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	<title>L&#039;universo &#187; videogame</title>
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		<title>Retro Gaming: ve li ricordate?</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 01:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gerardo Bramati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/23/04/2009/retro-gaming-ve-li-ricordate/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/04/090403-retrogaming-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="090403-retrogaming" title="090403-retrogaming" /></a>C'era una volta un'epoca in cui i videogiochi erano capolavori. Vere opere d'arte frutto di idee geniali e di incrollabile passione, più che della tecnologia. Oggi molti di quei giochi sono reperibili sul web, ed ancora capaci di far commuovere i fan di vecchia data.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2286" title="090403-retrogaming" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/04/090403-retrogaming.jpg" alt="090403-retrogaming" width="500" height="313" /></p>
<p>C&#8217;era una volta un&#8217;epoca in cui i videogiochi erano capolavori. Vere opere d&#8217;arte frutto di idee geniali e di incrollabile passione, più che della tecnologia. Oggi molti di quei giochi sono reperibili sul web, ed ancora capaci di far commuovere i fan di vecchia data.</p>
<p>La storia del videogame tra il 1985 ed il 1995 ha vissuto un decennio d&#8217;oro, ed ha visto la nascita di pietre miliari che ancora oggi influenzano  pesantemente l&#8217;intero business videoludico. Oggi questi giochi sono  disponibili gratuitamente sul mercato, e sono generalmente identificati con il termine &#8220;abandonware&#8221;, ovvero prodotti non più sfruttabili dal punto di vista commerciale. Ma non per questo meno appetibili.</p>
<p>Il primo dei quattro giochi qui riproposti risale al 1987 ed è intitolato <a href="http://www.abandonia.com/en/games/746/Pirates!.html" target="_blank">Pirates!</a>: l&#8217;opera del pioniere Sid Meier &#8211; fondatore di MicroProse ed autore, tra l&#8217;altro di Railroad Tycoon e della fortunata serie Civilization &#8211; ci mette nei panni di un giovane avventuriero in cerca di fama nel ramo della pirateria. A seconda delle scelte effettuate, della caratterizzazione del personaggio e dell&#8217;abilità dimostrata nelle battaglie navali e negli scontri corpo a corpo, potremo lasciare un segno più o meno indelebile nella storia dei sette mari. Il gioco, come i seguenti, è presente sul sito <a href="http://www.abandonia.com/" target="_blank">Abandonia.com</a>.</p>
<p>Il 1989 è, invece, l&#8217;anno di pubblicazione di uno dei giochi più amati di sempre: prodotto da Lucas Arts, azienda creata dal regista di Star Wars George Lucas, <a href="http://www.abandonia.com/en/games/152/Indiana+Jones+and+the+Last+Crusade.html" target="_blank">Indiana Jones and The Last Crusade</a> ci permette di viaggiare con il famoso esploratore da New York a Venezia, dalla Germania al Medio Oriente. Il gioco è carismatico e profondo come pochi altri nel genere avventuroso e, forse, ancora oggi resta imbattuto da questo punto di vista. Dallo stesso autore, consiglio anche <a href="http://www.abandonia.com/en/games/3/Indiana+Jones+and+the+Fate+of+Atlantis.html" target="_blank">Indiana Jones and The Fate of Atlantis</a> del 1992, meno rivoluzionario del capitolo precedente, ma graficamente stupendo.</p>
<p>Ma il videogiocatore dell&#8217;epoca non viveva di sola avventura: un altro genere che ha lasciato il segno è quello della simulazione. In particolare, progettare e costruire città di pixel era un hobby diffuso. Vi viene in mente niente? Sto chiaramente introducendo il vero gioco dei giochi, <a href="http://www.abandonia.com/en/games/82/SimCity+2000.html" target="_blank">SimCity 2000</a>. Nonostante risalga al lontano 1993, il gioco prodotto da Maxis è all&#8217;avanguardia per l&#8217;epoca &#8211; come suggerisce il titolo stesso: dall&#8217;urbanizzazione ai trasporti, dalle reti elettriche ai rapporti con i cittadini, gli elementi di interazione sono decisamente superiori alla media dei prodotti degli anni &#8217;90. Un must.</p>
<p>Due anni dopo la pubblicazione del gioco citato, Maxis propone una nuova versione &#8220;verticale&#8221;: <a href="http://www.abandonia.com/en/games/341/SimTower+-+The+Vertical+Empire.html" target="_blank">SimTower</a> ci mette a confronto con la costruzione di un singolo, enorme grattacielo popolato da centinaia di piccoli inquilini. Anche in questo caso, le possibilità sono molteplici: una volta creata una base costituita da appartamenti ed uffici da affittare, potremo puntare diritti verso il cielo aggiungendo camere d&#8217;albergo e ristoranti, cinema e sale per conferenze, fino ad aggiungere il tocco finale, una cattedrale! Semplice ma articolato, può tenere occupati per ore.<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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		<title>Licenziare per gioco</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 17:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nadia Lischer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.luniverso.com/24/03/2009/licenziare-per-gioco/"><img align="left" hspace="5" width="150" height="150" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/03/layoff_011-150x150.jpg" class="alignleft wp-post-image tfe" alt="Layoff game" title="Layoff game" /></a>Con la crisi non si gioca, o meglio, si gioca, ma con “Layoff” (dall’inglese “licenziare”), il nuovo gioco elettronico proposto da Tiltfactor Labs (software house indipendente).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img class="alignnone size-full wp-image-1050" title="Layoff game" src="http://www.luniverso.com/wp-content/uploads//2009/03/layoff_011.jpg" alt="Layoff game" width="520" height="423" /></p>
<p>Con la crisi non si gioca, o meglio, si gioca, ma con “Layoff” (dall’inglese “licenziare”), il nuovo gioco elettronico proposto da Tiltfactor Labs (software house indipendente).</p>
<p>Il videogioco nasce nell’ambito di un progetto portato avanti in collaborazione con la New York University con l’intento di sensibilizzare il pubblico sul tema sociale dei licenziamenti e della precarietà. Inoltre si intende studiare gli effetti sull’economia dei finanziamenti pubblici alle banche.</p>
<p>Si tratta più precisamente di un puzzle game &#8216;politicamente scorretto&#8217; che mette  il giocatore nei panni dell’amministratore delegato di un’azienda e il quale ha lo scopo preciso di licenziare più dipendenti possibili e salvare il bilancio della società prossima al fallimento. Più si licenzia, più soldi vengono risparmiati in attesa di arrivare ad ottenere i finanziamenti pubblici.</p>
<p>Il gioco è semplice da capire, provateci anche voi visitando <a href="http://tiltfactor.org/layoff/play.html" target="_blank">questo sito</a>, ma ricordatevi che la realtà non è un gioco!<strong><br />Articoli (forse) correlati:</strong>
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