-46c6-8a81-9db49b4ab6e5" target="_blank">QUI</a></p></blockquote>
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		<title>Il primo balzo della lepre cornuta</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 18:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/23/04/2009/il-primo-balzo-della-lepre-cornuta/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/04/jaunty-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="jaunty" title="jaunty" /></a>Per milioni di appassionati di software libero, oggi è giorno di brindisi e pacche sulle spalle. Dopo sei mesi di sviluppo coordinato, infatti, gli sviluppatori open source della comunità di Ubuntu hanno rilasciato quest'oggi il frutto delle proprie fatiche. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2323" title="jaunty" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/04/jaunty.jpg" alt="jaunty" width="600" height="376" /></p>
<p>Per milioni di appassionati di software libero, oggi è giorno di brindisi e pacche sulle spalle. Dopo sei mesi di sviluppo coordinato, infatti, gli sviluppatori open source della comunità di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ubuntu" target="_blank">Ubuntu</a> hanno rilasciato quest&#8217;oggi il frutto delle proprie fatiche. Il suo nome in codice è Jaunty <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jackalope" target="_blank">Jackalope</a> (trad. &#8220;vivace lepre cornuta&#8221;) ma nonostante la passione zoologica degli sviluppatori che l&#8217;hanno battezzata stiamo parlando di un sistema operativo, un&#8217;alternativa a Windows e a Mac OSX totalmente libera e gratuita e che si rinnova semestralmente con novità e miglioramenti.</p>
<p>Come ogni lepre che si rispetti, anche la nuova Ubuntu si dimostra scattante &#8230;al di sopra di ogni previsione. Su un computer con un paio d&#8217;anni di vita o un netbook qualunque, Jaunty si avvia sempre e comunque in meno di 20 secondi, superando in velocità Windows Xp e Mac OSX (per non parlare di Windows Vista, che sullo stesso hardware impiega mediamente più di un minuto).</p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/MD5khynB_oo" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p>Una volta effettuato il login, ubuntu ci presenta un desktop familiare, intuitivo e moderno, corredato inoltre da splendidi effetti 3D.</p>
<p style="text-align: center;"><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/1zoXquJdwMI" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p>L&#8217;impressione che si ha sin dal primo minuto d&#8217;uso è che tutti i programmi inclusi siano magistralmente integrati tra loro, con un look and feel uniforme e intuitivo all&#8217;uso. Ubuntu integra al suo interno, infatti, già un notevole numero di programmi pronti da usare. Una suite office completa, un programma di fotoritocco, un programma per ascoltare la musica, un programma per guardare video in tutti i formati umanamente conosciuti, un navigatore web, un client di posta elettronica, un messenger universale (MSN, Yahoo, Gadu Gadu, Facebook, AIM, ICQ, IRC ecc..) e tanti altri programmi. Una volta installata sarà possibile installare nuove applicazioni con un semplice clic del mouse, surclassando addirittura la proverbiale semplicità d&#8217;uso di Mac OSX e Windows.</p>
<p>Seppur non ancora perfetto al 100%, il riconoscimento hardware di ubuntu si dimostra ottimo e notevolmente migliorato dalle versioni precedenti. L&#8217;obiettivo dichiarato è quello di evitare all&#8217;utente qualsiasi intervento di natura tecnica. Una volta collegata, una stampante, una chiave USB, o qualsiasi altra componente, quest&#8217;ultima deve funzionare automaticamente, senza alcuna necessità di scaricare o installare software da cd di terze parti.</p>
<p>Con Jaunty l&#8217;ambizione di ubuntu per quanto riguarda il riconoscimento hardware è quasi del tutto raggiunta. Alcune componenti tediose come le schede video ATI, NVIDIA o le schede Wifi di broadcom, infatti, richiedono ancora un&#8217;intervento (minimo) da parte dell&#8217;utente, che sarà costretto ad attendere il primo avvio del PC prima di poter installare i driver proprietari richiesti, procedura che si risolve con un solo clic del mouse.La grande capacità di ubuntu di adattarsi a qualsiasi tipo di hardware è una caratteristica che gli sviluppatori hanno voluto sfruttare per trasformare Jaunty in una distribuzione &#8220;da competizione&#8221; per aggiudicarsi il mercato dei netbook. Questo intento è ben visibile anche osservando l&#8217;edizione &#8220;Netbook Remix&#8221;, una versione appositamente studiata per adattarsi alle caratteristiche di questi piccoli computer offrendo ad esempio un&#8217; interfaccia pulita e ottimizzata per gli schermi di dimensioni ridotte.</p>
<p>Ubuntu si può installare sull&#8217;intero hard disk, rimpiazzando completamente Windows, ma può anche convivere con la versione di windows pecedentemente installata. Se volete proprio solo darle un&#8217;occhiata, potete anche avviarla semplicemente da CD ed usarla senza nemmeno sfiorare il vostro hard disk. Certo, così dovrete rinunciare a velocità e prestazioni, ma è senz&#8217;altro un ottimo modo per provare ubuntu senza che quest&#8217;ultimo abbia influenza alcuna sul vostro computer.</p>
<p>Una caratteristica importante di ubuntu è il supporto. Se volete installarla ed usarla in un ambiente di produzione come in azienda, la ditta Canonical, che sostiene finanziariamente il progetto ubuntu offre <a href="http://www.canonical.com/services/support" target="_blank">supporto professionale</a> 24 ore su 24, 365 giorni all&#8217;anno in tutto il mondo&#8230; ovviamente a pagamento. Tuttavia, se non avete un grosso bisogno di supporto professionale o non avete soldi da spendere per questo genere di servizio non disperate. La comunità internazionale di ubuntu offre gratuitamente supporto in qualsiasi lingua tramite forum ufficiali (un buon punto di partenza è il <a href="http://www.ubuntu-it.org/" target="_blank">sito della comunità italiana di ubuntu</a>) o in chat su IRC.</p>
<p>Ubuntu come detto è completamente gratis e si può ottenere in vari modi. Potete<a href="http://www.ubuntu.com/getubuntu/download" target="_blank"> scaricarla gratuitamente</a> e masterizzarvela su un unico CD-ROM ma se siete particolarmente pigri o non disponete di una connessione ad alta velocità potete anche farvene inviare una copia gratis per posta. Basta iscriversi al servizio gratuito <a href="http://shipit.ubuntu.com" target="_blank">shipit</a> e portare pazienza per qualche settimana.<br />
A proposito. Oltre che gratuita Ubuntu è anche completamente libera. Potete dunque copiarla e regalarla, oppure rivenderla (se trovate qualcuno abbastanza furbo da pagarvela). Se poi coltivate un&#8217;anima profondamente geek, potete addirittura decidere di modificarla, creare la vostra ubuntu personalizzata e ridistribuirla a pagamento o gratuitamente.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Mozilla affila gli artigli. Presto in arrivo Firefox 3.5</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 22:15:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/17/04/2009/navigatori-internet-guerra-sulla-velocita/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/04/firefox35-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="firefox35" title="firefox35" /></a>La velocità di esecuzione è una caratteristica sempre più importante nel mondo del web 2.0. Negli ultimi anni abbiamo infatti assistito alla nascita di applicazioni sempre più complesse basate su piattaforma online, servizi a cui l'appellativo di "siti web" sta veramente stretto e che assomigliano sempre più a vere e proprie "Applicazioni", programmi sofisticati che richiedono potenze di calcolo sempre maggiori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2061" title="firefox35" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/04/firefox35.jpg" alt="firefox35" width="600" height="329" /></p>
<p style="text-align: justify;">La velocità di esecuzione è una caratteristica sempre più importante nel mondo del web 2.0. Negli ultimi anni abbiamo infatti assistito alla nascita di applicazioni sempre più complesse basate su piattaforma online, servizi a cui l&#8217;appellativo di &#8220;siti web&#8221; sta veramente stretto e che assomigliano sempre più a vere e proprie &#8220;Applicazioni&#8221;, programmi sofisticati che richiedono potenze di calcolo sempre maggiori.</p>
<p style="text-align: justify;">Il browser, insomma, si sta trasformando da semplice visualizzatore a vero e proprio framework per l&#8217;esecuzione di applicazioni e il contendente che riuscirà ad imporsi sul mercato dei browser assumerà in futuro un ruolo sempre più importante nel panorama IT, forse addirittura superiore a quello ricoperto dai sistemi operativi. Ovviamente se Microsoft dovesse vincere questa guerra, le applicazioni girerebbero meglio su Internet Explorer e di riflesso su Windows che è rimasta l&#8217;unica piattaforma su cui IE è in grado di girare. Per fortuna però questo scenario sembra essere lontano dalla realtà e la guerra dei browser si rivela più aperta che mai. Mentre Safari e Google Chrome sembrano infatti essere lanciatissimi, Microsoft cerca per il momento solamente di difendersi, rilasciando l&#8217;ennesima versione flop di Internet Explorer (<a href="http://www.geekissimo.com/2009/04/11/presto-laggiornamento-forzato-ad-internet-explorer-8/" target="_blank">e imponendo un aggiornamento forzato a tutti gli utenti Windows</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il grande assente in questa nuova fase della guerra dei browser è Firefox.<br />
Il browser open source che negli scorsi anni si è duramente conquistato un posto d&#8217;onore nel cuore degli internauti ha difatti finora disertato le armi, annunciando più volte un rilascio mai avvenuto e mostrando le sue difficoltà nel riuscire in breve tempo a concepire la cosiddetta &#8220;arma finale&#8221;, quella per intenderci che dovrebbe consentire alla volpe di fuoco di riconfermarsi re tra i browser. Questo continuo procrastinare, tuttavia, ha leso molto all&#8217;immagine di Mozilla e in molti nelle scorse settiane hanno manifestato impazienza e frustrazione per questi continui ritardi.
</p>
<p style="text-align: justify;">Mozilla però non sopporta i menagrami ed è determinata a farci assaggiare un po&#8217; della tecnologia del nuovo firefox che ormai, a quanto pare, è imminente. L&#8217;atteso parto di Mozilla, segnerà una volta per tutte l&#8217;entrata del browser open source più famoso al mondo sul ring della velocità dove in questo momento stanno combattendo Google Chrome 2 e Safari 4.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nuovo Firefox, che sotto il cofano monta il nuovissimo motore JavaScript &#8220;TraceMonkey&#8221; sorprenderà gli utenti con performance raddoppiate rispetto all&#8217;attuale versione 3, una velocità che stando alla rivista <a href="http://www.betanews.com/article/Codefrozen-Firefox-35-beta-gains-4-more-speed-against-Chrome-2/1239912811" target="_blank">Betanews</a> supererebbe del 450% quella di Internet Explorer 8 e addirittura del 900% quella del redivivo Internet Explorer 7.<br />
Molto più serrato è invece il confronto con Safari, attualmente il più veloce browser al mondo ma che Google spera di superare a breve con il rilascio di Chrome 2.0. Finora la velocità di Firefox 3.5 beta si situava a metà tra i due contendenti ma i recenti progressi della volpe di fuoco tengono tutti con il fiato sospeso. Nonostante infatti lo sviluppo del browser di Google stia procedendo a passo spedito, Firefox sembra evolvere ancora più velocemente e la nuova build che tutti potremo assaggiare mercoledì prossimo sembra aver superato anche Chrome del 4%.
</p>
<p style="text-align: justify;">Di certo se le misurazioni di Betanews fossero corrette e Firefox riuscisse a surclassare i suoi concorrenti dimostrerà a tutti che a volte è meglio aspettare invece di lanciarsi a capofitto in una lotta senza esclusione di colpi. Ricordiamoci che Mozilla è finora l&#8217;unico browser moderno disponibile per praticametne qualsiasi piattaforma esistente. Firefox è in grado di girare nativamente su Windows, Mac OSX e GNU/Linux, ma non disdegna anche piattaforme minori come FreeBSD o Sun Solaris. Diamo tempo al tempo, e iniziamo a leccarci i baffi!</p>
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		<title>Sentenza di morte per l&#8217;enciclopedia Encarta</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 19:46:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/02/04/2009/sentenza-di-morte-per-lenciclopedia-encarta/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/04/408675encarta-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="408675encarta" title="408675encarta" /></a>Una mesta comunicazione di Microsoft ha decretato quest'oggi la fine di Encarta, l'enciclopedia che più di qualsiasi altro progetto inaugurò e cavalcò l'onda dell'era d'oro del CD-ROM, conclusasi definitvamente con la diffusione di Internet e la nascita di ambiziosi progetti antagonisti come l'ormai arcinota enciclopedia libera Wikipedia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1647" title="408675encarta" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/04/408675encarta.jpg" alt="408675encarta" width="450" height="341" /></p>
<p>Una mesta<a href="http://encarta.msn.com/guide_page_FAQ/FAQ.html" target="_blank"> comunicazione </a>di Microsoft ha decretato quest&#8217;oggi la fine di Encarta, l&#8217;enciclopedia che più di qualsiasi altro progetto inaugurò e cavalcò l&#8217;onda dell&#8217;era d&#8217;oro del CD-ROM, conclusasi definitvamente con la diffusione di Internet e la nascita di ambiziosi progetti antagonisti come l&#8217;ormai arcinota enciclopedia libera <a href="http://www.wikipedia.org" target="_blank">Wikipedia</a>.</p>
<p>Secondo il comunicato, Encarta non vedrà la fine del prossimo autunno, spegnendosi definitivamente il 31 ottobre 2009 con la sola eccezione per l&#8217;edizione giapponese, che esalerà l&#8217;ultimo respiro in compagnia dell&#8217;anno corrente la notte del 31 dicembre.</p>
<p>Microsoft giustifica la chiusura del progetto Encarta con la constatazione condivisibile che <em>&#8220;il modo in cui le persone utilizzano e fruiscono delle informazioni enciclopediche è radicalmente cambiato negli ultimi anni&#8221;</em>, concludendo tristemente con l&#8217;ammissione del fatto che il prodotto Encarta<em> &#8220;non soddisfa più in modo ottimale le esigenze del consumatore di oggi&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;annuncio non suona tuttavia come una capitolazione definitiva e totale. Stando alle dichiarazioni di Redmond, infatti, <em>&#8220;l&#8217;esperienza ottenuta con Encarta verrà utilizzata per la creazione di nuove soluzioni tecnologiche&#8221;</em> che, si evince dal comunicato, dovrebbero permettere a Microsoft di poter resistere in modo più convincente nel mercato dell&#8217;istruzione e della cultura, oggi letteralmente rivoluzionato dalle iniziative proposte dalle correnti che promuovono, come nel caso Wikipedia, soluzioni aperte e gratuite in grado di custodire e consegnare all&#8217;umanità intera i segreti della conoscenza.</p>
<p>L&#8217;abbandondo di Microsoft e la morte di Encarta verrà tuttavia rimpianta da generazioni di giovani &#8220;pionieri&#8221; dell&#8217;era informatica che scoprirono le enciclopedie su CD-ROM molto prima della nascita di Wikipedia. In queste ore di agonia per il prodotto Microsoft il nostro pensiero va soprattutto a loro. Possano elaborare il lutto e ricordare per sempre i momenti felici passati a rimirare sui propri schermi le pagine della gloriosa enciclopedia Encarta.</p>
<p>Riposi in pace.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Riavere la vecchia interfaccia di Facebook? Si può fare!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 16:35:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/01/04/2009/riavere-la-vecchia-interfaccia-di-facebook-si-puo-fare/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/03/facebook.jpeg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="facebook" title="" /></a>Sembra incredibile ma è vero. Grazie a l'estensione "GreaseMonkey" e un apposito script potrete riabbracciare l'amata interfaccia che milioni di utenti facebook in tutto il mondo rimpiangono.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1606" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/03/facebook.jpeg" alt="facebook" width="550" height="281" /></p>
<p>Continuano le polemiche verso la nuova e odiata interfaccia del social network più noto alle masse.</p>
<p><a href="http://apps.facebook.com/layoutvote/?ref=ap&amp;v=0" target="_blank">Milioni</a> di utenti si sono mobilitati nell&#8217;ultimo mese per opporsi al cambiamento non richiesto e mentre il creatore e CEO di Facebook Zuckerberg cerca di difendersi, asserendo che &#8220;i cambiamenti non piacciono mai all&#8217;inizio&#8221; c&#8217;è già chi si è messo all&#8217;opera per fare in modo che le cose cambino.</p>
<p>Per una volta non si parla di petizioni online, gruppi di protesta sullo stesso facebook o dichiarazioni pubbliche.</p>
<p>Alcuni sviluppatori si sono dati una mossa e utilizzando la tecnologia di punta che sta alla base del browser Mozilla Firefox hanno prodotto uno script che riporterà sui vostri schermi la vecchia e amata interfaccia di Facebook.</p>
<p>Gli sviluppatori avvertono: &#8220;lo script non è ancora in grado di ripristinare tutte le vecchie funzioni di facebook, ma il layout e diversi altre caratteristiche sono già al loro posto&#8221;.</p>
<p>Per installare lo script sul vostro Mozilla Firefox, dovrete prima di tutto installare l&#8217;estensione Grease Monkey disponibile <a href="https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/748" target="_blank">QUI</a> e poi, una volta riavviato il browser, visitare questa <a href="http://userscripts.org/scripts/show/44981" target="_blank">pagina </a>e cliccare sul pulsante &#8220;Install&#8221; in alto a destra.</p>
<p>Dopo aver accettato l&#8217;installazione dello script ed aver acconsentito ad un ulteriore riavvio di Firefox, sarete in grado, visitando il sito <a href="www.facebook.com" target="_blank">www.facebook.com</a>, di ri-ammirare la vecchia cara interfaccia. Chissà se questa nuova mossa farà cambiare finalmente idea a Zuckerberg e compagni?<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Un nuovo iPhone per metà giugno?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 14:19:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/25/03/2009/un-nuovo-iphone-per-meta-giugno/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/03/custom_1234270253798_iphone_3-150x150.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="custom_1234270253798_iphone_3" title="custom_1234270253798_iphone_3" /></a>A esattamente un anno dal lancio mondiale dell'iPhone 3G, pare che Apple stia per rilasciare una nuova versione del melafonino. Numerosi rumours in questi giorni parlano di un iphone più potente, che approfitterebbe addirittura di una tecnologia multiprocessore per migliorare le prestazioni grafiche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1069" title="custom_1234270253798_iphone_3" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/03/custom_1234270253798_iphone_3.png" alt="custom_1234270253798_iphone_3" width="432" height="243" /><br />
<em>L&#8217;iPhone &#8220;4G&#8221; immaginato da uno dei numerosi fans della mela.<br />
Non si tratta di un prototipo reale, ma di una suggestiva interpretazione dei rumors.</em></p>
<p>A esattamente un anno dal lancio mondiale dell&#8217;iPhone 3G, <a href="http://www.boygeniusreport.com/2009/03/23/att-new-iphone-will-be-hot-son/" target="_blank">pare</a> che Apple stia per rilasciare una nuova versione del melafonino. Numerosi rumours in questi giorni parlano di un<a href="http://www.appleinsider.com/articles/09/03/18/iphone_graphics_may_get_multiprocessor_performance_upgrade.html" target="_blank"> iphone più potente</a>, che approfitterebbe addirittura di una <strong>tecnologia multiprocessore</strong> per migliorare le prestazioni grafiche. Allo stesso tempo sembra che la fotocamera sarà generosamente migliorata, permettendo addirittura la<strong> ripresa video in qualità HD 720p</strong>. Oltre a questo si parla di <strong>miglioramenti sostanziali alla qualità del modulo wifi e 3G</strong>. Il nuovo iPhone dovrebbe supportare ad esempio lo standard UMTS HSUPA, lo stesso delle famose &#8220;chiavette modem&#8221; che permette di raggiungere la<strong> velocità di 7.2Mbit in download e di 1Mbit in upload</strong> connettendosi alla normale rete di telefonia cellulare. Il miglioramento sostanziale dell&#8217;hardware, sommato al<a href="http://www.appletribu.com/?p=2077" target="_blank"> rinnovamento del software</a> previsto anch&#8217;esso per quest&#8217;estate servirà ad apple per continuare a mantenere il vantaggio innovativo sui telefoni dei produttori concorrenti che nonostante fossero da tempo padroni del mercato si sono ritrovati, dopo il rilascio di iPhone, a rincorrere le funzionalità del prezioso gingillo californiano.<br />
Una cosa è certa, il nuovo iPhone vedrà la luce in uno scenario completamente diverso da quello che si presentava solo un anno fa. Alle porte bussano nuovi dispositivi come l&#8217;annunciato <a href="http://www.engadget.com/2009/01/13/palm-pre-everything-you-ever-wanted-to-know/" target="_blank">Palm Pre</a> e altri <a href="http://www.android.com/" target="_blank">sistemi operativi</a> insidiano il primato di OSX mobile. Riuscirà Apple a imporre nuovamente il proprio ritmo di danza?</p>
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