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	<title>L&#039;universo &#187; UNIVERSITÀ</title>
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		<title>Startups.ch: vi presentiamo UNIWALL</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 09:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L'universo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
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		<category><![CDATA[Miro Vujanovic]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/07/09/2011/uniwall/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.startups.ch/media/upload/pages/logo_STARTUPS_award_rgb_gross_final_3.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Laurearsi e poi? Questa è una domanda che di frequente anima le discussioni di studenti e genitori. C'è chi trova un lavoro come dipendente di un'azienda e c'è chi invece desidera avviare un'attività propria ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.luniverso.com/wp-admin/null"><img class="aligncenter" src="http://www.startups.ch/media/upload/pages/logo_STARTUPS_award_rgb_gross_final_3.jpg" alt="" width="460" height="155" /></a></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Laurearsi e poi? Questa è una domanda che di frequente anima le discussioni di studenti e genitori.<br />
C&#8217;è chi trova un lavoro come dipendente di un&#8217;azienda e c&#8217;è chi invece desidera avviare un&#8217;attività propria ed è questo il caso di coloro che hanno inviato il business plan per un progetto imprenditoriale al <strong>concorso</strong> <strong><em>Startups.ch Award.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="left">Grazie al partenariato con ditte del calibro di PostFinance, AXA Winterthur, Sunrise, Sage, Creditreform e Aduno, <strong>la società <em>Startups</em> permette ai giovani imprenditori di costituire la propria ditta a prezzi economici – nel caso ideale addirittura gratuitamente</strong> grazie al concorso <strong><em>Startups.ch Award</em></strong> che quest&#8217;anno è giunto alla sua seconda edizione. Nella Svizzera Tedesca, Svizzera Romanda e in Ticino verranno conferiti in ciascuna regione un <strong><em>Startups.ch Award</em></strong> . I tre progetti vincitori saranno finanziati con CHF 50‘000 ciascuno.<br />
I progetti finalisti per il Tîcino, i quali sono attualmente  in fase di votazione online (dal 5.9 al 14.9.11) sono visibili al seguente indirizzo: <a href="http://www.startups.ch/it/award/startupsch-award/voting#votingStatus" target="_blank">http://www.startups.ch/it/award/startupsch-award/voting#votingStatus</a>.</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><span style="color: #00ccff;"><strong>L&#8217;universo</strong></span> ha votato<span style="color: #ff6600;"><strong><span style="color: #0000ff;"> UNI</span>WALL</strong></span>. Eccovi il video della presentazione del progetto e a seguire la nostra intervista al CEO Paolo Andina (di Brissago).</p>
<p style="text-align: justify;" align="left"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/daHAnp5OFVg" frameborder="0" width="560" height="345"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il progetto UNIWALL propone una PIATTAFORMA INFORMATICA con diverse funzioni riservata interamente agli studenti. In </strong><strong>particolare, quali attività sarà possibile svolgere su UNIWALL?<br />
</strong><em>UNIWALL sarà una piattaforma di mercato online per la nicchia studentesca; in “parole semplici” sarà un sito web che offrirà </em><em>la possibilità a tutti di scambiare beni e servizi relativi agli studi. Alcuni esempi possono essere i libri, gli alloggi o i corsi di </em><em>ripetizione, ma ci saranno decine di altre categorie che aiuteranno ogni studente a trovare veramente tutto ciò che si ha </em><em>bisogno per organizzare completamente la propria vita studentesca.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è la caratteristica vincente della piattaforma che avete ideato?<br />
</strong><em>Ad uno studente di medicina dell’università di Losanna interesseranno ben poco i libri in tedesco venduti da uno studente </em><em>di economia dell’università di Zurigo, tanto meno serviranno dei corsi di ripetizione di matematica a Basilea a degli studenti </em><em>d’architettura di Mendrisio. La categorizzazione del nostro sito sarà minuziosa ed ogni nostro utilizzatore troverà gli articoli che </em><em>più gli interesseranno senza perdere tempo a cercare.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quali saranno i confini geografici di UNIWALL?<br />
</strong><em>Il nostro obiettivo entro i prossimi cinque anni sarà quello di essere presenti nell’intera Europa Occidentale, inizieremo ad offrire </em><em>il nostro servizio in Svizzera e nei paesi confinanti che parlano la nostra stessa lingua, per poi espanderci quando avremo la </em><em>capacità finanziaria. A lungo termine non ci poniamo confini poiché siamo convinti che il nostro servizio possa essere utile ad </em><em>ogni studente in qualsiasi parte del mondo.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><strong>Che cosa differenzia UNIWALL dalle altre piattaforme ed eventualmente social network?<br />
</strong><em>UNIWALL non vuole essere un social-network, ma bensì un semplice sito di mercato online come può essere eBay o ricardo.ch.</em><br />
<em>La differenziazione che abbiamo dalle altre piattaforme di mercato “c2c” (consumer-to-consumer) si basa sul fatto che noi </em><em>offriamo un servizio di nicchia alla popolazione studentesca mentre gli altri siti citati offrono qualsiasi tipo di categoria a qualsiasi </em><em>tipo di cliente. Il nostro vuole essere un servizio semplice ma perfetto per i bisogni di uno studente.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando avete cominciato a pensare a UNIWALL, prima o dopo esservi iscritti concorso &#8220;STARTUPS.CH AWARDS 2011&#8243;?</strong><br />
<strong>Raccontateci com&#8217;è nato il vostro progetto.<br />
</strong><em>L’idea mi è venuta durante le prime settimane del primo anno di università quando stavo cercando appartamento, i libri dei </em><em>corsi, i riassunti delle lezioni e tutto il resto. Mi recavo sempre alla bacheca universitaria, chiamavo i numeri degli studenti che </em><em>vendevano i libri usati, cercavano coinquilini ecc… Purtroppo questo metodo mi faceva perdere tempo e denaro, ho pensato </em><em>allora che un semplice sito internet sarebbe stato molto più comodo per qualsiasi cosa abbia avuto bisogno</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dopo quattro anni nessuno ha ancora realizzato un progetto così, ho dunque deciso di proporlo allo startups.ch Awards 2011, il </em><em>quali mi ha dato fiducia selezionandomi tra i finalisti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Utilizzando tre aggettivi, come definireste l&#8217;avventura intrapresa partecipando a &#8220;STARTUPS.CH AWARDS 2011&#8243;?<br />
</strong><em>Sicuramente è stata, ed è tutt’ora un avventura ENTUSIASMANTE, siccome il mio team ed io ce la stiamo mettendo tutta e il </em><em>riscontro di emozioni ed esperienza c’è già stato.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ha un grande carattere PROFESSIONALE: il business plan, la presentazione davanti alla giuria, il video con il voto online e la </em><em>convention finale esigono rigore e professionalità.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Infine potrei aggiungere che è un esperienza al quanto STIMOLANTE dal punto di vista imprenditoriale; sapendo che c’è una </em><em>giuria di esperti di alto calibro che giudica il tuo progetto e migliaia di persone che vedranno la tua presentazione online è una </em><em>grande fonte di motivazione per migliorare e migliorarti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Da <span style="color: #008000;">lunedì 5 a mercoledì 14 settembre 2011</span> sarà possibile votare online il progetto finalista che più ci ha colpito. Il voto degli utenti </strong></span><span style="color: #ff0000;"><strong>vale 1/3 della valutazione finale. Come possiamo votare UNIWALL?<br />
</strong></span><em>Su <a href="http://www.startups.ch/it/award/startupsch-award/voting" target="_blank">http://www.startups.ch/it/award/startupsch-award/voting</a> saranno presenti i video di tutti i finalisti, da questo sito potrete votare UNIWALL semplicemente cliccado sul pulsante verde di fianco al video di presentazione UNIWALL.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché ci consigliate di sostenere UNIWALL?<br />
</strong><em>UNIWALL è un progetto che può veramente servire anche a voi! Se state studiando o conoscete qualcuno che lo sta facendo è </em><em>un servizio che vi renderà la vita molto più facile.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vincitori o vinti. Che cosa succederà dopo la cerimonia di premiazione?<br />
</strong><em>Noi crediamo fermamente nel nostro progetto e siamo molto positivi sull’esito del concorso. In ogni caso inizieremo lo sviluppo </em><em>del sito, certamente un finanziamento ci aiuterebbe ad investire più tempo e lanciare il sito più velocemente grazie alla </em><em>possibilità di una campagna marketing forte e mirata.</em></p>
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		<title>Guardiamo al lato pratico &#8211; editoriale giugno 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 10:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Lischer</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/22/06/2011/guardiamo-al-lato-pratico-editoriale-giugno-2011/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.asianjobportal.com/wp-content/uploads/2010/08/job-seach.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>La situazione ticinese: se da un lato i dati esposti nell’indagine 2010 sugli “sbocchi professionali dei laureati dell’Università della Svizzera italiana” sono ottimistici, dall’altro una crescente preoccupazione si fa strada nell’opinione comune: l’istituzione universitaria potrebbe diventare una fabbrica di giovani disoccupati. La domanda che sorge spontanea è: sono i laureati a non essere adatti al mercato del lavoro o sono le aziende che sono troppo selettive? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img src="http://www.asianjobportal.com/wp-content/uploads/2010/08/job-seach.jpg" alt="" width="270" height="270" /></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Giovani, lavoro e disoccupazione, un argomento problematico che sta a cuore non solo ai diretti interessati, ma anche alle istituzioni scolastiche (in particolare le università), ai politici e che tocca l’intera popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardiamo al Ticino: se da un lato i dati esposti nell’indagine 2010 sugli “sbocchi professionali dei laureati dell’Università della Svizzera italiana” sono ottimistici, dall’altro una crescente preoccupazione si fa strada nell’opinione comune: <strong>l’istituzione universitaria potrebbe diventare una fabbrica di giovani disoccupati</strong>.<br />
Secondo l’indagine 2010 condotta dall’USI su un campione di 401 laureati “i dati ad un anno dal diploma delineano un quadro molto positivo, con il 94% di occupati (di questi lavora il 75% e il 16%  studia). Eppure sono molti gli studenti, da noi interrogati nel sondaggio del mese, che dichiarano di essere preoccupati se non molto preoccupati verso il proprio futuro professionale. E il nervosismo cresce man mano che si vedono alcuni degli ex compagni di studio iscriversi presso l’ufficio di collocamento, dopo essere stati rimandati a casa in seguito a diversi colloqui di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda che sorge spontanea è: <strong>sono i laureati a non essere adatti al mercato del lavoro o sono le aziende che sono troppo selettive? </strong>Gli stessi studenti da noi interrogati possono confermare che la laurea non è più vista come strumento indispensabile per trovare un lavoro ben remunerato o avviare un’attività indipendente, bensì essa viene considerata utile per ampliare la propria cultura e conoscenza. Tant’è che i giovani preferiscono optare per un posto di lavoro sicuro e ben retribuito, ma non in linea con il proprio percorso accademico. Peccato però che agli studenti universitari manchi qualcosa di prezioso, qualcosa che invece le aziende ricercano nel candidato: il senso pratico del lavoro, il quale è spesso e volentieri sottovalutato dall’istituzione scolastica. Tuttavia, è risaputo, all’università si studia la teoria, ovvero la base della pratica. Trasformare le nozioni teoriche in lavoro pratico è un problema dello studente, il quale, a dipendenza della facoltà di appartenenza, riceve una piccola spinta da parte dei professori che richiedono qualche lavoretto pratico di gruppo o personale. Purtroppo, i “compiti pratici” svolti all’università non sono sufficienti a soddisfare le aspettative dei futuri datori di lavoro.<strong> Gli stessi studenti ne sono coscienti e dichiarano che l’aspetto della pratica dovrebbe essere maggiormente integrato nei percorsi di studio</strong>.</p>
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		<title>COMPLEMENTO &#8211; Sondaggio Università e futuro professionale</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jun 2011 10:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L'universo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/22/06/2011/complemento-sondaggio-universita-e-futuro-professionale/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://icareersearch.files.wordpress.com/2010/06/job-seeker.png" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>L’universo ha interrogato i suoi compagni universitari per conoscere la loro opinione su "Università e futuro professionale". Al sondaggio hanno preso parte 165 studenti di diverse nazionalità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://icareersearch.files.wordpress.com/2010/06/job-seeker.png" alt="" width="252" height="323" /></p>
<p>L’universo ha interrogato i suoi compagni universitari per conoscere la loro opinione su &#8220;Università e futuro professionale&#8221;. Al sondaggio hanno preso parte 165 studenti di diverse nazionalità.</p>
<p>Tra questi 165, il 40% è studente Bachelor, il 41% è iscritto al Master e il restante 19% sta svolgendo un percorso di Dottorato.</p>
<p>Sull&#8217;edizione di <strong>giugno 2011</strong> de L&#8217;universo (reperibile qui) è stato fatto un resoconto dei risultati del sondaggio.<br />
Mentre<a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/06/sondaggio_Università-e-futuro-professionale.giugno11.pdf" target="_blank"> qui trovate il pdf</a> con tutte le risposte date.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ucalenda: la community che unisce gli studenti</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 08:31:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/30/05/2011/ucalenda-la-community-che-unisce-gli-studenti/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/05/Scrivania1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="UCALENDA" /></a>Iscriviti anche tu su ucalenda.com ... L'universo ti aspetta insieme alle altre Associazioni della nostra università e a quelle delle altre Facoltà Svizzere ed Europee. Scopri gli eventi più cool e trova il materiale per preparare i tuoi esami.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://ucalenda.com/user/register"><img class="size-full wp-image-6026 aligncenter" title="UCALENDA" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/05/Scrivania1.jpg" alt="" width="384" height="326" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>&#8221; Gli esami sono vicini e tu..&#8221;</strong></em> <em>E tu, sei pronto?? Sei riuscito a trovare tutto il materiale per lo studio?</em><em> </em><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Non preoccuparti, ad aiutarti ci sarà <strong><em>ucademic</em></strong> il nuovo tool di <strong><em>ucalenda.com</em></strong><strong>,</strong> il calendario universitario più grande al mondo, dove potrai trovare le <strong>date degli esami</strong>, gli <strong>appunti</strong>, i <strong>riassunti</strong> e altri materiali utili allo studio. Inoltre, con <em>ucademic</em> potrai interagire con altri studenti.</p>
<p><strong>Cosa aspetti?</strong> Entra nel social network per gli studenti universitari più grande al mondo, e condividi anche tu appunti, riassunti, eventi, feste e molto altro.</p>
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<p style="text-align: center;"><a href="http://ucalenda.com/user/register" target="_blank"><strong>Ucalenda.com</strong></a><br />
<em>Much more than a social network</em><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Nella nostra università si sono già iscritti molti studenti e le principali Associazioni (United Student, L’universo, Student Politica Forum).</p>
<p><strong><em> </em></strong><strong><em>Iscriviti anche tu su <a href="http://ucalenda.com/user/register" target="_blank">ucalenda.com</a></em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em>&#8230; ti stiamo aspettando..</em></strong></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong><em><br />
</em></strong></span></p>
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		<title>Complemento &#8211; Cosa preoccupa gli studenti europei</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 12:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L'universo</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
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		<category><![CDATA[UNIVERSITÀ]]></category>
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		<category><![CDATA[intervista]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/28/02/2011/complemento-cosa-preoccupa-gli-studenti-europei/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/02/Flags_of_European_Union-150x150.gif" class="alignleft tfe wp-post-image" alt="Flags_of_European_Union" title="Flags_of_European_Union" /></a>A tu per tu con alcuni studenti europei. Dialogando emerge che il problema comune è legato ai soldi e alla possibilità di trovare un impiego dopo aver terminato gli studi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un dialogo aperto con gli studenti di alcuni Paesi europei, una visione soggettiva ma che offre molti spunti per riflettere insieme. Università, riforme, impiego dopo gli studi: sono solo alcune delle problematiche che emergono dalle interviste che sono state lo spunto per l&#8217;articolo apparso sull&#8217;edizione cartacea del mese di febbraio.</p>
<p style="text-align: justify;">La conversazione si è svolta anche in inglese, quindi potrete leggere alcune traduzioni dall&#8217;originale e alcune testimonianze redatte in inglese dagli intervistati.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">___</span></p>
<p><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/02/120px-Bandiera_Italia.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-5646" title="Bandiera_Italia" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/02/120px-Bandiera_Italia.gif" alt="" width="120" height="80" /></a> <strong> </strong></p>
<p><strong>L&#8217;università per u</strong><strong>no studente italiano</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Le tasse sono troppo elevate e ci sono pochissimi servizi per gli studenti: ad esempio a Bologna non ci sono  convenzioni per i mezzi di trasporto, e nemmeno con le palestre e per fare sport in generale, oppure non ci sono sconti per i libri; alla fine studiare in Italia è costosissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Facendo specifico riferimento alla riforma, tema scottante degli ultimi mesi, è una riforma che uccide la ricerca e condanna il sistema universitario pubblico nel suo complesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli studenti, inoltre, sono ancora meno rappresentati negli organi di ateneo (e già adesso per dare un&#8217;idea dei vari Consigli di Facoltà &#8211;  che sono pochissimi &#8211; a Giurisprudenza siamo 15 studenti contro un centinaio di professori, quindi abbiamo davvero poco peso), è una riforma che costringe l&#8217;università pubblica, per sopravvivere, a ricorrere a fondi privati (e il privato di solito vuole un suo tornaconto, quindi incidere sulla programmazione didattica o magari mettere qualcuno su qualche cattedra&#8230;). Soprattutto la situazione dei ricercatori è disastrosa, e un paese che non investe sulla ricerca è un paese già morto. Oggi i ricercatori delle università italiane lavorano come pazzi, spesso facendo cose che nemmeno spetterebbero loro. Come tenere le ore di lezione, oltre a fare le loro ricerche. E sono pagati una miseria, se è tanto 1000 euro al mese. Non possono nemmeno costruirsi un futuro. E poi da qualche anno c&#8217;è il blocco del turn over, il che vuol dire che si libera un posto di professore ogni cinque professori che vanno in pensione: non c&#8217;è alcuna prospettiva di carriera per i giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il resto però, la preparazione che si riceve è comunque ottima. Almeno io nella mia esperienza non mi posso lamentare. Ma è davvero un sistema che, a mio parere, andrebbe svecchiato un po&#8217;. A livello di didattica probabilmente non abbiamo niente da invidiare a nessuno, ci sono professori davvero in gamba, ma a livello di struttura e organizzazione guardandosi in giro non c&#8217;è paragone con le università anche solo di Ginevra, per citarne una che conosco. O delle università tedesche o inglesi.»</p>
<p><span style="color: #ffffff;">___</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><img class="alignleft" title="spagna" src="http://www.adessocipenso.it/File/bandiere/BANDIERA-SPAGNA.gif" alt="" width="118" height="80" /></span></p>
<p><strong> L&#8217;università per uno studente spagnolo</strong></p>
<p>«La prima cosa a cui penso è il mercato del lavoro: c&#8217;è paura e preoccupazione di non raggiungere quel posto di lavoro per cui ci hanno formati. Anzi, la vera preoccupazione è di non trovare affatto un lavoro. Penso che in tanti abbiamo smesso di pensare alla stabilità, a un buon stipendio: queste cose sembrano fare parte del passato.</p>
<p>Poi c&#8217;è  la riconversione accademica, quella denominata EEES (o anche Processo di Bologna). Soltanto pochi studenti sapevano bene di cosa si trattasse, ma tutti hanno visto adesso che non è come ci era stata presentata (tutto inizialmente sembrava dover  portare solo qualcosa di buono). Ora si paga di più e spesso non c&#8217;è più la possibilità di lavorare e studiare contemporaneamente, perché bisogna andare a lezione tutto il giorno.</p>
<p>Non è poi strano vedere come gli studi scelti non soddisfino appieno. Manca magari una migliore spiegazione dei corsi che si possono scegliere. Inoltre alcuni professori non sapranno mai come ti chiami, e non è tra i loro obiettivi quello di motivare lo studente. Però ce ne sono altri che ti &#8220;marcano stretto&#8221;, ed è per quelli che non lasci stare tutto e riesci a finire gli studi. Nel mio caso, oltre a quei professori che ho avuto occasione di avere a Barcellona, uno dei grandi che tengo a citare è stato Maurizio Viroli all&#8217;USI, senza dubbio.»</p>
<p><span style="color: #ffffff;">___</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><img class="alignleft" title="Francia" src="http://www.scacchierando.net/public/gif%20bandiera%20francia.jpg" alt="" width="117" height="80" /><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;"><strong>L&#8217;università per uno studente francese</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">«L&#8217;università in Francia funziona molto bene, perché è una delle meno care d&#8217;Europa (forse la meno cara). Per esempio per 400 euro all&#8217;anno di tasse è inclusa l&#8217;assicurazione sanitaria, dottori, dentisti, un sacco di pass se vuoi fare sport o altre attività. Io personalmente non ho delle critiche particolari da fare, ma in generale gli studenti francesi fanno molti scioperi, praticamente tutti gli anni. Per esempio recentemente c&#8217;è stato uno sciopero perché una riforma voleva privatizzare il 5% delle università. Secondo me non hanno motivo di fare tutti questi scioperi e anzi, il problema è che spesso poi l&#8217;università in Francia è vista come una soluzione di categoria B, rispetto alle scuole private, perché appunto si pensa che gli studenti siano poco seri.»</p>
<p><span style="color: #ffffff;">___</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><img class="alignleft" title="Grecia" src="http://www.fuggire.net/GIF/bandieraGrecia.jpeg" alt="" width="111" height="74" /> </span><strong> </strong></p>
<p><strong>L&#8217;università per uno studente greco </strong></p>
<div style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;">«In Greece students tend to be organised in political parties as soon as they begin their studies at  18 (when they finish highschool and enter university). These political parties consider themselves  as independent movements fighting for students rights and needs, but in fact they are directly  associated with the political parties of the Greek Pariliament. We have:</p>
<div id="_mcePaste">DAP: a right wing student party associated with ND parliament party (former government 2004-2009)</div>
<div id="_mcePaste">PASP : a middle socialist student movement associated with PASOK parliament party ( current government of Greece , 2010- )</div>
<div id="_mcePaste">PKS: a communist student party associated with the communist party of Greece KKE</div>
<div id="_mcePaste">EAAK: an extremely leftist group associated with the SYRIZA parliament party which belongs to the far left group of political parties</div>
<div id="_mcePaste">At the age of 18 students are likely to support EAAK and PKS making them gain lots of votes in the students elections in May.</div>
<div id="_mcePaste"><span style="color: #ffffff;">__</span></div>
<div>In a general assembly of students in a university, the debate is always about money and about the education offered by the government for research and funding of Universities. Currently greece spends lots of money in war purposes, in order to sustain an army, an air force , and a military navy. So people want more of the groos domestic product &#8216;s money to be spent on the education.</div>
<div id="_mcePaste">Mostly, leftists students do not want the private sector to be able to found private universities, whose graduates have equal rights as the ones of the public sector univerisities&#8230; This is possibly the reason why at the end of highschool a student (18 year old) has to sit it for examinations, the results of which will determine a score, by which he will be able to pass to a (public) university of his choice. Students with higher marks may succed in Upper univeristies , while students with lower marks will study in the technical (lower) colleges. But in the private sector&#8217;s universities, someone will not have to sit in for these examinations, so</div>
<div id="_mcePaste">after he graduates he will have the same rights in jobs as the graduate of the public universities, who would have gained a degree with much more studying.</div>
<div id="_mcePaste">Another great problem is the evaluation of the universities. Professors do not want to be evaluated properly (current evaluation system is not good, and you do not see the results), since it will clear who works, who produces something, how good is it.</div>
<div id="_mcePaste">Personally, I have a very low opinion of my professors in terms of produced result. They just struggle to keep their positions and they are not very good&#8230; So students are trying to make a better evaluation of the system I think.</div>
<div id="_mcePaste">PHD students are not getting paid properly, universities tend to owe them lots of money that they have worked, professors makes them to do all kinds of jobs instead of research.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Well, I cannot think of any other particular topics. If you read the text on the leaflet of the PKS or EAAK in a general assembly, you will find out that they demand freedom for Palestine, support for the immigrants, withdraw of charges for people currently in a trial for terrorism and other such things.»</div>
<p></span></strong><span style="font-weight: normal;"><strong><span style="color: #ffffff;">___</span></strong></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><strong><span style="color: #ffffff;"><img class="alignleft" title="Norvegia" src="http://wiki.rockciclopedia.com/images/thumb/f/fb/Bandiera_Norvegia.svg/120px-Bandiera_Norvegia.svg.png" alt="" width="120" height="87" /></span></strong></span></p>
<p><strong>L&#8217;università per uno studente norvegese</strong></p>
<p><span style="font-weight: normal;">«T</span><span style="font-weight: normal;">he main thing we talk about in Norway is actually money. Universities are free, but the issue is about the money that the students get from the government while in school (a scholarship everyone gets) being too low. And that tecnically the students are living under the poverty line.</span></p>
<p>There is also a discussion about that there is not enough place for students, such as the faculty of medicine which is extremely hard/impossible to get in to. So people go abroad to study instead.<br />
These are the main concerns, but they are not really related to the universities&#8217; costs and organization as such.»</p>
<p><span style="font-weight: normal;"><strong><span style="color: #ffffff;">___</span></strong></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><strong><span style="color: #ffffff;"><img class="alignleft" title="Austria" src="http://www.fermentobirra.com/wp-content/uploads/image/Varie/austria%20bandiera.gif" alt="" width="120" height="80" /><span style="color: #000000;"> </span></span></strong></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><strong><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">L&#8217;università per uno studente austriaco</span></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">«Students in Austria fight against governmental decisions influencing them financially. Recently happenings arising students political attention were substantial the saving measures concerning child benefits, tuiton fees and student grants from the republic. Last year a serious debate about savings refering to universitary education grants leaded to heavy strikes and occupations of lecture halls by students for a couple of months. Besides the savings mentioned, public financial support is also bound to strict temporal limits that can almost not be fullfiled by students due to a low offer of courses.<br />
So the three biggest problems of austrian students are: money, time, and work (because there is almost no time to work besides ones&#8217; studies, and when, jobs are underpaid).<br />
Finally education in Austria becomes a privilege for the upper social shift and its offspring.»</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #ffffff;">___</span></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #ffffff;"><img class="alignleft" title="Danimarca" src="http://images1.wikia.nocookie.net/__cb20060403141258/althistory/images/thumb/0/00/Denmark_Flag.gif/120px-Denmark_Flag.gif" alt="" width="120" height="91" /><strong> </strong></span></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #ffffff;"><strong><span style="color: #000000;">L&#8217;università per uno studente danese</span></strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;"><span style="font-weight: normal;">«</span></span></span><span style="font-weight: normal;">In Denmark every student has the right to get a support each month when he&#8217;s studying &#8211; called SU. The politicians often discuss about abolishing it. So even though education in Denmark is free, this could influence many people&#8217;s lifestyle. Without this help many won&#8217;t be able to afford living in the cities where the universities are. Some people may choose to find a job instead of getting an education first. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">For some students the main problem is to find a job after school. Like in many others countries, unemployment is are threat and a problem.</span></p>
<p style="text-align: justify;">There&#8217;s also lack of money in the universities. Our educations are getting worse &#8211; academical!  There aren&#8217;t enough money to keep up the level in Denmark and also with the rest of the world. This is of course my opinion!<span style="font-weight: normal;">»</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #ffffff;">__</span></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><span style="color: #ffffff;"><img class="alignleft" title="Polonia" src="http://wiki.rockciclopedia.com/images/thumb/8/89/Bandiera_Polonia.svg/120px-Bandiera_Polonia.svg.png" alt="" width="120" height="75" /></span></span></p>
<p><strong>L&#8217;università per uno studente polacco</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="font-weight: normal;">«</span></strong></span></span>Ci sono molti problemi a ricevere la borsa di studio, e anche nel caso si riesca a ottenerla essa è molto ridotta. Ci sono poi troppe differenze nel livello di insegnamento tra i centri universitari più conosciuti (Varsavia, Krakovia, Gdanjsk, Poznanj, Vroclav) e gli altri istituti più piccoli, non solo a livello di organizzazione e riconoscimento ma anche per quanto riguarda i professori, sono tutti concentrati nelle sedi principali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un gran numero di università e moltissimi studenti che finiscono i propri studi non trovano lavoro, per via della saturazione del mercato e della non corrispondenza tra le capacità richieste dal mondo del mercato e il modo in cui è organizzato il sistema universitario. Attualmente in Polonia coloro che hanno conseguito un diploma universitario sono circa il 14-15%, quando la percentuale necessaria è tra il 7 e l&#8217; 8%, e ciò causa disagio e frustrazione tra i giovani.»</p>
<p><span style="color: #ffffff;">___</span></p>
<p><img class="alignleft" title="Slovenia" src="http://www.itccarli.it/Immagini/slo.png" alt="" width="126" height="84" /></p>
<p><strong>L&#8217;università per uno studente sloveno</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="font-weight: normal;">«</span></strong></span></span>Le tasse universitarie sono troppo alte, persino per quelli che lavorano mentre studiano. La tassa in Slovenia è di circa 3000 euro, che è sproporzionata in confronto alla paga media che è di 936,77 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora si è introdotta la frequenza obbligatoria ai corsi, quindi per molti non è più possibile lavorare mentre si è iscritti all&#8217;università. Ciò significa che devono pagare tutto i genitori, che spesso non sono in grado di sostenere costi così elevati.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il cibo è molto caro, secondo me dovrebbero abbassare i prezzi per quanto riguarda gli studenti: il costo medio per un pasto giornaliero per uno studente è di 7 euro. Il costo della vita per uno studente è quindi troppo elevato.»</p>
<div><span style="color: #ffffff;">__</span></div>
<div><span style="color: #ffffff;"><img class="alignleft" title="Croazia" src="http://www.inseo.it/img_bandiere/bandiera-croazia.gif" alt="" width="150" height="75" /><span style="color: #000000;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></span></span></span></div>
<div></div>
<div></div>
<div><strong>L&#8217;università per uno studente croato</strong></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;"><strong><span style="font-weight: normal;">«</span></strong></span></span>In Croazia si vorrebbe che le università fossero gratuite, ciò si collega alla democratizzazione dell&#8217;</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;"><span style="color: #000000;">istruzione, l&#8217;introduzione delle tasse universitarie ha reso impossibile a molti studenti l&#8217;accesso agli studi. In più ci sono pochi stimoli a concludere gli studi perché una volta finiti c&#8217;è il malcontento generale dovuto all&#8217;alto tasso di disoccupazione.</p>
<p>L&#8217;introduzione del processo di Bologna non è stata per niente coerente ed efficace, ci sono molti problemi di fondo che anziché facilitare la mobilità e la vita agli studenti creano solo molti problemi, dall&#8217;inserimento degli studenti che hanno iniziato i loro studi secondo il sistema vecchio alla traduzione delle note in crediti e al fatto che si è praticamente obbligati a continuare a studiare per 4 o 5 anni perché il primo diploma non è molto valorizzato nel mondo del mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;ulteriore preoccupazione degli studenti croati è la perdita di autonomia del sistema universitario, ovvero, si vuole (ufficialmente) lasciare il monopolio diretto delle università ai politici.»</p>
<p><span style="color: #ffffff;">__</span></p>
<p><span style="color: #ffffff;"><br />
</span></p>
<p><strong>Tutte le interviste raccolte da</strong> <strong><em>Andrea Brezec</em></strong></p>
<p></span></span></div>
</div>
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		<title>USI Career Forum 2011: un&#8217;occasione da non perdere!</title>
		<link>http://www.luniverso.com/24/02/2011/usi-career-forum-2011-unoccasione-da-non-perdere/</link>
		<comments>http://www.luniverso.com/24/02/2011/usi-career-forum-2011-unoccasione-da-non-perdere/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 11:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Brunati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
		<category><![CDATA[UNIVERSITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[usi career forum]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/24/02/2011/usi-career-forum-2011-unoccasione-da-non-perdere/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/02/vignetta-career-forum2-150x150.png" class="alignleft tfe wp-post-image" alt="vignetta-career-forum2" title="vignetta-career-forum2" /></a>Il 3 e il 4 marzo 2011 si tiene la quarta edizione dell'USI Career Forum, la giornata dedicata all'incontro tra aziende, enti ed istituzioni nazionali ed internazionali con cui l'USI collabora e studenti e laureati che si affacciano sul mondo del lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/02/vignetta-career-masterday.gif"><img class="size-medium wp-image-5619  aligncenter" title="USI Career Forum &amp; Master Info Day" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2011/02/vignetta-career-masterday-300x300.gif" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<div><span style="color: #ffffff;">___</span></div>
<div><span style="color: #ffffff;">___</span></div>
<div style="text-align: justify;">Sarà il prossimo giovedì, <strong>3 marzo, alle ore 17.00</strong> che prenderà il via l’<strong>USI Career Forum </strong><strong>2011</strong>, giunto alla sua quarta edizione e organizzato dall’USI Career Service, che si svolgerà per tutta la giornata di <strong>venerdì 4 marzo</strong>, in concomitanza con il <strong>Master info Day</strong>.</div>
<div style="text-align: justify;">Ad aprire l’appuntamento annuale pensato per favorire l’incontro di studenti e laureati con aziende e istituzioni nazionali e internazionali sarà la tavola rotonda dal titolo “Conta più il talento o la preparazione? Le leggi del successo nel mondo del lavoro”.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">_______________________</span></div>
<div style="text-align: justify;">All’incontro interverranno <strong>Gianni Dell’Orto</strong> (noto cacciatore di teste e Senior Partner della Signium International), <strong>Giorgio Siracusa </strong>(capo delle risorse umane per l’Europa occidentale della multinazionale Procter&amp;Gamble) e <strong>Tito Tettamanti </strong>(tra i più affermati imprenditori e finanzieri ticinesi). Il prof. Rico Maggi, Decano della facoltà di Scienze economiche dell’USI modererà l’incontro.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">_________</span></div>
<div style="text-align: justify;">La partecipazione di numerose realtà professionali &#8211; quest’anno sono circa 60 &#8211; renderà possibile l’incontro tra la domanda e l’offerta del mercato del lavoro, tra noi giovani e le aziende, pronte a farsi conoscere e dialogare con studenti e laureati su possibili collaborazioni. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire! Inoltre per il primo anno sarà coinvolta nella manifestazione l’<strong>USI Alumni</strong>, il Servizio e l’Associazione che riuniscono gli oltre 3000 laureati dell’Università.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">____</span></div>
<div style="text-align: justify;">Il Forum anche quest’anno si tiene in concomitanza con il Master info Day, giornata di orientamento verso la scelta di un Master, dove sarà possibile trovare tutte le informazioni inerenti obiettivi, contenuti e organizzazione di ognuno dei 21 master offerti dall’Università della Svizzera italiana.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">I programmi dettagliati su <span style="color: #339966;"><span style="color: #008000;">http://www.masterinfoday.usi.ch</span></span><span style="color: #008000;"> </span>e <span style="color: #ff6600;">http://</span><span style="color: #ff6600;">www.usicareerforum.ch</span> .</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">_____</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">_____</span></div>
<div style="text-align: justify;"><em><strong><span style="color: #ff0000;">Errata corrige</span></strong></em>: segnaliamo che sull&#8217;edizione cartacea de L&#8217;universo il programma delle due giornate di USI Career Forum che abbiamo pubblicato contiene alcune informazioni errate. In particolare l&#8217;inizio della tavola rotonda è alle 17.00 e non alle 17.30, come riportato. Inoltre anche il tema del workshop è quello che trovate indicato nel programma più sotto (e sul sito ufficiale), e non come lo trovate sul cartaceo. Ci scusiamo con i diretti interessati e con i nostri lettori.</div>
<div><span style="color: #ffffff;">____</span></div>
<div><span style="color: #ffffff;">____</span></div>
<div><span style="color: #ffffff;">____</span></div>
<div>
<div style="text-align: center;"><strong>Ecco il programma dell’USI Career Forum 2011:</strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong><em></p>
<h3><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong><em><span style="color: #ff6600;">3 marzo 2011</span></em></strong></span></h3>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong><em><span style="color: #ff6600;">Ore 17.00 &#8211; 18.00 Auditorium</span></em></strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em> </em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em><strong>Workshop d’apertura</strong></em><em>: “Conta di più il talento o la preparazione? Le leggi del successo nel mondo del lavoro”</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Intervengono:</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Gianni dell’Orto &#8211; Senior Partner, Signium International</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Giorgio Siracusa &#8211; Vice President Human Resources Western Europe, Procter&amp;Gamble</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Tito Tettamanti &#8211; Imprenditore</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Modera:</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Rico Maggi, Direttore Istituto di ricerche economiche (IRE) e Decano della Facoltà di Economia, USI</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<h3><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong><em><span style="color: #ff6600;">4 marzo 2011</span></em></strong></span></h3>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong><em><span style="color: #ff6600;">Ore 9.30 &#8211; 16.00 Aula Magna</span></em></strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em><strong>Area espositiva per le aziende</strong></em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong><em><span style="color: #ff6600;"> Ore 09.30 &#8211; 16.00 Biblioteca ed Aula Magna</span></em></strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em><strong>Incontri one-to-one</strong></em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="text-decoration: underline;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="text-decoration: underline;"><strong> </strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong><em><span style="color: #ff6600;">Ore 13.00 – 13.45 Edificio principale, aula 253</span></em></strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em><strong>Workshop Alumni</strong></em><em>: “Le competenze tacite come chiave del successo nella carriera”</em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Intervengono:</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Maurizio Camponovo – Presidente HR Ticino e Condirettore Resp. Fomazione, Sviluppo e Comunicazione interna, BSI</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Pamela Ferrari – Procuratore HR Business Partner sviluppo, Human Resources, BSI</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><strong><em><span style="color: #ff6600;">Ore 14.00 – 15.30 Palazzo rosso, Aula A13</span></em></strong></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"><em><strong>Presentazioni Amministrazione Federale</strong></em></span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">“EURES &#8211; European Employment Services”</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Interviene: Paola Bricalli, Segreteria di Stato dell&#8217;economia (SECO) </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">“Carriera nelle organizzazioni internazionali”</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">Interviene: Yvan Dénéréaz, Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE)</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;">“Carriera diplomatica&#8221;</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> Intervengono: Pascal Bornoz e Can Tutumlu, Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE)</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica; min-height: 14.0px;"><span style="letter-spacing: 0.0px;"> </span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 2.0px 12.0px; line-height: 18.0px; font: 12.0px Arial; color: #333233; min-height: 14.0px;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 2.0px 12.0px; line-height: 18.0px; font: 12.0px Arial; color: #333233; min-height: 14.0px;">
<p style="margin: 0.0px 0.0px 2.0px 12.0px; line-height: 18.0px; font: 12.0px Arial; color: #333233; min-height: 14.0px;"><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #ffffff;">___</span></span></span></p>
<p></em></strong><strong><em> </em></strong></p>
</div>
</div>
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		<title>Apre i battenti il Club del Libro by L&#8217;universo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 12:47:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>L'universo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Club del libro]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
		<category><![CDATA[Il Segnalibro]]></category>
		<category><![CDATA[L'universo]]></category>
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		<category><![CDATA[UNIVERSITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[usi]]></category>

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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/16/12/2010/apre-i-battenti-il-club-del-libro-by-luniverso/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/12/banner_club_cartaceo1a-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="" title="" /></a>Cari amici de L'universo, la nostra Associazione ha deciso di dare vita al "Club del Libro" e invita tutti voi a farne parte.
Sul nostro portale online www.luniverso.com è ora possibile far pubblicare le recensioni dei libri che più vi hanno colpito, emozionato, fatto sorridere o strappato qualche calda lacrima. Parteciperete così al nostro interessante concorso a premi. Siete pronti a condividere i vostri libri? Allora, pronti, partenza e…passaparola!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-5333 aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/12/banner_club_cartaceo1a.jpg" alt="" width="394" height="229" /></p>
<p style="text-align: justify">Cari amici de L&#8217;universo, la nostra Associazione ha deciso di dare vita al &#8221;Club del Libro&#8221; e invita tutti voi a farne parte.</p>
<p style="text-align: justify">Sul nostro portale online <a href="http://www.luniverso.com/">www.luniverso.com</a> è ora possibile far pubblicare le recensioni dei libri che più vi hanno colpito, emozionato, fatto sorridere o strappato qualche calda lacrima. Parteciperete così al nostro interessante <strong>concorso a premi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Ogni mese, da gennaio fino a giugno 2011, una giuria composta da tre membri della Direzione dell’Associazione universitaria L’universo valuterà e voterà tutte le recensioni pubblicate sul sito. La migliore avrà il privilegio di venir pubblicata sul mensile cartaceo de L&#8217;universo. All&#8217;autore o all’autrice dell’articolo vincitore spetterà un buono del valore di franchi 20.-, gentilmente offerto dalla libreria luganese Il Segnalibro.</p>
<p style="text-align: justify">Leggere è il carburante della mente, stimola la fantasia e ci fa emozionare. Che aspettate, dunque? Afferrate un buon libro, leggetelo e condividetelo con noi e gli amici de L’universo.</p>
<p style="text-align: justify">La partecipazione al “Club del Libro” è gratuita, basta inviare la propria recensione per e-mail all’indirizzo <a href="mailto:concorso@luniverso.com">concorso@luniverso.com</a>con oggetto “recensione”. Per motivi organizzativi sono ammessi al “Club del Libro” solo studenti universitari (della Svizzera italiana e d’oltre Gottardo).</p>
<p style="text-align: justify">Saranno accettate solo e-mail contenenti Nome, Cognome, Indirizzo e Università frequentata ed ovviamente con in allegato il testo della recensione (estensioni possibili .doc e .docx) e una fotocopia della vostra tessera studente. Per dar spazio a tutti di partecipare al club e avere pari opportunità di vincita, sarà possibile inviare una sola recensione al mese per persona.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il “Club del Libro” apre ufficialmente i battenti oggi, giovedì 16 dicembre 2010, </strong>e le recensioni per il mese di gennaio possono essere inviate fino a mercoledì 12 gennaio 2011. Il regolamento del club è reperibile qui sotto. Il vincitore o la vincitrice del primo buono del valore di franchi 20.- sarà contattata per e-mail.</p>
<p style="text-align: justify">Sono preferibili le recensioni di libri recenti.</p>
<p style="text-align: justify">Ogni mese verrà comunicato in questa pagina la data di apertura e di chiusura per l’accettazione delle recensioni.</p>
<p style="text-align: justify">Siete pronti a condividere i vostri libri? Allora, pronti, partenza e…passaparola!</p>
<h4 style="text-align: justify"><a href="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/12/regolamento_clubdellibro_Luniverso.pdf" target="_blank">REGOLAMENTO</a></h4>
<p style="text-align: justify">
<h3 style="text-align: justify"><span style="color: #008000">Apertura e chiusura per le recensioni di gennaio 2011:</span></h3>
<p style="text-align: justify">Le recensioni dovranno essere inviate <strong>tra il 16.12.10 e il 12.1.11</strong> (ore 17).</p>
<h3 style="text-align: justify"><span style="color: #ff6600">Apertura e per le recensioni di febbraio 2011:</span></h3>
<p style="text-align: justify">Le recensioni possono essere inviate a partire dal 13.1.11</p>
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<li><a href="http://www.luniverso.com/15/02/2011/vincitore-febbraio-2011-del-cdl/" rel="bookmark" title="15 febbraio 2011">Vincitore febbraio 2011 del CdL</a></li>
<li><a href="http://www.luniverso.com/13/04/2011/vincitore-aprile-2011-del-cdl/" rel="bookmark" title="13 aprile 2011">Vincitore aprile 2011 del CdL</a></li>
<li><a href="http://www.luniverso.com/14/03/2011/vincitore-marzo-2011-del-cdl/" rel="bookmark" title="14 marzo 2011">Vincitore marzo 2011 del CdL</a></li>
<li><a href="http://www.luniverso.com/18/05/2011/5985/" rel="bookmark" title="18 maggio 2011">Vincitore maggio 2011 del CdL</a></li>
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		<title>Discussione sulla pena di morte all&#8217;USI</title>
		<link>http://www.luniverso.com/26/02/2010/discussione-sulla-pena-di-morte-allusi-2/</link>
		<comments>http://www.luniverso.com/26/02/2010/discussione-sulla-pena-di-morte-allusi-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 08:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Peter</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Edizione Online - Ultime]]></category>
		<category><![CDATA[UNIVERSITÀ]]></category>
		<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.luniverso.com/?p=4583</guid>
		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/26/02/2010/discussione-sulla-pena-di-morte-allusi-2/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/stato-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="stato" title="stato" /></a>Amnesty International e l&#8217;Azione dei cristiani per l&#8217;abolizione della tortura invitano alla serata Perché lo stato voleva uccidermi? Serata pubblica sulla pena di morte con: Joaquin José Martinez, ex-condannato a morte negli Stati Uniti, ha trascorso 3 anni nel braccio della morte Liévin Ngondji, attivista contro la pena di morte e fondatore di una ONG [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4586" title="stato" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2010/02/stato-192x300.jpg" alt="stato" width="226" height="324" /></p>
<p>Amnesty International e l&#8217;Azione dei cristiani per l&#8217;abolizione della tortura invitano alla serata</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: large; font-family: Arial;"><strong>Perché lo stato voleva uccidermi?</strong></span></p>
<p style="text-align: left;">Serata pubblica sulla pena di morte con:</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Joaquin José Martinez, ex-condannato a morte negli Stati Uniti, ha trascorso 3 anni nel braccio della morte</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Liévin Ngondji, attivista contro la pena di morte e fondatore di una ONG attiva nella Repubblica Democratica del Congo</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Lukas Labhardt, esperto di Amnesty International</strong></p>
<p style="text-align: left;">Modera Sarah Rusconi, portavoce di Amnesty International nella Svizzera italiana</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Entrata Libera</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Traduzione simultanea in italiano</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Lunedì 1 marzo 2010, ore 20.30</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Università della Svizzera italiana, Lugano</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Palazzo Rosso, aula A11 (piano terra)</strong></p>
<p style="text-align: left;">Maggiori informazioni: <a href="http://www.acat.ch">www.acat.ch</a> e <a href="http://www.amnesty.ch">www.amnesty.ch</a></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
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		<title>La mobilitazione persiste: tra università e mercato</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 12:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Saffia Shaukat</dc:creator>
				<category><![CDATA[CULTURA E SOCIETA']]></category>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/30/11/2009/la-mobilitazione-persiste-tra-universita-e-mercato/"><img align="left" hspace="5" width="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/DSC00519.JPG" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="DSC00519" title="" /></a>In questi giorni le occupazioni e le mobilitazioni nelle università svizzere, sulla scia del fenomeno in Austria ed in Germania, sembrano moltiplicarsi. Alla fine, anche presso l'università di Losanna gli studenti si sono mobilitati e dopo i primi giorni, segnati da riunioni quasi segrete e distribuzione intensa di volantini, mercoledì 25 Novembre è stata organizzata un'assemblea generale degli studenti. È durante quest'ultima, attraverso una votazione, che gli studenti losannesi hanno preso la decisione di occupare (fino a nuovo avviso) la più grande aula del palazzo delle scienze umane.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"> </p>
<p style="text-align: justify">In questi giorni le<strong> occupazioni</strong> e le <strong>mobilitazioni nelle università svizzere</strong>, sulla scia del fenomeno in Austria ed in Germania, sembrano moltiplicarsi. Alla fine, anche presso l&#8217;università di Losanna gli studenti si sono mobilitati e dopo i primi giorni, segnati da riunioni quasi segrete e distribuzione intensa di volantini, <strong>mercoledì 25 Novembre</strong> è stata organizzata un&#8217;<strong>assemblea generale degli studenti</strong>. È durante quest&#8217;ultima, attraverso una votazione, che gli studenti losannesi hanno preso la decisione di <strong>occupare (fino a nuovo avviso) la più grande aula del palazzo delle scienze umane</strong>.</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3929  aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/DSC00519.JPG" alt="DSC00519" width="553" height="432" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Che cosa rappresenta innanzitutto questo gesto?</strong> <strong>E quali sono le argomentazioni di questa protesta<br />
</strong>Prima di cercare di comprendere le motivazioni che hanno spinto questi studenti alla <strong>“mobilisation”</strong> è necessario spendere qualche parola sul significato di occupazione. Questo gesto infatti trascina con sé molti sentimenti di natura differente: si passa dallo studente rivoluzionario entusiasta, difensore della linea “dura”, allo studente più prudente che preferisce utilizzare i canali di dialogo più classici.<br />
L&#8217;<strong>occupazione </strong>è spesso ritenuto un metodo “maleducato” che ha come risultato solo quello di rendere impossibile la vita a professori ignari che trovano, la mattina alle 8:00, l&#8217;aula occupata. In realtà, questo gesto può anche essere interpretato come una dimostrazione di forza, di affermazione rispetto ai piani alti, un grido per farsi sentire e che sottolinei la serietà e soprattutto, l&#8217;urgenza, delle proteste in corso.
</p>
<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-3930  aligncenter" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/DSC00527.JPG" alt="DSC00527" width="538" height="434" /></p>
<p style="text-align: justify">La natura di questo sollevamento studentesco si colloca a <strong>tre diversi livelli</strong>. Tenendo conto dell&#8217;organizzazione specifica delle università, gli studenti sono attenti a riferirsi alla situazione particolare dell&#8217;università di provenienza cercando quindi di curare la concretezza delle rivendicazioni. È solo la rivendicazione che parla alla realtà quotidiana degli studenti che può attirare altri colleghi e che può sperare di vedere il movimento risolversi in un miglioramento dell&#8217;esperienza universitaria.</p>
<p style="text-align: justify">Il secondo livello di mobilitazione è quello federale. La difficoltà principale, in questo caso , è quella di creare dei legami duraturi con esponenti di altri movimenti, paragonare le problematiche, e trovare dei punti in comune da portare avanti. Questo diventa ancor più complicato se pensiamo quanto sia difficile mantenere alta la partecipazione a questi movimenti a lungo nel tempo permettendo a tutte le università elvetiche di muoversi al contempo. In questo caso si parlerà di problemi di accessibilità allo studio superiore di studenti lavoratori attraverso la rivendicazione della gratuità degli studi e dell&#8217;abolizione della clausola del “double echec”.</p>
<p style="text-align: justify">È il terzo livello che, in questa sede, mi interessa però di più. <strong>Le proteste di questi giorni infatti, non si limitano alle rivendicazioni locali o federali ma colgono al dimensione internazionale, od europea, del malessere</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Come gli altri settori della vita sociale,<strong> il sistema educativo è marcato dalla pressione di una logica economica che esige sempre più di produttività, selettività e concorrenza</strong>. Nel processo decisionale che ha stabilito Bologna, si trovano infatti le influenze di attori economici importanti, tra i quali si può individuare l&#8217;associazione svizzera dell&#8217;industria e del commercio: <strong>Economiesuisse</strong>. Quest&#8217;ultima ha infatti indicato, nel suo dossier annuale, come prima delle sue priorità del 2012 <strong>la formazione</strong>. Lunedì 23 novembre il direttore, Pascal Gentinetta ha detto infatti che bisogna &#8220;tenere in considerazione l&#8217;esistenza di un <strong>supermercato mondiale</strong> dei migliori studenti. (..) La ricerca e l&#8217;innovazione devono svilupparsi insieme all&#8217;economia privata.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify">Questa vicinanza con il mondo economico si può già individuare nei diversi rapporti dei gruppi di pressione industriali alla fine degli anni Ottanta. In questo senso Bologna appare solo un degli strumenti di una logica che affonda le sue radici ben prima nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify">A livello strutturale, i cambiamenti sono visibili nell&#8217;organizzazione degli studi e nel sistema duale che prepara gli studenti meno favoriti economicamente a rispondere più rapidamente ai bisogni dell&#8217;economia. Inoltre, come dice lo storico Hans Ulrich Jost a proposito del sistema di Bologna: “Vediamo uno sviluppo di molte scuole che si dicono <strong>poli di competenza</strong> in rivalità feroce per assicurarsi i sussidi distribuiti dalle istanze manageriali della Confederazione.”</p>
<p style="text-align: justify">Inoltre è da ribadire il pericolo dei finanziamenti privati delle imprese per quel che riguarda la ricerca. Essi infatti prediligono la ricerca applicata, che permette alle imprese di aumentare direttamente i guadagni. La sottomissione della ricerca a questa logica impedisce lo sviluppo della ricerca pura, che non ha prevedibili risultati e che spesso appare “inutile” agli attori economici dipendenti che scelgono &#8216;assegnazione dei fondi secondo il concetto di produttività.</p>
<p style="text-align: justify">Questo criterio influenza anche il metodo di lavoro dei ricercatori e dei professori, che, stressati per produrre publicazioni (quasi unico criterio di valutazione del loro lavoro) non riescono a curare la qualità dell&#8217;insegnamento: la preziosa trasmissione del sapere. Più specificatamente l&#8217;insegnamento è definito, nei criteri di valutazione delle facoltà, come attività “improduttiva”.</p>
<p style="text-align: justify">Una delle conseguenze dirette di questa logica aziendale è che essa si insinua nelle coscienze degli individui impedendo loro di ritenersi degli attori in seno alle proprie università. Una mentalità consumistica ed individualista si sviluppa allora in parallelo alla presenza delle aziende e dei loro simboli tra i muri delle università, come riflesso della realtà della nostra società. L&#8217;università diventa dunque una fabbrica “produci-diplomi”, i quali dovrebbero solamente assicurare un posto di lavoro, un posto nel sistema produttivo.</p>
<p style="text-align: justify">Concludendo, mi sembra importante far notare la necessità di un ritorno ad alcune questioni fondamentali: <strong>qual è lo scopo dell&#8217;università?</strong> <strong>Qual&#8217;è il suo ruolo nella società?</strong> <strong>Che ne è infine, dell&#8217;importanza della formazione dello spirito critico per tutti, per lo sviluppo di una società civile consapevole?</strong> Vi lascio con questi spunti di riflessione nella speranza di coinvolgervi nei dibattiti dei prossimi giorni.</p>
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		<title>Polyball 2009 &#8211; Une Merveille</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 15:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Bortone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/20/11/2009/polyball-2009-une-merveille/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/poloyball-quadrat1-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Locandina Polyball 2009" title="" /></a>28 Novembre 2009, a Zurigo va in scena il Polyball, il ballo a tema più grande d’Europa. Il motto di questa edizione – Une Merveille – è dedicato ai diversi misteri e alle diverse culture che popo-lano il nostro pianeta. Un viaggio culinario e musicale attraverso tipicità e misteri del mondo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-3772" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads/2009/11/poloyball-quadrat1.jpg" alt="Locandina Polyball 2009" width="276" height="350" /></p>
<p style="text-align: justify">L’equazione è semplice: fine Novembre + ETH Zurigo = <strong>Polyball</strong>. Da oltre un centennio, infatti, la KOSTA (<em>Kommission zur Organisation Studentischer Anlässe</em>), composta da studenti di ambedue gli atenei zurighesi, organizza <strong>il ballo a tema più grande d’Europa</strong>. Una media di oltre 9000 visitatori, 20 sale decorate secondo il motto dell’edizione, favolose Live-Bands, corsi di ballo, un fotografo e una truccatrice professionisti sono solo alcuni dei punti di forza di questa manifestazione molto ben congegnata. Tradizione vuole che, dagli anni ’50, ogni, ballo abbia il suo <strong>motto</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Sin dalla notte dei tempi, l’umanità si confronta con fenomeni inspiegabili; scienza, religione, esoterismo tentano di dipanare matasse di arcani che scivolano in leggenda. Le <strong>sette meraviglie del mondo antico</strong>, ricche di fascino e avvolte da uno sbuffo di nebbioso mistero, sono un tributo a questi atavici enigmi.</p>
<p style="text-align: justify">Polyball: <strong>Une Merveille</strong>, appunto. L’edizione di quest’anno, che andrà in scena <strong>sabato 28 Novembre</strong> nell’edificio principale del Politecnico in Rämistrasse, è dedicata ai diversi misteri e alle diverse culture che abitano il nostro pianeta. Le succulente portate della cena di gala offrono al palato un viaggio culinario quasi mistico attraverso diverse pietanze tipiche; le note suonate dalle Live-Bands s’inseguono, crescono e decrescono tra ritmi sudamericani, classici Walzer, sonorità Funk e Jazz.</p>
<p style="text-align: justify">Coppie, single, giovani e meno giovani: il Polyball è aperto a tutti e, grazie al suo vasto e vario programma d&#8217;intrattenimento, sarà in grado di accontentare ognuno dei visitatori.</p>
<p style="text-align: justify">Unico difetto? Il costo del biglietto: ben 75.-, che si riduce a 49.- se si è in possesso di una tessera dello studente. Lo scotto da pagare per trascorrere una magica notte immersi nel mondo delle favole, fra moderni principi azzurri in giacca a cravatta e meravigliose principesse dagli abiti fruscianti. Una notte lungo la quale dimenticarsi dei libri, dello studio, degli esami incombenti e di tutti i grandi e piccoli problemi della vita quotidiana. Una notte in cui alcuni sogni sopravvivono all’alba e diventano realtà. Secondo me, ne vale la pena!</p>
<p style="text-align: justify">Ulteriori informazioni sono reperibili sul sito ufficiale della manifestazione: <a href="http://www.polyball.ethz.ch/polyball2009/">http://www.polyball.ethz.ch/polyball2009/</a>.</p>
<p style="text-align: justify"> </p>
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