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	<title>L&#039;universo &#187; SCIENZE E TECNOLOGIA</title>
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		<title>Essere &#8220;geek&#8221; sotto Natale&#8230; 2</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 18:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerardo Bramati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/18/12/2009/essere-geek-sotto-natale-2/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/Cattura.JPG" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Cattura" title="Cattura" /></a>Ogni anno, sotto Natale, gli appassionati di tecnologia e computer si esibiscono nelle più stravaganti re-interpretazioni dei simboli natalizi in chiave futuristica, e si sfidano in una gara mondiale combattuta a colpi di trovate "kitsch". In questo articolo trovate una selezione di alcune delle idee più stravaganti ma, bisogna ammetterlo, geniali, che si sono viste su YouTube.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-4096  aligncenter" title="Cattura" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/12/Cattura.JPG" alt="Cattura" width="406" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il titolo dell&#8217;articolo si spiega facilmente: circa un mese fa ho pubblicato una prima versione di questo articolo (che si trova <a href="http://www.luniverso.com/20/11/2009/per-essere-geek-anche-sotto-natale/" target="_blank">qui</a>), in cui presentavo una curiosa applicazione per iPhone, utile per la gestione dei regali di Natale. La cosa mi aveva incuriosito, e credevo che, a volte, gli smanettoni tecnologici tendono ad esagerare quando si tratta di implementare tecnologia anche nelle questioni più semplici e naturali del mondo &#8211; come il Natale, appunto. Con l&#8217;avvicinarsi della fatidica data, però, mi sono reso conto che la situazione è più grave del previsto: dagli <em>States</em>, in particolar modo, sta arrivando una valanga di prodotti &#8220;geek&#8221; &#8211; o, se volete, &#8220;kitsch&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">I &#8220;geek&#8221; sono gli appassionati di tecnologia, gli informatici, persone sempre alla ricerca di prodotti ad altissima tecnologia e, spesso, a bassissima utilità &#8211; perchè la tecnologia è, di per sè, un piacere tale da non richiedere nessun tipo di utilità. Persone che, per fare un esempio, festeggiano lo Star Wars Day, il 4 maggio*. Con l&#8217;approssimarsi delle Feste poi, il genio &#8220;geek&#8221; si presenta con tutta la sua vivacità, ed è così che prendono vita esseri come:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=bgw4f0wuSts" target="_blank">Gremlin Natalizio</a> che canta e muove la testa, e che suscita una sensazione a metà tra tenerezza ed orrore</li>
<li>Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=0fNI6KbbQI8" target="_blank">&#8220;geek&#8221; che suona (male) Jigle Bells</a> con una scheda grafica per PC</li>
<li>Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=n0iH1Yx0pRY" target="_blank">&#8220;geek&#8221; Chris Pirillo che canta</a> (fuori sincro) cosa ha ricevuto in regalo (memoria RAM, un Joystick&#8230;)</li>
<li>La <a href="http://www.youtube.com/watch?v=rmgf60CI_ks" target="_blank">casa addobbata</a> con luci natalizie che &#8220;danzano&#8221; a ritmo di musica</li>
<li>Il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=PvDFiMkqJwA" target="_blank">&#8220;geek&#8221; Pirillo (sempre lui)  che &#8220;suona&#8221; due cani-sonagli</a> e canta davanti ad un camino&#8230; LCD</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Non mi resta che augurare, un buon &#8220;geek&#8221; Natale a tutti!</p>
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		<title>Essere &#8220;geek&#8221; sotto Natale&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 16:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerardo Bramati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/20/11/2009/per-essere-geek-anche-sotto-natale/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/img1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="img1" title="img1" /></a>Ogni anno, in questo periodo, inizia la febbre da regali di Natale. Migliaia di persone affollano i centri commerciali alla ricerca del regalo perfetto per ogni amico e parente, e gli sviluppatori di software per iPhone hanno pensato che, anche in questa situazione, ci fosse bisogno di un'applicazione che facesse un po' di ordine. Ecco come si coordinano gli acquisti di regali quando si possiede lo smartphone di Apple.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-3788  aligncenter" title="img1" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/img1.jpg" alt="img1" width="579" height="288" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno, in questo periodo, inizia la febbre da regali di Natale. Migliaia di persone affollano i centri commerciali alla ricerca del regalo perfetto per ogni amico e parente, e gli sviluppatori di software per iPhone hanno pensato che, anche in questa situazione, ci fosse bisogno di un&#8217;applicazione che facesse un po&#8217; di ordine. Ecco come si coordinano gli acquisti di regali quando si possiede lo smartphone di Apple.</p>
<p style="text-align: justify;">My Christmas Gift List è un&#8217;applicativo molto leggero e semplice da utilizzare, che permette di creare una lista di regali per ogni contatto che venga selezionato dalla rubrica: selezionando, ad esempio, un amico è possibile inserire nella sua lista il regalo che si vuole acquistare per lui. I valori che si possono inserire per ogni regalo sono, ovviamente, il nome ed il prezzo (i prezzi si sommano automaticamente e viene mostrato il &#8220;budget&#8221; per ogni contatto), ma anche lo stato in cui si trova il regalo: è possibile indicare se l&#8217;oggetto è ancora da comprare, è stato comprato, va impacchettato ecc.</p>
<p style="text-align: justify;">La schermata iniziale dell&#8217;applicazione mostra, infine, i nomi dei contatti selezionati, la spesa per i relativi regali, ed i giorni mancanti a natale. Il tutto è confezionato (mai termine fu più appropriato&#8230;) con una grafica tutta pacchi, pacchetti e fiocchi rossi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un software, dunque, molto divertente e che ogni fanatico di iPhone, sotto Natale, dovrebbe avere. Certo è che le stesse funzioni possono essere svolte da un semplice blocco note ed una penna, anche se la versione digitale ha un fascino tutto suo. Una cosa è certa: nessuna applicazione per cellulare può aiutare i ritardatari come me quando, negli ultimi giorni prima di Natale, si trovano davanti agli scaffali dei negozi a competere per gli ultimi prodotti rimasti con una vecchina che, con sguardo glaciale, dichiara: &#8220;ne resterà solo uno&#8221;.</p>
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		<title>Un coltellino svizzero digitale</title>
		<link>http://www.luniverso.com/13/11/2009/un-coltellino-svizzero-digitale/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 09:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerardo Bramati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/13/11/2009/un-coltellino-svizzero-digitale/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/IMG_0124-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="IMG_0124" title="IMG_0124" /></a>AppBox Pro, a lungo nella top ten delle applicazioni più vendute in Svizzera, è una vera e propria miniera di funzioni utili: ad un costo irrisorio è possibile espandere le potenzialità del proprio iPhone aggiungendo davvero di tutto, dal convertitore di unità al traduttore, dalle informazioni di sistema ad una torcia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3670" title="IMG_0124" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/IMG_0124.jpg" alt="IMG_0124" width="575" height="288" /></p>
<p>AppBox Pro, a lungo nella top ten delle applicazioni più vendute in Svizzera, è una vera e propria miniera di funzioni utili: ad un costo irrisorio è possibile espandere le potenzialità del proprio iPhone aggiungendo davvero di tutto, dal convertitore di unità al traduttore, dalle informazioni di sistema ad una torcia.</p>
<p>Lo smartphone di Apple offre una gamma di funzioni già decisamente competitiva rispetto alla concorrenza; in più, la possibilità di installare quotidianamente nuove applicazioni tra quelle disponibili su App Store, fa sì che l&#8217;espansione sia virtualmente inarrestabile. AppBox Pro, poi, è un&#8217;applicazione quantomeno anomala, perchè si tratta di una raccolta di ben 18 micro-applicazioni, alcune delle quali decisamente utili. Non è quindi stupefacente che l&#8217;immagine scelta dagli sviluppatori come icona sia un coltellino Svizzero.</p>
<p>Per fare un esempio, la prima delle funzioni è dedicata al monitoraggio della batteria &#8211; vero punto debole di iPhone, parzialmente risolto con la nuova versione: oltre ad indicare la percentuale residua, AppBox riporta alcune stime sulla durata che il telefono potrebbe avere in differenti situazioni di utilizzo, come telefonate, connessione ad internet o ascolto di musica. La funzione &#8220;system info&#8221;, per contro, indica in modo semplice ed intuitivo la percentuale di memoria libera per lo stoccaggio di nuove applicazioni, foto, brani musicali e documenti.</p>
<p>Una situazione in cui AppBox si può rivelare particolarmente utile è una vacanza all&#8217;estero, ed i motivi sono almeno tre. Innanzitutto, è incluso un classico convertitore di valuta, che permette di aggiornare i tassi di conversione connettendosi ad internet. AppBox contiene anche molti calendari relativi ad altrettanti Paesi, che riportano le differenti festività. Infine, non poteva mancare un traduttore di frasi che permette traduzioni in oltre quaranta lingue diverse. Al momento della stesura di questo articolo è disponibile per la modica cifra di CHF 1.10.</p>
<p><strong>Vantaggi</strong>: molte funzioni a basso costo; aggiornabile in rete</p>
<p><strong>Svantaggi</strong>: alcune applicazioni poco utili, come un generatore di numeri casuali<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		</item>
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		<title>Il leone che cinguetta</title>
		<link>http://www.luniverso.com/06/11/2009/il-leone-che-cinguetta/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 08:43:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerardo Bramati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/06/11/2009/il-leone-che-cinguetta/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/IMG_01321-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="IMG_0132" title="" /></a>Il viso tondo e la criniera infuocata che appaiono sull'icona appartengono senza alcun dubbio ad un leone. Anche il nome, Natsulion, lascia ben pochi dubbi. Eppure questa nuova incarnazione del "re dei felini" ha una caratteristica che lo rende unico tra i suoi simili: questo leone cinguetta come un usignolo!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3492 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/IMG_01321.jpg" alt="IMG_0132" width="575" height="288" /></p>
<p style="text-align: justify">Il viso tondo e la criniera infuocata che appaiono sull&#8217;icona appartengono senza alcun dubbio ad un leone. Anche il nome, Natsulion, lascia ben pochi dubbi. Eppure questa nuova incarnazione del &#8220;re dei felini&#8221; ha una caratteristica che lo rende unico tra i suoi simili: questo leone cinguetta come un usignolo!</p>
<p style="text-align: justify">Da dove arriva, questo essere decisamente anomalo? Da un bestiario compilato da un monaco medievale in preda ad una crisi mistica? No, è semplicemente una delle innumerevoli creazioni nate dalle brillanti menti che popolano il mondo Mac. Natsulion è un client per Twitter che, nato come software gratuito per Mac OS, fa della semplicità la propria caratteristica principale. Ed oggi la semplicità si fa anche portatile, grazie alla versione per iPhone.</p>
<p style="text-align: justify">Lanciata l&#8217;applicazione &#8211; che si scarica gratuitamente da App Store &#8211; è sufficiente inserire i dati del proprio account Twitter, ed il lavoro di &#8220;setup&#8221; è concluso: in un istante si possono avere sullo schermo del telefonino tutti gli ultimi &#8220;tweet&#8221; dei propri contatti, pronti da leggere ed a cui rispondere. Il tutto con una semplicità quasi disarmante. Premendo su un messaggio, si apre una pagina che mostra tutte le opzioni che si possono desiderare in un client di questo tipo: come illustrato nell&#8217;immagine centrale in alto, Natsulion permette di rispondere al &#8220;tweet&#8221;, di salvarlo tra i preferiti, di reinviarlo ed, infine, di leggere tutti i messaggi dell&#8217;utente.</p>
<p style="text-align: justify">Se si considerano tutte le caratteristiche aggiuntive &#8211; temi grafici multipli, possibilità di invio di messaggi diretti, funzione &#8220;shake for fullscreen&#8221; &#8211; oltre che la semplicità di utilizzo, viene davvero da pensare che i nipponici ideatori di questa applicazione, Akira Ueda e Takuma Mori, abbiano dato vita ad un piccolo gioiello.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Vantaggi</strong>: usare Twitter, sul cellulare, in modo semplice e gratis!</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Svantaggi</strong>: praticamente nessuno&#8230;</p>
<p style="text-align: justify">&#8212;</p>
<p style="text-align: justify">Download versione per Mac: <a href="http://www.apple.com/downloads/macosx/email_chat/natsulion.html" target="_blank">clicca qui</a></p>
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		<title>Tecnologia in palmo di mano</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 22:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerardo Bramati</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Telefonia]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/30/10/2009/tecnologia-in-palmo-di-mano/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/10/IMG_01032-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="IMG_0103" title="IMG_0103" /></a>"Wired" significa letteralmente "connesso", ma secondo l'accezione data dall'omonima rivista americana, oggi significa anche "moderno", "innovativo". E proprio moderni ed innovativi sono i prodotti tecnologici che troviamo nelle recensioni degli esperti editori di Wired, che ora i possessori di iPhone possono leggere quotidianamente.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3457" title="IMG_0103" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/10/IMG_01032.jpg" alt="IMG_0103" width="575" height="288" /></p>
<p>&#8220;Wired&#8221; significa letteralmente &#8220;connesso&#8221;, ma secondo l&#8217;accezione data dall&#8217;omonima rivista americana, oggi significa anche &#8220;moderno&#8221;, &#8220;innovativo&#8221;. E proprio moderni ed innovativi sono i prodotti tecnologici che troviamo nelle recensioni degli esperti editori di Wired, che ora i possessori di iPhone possono leggere quotidianamente.</p>
<p>Nata nel lontano 1993, la rivista americana (che ora ha anche una versione italiana, cartacea e <a href="http://www.wired.it/" target="_blank">web</a>) si occupa di analizzare e descrivere come la tecnologia influenza la nostra vita, ed in particolare prende in esame gli effetti generati nei settori della politica, dell&#8217;economia e della cultura. La sua pur breve storia è costellata da grandi nomi e grandi personaggi: innanzitutto, la prima linea editoriale è stata delineata sotto l&#8217;influenza degli studi del teorico dei media canadese Marshall McLuhan (considerato il &#8220;santo patrono&#8221; del magazine); sin dagli inizi, l&#8217;eclettico informatico Nicholas Negroponte (fondatore del <a href="http://www.media.mit.edu/" target="_blank">Media Lab</a> del MIT di Boston e dell&#8217;associazione <a href="http://laptop.org/en/" target="_blank">One Laptop per Child</a>) è stato redattore fisso; infine, dal 2001 Wired è sotto la guida di Chris Anderson, considerato uno dei maggiori studiosi del web, ed anzi un vero &#8220;guru&#8221;.</p>
<p>Mentre la versione cartacea analizza la tecnologia come fenomeno globale e di impatto sociale, il sito web relativo (<a href="http://www.wired.com/" target="_blank">wired.com</a>) si è distinto (oltre che per una vivacissima attività di blogging) per una sezione dedicata alle recensioni di gadget ed articoli tecnologici di ogni tipo. Questa caratteristica del sito, infine, si è trasferita in blocco (video recensioni comprese) in una nuova e scintillante versione &#8220;mobile&#8221; che sfrutta appieno le potenzialità del telefono di Apple: così ha preso vita il figlio minore della grande famiglia di Wired, ovvero Wired Product Reviews.</p>
<p>Questa piccola ma potente applicazione, che al momento in cui vi scrivo si scarica gratuitamente, propone con frequenza di aggiornamento quotidiana recensioni di qualità professionale di prodotti suddivisi in dodici categorie, che spaziano dalla telefonia ai PC, dalle auto agli impianti home theatre, dai videogiochi agli strumenti per il fai-da-te. Tutti, dotati di un tasso tecnologico elevatissimo, e sapientemente selezionati da editori esperti e veri &#8220;geek&#8221; (leggasi &#8220;fanatici di tecnologia, dotati di enorme conoscenza del settore, spesso mentalmente anomali&#8221;). Grazie ad un&#8217;interfaccia graficamente gradevole ed intuitiva, restare aggiornati sulle novità del settore diventa quasi fin troppo facile.</p>
<p><strong>Vantaggi</strong>: gli ultimi hardware recensiti in tempo di record, per non sbagliare più un acquisto</p>
<p><strong>Svantaggi</strong>: prezzi e date di uscita relative al mercato USA<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>E-book: fenomeno di massa come l&#8217;iPod?</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 14:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/29/10/2009/e-book-fenomeno-di-massa-come-lipod/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/10/Lettore-e-book1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Lettore e-book" title="" /></a>e-book: sostituiranno la versione cartacea dei libri? Allo studio da alcuni anni rivoluzionari, ma costosi, lettori e-book che potrebbero mandare in pensione i pesanti volumi di cellulosa. Vantaggi, svantaggi e ripercussioni di questi accessori sulla lettura per come la intendiamo oggi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">
<p style="text-align: left">
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3432" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/10/Lettore-e-book1.jpg" alt="Lettore e-book" width="345" height="342" /></p>
<p style="text-align: justify;">« È il peso della cultura. », ripetevano i nostri genitori quando, la schiena storta sotto il peso di una cartella zeppa di libri e antologie, ci lamentavamo con loro del “fardello scolastico”. Ebbene, nell’era dei social network, di Internet e della digitalizzazione, tutto questo potrebbe diventare solo uno sbiadito ricordo. Da qualche anno, infatti, sono allo studio <strong>lettori e-book</strong> che potrebbero mandare in pensione i libri stampati; i primi modelli sono già pronti e acquistabili (Amazon Kindle 2, Sony PSR-700, iRex iLiad, per citarne alcuni).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Potrebbero</em>, appunto. Trattandosi – al momento – di un mercato di nicchia, di un sottobosco di pochi, timidi sostenitori disposti ad elargire fra i 300 e i 600 € per uno di questi gadget, il condizionale mi sembra d’obbligo. Avverrà anche in letteratura quanto capitato in campo musicale, dove vinile, audiocassette e compact disc, seppur dopo anni gloriosi e rampanti, sono finiti al museo, rimpiazzati dall’mp3? Difficile stabilirlo sin d’ora. I fautori del progresso ritengono sia inevitabile: il libro cartaceo non sopravvivrà alla digitalizzazione; i nostalgici gridano allo scandalo e puntano i piedi, arroccandosi sulla posizione contrastante.</p>
<p style="text-align: justify;">Come ogni “rivoluzione” dirompente, anche l’avvento – se ci sarà –  dei lettori e-book porterà con sé tanti vantaggi quanti svantaggi. I prezzi proibitivi, la fragilità, il look non molto estetico e la natura “energivora” (bisogna ricordarsi di caricarne le batterie, altrimenti addio lettura) di questi accessori giocano a sfavore di un boom a livello mondiale. L’ingombro minino, il minor peso, l’elevata trasportabilità in contemporanea di migliaia di volumi e l’accesso rapido e pratico ai testi (download di un titolo in meno di un minuto, senza il bisogno di recarsi il libreria) rappresentano l’altro lato del medaglione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lettore e-book diverrà un fenomeno di massa come l’iPod e l’iPhone? Sta a voi decidere. Da parte mia: spero non succeda! Un conto è l’evoluzione in nome di un progresso tecnologico che ogni giorno ci semplifica e semplifica la vita, ma la bellezza di un libro rilegato non la considerate? Varcare la soglia di una biblioteca dal pavimento di legno scricchiolante, assaporarne l’odore, passare le dita sulle coste rugose dei libri, saggiarne il peso e la consistenza, sfogliarne alcune pagine per farsi un’idea sulla trama… No, la lettura non è solo il mero scorrere un testo per assimilarne le informazioni. La lettura è emozione; è un percorso sensoriale che va dalla scelta del titolo al riporlo con cura nella libreria di casa, in bella mostra insieme agli altri. Ogni libro racconta anche la storia di chi lo ha letto e di come lo ha letto. Tutto questo andrebbe perso, con gli e-book.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiamatemi nostalgico, ma io tifo per la versione cartacea.</p>
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		<title>Un progetto per la democrazia dell&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2009 14:32:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerardo Bramati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/03/05/2009/un-progetto-per-la-democrazia-dellinformazione/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/home-pic-41.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="home-pic-41" title="home-pic-41" /></a>Includere i bambini del terzo mondo nell'era della comunicazione: è questa l'idea di Negroponte, vero padre del progetto One Laptop Per Child. Dai risultati raggiunti dipenderà, forse, il futuro di buona parte degli abitanti dell'emisfero australe.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2573" title="home-pic-41" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/05/home-pic-41.jpg" alt="home-pic-41" width="500" height="68" /></p>
<p>Includere i bambini del terzo mondo nell&#8217;era della comunicazione: è questa l&#8217;idea di Negroponte, vero padre del progetto <a href="http://laptop.org/en/" target="_blank">One Laptop Per Child</a>. Dai risultati raggiunti dipenderà, forse, il futuro di buona parte degli abitanti dell&#8217;emisfero australe.</p>
<p>In un paesino sperduto tra i picchi della cordigliera delle Ande, tra le mura di nuda pietra di una casetta, nel mezzo di un paesino rurale, un bambino studia matematica grazie al suo nuovissimo laptop, mentre i genitori coltivano la terra. In un piccolo villaggio africano una bambina oggi non va a scuola: se lo facesse, rischierebbe la propria vita a causa della guerra civile &#8211; lo stesso vale per la sua coetanea afghana &#8211; quindi resta a casa, e studia inglese con il suo portatile. Potrà sembrare follia, che la tecnologia si diffonda dove nemmeno l&#8217;integrità fisica e l&#8217;alimentazione sono garantite. Invece è soltanto il futuro.</p>
<p>Il progetto OLPC è stato presentato al Forum Economico Mondiale di Davos, nel 2005, e da allora ha portato alla diffusione di oltre un milione di PC a bambini che abitano le zone più povere del mondo. Il computer, chiamato XO ma conosciuto anche come &#8220;100$ laptop&#8221;, vive una situazione di sviluppo costante che porterà nei prossimi anni ad un aumento di qualità ed al contemporaneo abbattimento dei costi per l&#8217;acquirente &#8211; generalmente rappresentato da governi nazionali. L&#8217;idea di fondo, sviluppata da Nicholas Negroponte, consiste nella diffusione di una nuova cultura &#8211; quella della tecnologia, ma anche della formazione e dell&#8217;informazione &#8211; in zone dove da secoli si vive nello stesso modo. In pratica, emancipazione su Hard Disk.</p>
<p>L&#8217;approccio, che tanto ha fatto discutere ed ancora è criticato,  ha l&#8217;obiettivo di aiutare i giovani uomini di domani a compiere quel salto generazionale &#8211; tecnologico, ma anche culturale &#8211; che è necessario per trovare il proprio posto nel mondo del ventunesimo secolo: i futuri cittadini globali devono disporre degli strumenti necessari per gestire, un giorno, il mondo dal quale oggi sono esclusi. Se molte fondazioni puntano sulla distribuzione di cibo e salute, il progetto OLPC si concentra sulla diffusione della conoscenza e, quindi, di una vera e propria democrazia dell&#8217;informazione.</p>
<p>Nicholas Negroponte, all&#8217;interno della comunità scientifica e mediatica, è visto come una sorta di oracolo, grazie alla sua capacità di analizzare il presente per realizzare soluzioni pragmatiche per il futuro. Come tutti i &#8220;geni&#8221;, spesso le sue idee restano incomprese per anni, prima di essere rivalutate positivamente. Mi piace, quindi, pensare che  il tanto vituperato OLPC  sia davvero la soluzione giusta per risolvere il problema dell&#8217;esclusione dal mondo dell&#8217;informazione. Per contro, mi fa riflettere la scarsa attenzione che &#8220;i grandi&#8221; della tecnologia mondiale prestano per il progetto, soprattutto in un periodo in cui investono massicciamente nello sviluppo e nella produzione dei netbook: questi mini-computer sono, in definitiva, i cugini &#8220;trendy&#8221; e decisamene &#8220;profit&#8221; di XO.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Futuro: nasce la fattoria metropolitana</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 21:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerardo Bramati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/02/04/2009/futuro-nasce-la-fattoria-metropolitana/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/04/pasona023-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="pasona023" title="pasona023" /></a>A volte sembra quasi che in Giappone si tengano regolarmente dei summit per dare vita ai progetti più strani ed impensabili. Dal Paese del Sol Levante, perennemente in bilico tra una tradizione millenaria ed un eclettismo tecnologico senza pari, arriva l'ennesima trovata anti-crisi: l'agricoltura cittadina, senza terra da arare e lontano dalla luce solare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1663" title="pasona023" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/04/pasona023-300x205.jpg" alt="pasona023" width="300" height="205" /></p>
<p>A volte sembra quasi che in Giappone si tengano regolarmente dei summit per dare vita ai progetti più strani ed impensabili. Dal Paese del Sol Levante, perennemente in bilico tra una tradizione millenaria ed un eclettismo tecnologico senza pari, arriva l&#8217;ennesima trovata anti-crisi: l&#8217;agricoltura cittadina, <a href="http://www.repubblica.it/2005/g/sezioni/scienza_e_tecnologia/affin3/agricoltura/agricoltura.html" target="_blank">senza terra</a> da arare e lontano dalla luce solare.</p>
<p>L&#8217;idea è opera di tale <a href="http://www.pasonagroup.co.jp/english/company/nambu_e.html" target="_blank">Yasuyuki Nambu</a>, CEO del gruppo nipponico <a href="http://www.pasonagroup.co.jp/english/" target="_blank">Pasona </a>- la maggiore società di recruiting e lavoro temporaneo del Paese &#8211; nonchè autore di testi di business e filosofia. Eletto per tre anni di seguito imprenditore dell&#8217;anno &#8211; dal 1987 al 1989 &#8211; Nambu ha dato vita ad una serra sperimentale sotterranea, dove luce solare e terra sono sostituite, rispettivamente, da impianti di luci LED e grandi vasche d&#8217;acqua. Frutta, verdura e piante aromatiche, ad ogni modo, sono più che mai reali e sembrano crescere rigogliose.</p>
<p>Questa innovativa fattoria metropolitana, ricavata da un caveau di banca, si propone come possibile soluzione alla dura recessione che affligge il Giappone da anni: infatti il progetto &#8211; denominato <a href="http://www.pasonagroup.co.jp/pasona_o2/" target="_blank">Pasona O2</a> &#8211; non soltanto crea nuovi posti di lavoro, ma potrebbe ridurre la dipendenza dall&#8217;estero in tema di alimentari, se adottato su vasta scala.</p>
<p>Per di più, stando a quanto affermato dal mensile <a href="http://www.wired.it/magazine/archivio/2009/02/start/le-mille-luci-della-lattuga-di-tokyo-.aspx" target="_blank">Wired</a>, nato negli States ed alla sua seconda uscita in Italia, Pasona O2 sarebbe anche una sorta di oasi nel mezzo di un deserto di cemento, dove i banchieri in pausa pranzo possono rilassarsi e ristabilire un contatto con la &#8220;natura&#8221;. E, in una delle zone più urbanizzate del mondo, dove gli spazi verdi sono sempre più rari, forse anche il giardino virtuale ha un suo perchè.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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